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Home News Bicicultura

Antichi libri da collezione

La parola scritta del passato è oggi cibo per la mente degli appassionati di biciclette d'epoca

di Redazione
5 Aprile 2021
in Bicicultura
Tempo di lettura: 3 minuti
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Biciclette d'Epoca

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Quale motivazione ci spinge a collezionare libri? Tutti i collezionisti, a prescindere dal genere nel quale poi decideranno di specializzarsi, condividono un personale piacere per la lettura.

Ce lo conferma Pierluigi Farè, proprietario del museo Ciclocollection di Riva del Garda: «La mia passione nasce da ragazzo, alla fine degli Anni ’70. Inizialmente acquistavo libri per il gusto di leggerli e non avrei mai pensato di diventarne un collezionista». Coltivando questo piacere, lo sviluppo naturale è l’approfondimento di un tema specifico, che nel nostro caso e in quello di Farè non può che essere legato al mondo delle biciclette: «In seguito, negli Anni ’90, cominciai a collezionare biciclette d’epoca, concentrandomi di conseguenza sulla ricerca di libri sull’evoluzione tecnica, culturale e sociale delle due ruote. Tale approfondimento mi affascinò al punto da guidarmi nella ricerca di libri sempre più antichi e rari, spesso molto difficili da trovare».

Abbiamo dunque la conferma, se mai ce ne fosse bisogno, del canonico percorso dal generale al particolare che è alla base di tutte le diverse tipologie di collezionismo che abbiamo avuto modo di trattare in Biciclette d’epoca. Nel caso di una collezione incentrata sui libri a tema ciclistico, questa propensione verso il particolare impone al collezionista di suddividere i “pezzi da collezione” secondo un principio di genere. Avremo quindi collezioni, o sezioni delle stesse, quando si parla di cataloghi ricchi come quello del museo Ciclocollection, suddivise in manuali e libri incentrati sulla storia della bicicletta, romanzi e biografie dedicate ai campioni, e ancora libri su eventi e gare specifiche. E man mano che la collezione cresce, potrebbero rendersi necessarie ulteriori e più minuziose catalogazioni, prendendo per esempio in considerazione la provenienza geografica dei libri. «Oltre all’Italia», ci spiega Farè, «senza dubbio Francia e Inghilterra sono nazioni prolifiche. E persino negli Stati Uniti e in Germania si possono trovare testi molto interessanti».

come iniziare

Ma torniamo alla genesi della nostra passione per i libri e le bici, e cogliamo qualche suggerimento utile alla ricerca iniziale. Le librerie antiquarie sono chiaramente il nostro primo canale, ma come sottolineato da Farè: «Internet è un ottimo strumento e, per esempio, su eBay si trovano spesso libri molto interessanti, anche se il prezzo è altalenante. Nel senso che oggi possiamo trovare un determinato libro a 50 euro e dopo una settimana lo stesso identico libro, persino conservato meglio, può manifestarsi a 20 euro».

Un altro canale da tenere nella massima considerazione è rappresentato dai mercatini di antiquariato di paese, dove si possono fare affari d’oro. Esistono inoltre fiere e mercati importanti dedicati ai libri antichi, per le cui date è sufficiente consultare Internet. Le fasi iniziali di una qualsivoglia collezione sono comunque complicate e per partire con il piede giusto – come suggerisce lo stesso Farè – conviene farsi aiutare da qualche collezionista con esperienza, che ci guidi soprattutto nella valutazione dello stato di conservazione e della rarità di un determinato libro.

lo stato di conservazione

A tal proposito vale la pena sottolineare che un libro ha una duplice valenza di interesse. Oltre al valore collezionistico c’è il puro piacere della lettura, dal quale consegue la sua importanza in termini di documentazione e ricerca storica. Questo significa che qualche traccia di umidità e alcune pagine ingiallite dal tempo, e persino eventuali scarabocchi e qualche strappo, sono fattori tollerabili, seppure influenti sul valore economico, perché l’importante per l’appassionato di biciclette e di ciclismo è che il libro sia generoso latore di notizie, aneddoti e informazioni. Tuttavia, come precisato da Pierluigi, «Il discorso cambia se un determinato libro è di interesse del “puro” collezionista di libri. In questo caso vale la regola che più è ben conservato e più vale, e di conseguenza il suo prezzo di acquisto può aumentare in maniera sensibile. I manuali della Hoepli, per esempio, possono valere fino a 400 euro se conservati alla perfezione. Così come la “Storia del Velocipede e dello Sport Ciclistico” di Angelo Gardellin, il cui valore oscilla tra i 300 e i 400 euro quando si trova in ottime condizioni di conservazione».

