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Home News Le Biciclette

Ritchey Team Comp 1985

Una MTB delle origini direttamente dagli USA

di Redazione
14 Maggio 2024
in Le Biciclette
Tempo di lettura: 5 minuti
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Biciclette d'Epoca

La rivista dedicata alla storia del ciclismo e della bicicletta ogni tre mesi in edicola e online

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Per chi era ragazzo in quegli anni, la mountain bike sembra una storia di ieri.

Invece ad andare bene sono passati 40 anni, perché la storia della MTB affonda le proprie radici negli Anni ’70, come ci ha ben raccontato Tom Ritchey in una bellissima intervista su BE32. Con lui nomi che sono entrati nella leggenda, come Joe Breeze, Gary Fisher, Charlie Kelly, Jobst Brandt e altri che si sono persi nel tempo. Ragazzi di poco più di vent’anni che percorrevano miglia e miglia tra le montagne di Santa Cruz, nel nord della California, sognando di pedalare l’impossibile. A distanza di tutto questo tempo, Tom si avvicina ai 70 anni e la MTB è diventata a tutti gli effetti una bicicletta d’epoca che negli anni si è ritagliata anche in Italia una nicchia appassionatissima, e che proveremo a rappresentare da qui ai prossimi numeri, perché crediamo che le tecnologie e le storie che questi mezzi raccontano siano davvero molto interessanti.

Prima di parlare della Ritchey Team Comp dell’85 che vedete in queste pagine, serve fare un piccolo recap di come la MTB sia arrivata in Italia, 5/10 anni dopo che era nata in California. Negli Stati Uniti sia la Specialized di Mike Syniard – inizialmente un piccolo negoziante “specializzato” nella vendita di componentistica per lo più francese e italiana – sia la canadese Rocky Mountain e Gary Fisher avevano fatto produrre i primi prototipi da Tom Ritchey. Dopo una fase iniziale in cui Ritchey, Kelly e Fisher lavorarono come un unico soggetto, verso il 1984 Tom iniziò a produrre in proprio. Queste biciclette attirarono l’attenzione anche di realtà italiane, come Rossin prima e Cinelli poi, che altro non fecero che “copiare” le biciclette di Ritchey e soci. Notissimo, all’epoca, fu il famoso Rampichino di Cinelli, uscito nel 1984, che segna sostanzialmente l’inizio dell’era della MTB in Italia se non nella pratica sicuramente nell’immaginario collettivo. Queste biciclette però, promosse anche attraverso la rivista Airone, allora molto popolare, vennero identificate come mezzi da tempo libero, da passeggiata, da ragazzi, ragion per cui in moltissimi casi finirono in garage un po’ come le generazioni precedenti avevano avuto le Saltafoss e le BMX.

Negli Stati Uniti, invece, la musica era tutt’altra, e le MTB iniziavano a essere mezzi tecnologicamente evoluti, di frontiera, ai quali si applicavano soluzioni davvero d’avanguardia come la saldatura a TIG, che nel mondo del corsa era riservata unicamente alle produzioni di altissimo livello. Curioso il caso della nostra Team Comp dell’85, che pur rappresentando il concentrato di tecnologia di cui abbiamo appena detto, e che proprio per queste sue caratteristiche è arrivata in Italia, era saldata personalmente da Tom Ritchey con la più vecchia tecnica della saldobrasatura, più bella da vedere e in grado di mantenere il telaio più elastico.

UNA STORIA ITALIANA

Ci racconta Gabriele Bocchi, parmigiano, il suo attuale proprietario: «Ho trovato questa bici in un annuncio online in vendita a Milano. Appena l’ho vista, ho chiamato subito il venditore e sono andato la sera stessa a prenderla, perché avevo molto ben chiaro di che cosa si trattasse». Gabriele ci manda una foto di Antonio Colombo con questa bici, e Colombo vuol dire sia Columbus sia Cinelli. «Questa Ritchey faceva parte di una serie di tre che era stata acquistata nel 1985 da Paolo Erzegovesi, all’epoca nel board dell’azienda, che aveva trascorso un lungo periodo in California per studiare la mountain bike. Tre biciclette acquistate direttamente da Tom Ritchey che vennero portate in Italia per carpirne i segreti. Il ragazzo che ce l’aveva era un ex-dipendente Cinelli, che l’aveva tenuta dopo aver interrotto il rapporto con l’azienda e adesso voleva liberarsene non usandola molto». Miracolo. «Alla fine l’ho tenuta come l’ho trovata, cambiando solo serie sterzo e sella», conclude Gabriele.

Rispetto a quello che si vedeva in Italia allora, la Team Comp era avanti anni luce. Come recita il catalogo Ritchey del 1984, «…una bicicletta ad alte prestazioni, ultra leggera ed equipaggiata per il fuoristrada, dedicata ai corridori più esigenti». Dice una citazione dal test sulla rivista Cyclist Magazine dell’85: «I risultati parlano da soli. Nella prima gara in cui è stata utilizzata, la Team Comp ha ottenuto i primi cinque posti». Il top, insomma, come il nome stesso della bici prometteva e manteneva. 

