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Home News Bicicultura

Il velocipedismo storico

Finalmente l’Italia si prepara ad essere grande protagonista di eventi dalla portata mondiale!

di Alfredo Azzini
10 Febbraio 2023
in Bicicultura
Tempo di lettura: 7 minuti
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Biciclette d'Epoca

La rivista dedicata alla storia del ciclismo e della bicicletta ogni tre mesi in edicola e online

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Tralasciamo per una volta la storia dei velocipedi per parlare del mondo attuale dei velocipedi storici e anche dei velocipedi storici nel mondo.

L’Italia ha senza dubbio il merito di aver dato vita all’Eroica, che possiamo definire, con orgoglio di Patria, la Mille Miglia del ciclismo. Manifestazione nata grazie all’intuito di Giancarlo Brocci che volle riproporre lo spirito del ciclismo agonistico d’antan sulle magnifiche strade bianche del senese al fine di preservarle e rivalutarle. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, tant’è che l’aggettivo “eroico/a” è diventato il più usato – ed abusato – nel ciclismo sportivo storico.

Non possiamo però dimenticare che la bicicletta è nata e si è sviluppata almeno 100 anni prima dell’era che oggi chiamiamo “eroica”, e in Italia, fino a qualche anno fa, quel periodo ancestrale sembrava irrimediabilmente consegnato all’oblio. Sino a un paio di decenni fa erano pochi i collezionisti di velocipedi dell’800. Essi custodivano i loro gioielli con grande cura e attenzione ma pochissima condivisione, per cui sembrava che nel nostro paese esistesse solo il collezionismo delle biciclette da corsa. Poi piano piano la voglia di fare comunità, l’affacciarsi di nuovi collezionisti e l’apertura di alcune collezioni private al pubblico hanno fatto emergere quel mondo nascosto, anche se ciò che oggi è visibile al pubblico è ancora solo la punta di un immenso iceberg che speriamo col tempo possa mostrarsi completamente.

Sull’onda di questo fenomeno fu fondata nell’ottobre del 2016 la NUVI (Nuova Unione Velocipedistica Italiana), con l’intento, citando le finalità trovate sul sito, di effettuare una  “Riproposizione di Classiche e corse ciclistiche di rilevante interesse storico e culturale, con particolare attenzione ai primi del ‘900. Pedalate turistiche in stile Belle époque e raduni in pista, il tutto con biciclette e costumi rigorosamente congrui all’epoca rappresentata. Incontri culturali e didattici incentrati sulla storia della bicicletta e del ciclismo”. Lo spirito era quindi quello di proporre eventi, per lo più agonistici, fedeli agli originali, senza invenzioni estemporanee che andassero a coprire il periodo pre-eroico spingendosi sino agli inizi del ‘900.

Solo nel 2018 con la nascita dell’AVI (Associazione Italiana Velocipedi) l’attenzione è stata portata ai velocipedi dell’800, dalle draisine alle michaudine, dai bicicli sino ai primi bicicletti con telai a croce e via pedalando. Questa associazione, di tipo culturale e non sportivo, si propone principalmente la salvaguardia e la tutela della cultura e della storia e la promozione dei velocipedi, nonché di riunire i collezionisti di questo ambito.

Recentemente, poi, l’ASI, la federazione italiana per i mezzi da trasporto storici, dopo aver ammesso aerei e barche, ha ritenuto di portare il suo interesse anche sui velocipedi, per poter così dare completezza al mondo dei mezzi da trasporto, creando un gruppo di studio per i velocipedi con l’intenzione di favorirne l’approfondimento storico, la catalogazione e l’identificazione. Si deve comunque all’AVI l’organizzazione dei primi rally nazionali, manifestazioni di tipo inglese nelle quali la bicicletta è il mezzo per fare turismo, indugiando nelle bellezze artistiche e paesaggistiche del nostro paese dove, bandito l’agonismo, non si disdegna l’enogastronomia.

VIAGGIARE NEL TEMPO

Elementi questi che ispirarono 128 anni fa la nascita del TCCI (Touring Club Ciclistico Italiano). Sempre l’AVI si è fatta promotrice dei primi Concorsi di Eleganza per Velocipedi che quest’anno hanno iniziato a proliferare con il Concorso di Saronno dello scorso mese di aprile, il Concorso di Mandello Lario in concomitanza con il centenario della Moto Guzzi di settembre e il concorso di eleganza promosso dal Museo del Ghisallo. La stagione si è conclusa con il Concorso Nazionale di Eleganza Parco Sigurtà, giunto alla terza edizione.

