domenica | 12 Aprile | 2026
ACQUISTA/BUY
Biciclette d'Epoca
SHOP
  • LE BICICLETTE
  • BICICULTURA
  • OGGI COME IERI
  • TUTORIAL
  • PERCORSI
  • |
  • CHI SIAMO
  • PARTNER
  • CONTATTI
  • PRIVACY
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • LE BICICLETTE
  • BICICULTURA
  • OGGI COME IERI
  • TUTORIAL
  • PERCORSI
  • |
  • CHI SIAMO
  • PARTNER
  • CONTATTI
  • PRIVACY
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Biciclette d'Epoca
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Home News Le Biciclette

Maino SuperSport 1940

La sintesi delle due anime di Maino

di Luca Pit
10 Maggio 2020
in Le Biciclette
Tempo di lettura: 7 minuti
A A
FacebookTwitterWhatsappTelegram

Biciclette d'Epoca

La rivista dedicata alla storia del ciclismo e della bicicletta ogni tre mesi in edicola e online

Copertina Biciclette d'Epoca Acquista/Abbonati

La Maino modello SuperSport viene alla luce nella seconda metà degli Anni ’30. Il catalogo commerciale del 1937 è il primo dove questo modello di punta viene fotografato e descritto. Il modello avrà successo soprattutto nel Dopoguerra, e continuerà ad essere presente nei cataloghi della casa alessandrina fino quasi agli Anni ’60. Considerato che proprio nel 1940 – anno della produzione della bici che vedete in queste pagine – l’azienda passò dal fondatore Giovanni Maino nelle mani di un altro industriale italiano, il padovano Cesare Rizzato, questo modello può essere considerato, insieme all’Aerodin, uno degli ultimissimi concepiti dallo storico team originale. Un vero e proprio modello di tipo sportivo non era mai stato introdotto da Maino, nonostante i competitor già da tempo lo proponessero ottenendo in alcuni casi con buone fortune, come per esempio con le Bianchi M-Sport e Rodi. L’unico timido tentativo targato Maino negli Anni ’30 fu rappresentato dal modello Superlusso Sport, che però era in buona sostanza una Superlusso con freno posteriore contropedale Torpedo e cerchi in legno.

UNA SINTESI PERFETTA

Come già abbiamo avuto modo di spiegare nel numero 41 parlando della Bianchi Claudio, la bicicletta sportiva tipica degli Anni ’30 è la bicicletta R-Sport, ovvero quella bicicletta che coniuga i telai da corsa con freni a filo a manubri di tipo R (quelli a frenata rigida, comunemente chiamati “a bacchetta”) e che inoltre presenta generalmente i mozzi da corsa di tipo giroruota associati a un carter copricatena. Il concetto che sta alla base del concepimento del modello SuperSport, invece, è  se possibile ancora più moderno ed estremo: si tratta infatti di una vera e propria sintesi tra due impostazioni antitetiche, ovvero tra il modello Superlusso, l’ammiraglia di eleganza della casa, e il modello da corsa Super Campionissimo, che in quegli stessi anni vinceva nelle corse grazie ad assi quali Guerra, Bini e Bergamaschi. Curioso, e forse indicativo, che da entrambi i modelli erediti anche parte del nome, “SuperSport”.

Osservandola a fondo ci si può rendere benissimo conto degli attributi genetici ereditati da entrambe. L’aspetto è sostanzialmente ereditato dall’ammiraglia: si tratta di una bicicletta di tipo R, con freni interni, carter tubolare con codino e padellino. Il colore grigio però, sebbene a richiesta venisse anche offerto sul modello Superlusso, è praticamente da sempre il colore delle Maino, ma di quelle da corsa. Non a caso il colore principale della SuperSport rimarrà a lungo il grigio, quantomeno fino a dopo la guerra. Avvicinandoci e osservando bene il telaio – in particolare i tubi speciali rinforzati e le congiunzioni alleggerite – possiamo notare che sono proprio gli stessi utilizzati nella costruzione delle Super Campionissimo da corsa, a eccezione dei forcellini posteriori. Quest’ultimi non sono per giroruota ma sono nuovi forcellini da passeggio appositamente realizzati, dotati di incavo per quei tendicatena d’influenza francese tanto tipici del marchio ma con nuovi importanti alleggerimenti.