Il nostro intento è stimolare nei lettori il desiderio della lettura ancora prima che della collezione, perché siamo certi che la parola scritta sia cibo per una mens sana. Quanto al corpore siamo già a posto, visto che a tutti noi non mancano certo le occasioni per saltare in sella. Quindi auguriamo a tutti buona lettura e buona pedalata.


Si ringrazia: Pierluigi Farè – Ciclocollection (Riva del Garda)


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Tag: BE48libri
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ESTERMANN OLYMPIA 1980 Disegnata dal vento e dall ESTERMANN OLYMPIA 1980

Disegnata dal vento e dalla passione di Leogard Estermann, detto "Leo", questa bicicletta da pista realizzata in Svizzera, a Zurigo, è un capolavoro di tecnologia e di estetica che ha vinto la medaglia d'oro alle Olimpiadi di Mosca del 1980. Ve la racconta Michael Walser del Velomuseum Rehetobel di Appenzell Ausserrhoden (CH) con la collaborazione di Jonas Becker. Un articolo da non perdere!

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ESTERMANN OLYMPIA 1980

Designed by Leogard Estermann, known as ‘Leo’, and inspired by the wind and his passion, this track bike, manufactured in Zurich, Switzerland, is a masterpiece of technology and aesthetics that won the gold medal at the 1980 Moscow Olympics. Michael Walser from the Velomuseum Rehetobel in Appenzell Ausserrhoden (CH) tells the story, with the collaboration of Jonas Becker. An article not to be missed!

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FRANCO CHIOCCOLI: LO CHIAMAVANO "COPPINO" Ci sono FRANCO CHIOCCOLI: LO CHIAMAVANO "COPPINO"

Ci sono campioni che dominano la scena sin dall'inizio della carriera e altri che ci arrivano con la maturità. È il caso di Franco Chioccioli, "Coppino" per la stampa e i tifosi, vincitore a 32 anni del Giro d'Italia del '91 con una strepitosa tappa sul Pordoi.

Ce lo racconta Marco Pasquini su Biciclette d'Epoca adesso in edicola.

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FRANCO CHIOCCOLI: THEY CALLED HIM ‘COPPINO’

Some champions dominate the scene right from the start of their careers, whilst others only reach their peak later on. This was certainly the case for Franco Chioccioli, known as ‘Coppino’ to the press and fans, who won the 1991 Giro d'Italia at the age of 32 with a sensational stage victory on the Pordoi.

Marco Pasquini tells the story in Biciclette d'Epoca, now on newsstands.

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BIANCHI SQUADRA CORSE "LEGGERISSIMO" COPPI 1949 Q BIANCHI SQUADRA CORSE "LEGGERISSIMO" COPPI 1949

Questa bicicletta è nata per scrivere nel mito. Per questo abbiamo voluta raccontarla dal punto di vista dell'evoluzione tecnologica con Paolo Amadori, da quello storico con Carlo Delfino e da quello puramente tecnico grazie a Michele Asciutti del Registro Storico Cicli.

Un approfondimento corposo che permette di capire le logiche della Squadra Corse Bianchi alla fine degli Anni '40, per una bicicletta che è stata la prima a montare il cambio Campagnolo "Tipo nuovo", che si sarebbe poi chiamato Parigi-Roubaix a partire dalla vittoria di Coppi alla Pascale del 1950.

Un grazie anche Carsten Rademarcher, proprietario di questa bicicletta, al fratello Dirk per le foto e a corsaclassic.com per il costante supporto.