Questa manifestazione al Parco Sigurtà è certamente qualcosa di unico non solo per i velocipedi esposti e per l’abbigliamento di gran classe dei suoi partecipanti, ma soprattutto per il contesto paesaggistico in cui si svolge e per il particolare evento in cui è inserita, ovvero “Viaggio nel tempo”. Questa manifestazione vede infatti ormai da molti anni confluire nel parco migliaia di persone abbigliate in modo fedele al periodo della Belle Époque, e oltre ai velocipedi è possibile vedere le carrozze, i vecchi mestieri e le danze dell’epoca. Quest’anno, causa cattivo tempo, l’evento si è tenuto il 15 ottobre anziché il 25 settembre, ma il successo non ne ha risentito. Infatti erano presenti nel parco oltre diecimila persone, per la soddisfazione della contessa Magda Ilda di Sigurtà, patron della manifestazione, alla quale va il merito di aver creduto – e a ragione – nei velocipedi, inserendoli nel programma, di cui costituiscono ormai una delle attrattive di maggior interesse.

Quest’anno erano una settantina i mezzi esposti, tra i quali spiccavano un triciclo Howe del 1882 e un biciclo corsa Hillman del 1884. Interessante anche la presenza delle biciclette militari. Già dal mattino l’afflusso di visitatori è stato incessante e l’AVI, grazie all’impegno dei consiglieri Paolo Maria Caserta e Carlo Azzini, ha potuto proporre delle visite guidate ai velocipedi esposti, in modo da permettere ai visitatori di fare un viaggio nella storia, grazie al fatto che i mezzi presenti permettevano di coprire in modo molto completo un arco temporale che andava dal 1867 al 1915.

Sono stati premiati i fratelli Montolli per il velocipede meglio conservato, Federico Corsi per il velocipede più antico, con un biciclo tipo michaudine, mentre per il miglior abbinamento velocipede-abbigliamento il premio è andato a Davide Segalini. Ospite d’eccezione al Parco Sigurtà è stato Stuart Elliot, presidente di IVCA (International Veteran Cycle Association), l’organizzazione mondiale con sede a Londra che raccoglie iscritti e club federati di 36 nazioni. Mr. Elliot è anche presidente del Pickwick Cycle Club, il più antico club ciclistico del mondo, sorto a Londra nel 1870 e così chiamato in ricordo del romanzo “The Pickwick Circle” di Charles Dickens. Il presidente era in Italia per verificare la location del prossimo IVCA World Rally, che si terrà a Cremona dal 17 al 21 maggio 2023.

RALLY MONDIALE

Con il termine World Rally si definisce l’incontro annuale che si svolge ogni anno in un paese diverso. Quest’anno è stato ad Ostenda in Belgio, dove si sono dati convegno i partecipanti provenienti da oltre trenta paesi. In questo appuntamento gli appassionati, con vero spirito di amicizia, si incontrano per quattro giorni con un programma molto variegato e con valenza preferibilmente turistica, ma senza dimenticare un po’ di sano agonismo. Infatti all’interno del Rally si svolgono delle gare su circuito chiuso con tutti i tipi di velocipedi, dalle draisine ai bicicletti. L’evento più atteso, ed estremo, è il Century Gran Prix ovvero un percorso di 100 miglia (162 Km) da compiere nell’arco di una giornata.

Come abbiamo detto, Cremona è stata chiamata, come città sede dell’AVI, a ospitare l’evento per la prima volta in Italia. Dalle indicazioni che stanno arrivando dall’IVCA emerge che c’è molta attesa, nel mondo velocipedistico mondiale, per questo appuntamento italiano. Inoltre il programma molto accattivante – che coniuga turismo, cultura ed enogastronomia – ha portato i vertici dell’associazione a stimare in circa 400 i partecipanti internazionali, cui si dovranno aggiungere gli italiani. Sarà sicuramente l’evento più importante che si sia mai tenuto in Italia per questo tipo di velocipedi. Per gli italiani è allo studio un programma che permetta di partecipare anche solo per alcuni giorni.