Quando l’occhio cade sui ponticelli del telaio, sul ponticello del carter e sulle fascette del freno contropedale o sulle teste delle viti dei parafanghi, ci si rende effettivamente conto di quanto i tubi che la compongono siano davvero di diametro ridotto e contribuiscano a rendere estremamente leggero questo telaio, che oltretutto è predisposto per montare ruote da 26” con copertoni 26×1 1/2×1 5/8, vale a dirsi le gomme per balloncina. Questa soluzione era uno dei più apprezzati optional per le biciclette da passeggio degli Anni ’30, dato che consentiva andature meno rigide e un miglior assorbimento delle asperità grazie alla bassa pressione nella camera d’aria.

Altri connotati genetici derivanti dal modello da corsa sono le pedivelle con alleggerimenti sui tre lati nascosti alla vista e il movimento centrale con perno cavo. C’è poi soprattutto un concetto portato all’estremo: l’ampissimo uso di duralluminio, la lega leggera e innovativa di quel decennio per il settore biciclette. In duralluminio sono infatti i parafanghi, le aste dei parafanghi, il padellino del carter, le flange del mozzo anteriore F.B. Maino, il tubo sella, i cerchi Ambrosio, la gemma posteriore, i pedali Sheffield Maino a centro intero ricavato dal pieno, con perno cavo, e con i distanziali dei blocchetti in feltro pressato, anch’essi in duralluminio, così come i parapolvere e le flange degli stessi. Incredibilmente, anche gran parte del sistema frenante è nella stessa lega leggera: i cavallotti sono pezzi unici ricavati dal pieno, con raccordi integrati sempre in duralluminio. Le stesse aste di rinvio all’interno del telaio sono – indovinate un po’? – di duralluminio.

TESI E ANTITESI

L’altro volto della sua anima, antitesi del precedente, è quello sobrio ed elegante, corredo genetico ereditato da mamma Superlusso. Possiamo ritrovarlo nel manubrio a freni interni con lunghi e sottili manopolini in legno, manopole in corno e fregio smaltato in grigio, rosso e blu col nome del modello a nascondere alla vista i meccanismi di regolazione della frenata. E – ancora – nell’elegante disegno dei suoi parafanghi, nel carter tubolare più lussuoso della gamma (con oliatore a vite per la lubrificazione della catena), nella serie sterzo tornita e con portafanale integrato nel collarino e per finire nella viteria dedicata.

La bicicletta che potete vedere in queste pagine, in particolare, è stata ritrovata con mozzo posteriore Torpedo dotato di freno contropedale e cambio a due velocità con comando al manubrio, tutto risalente all’anno 1940, come da punzonature sia sul mozzo sia sul manettino. Abbiamo poi completato il restauro accessoriandola con un particolare gruppo luce Radsonne sportivo, con dinamo in ottone e alluminio e fanale con gemmette laterali direzionali, paramanubrio Amba, campanello brevetto Freschi, pompetta Omas color grigio Maino, borsello porta attrezzi Maino, e santino protettore in ottone. I copertoni sono Pirelli Stella balloncino.

Negli anni, le varie versioni del modello SuperSport che si sono succedute hanno subìto piccole ma costanti variazioni. È però importante evidenziare una curiosità che la dice lunga sul posizionamento del modello all’interno della gamma: la SuperSport diventa, con gli aggiornamenti del 1940, la primissima Maino a frenata completamente interna, un anno e pochi mesi prima che la stessa modifica venisse adottata anche nella Superlusso. Rispetto alla prima versione, cambieranno nel tempo diversi dettagli: dalla sella in lamina di cuoio si passerà a delle Aquila imbottite in crine e rivestite in pelle; il manubrio seguirà gli aggiornamenti nella freneria interna e i manopolini varieranno un paio di volte; il carter cambierà forma e guadagnerà l’oliatore a vite per la catena in contemporanea all’introduzione del padellino in un solo pezzo di duralluminio; i mozzi passeranno dai Siamt agli F.B; i pedali a sega verranno sostituiti presto con quelli a blocchetti in feltro per poi essere nuovamente sostituiti da pedali ovali in alluminio. Cambierà, dopo la fine del Secondo Conflitto Mondiale, anche il sistema di fissaggio dei parafanghi, che adotterà il sistema brevettato da Cristina, e verrà inoltre introdotta la versione da 28”. Verso il 1950 il movimento centrale diventerà senza chiavelle ma soprattutto vedrà la luce (e il brevetto esclusivo) una nuova tipologia di frenata che darà un soprannome al modello SuperSport: “la Maino a catenelle”, per il tipico sistema frenante simile ai Cantilever ma comandato da sottili catenelle tiranti, discretamente occultate all’interno del telaio. Altra curiosità, dai listini che abbiamo avuto modo di confrontare, la  SuperSport è sempre stata la Maino più costosa da quando è stata introdotta, con un prezzo più elevato rispetto ai due modelli “genitori” (Superlusso e Super Campionissimo) di circa il 30%.