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This bicycle was built to become a legend. That is why we wanted to explore it from the perspective of technological evolution with Paolo Amadori, from a historical perspective with Carlo Delfino, and from a purely technical perspective thanks to Michele Asciutti of the Registro Storico Cicli.

A comprehensive analysis that sheds light on the philosophy of the Bianchi Racing Team in the late 1940s, for a bicycle that was the first to feature the Campagnolo “Tipo nuovo” derailleur, which would later be named the Paris-Roubaix following Coppi’s victory at the 1950 Easter Classic.

Special thanks also to Carsten Rademarcher, owner of this bicycle, to his brother Dirk for the photos, and to corsaclassic.com for their constant support.

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150 ANNI DI UN MI-TO A partire dalla fine degli A 150 ANNI DI UN MI-TO

A partire dalla fine degli Anni '60 dell'Ottocento, le gare di velocipedi iniziano a diffondersi sempre di più, coinvolgendo i pochi temerari che già allora desideravano gareggiare con questi mezzi. 

La Milano-Torino, tenutasi per la prima volta nel 1876, è la più antica gara italiana ancora in essere, e la storia della sua affascinante genesi viene raccontata su BE76 da Alfredo Azzini, instancabile narratore delle origini della bicicletta.

EDIZIONE ITALIANA IN EDICOLA

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150 YEARS OF A LEGEND

Starting in the late 1860s, bicycle races began to gain popularity, drawing in the few daredevils who, even then, were eager to compete on these machines. 

The Milan-Turin race, held for the first time in 1876, is the oldest Italian race still in existence, and the story of its fascinating origins is told in BE76 by Alfredo Azzini, a tireless chronicler of the bicycle’s origins.

ENGLISH VERSION AVAILABLE SOON
Cari amici, siamo molto felici di annunciare il nu Cari amici, siamo molto felici di annunciare il nuovo numero di Biciclette d'Epoca, BE76, disponibile in questi giorni nelle edicole e sul sito Sprea.it.

Un numero con tantissimi contenuti interessanti, a partire dalla copertina dedicata ai 150 anni della storica gara Milano-Torino, qui rappresentata da un'incisione di Luigi Airaldi, vincitore della seconda edizione. Ce ne parla Alfredo Azzini.

Apre poi la sezione delle biciclette la Bianchi Squadra Corse Leggerissimo del 1949 di Coppi, dalla collezione di Carsten Rademacher, tra quelle a disposizione del Campionissimo alla Parigi-Roubaix vinta l’anno successivo. A raccontarcela tre penne importanti: Paolo Amadori, Michele Asciutti e Carlo Delfino.

Abbiamo poi una Ariel Lightweight del 1912 di Ariel Atzori, una Cimatti Corsa del 1951 di Alvaro Abbili, una Estermann Olympia del 1980 del Velomuseum di Rehetobel, un tandem Labor del 1906 di Mario Cionfoli, una Prina Imperiale R Lusso del '47 di Alberto Castelli, una Biazzi Corsa Air del 1986 di Francesco Misantoni, una Progear 2WD del 1995 di Paolo Carosini, una Moser Oro Aero del 1985 di Pasquale Cuttunaro vista al CdE dell'Eroica e un tutorial per ripristinare le selle curato da Maurizio Botta.

Passando ai campioni, Giovanni Battistuzzi ci riporta alle origini del doping parlando di Monsieur Aide, Marco Pasquini tratteggia la parabola di Franco Chioccioli mentre Carlo Delfino ci racconta dei gregari Canavesi e Rimoldi. Infine, sempre Pasquini ricostruisce la storia del 51 al Tour.

Per quanto riguarda la Bicicultura, spazio alla leggenda francese della "Piccola Regina", raccontata da l'Epopée Sutter, mentre Fausto Delmonte ricostruisce l'evoluzione delle tappe dalla ruota libera al cambio.

Infine, tutta la parte relativa agli eventi e alle ciclostoriche, con le ultime news da Eroica, l'arrivo sulle nostre pagine con grandissimo piacere di Giancarlo Brocci, i 20 anni del Ghisallo e una bellissima mostra a villa Manin.