L’evento prenderà avvio il 17 maggio alle Colonie Padane di Cremona, edificio mirabilmente incastonato nel parco del Po, proprio di fronte al circuito Ferrari-Pedroni, un percorso di 900 metri nel verde con curve leggermente inclinate concepito proprio per gli allenamenti ciclistici. Il giovedì trascorrerà con le escursioni lungo il Po e la visita alla cinquecentesca Chiesa di S. Sigismondo, mentre i più temerari saranno impegnati nel Century Grand Prix, al cui vincitore andranno il magnifico trofeo “L’Albero della Vita”, in vetro soffiato di Murano, e un soggiorno per due persone all’Hotel Virgilio di Riva del Garda.

Il giorno successivo sarà la volta della cultura, con la visita al Museo Civico e al Museo del Violino, con audizione dei violini di Stradivari. Al pomeriggio, le sfide in pista e il mercatino dei velocipedi. Il sabato mattina, un’escursione ciclistica porterà i partecipanti nella lussureggiante campagna cremonese per raggiungere Soresina e incontrare le auto centenarie del Club Nino Previ, che saluteranno i partecipanti e li guideranno nella visita allo storico Teatro Sociale e alla Collezione Velocipedi e Biciclette Antiche A. & C. Azzini. Nel tardo pomeriggio del sabato ci sarà il momento topico, con la Gran Parade per le vie cittadine. La domenica sarà dedicata all’ultima escursione e all’incontro con le motociclette centenarie del Club CAVEC di Cremona.

ITALIA AL CENTRO

L’Italia, il prossimo anno, sarà per la prima volta anche il centro della cultura storica della bicicletta. Infatti, nel fine settimana prima del World Rally, si terrà la 32° conferenza mondiale sulla storia del velocipede, curata dell’ICHC (International Cycling History Conference) con sede ad Atlanta (USA). Questa associazione si propone di approfondire, definire e diffondere la storia della bicicletta. A essa partecipano i maggiori studiosi e cultori di questo settore a livello mondiale. L’evento, a calendario dal 13 al 16 maggio, sarà un’occasione per parlare di biciclette italiane e della nostra storia della bicicletta che troppo spesso, a livello internazionale, viene ridotta alla sola conoscenza di Bartali e Coppi.

Chi volesse portare una sua relazione potrà farlo concordando l’argomento con l’AVI (presidente@avitalia.eu), che sarà ben lieta di inserirla nel programma. Le relazioni troveranno la loro pubblicazione negli atti della conferenza, che verranno diffusi tra tutti i partecipanti e messi a disposizione online. Possiamo senz’altro dire che il prossimo anno sarà il riscatto del velocipedismo storico italiano, che per la prima volta si affaccerà alla ribalta internazionale. Sarà un’opportunità unica per far conoscere il nostro patrimonio di biciclette, ma sarà anche un’occasione per incontrare appassionati di altri paesi e soprattutto ammirare la qualità e la rarità dei loro velocipedi spesso provenienti dai più importanti musei del mondo. Quindi: save the date!

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Tag: BE59ivca world rally
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150 ANNI DI UN MI-TO A partire dalla fine degli A 150 ANNI DI UN MI-TO

A partire dalla fine degli Anni '60 dell'Ottocento, le gare di velocipedi iniziano a diffondersi sempre di più, coinvolgendo i pochi temerari che già allora desideravano gareggiare con questi mezzi. 

La Milano-Torino, tenutasi per la prima volta nel 1876, è la più antica gara italiana ancora in essere, e la storia della sua affascinante genesi viene raccontata su BE76 da Alfredo Azzini, instancabile narratore delle origini della bicicletta.

EDIZIONE ITALIANA IN EDICOLA

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150 YEARS OF A LEGEND

Starting in the late 1860s, bicycle races began to gain popularity, drawing in the few daredevils who, even then, were eager to compete on these machines. 

The Milan-Turin race, held for the first time in 1876, is the oldest Italian race still in existence, and the story of its fascinating origins is told in BE76 by Alfredo Azzini, a tireless chronicler of the bicycle’s origins.

ENGLISH VERSION AVAILABLE SOON
Cari amici, siamo molto felici di annunciare il nu Cari amici, siamo molto felici di annunciare il nuovo numero di Biciclette d'Epoca, BE76, disponibile in questi giorni nelle edicole e sul sito Sprea.it.

Un numero con tantissimi contenuti interessanti, a partire dalla copertina dedicata ai 150 anni della storica gara Milano-Torino, qui rappresentata da un'incisione di Luigi Airaldi, vincitore della seconda edizione. Ce ne parla Alfredo Azzini.