UNA REGINA D’INNOVAZIONE

Quest’ultimo dato può forse parzialmente spiegare come mai di esemplari di questo modello se ne siano stati trovati davvero pochi, in particolare per quelli prodotti prima e durante la guerra. Inoltre, questo esemplare costituisce anche una rara eccezione per completezza e questo perché si tratta di una bicicletta tanto bella e innovativa per l’epoca quanto delicata, soprattutto per la sottigliezza delle lamiere di acciaio o di alluminio utilizzate in particolare per produrre il carter e i parafanghi. Ce ne siamo resi conto in prima persona durante il restauro, risultato complesso nonostante l’esperienza accumulata in questi anni, sebbene partissimo da un’ottima base. Tuttavia, il lungo tempo trascorso assieme alla SuperSport nelle serate invernali ha permesso di osservarla innumerevoli volte, facendo quasi sempre balzare agli occhi un nuovo dettaglio che ne raccontava un pezzo di storia e rendeva lampante le ragioni per cui è oggettivamente la massima espressione nella sua epoca in termini tecnologici e d’innovazione. Osservandola da vicino, smontandola, capendola si arriva comprendere come le due anime della Maino, quella corsaiola rappresentata dal modello Super Campionissimo e quella elegante e sobria del modello Superlusso, si fossero fuse in un’unica bicicletta.

Questa sintesi è rappresentata appieno dalle figure di Costante Girardengo, il primo Campionissimo, e di Giovanni Maino, patron elegante e dai modi paterni: le due anime antitetiche e storiche della casa piemontese che per decenni, in maglia grigia e abito elegante, hanno convissuto, corso, vinto e dato lustro alla città di Alessandria. E che per uno strano scherzo del destino, proprio in quell’anno – il 1940 – sceglievano nuovamente di continuare assieme la produzione di biciclette a marchio… Girardengo!


Scheda tecnica

Marca: Maino

Modello: SuperSport

Anno: 1940

Cambio: Torpedo nel mozzo a due velocità con comando al manubrio

Telaio: in acciaio

Cerchi: Ambrosio in duralluminio da 26″

Gomme: Pirelli Stella balloncino 26×1 1/2×1 5/8

Mozzi: F.B. marchiati Maino

Freneria: interna

Freni: anteriore e posteriore Maino a bacchetta, contropedale Torpedo

Manubrio: Bianchi R-Sport

Sella: in lamina di cuoio con reggisella in duralluminio

Pedivelle: alleggerite sui tre lati

Pedali: Sheffield Maino in duralluminio

Faro e dinamo: gruppo Randsonne sportivo

Manopole: in corno

Manopolini: in legno

Parafanghi: in duralluminio

Campanello: brevetto Freschi

Pompetta: Omas grigio Maino


Biciclette d'Epoca

La rivista dedicata alla storia del ciclismo e della bicicletta ogni tre mesi in edicola e online

Copertina Biciclette d'Epoca Acquista/Abbonati
Tag: anni 40BE43maino
CondividiTweetInviaCondividi
Articolo precedente

il restauro dell’estrattore

Prossimo articolo

Singer Cycles Safety

Luca Pit

Correlati Articoli

Le Biciclette

Leo 1958 Gastone Nencini

Le Biciclette

Ibis Sportiva Ultraleggera Anni ’40

Le Biciclette

Velocino 1936

Le Biciclette

Benotto Giro d’Italia Superleggera 1945

Le Biciclette

Peugeot Bicyclette Sans Chaine 1898

Le Biciclette

Bianchi Squadra Corse 1950

Prossimo articolo

Singer Cycles Safety

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Biciclette d'Epoca

La rivista dedicata alla storia del ciclismo e della bicicletta ogni tre mesi in edicola e online