Chiudiamo con lo speciale dedicato ai 10 anni di Eroica Montalcino che troverete con una copertina dedicata sul lato opposto della rivista, con 8 pagine extra che ripercorrono la storia e i valori dell'Eroica di primavera.

Non perdetelo!
SPECIAL ISSUE 75 – MOUNTAIN BIKE EXTRA We are del SPECIAL ISSUE 75 – MOUNTAIN BIKE EXTRA

We are delighted to announce the release of our first-ever special issue featuring a ‘Variant’ cover.

This is a special edition of Vintage Bicycles 75 – the same issue you’ll find on newsstands or on Amazon featuring the Colnago Oval CX – but in this case, the cover showcases the 1979 Cunningham CC Proto. 

It is a tribute we wanted to pay to this hugely significant bicycle and to the article produced in collaboration with the Marin Museum and MTB legend Joe Breeze.

But that’s not all: to make this issue even more special, we’ve added a full 16 extra pages dedicated to iconic MTBs of the past: the 1985 Ritchey Team Comp, the 1990 Rauler, the Breezer Lightning and the 1996 AMP B4, masterfully described by our very own Fausto Delmonte.

A collector’s edition that we hope will appeal to the many enthusiasts of the ever-fascinating world of vintage MTBs!

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BIANCHI D1 PISTA 1902 Una bicicletta "misteriosa" BIANCHI D1 PISTA 1902

Una bicicletta "misteriosa" che apre il dibattito sull'evoluzione e le scelte tecnologiche della Bianchi a inizio del Novecento. Ne parliamo su BE75 dalla collezione di @fogagnolomarcello .

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BIANCHI D1 TRACK 1902

A ‘mysterious’ bicycle that opens the debate on Bianchi's evolution and technological choices at the beginning of the 20th century. We discuss it on BE75 from Marcello Fogagnolo's collection.

ACQUISTA/BUY BE75:https://linktr.ee/biciclettedepoca
Il nostro "Ritratto" di questo numero è Simone D'U Il nostro "Ritratto" di questo numero è Simone D'Urbino, enfant prodige del telaismo e titolare del marchio Masi. 

L'abbiamo intervistato in una lunga, schietta e interessante chiacchierata nell'officina sotto le curve del Vigorelli, in cui è di recente rientrato, laddove il grande Faliero ha gettato le basi del mito.

Su BE75 in edicola adesso.

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Our ‘Portrait’ in this issue is Simone D'Urbino, enfant prodige of frame building and owner of the Masi brand. 

We interviewed him in a long, candid and interesting chat in the workshop under the curves of the Vigorelli, where he recently returned, where the great Faliero laid the foundations of the legend.

On BE75, available now.

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Celebriamo oggi la Giornata Internazionale della D Celebriamo oggi la Giornata Internazionale della Donna, ricorrenza che sostiene l'importanza della parità, della tutela e dei diritti in ogni ambito.

Pioniere di tutto questo sono state le donne in bicicletta, vere anticonformiste pronte a sfidare le convenzioni sociali per affermare il proprio diritto a pedalare.

Qui una copertina di "Figarò Illustré" del settembre 1893, rivoluzionaria per l'epoca e per lo scandalo che davano le donne in bicicletta con i pantaloni (detti "bloomer").
Vincenzo Torriani è stato per 40 anni l'immagine e Vincenzo Torriani è stato per 40 anni l'immagine e il patron del Giro d'Italia. Una figura gigantesca che ha guidato la corsa rosa attraverso le strade di tutto il Paese.

Da ricordare quella volta che si candidò alle elezioni ma la gente votò Bartali! (in foto)

Ce ne parla Marco Pasquini su BE75 in edicola adesso.

Buona domenica!

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Vincenzo Torriani was the face and patron of the Giro d'Italia for 40 years. A larger-than-life figure, he guided the pink race through the streets of the entire country.

We remember when he ran for election but the people voted for Bartali! (in photo)

Marco Pasquini tells us about it in BE75, now on newsstands.

Have a nice Sunday!

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