Apre poi la sezione delle biciclette la Bianchi Squadra Corse Leggerissimo del 1949 di Coppi, dalla collezione di Carsten Rademacher, tra quelle a disposizione del Campionissimo alla Parigi-Roubaix vinta l’anno successivo. A raccontarcela tre penne importanti: Paolo Amadori, Michele Asciutti e Carlo Delfino.

Abbiamo poi una Ariel Lightweight del 1912 di Ariel Atzori, una Cimatti Corsa del 1951 di Alvaro Abbili, una Estermann Olympia del 1980 del Velomuseum di Rehetobel, un tandem Labor del 1906 di Mario Cionfoli, una Prina Imperiale R Lusso del '47 di Alberto Castelli, una Biazzi Corsa Air del 1986 di Francesco Misantoni, una Progear 2WD del 1995 di Paolo Carosini, una Moser Oro Aero del 1985 di Pasquale Cuttunaro vista al CdE dell'Eroica e un tutorial per ripristinare le selle curato da Maurizio Botta.

Passando ai campioni, Giovanni Battistuzzi ci riporta alle origini del doping parlando di Monsieur Aide, Marco Pasquini tratteggia la parabola di Franco Chioccioli mentre Carlo Delfino ci racconta dei gregari Canavesi e Rimoldi. Infine, sempre Pasquini ricostruisce la storia del 51 al Tour.

Per quanto riguarda la Bicicultura, spazio alla leggenda francese della "Piccola Regina", raccontata da l'Epopée Sutter, mentre Fausto Delmonte ricostruisce l'evoluzione delle tappe dalla ruota libera al cambio.

Infine, tutta la parte relativa agli eventi e alle ciclostoriche, con le ultime news da Eroica, l'arrivo sulle nostre pagine con grandissimo piacere di Giancarlo Brocci, i 20 anni del Ghisallo e una bellissima mostra a villa Manin.

Chiudiamo con lo speciale dedicato ai 10 anni di Eroica Montalcino che troverete con una copertina dedicata sul lato opposto della rivista, con 8 pagine extra che ripercorrono la storia e i valori dell'Eroica di primavera.

Non perdetelo!
SPECIAL ISSUE 75 – MOUNTAIN BIKE EXTRA We are del SPECIAL ISSUE 75 – MOUNTAIN BIKE EXTRA

We are delighted to announce the release of our first-ever special issue featuring a ‘Variant’ cover.

This is a special edition of Vintage Bicycles 75 – the same issue you’ll find on newsstands or on Amazon featuring the Colnago Oval CX – but in this case, the cover showcases the 1979 Cunningham CC Proto. 

It is a tribute we wanted to pay to this hugely significant bicycle and to the article produced in collaboration with the Marin Museum and MTB legend Joe Breeze.

But that’s not all: to make this issue even more special, we’ve added a full 16 extra pages dedicated to iconic MTBs of the past: the 1985 Ritchey Team Comp, the 1990 Rauler, the Breezer Lightning and the 1996 AMP B4, masterfully described by our very own Fausto Delmonte.

A collector’s edition that we hope will appeal to the many enthusiasts of the ever-fascinating world of vintage MTBs!

NOW AVAILABLE IN ENGLISH ONLY AND EXCLUSIVELY ON AMAZON: LINK IN BIO TO PURCHASE
BIANCHI D1 PISTA 1902 Una bicicletta "misteriosa" BIANCHI D1 PISTA 1902

Una bicicletta "misteriosa" che apre il dibattito sull'evoluzione e le scelte tecnologiche della Bianchi a inizio del Novecento. Ne parliamo su BE75 dalla collezione di @fogagnolomarcello .

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BIANCHI D1 TRACK 1902

A ‘mysterious’ bicycle that opens the debate on Bianchi's evolution and technological choices at the beginning of the 20th century. We discuss it on BE75 from Marcello Fogagnolo's collection.

ACQUISTA/BUY BE75:https://linktr.ee/biciclettedepoca
Il nostro "Ritratto" di questo numero è Simone D'U Il nostro "Ritratto" di questo numero è Simone D'Urbino, enfant prodige del telaismo e titolare del marchio Masi. 

L'abbiamo intervistato in una lunga, schietta e interessante chiacchierata nell'officina sotto le curve del Vigorelli, in cui è di recente rientrato, laddove il grande Faliero ha gettato le basi del mito.

Su BE75 in edicola adesso.

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Our ‘Portrait’ in this issue is Simone D'Urbino, enfant prodige of frame building and owner of the Masi brand. 