Copertina Biciclette d'Epoca Acquista/Abbonati

I PIÙ VISTI

Plugin Install : Popular Post Widget need JNews - View Counter to be installed

SEGUICI SU INSTAGRAM

bicicletteepoca

SPECIAL ISSUE 75 – MOUNTAIN BIKE EXTRA We are del SPECIAL ISSUE 75 – MOUNTAIN BIKE EXTRA

We are delighted to announce the release of our first-ever special issue featuring a ‘Variant’ cover.

This is a special edition of Vintage Bicycles 75 – the same issue you’ll find on newsstands or on Amazon featuring the Colnago Oval CX – but in this case, the cover showcases the 1979 Cunningham CC Proto. 

It is a tribute we wanted to pay to this hugely significant bicycle and to the article produced in collaboration with the Marin Museum and MTB legend Joe Breeze.

But that’s not all: to make this issue even more special, we’ve added a full 16 extra pages dedicated to iconic MTBs of the past: the 1985 Ritchey Team Comp, the 1990 Rauler, the Breezer Lightning and the 1996 AMP B4, masterfully described by our very own Fausto Delmonte.

A collector’s edition that we hope will appeal to the many enthusiasts of the ever-fascinating world of vintage MTBs!

NOW AVAILABLE IN ENGLISH ONLY AND EXCLUSIVELY ON AMAZON: LINK IN BIO TO PURCHASE
BIANCHI D1 PISTA 1902 Una bicicletta "misteriosa" BIANCHI D1 PISTA 1902

Una bicicletta "misteriosa" che apre il dibattito sull'evoluzione e le scelte tecnologiche della Bianchi a inizio del Novecento. Ne parliamo su BE75 dalla collezione di @fogagnolomarcello .

--- 

BIANCHI D1 TRACK 1902

A ‘mysterious’ bicycle that opens the debate on Bianchi's evolution and technological choices at the beginning of the 20th century. We discuss it on BE75 from Marcello Fogagnolo's collection.

ACQUISTA/BUY BE75:https://linktr.ee/biciclettedepoca
Il nostro "Ritratto" di questo numero è Simone D'U Il nostro "Ritratto" di questo numero è Simone D'Urbino, enfant prodige del telaismo e titolare del marchio Masi. 

L'abbiamo intervistato in una lunga, schietta e interessante chiacchierata nell'officina sotto le curve del Vigorelli, in cui è di recente rientrato, laddove il grande Faliero ha gettato le basi del mito.

Su BE75 in edicola adesso.

--

Our ‘Portrait’ in this issue is Simone D'Urbino, enfant prodige of frame building and owner of the Masi brand. 

We interviewed him in a long, candid and interesting chat in the workshop under the curves of the Vigorelli, where he recently returned, where the great Faliero laid the foundations of the legend.

On BE75, available now.

ACQUISTA/BUY: LINK IN BIO
Celebriamo oggi la Giornata Internazionale della D Celebriamo oggi la Giornata Internazionale della Donna, ricorrenza che sostiene l'importanza della parità, della tutela e dei diritti in ogni ambito.

Pioniere di tutto questo sono state le donne in bicicletta, vere anticonformiste pronte a sfidare le convenzioni sociali per affermare il proprio diritto a pedalare.

Qui una copertina di "Figarò Illustré" del settembre 1893, rivoluzionaria per l'epoca e per lo scandalo che davano le donne in bicicletta con i pantaloni (detti "bloomer").
Vincenzo Torriani è stato per 40 anni l'immagine e Vincenzo Torriani è stato per 40 anni l'immagine e il patron del Giro d'Italia. Una figura gigantesca che ha guidato la corsa rosa attraverso le strade di tutto il Paese.

Da ricordare quella volta che si candidò alle elezioni ma la gente votò Bartali! (in foto)

Ce ne parla Marco Pasquini su BE75 in edicola adesso.

Buona domenica!

--

Vincenzo Torriani was the face and patron of the Giro d'Italia for 40 years. A larger-than-life figure, he guided the pink race through the streets of the entire country.

We remember when he ran for election but the people voted for Bartali! (in photo)

Marco Pasquini tells us about it in BE75, now on newsstands.

Have a nice Sunday!

LINK IN BIO PER ACQUISTARE/TO PURCHASE
Biciclette d'Epoca: una sola rivista, quattro vers Biciclette d'Epoca: una sola rivista, quattro versioni in lingue differenti per parlare agli appassionati di tutto il mondo. Scopri le opzioni di acquisto!

--

Vintage Bicycles: one magazine, four versions in different languages to appeal to enthusiasts around the world. Discover the purchase options!

--

Vintage Fahrräder: eine einzige Zeitschrift, vier Sprachversionen, um Fans auf der ganzen Welt anzusprechen. Entdecken Sie die Kaufoptionen!

--
Vélos d'Époque: un seul magazine, quatre versions dans différentes langues pour s'adresser aux passionnés du monde entier. Découvrez les options d'achat!

LINK IN BIO
Versione italiana e inglese di Biciclette d'Epoca Versione italiana e inglese di Biciclette d'Epoca 75 disponibili adesso!

---

Versione italiana e inglese di Biciclette d'Epoca 75 disponibili adesso!

ACQUISTA ORA/BUY NOW:

LINK IN BIO
VINTAGE BICYCLES IS AVAILABLE NOW WORLDWIDE Click VINTAGE BICYCLES IS AVAILABLE NOW WORLDWIDE

Click and purchase your paper copy of English version of our magazie.

Table of contents:

IN THIS ISSUE

VINTAGE WORLD

Eroica News 2

AVI 4

NUVI 5

RSC 6

VCC 7

Épopée Sutter 8

Giro d'Italia d'Epoca 9

Ciclostoriche di Lombardia 10

Giro delle Regioni 11

Events calendar 12

PORTRAITS

Simone D'Urbino 14

ROUTES

La Vignastorica 18

Cover Story: COLNAGO OVAL CX 1982 22

BICYCLES

Maino Tipo E Balloon 1930 28

Bianchi D1 Pista 1902 32

King Corsa 1920s 36

Bianchi Super Extra 1946 40

Chesini Precision 1982 44

La Française Diamant 1901 48

Cunningham CC Proto 1979 54

Vedovati Fiorelli Germanvox 1969 60

PEOPLE

Runaway Words: Llega el Maravilla 64

José Manuel Fuente 66

Pietro Chesi 73

Vincenzo Torriani 74

The Monument Classics 78

Isidoro Bergaglio 81

VELOCULTURE

Ido Erani 82

Books 85

Velodrom Favorit Brno 1889 86

The origins of racing - part 2 90

Don't miss it!

CLICK HERE TO BUY

https://linktr.ee/biciclettedepoca
Cari amici, a grande richiesta torna sulle nostre Cari amici, a grande richiesta torna sulle nostre pagine il Calendario delle Ciclostoriche 2026, in collaborazione con @eventbike.

Tutti gli appuntamenti dell'anno per non perderne nemmeno uno.

Lo trovate su BE75 in edicola adesso e sul nostro sito a questo indirizzo:

https://biciclettedepoca.net/news/il-calendario-delle-ciclostoriche-2026/

Se volete segnalare il vostro evento, scrivete a info@eventbike.it
JOSE' MANUEL FUENTE, "EL TARANGU" Lo chiamavano " JOSE' MANUEL FUENTE, "EL TARANGU"

Lo chiamavano "El Tarangu", un intraducibile termine in dialetto asturiano che significava grosso modo "il garzone", "l'uomo di fatica", ma anche "l'imprevedibile". Manuel José Fuente era così: uno scalatore indomito e illeggibile che, nella sua breve carriera, ha fatto tremare i più grandi, compreso Eddy Merckx.

Ce lo racconta Alessio Stefano Berti su BE75 adesso in edicola.

---

They called him ‘El Tarangu’, an untranslatable term in Asturian dialect that roughly meant ‘the lad’, ‘the labourer’, but also ‘the unpredictable one’. Manuel José Fuente was just that: an indomitable and unpredictable climber who, in his short career, made the greatest riders tremble, including Eddy Merckx.