We interviewed him in a long, candid and interesting chat in the workshop under the curves of the Vigorelli, where he recently returned, where the great Faliero laid the foundations of the legend.

On BE75, available now.

ACQUISTA/BUY: LINK IN BIO
Celebriamo oggi la Giornata Internazionale della D Celebriamo oggi la Giornata Internazionale della Donna, ricorrenza che sostiene l'importanza della parità, della tutela e dei diritti in ogni ambito.

Pioniere di tutto questo sono state le donne in bicicletta, vere anticonformiste pronte a sfidare le convenzioni sociali per affermare il proprio diritto a pedalare.

Qui una copertina di "Figarò Illustré" del settembre 1893, rivoluzionaria per l'epoca e per lo scandalo che davano le donne in bicicletta con i pantaloni (detti "bloomer").
Vincenzo Torriani è stato per 40 anni l'immagine e Vincenzo Torriani è stato per 40 anni l'immagine e il patron del Giro d'Italia. Una figura gigantesca che ha guidato la corsa rosa attraverso le strade di tutto il Paese.

Da ricordare quella volta che si candidò alle elezioni ma la gente votò Bartali! (in foto)

Ce ne parla Marco Pasquini su BE75 in edicola adesso.

Buona domenica!

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Vincenzo Torriani was the face and patron of the Giro d'Italia for 40 years. A larger-than-life figure, he guided the pink race through the streets of the entire country.

We remember when he ran for election but the people voted for Bartali! (in photo)

Marco Pasquini tells us about it in BE75, now on newsstands.

Have a nice Sunday!

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Biciclette d'Epoca: una sola rivista, quattro vers Biciclette d'Epoca: una sola rivista, quattro versioni in lingue differenti per parlare agli appassionati di tutto il mondo. Scopri le opzioni di acquisto!

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Table of contents:

IN THIS ISSUE

VINTAGE WORLD

Eroica News 2

AVI 4

NUVI 5

RSC 6

VCC 7

Épopée Sutter 8

Giro d'Italia d'Epoca 9

Ciclostoriche di Lombardia 10

Giro delle Regioni 11

Events calendar 12

PORTRAITS

Simone D'Urbino 14

ROUTES

La Vignastorica 18

Cover Story: COLNAGO OVAL CX 1982 22

BICYCLES

Maino Tipo E Balloon 1930 28

Bianchi D1 Pista 1902 32

King Corsa 1920s 36

Bianchi Super Extra 1946 40

Chesini Precision 1982 44

La Française Diamant 1901 48

Cunningham CC Proto 1979 54

Vedovati Fiorelli Germanvox 1969 60

PEOPLE

Runaway Words: Llega el Maravilla 64

José Manuel Fuente 66

Pietro Chesi 73

Vincenzo Torriani 74

The Monument Classics 78

Isidoro Bergaglio 81

VELOCULTURE

Ido Erani 82

Books 85

Velodrom Favorit Brno 1889 86

The origins of racing - part 2 90

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Cari amici, a grande richiesta torna sulle nostre Cari amici, a grande richiesta torna sulle nostre pagine il Calendario delle Ciclostoriche 2026, in collaborazione con @eventbike.

Tutti gli appuntamenti dell'anno per non perderne nemmeno uno.

Lo trovate su BE75 in edicola adesso e sul nostro sito a questo indirizzo:

https://biciclettedepoca.net/news/il-calendario-delle-ciclostoriche-2026/

Se volete segnalare il vostro evento, scrivete a info@eventbike.it
JOSE' MANUEL FUENTE, "EL TARANGU" Lo chiamavano " JOSE' MANUEL FUENTE, "EL TARANGU"

Lo chiamavano "El Tarangu", un intraducibile termine in dialetto asturiano che significava grosso modo "il garzone", "l'uomo di fatica", ma anche "l'imprevedibile". Manuel José Fuente era così: uno scalatore indomito e illeggibile che, nella sua breve carriera, ha fatto tremare i più grandi, compreso Eddy Merckx.

Ce lo racconta Alessio Stefano Berti su BE75 adesso in edicola.

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They called him ‘El Tarangu’, an untranslatable term in Asturian dialect that roughly meant ‘the lad’, ‘the labourer’, but also ‘the unpredictable one’. Manuel José Fuente was just that: an indomitable and unpredictable climber who, in his short career, made the greatest riders tremble, including Eddy Merckx.

Alessio Stefano Berti tells us all about him in BE75, now on Amazon worldwide.

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