Alessio Stefano Berti tells us all about him in BE75, now on Amazon worldwide.

---

ACQUISTA ORA/BUY NOW:

https://linktr.ee/biciclettedepoca
La Cunningham CC Proto del 1979 è un concentrato d La Cunningham CC Proto del 1979 è un concentrato di avanguardia non solo per il settore delle mountain bike ma per la bicicletta in generale, come dimostrano accorgimenti ideati da Charlie Cunningham (in foto) decenni prima.

Ve l'abbiamo raccontata su BE75 grazie al contributo di Joe Breeze, una leggenda della mountain bike, e del @marinmuseumofbicycling. Grazie anche a Charlie Sedlock, per le foto che ci ha concesso, e al nostro Fausto Delmonte , profondo conoscitore del settore.

Una bicicletta importante che meriterebbe una copertina variant della nostra rivista, e forse la faremo!

---

The 1979 Cunningham CC Proto is a cutting-edge model not only for the mountain bike sector but for bicycles in general, as demonstrated by the features designed by Charlie Cunningham (pictured) decades earlier.

We told you about it on BE75 thanks to the contribution of Joe Breeze, a mountain biking legend, and the @marinmuseumofbicycling. Thanks also to Charlie Sedlock for the photos he provided us with, and to our own Fausto Delmonte, an expert in the field.

This is an important bicycle that deserves a variant cover of our magazine, and perhaps we will do just that!

---

ACQUISTA ADESSO UNA COPIA CARTACEA DI BE75
BUY A PRINTED COPY OF BE75 NOW

https://linktr.ee/biciclettedepoca
La Colnago Oval CX del 1982 è la biciclette protag La Colnago Oval CX del 1982 è la biciclette protagonista dell'articolo di copertina di BE75, adesso in edicola in italiano e disponibile per l'acquisto su Amazon in tutto il mondo e in inglese, sempre in formato cartaceo.

Foto e collezione di Michele Lozza (@thebikeplace ) con il contributo di Alessandro Turci (Alessandro Turci ).

---

The 1982 Colnago Oval CX is the bicycle featured on the cover of BE75, now on newsstands in Italian and available for purchase on Amazon worldwide in English, also in print format.

Photos and collection by Michele Lozza (@thebikeplace) with the contribution of Alessandro Turci (Alessandro Turci).

---

ACQUISTA ORA/BUY NOW:

https://linktr.ee/biciclettedepoca
Segui su Instagram

CHI SIAMO

Dal 2013 il magazine di riferimento per il ciclismo storico per pedalare insieme sulle strade della storia in Italia e nel mondo.

ABBONATI

Non perdere nessun numero della nostra rivista bimestrale e abbonati a prezzo scontato a Biciclette d'Epoca.

CONTATTI

  • Per sottoporre un articolo o una bicicletta: info@biciclettedepoca.net
  • Per iniziative pubblicitarie: pubblicita@sprea.it

Media partner:

Contributor:

© 2008-2023 Copyright © Sprea S.p.A.
P.IVA: 12770820152. Tutti i diritti riservati

  • LE BICICLETTE
  • BICICULTURA
  • OGGI COME IERI
  • TUTORIAL
  • PERCORSI
  • |
  • CHI SIAMO
  • PARTNER
  • CONTATTI
  • PRIVACY

Biciclette d’epoca, registrata al tribunale di Milano il 19/12/2005 con il numero 970. ISSN: 2282-1902.
Autorizzazione ROC n° 6282 del 29/08/2001.
Direttore responsabile: Luca Sprea

Gestisci Consenso
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Visualizza le preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • LE BICICLETTE
  • BICICULTURA
  • OGGI COME IERI
  • TUTORIAL
  • PERCORSI
  • |
  • CHI SIAMO
  • PARTNER
  • CONTATTI
  • PRIVACY

© 2008-2023 Copyright © Sprea S.p.A. - P.IVA: 12770820152. Tutti i diritti riservati.
Biciclette d’epoca, registrata al tribunale di Milano il 19/12/2005 con il numero 970. ISSN: 2282-1902 Autorizzazione ROC n° 6282 del 29/08/2001 Direttore responsabile: Luca Sprea