Molta la tecnologia d’avanguardia utilizzata per raggiungere tali risultati. Dal 1984, Tom Ritchey (che diventerà noto in futuro per tanti progetti innovativi dedicati alla MTB, che rientravano in una filosofia battezzata Logic) creò la forcella a unicrown, denominata Unifork e registrata come brevetto, più semplice da realizzare e più economica rispetto alla vecchia doppia piastra di antiche origini utilizzata all’inizio. Diventerà un suo must, anche perché lui sarà a lungo il sostenitore della bici totalmente rigida realizzata nello stesso materiale delle molle, cioè l’acciaio. Questa forcella, fatta con un unico tubo e saldobrasata, è presente sulla Team Comp. Il gruppo montato di serie era lo Shimano Deore XT, anche se in quello montato su questo esemplare non compare mai la sigla, sostituita dalla raffigurazione di un cervo. Molto caratteristico è il manubrio disegnato da Ritchey e denominato Twin Strut e di tipologia detta bullmouse, oggi tornata in voga in carbonio. La misura del telaio, saldobrasato con tubazioni Columbus SP, è una M. I cerchi sono Araya e i pedali sono Sontour XC Comp. Il colore è quello rosso tipico denominato Red Team e da notare c’è anche il doppio portaborraccia.

C’è un universo incredibile da scoprire, quando si parla di mountain bike, e questa Ritchey Team Comp del 1985, esposta insieme ad altre a una mostra NUVI a Torrechiara (PR) lo scorso 11 giugno è solo un piccolo anche se gustosissimo assaggio. Articolo dopo articolo, cercheremo di addentrarci in questo mondo, in modo tale che magari anche a voi potrà capitare un giorno di scoprire un tesoro nascosto in una vecchia mountain bike, che a un occhio inesperto potrebbe non dire nulla. Se è quella che pedalavate a 16 anni, e da allora è chiusa in cantina, forse è il momento di tirarla fuori.


Collezione: Gabriele Bocchi Foto e informazioni storiche: Fausto Delmonte


Scheda tecnica

Marca: Ritchey

Modello: Team Comp

Anno: 1985

Telaio: acciaio saldobrasato con tubi Columbus SP, numero di serie 9B108

Misura: M (verticale c/c 46,5 cm – orizzontale c/c 56 cm)

Forcella: unicrown Unifork

Cerchi: Araya 7X 26 x 1,75

Gruppo: Shimano Deore XT
6 rapporti

Pedali: Sontour XC Comp

Colore: Red Team


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Tag: anni 90BE64mountain bikeritchey
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SPECIAL ISSUE 75 – MOUNTAIN BIKE EXTRA We are del SPECIAL ISSUE 75 – MOUNTAIN BIKE EXTRA

We are delighted to announce the release of our first-ever special issue featuring a ‘Variant’ cover.

This is a special edition of Vintage Bicycles 75 – the same issue you’ll find on newsstands or on Amazon featuring the Colnago Oval CX – but in this case, the cover showcases the 1979 Cunningham CC Proto. 

It is a tribute we wanted to pay to this hugely significant bicycle and to the article produced in collaboration with the Marin Museum and MTB legend Joe Breeze.

But that’s not all: to make this issue even more special, we’ve added a full 16 extra pages dedicated to iconic MTBs of the past: the 1985 Ritchey Team Comp, the 1990 Rauler, the Breezer Lightning and the 1996 AMP B4, masterfully described by our very own Fausto Delmonte.

A collector’s edition that we hope will appeal to the many enthusiasts of the ever-fascinating world of vintage MTBs!

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BIANCHI D1 PISTA 1902 Una bicicletta "misteriosa" BIANCHI D1 PISTA 1902

Una bicicletta "misteriosa" che apre il dibattito sull'evoluzione e le scelte tecnologiche della Bianchi a inizio del Novecento. Ne parliamo su BE75 dalla collezione di @fogagnolomarcello .

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A ‘mysterious’ bicycle that opens the debate on Bianchi's evolution and technological choices at the beginning of the 20th century. We discuss it on BE75 from Marcello Fogagnolo's collection.

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Il nostro "Ritratto" di questo numero è Simone D'U Il nostro "Ritratto" di questo numero è Simone D'Urbino, enfant prodige del telaismo e titolare del marchio Masi. 

L'abbiamo intervistato in una lunga, schietta e interessante chiacchierata nell'officina sotto le curve del Vigorelli, in cui è di recente rientrato, laddove il grande Faliero ha gettato le basi del mito.

Su BE75 in edicola adesso.

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We interviewed him in a long, candid and interesting chat in the workshop under the curves of the Vigorelli, where he recently returned, where the great Faliero laid the foundations of the legend.

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Celebriamo oggi la Giornata Internazionale della D Celebriamo oggi la Giornata Internazionale della Donna, ricorrenza che sostiene l'importanza della parità, della tutela e dei diritti in ogni ambito.

Pioniere di tutto questo sono state le donne in bicicletta, vere anticonformiste pronte a sfidare le convenzioni sociali per affermare il proprio diritto a pedalare.

Qui una copertina di "Figarò Illustré" del settembre 1893, rivoluzionaria per l'epoca e per lo scandalo che davano le donne in bicicletta con i pantaloni (detti "bloomer").
Vincenzo Torriani è stato per 40 anni l'immagine e Vincenzo Torriani è stato per 40 anni l'immagine e il patron del Giro d'Italia. Una figura gigantesca che ha guidato la corsa rosa attraverso le strade di tutto il Paese.

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Ce ne parla Marco Pasquini su BE75 in edicola adesso.

Buona domenica!

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Vincenzo Torriani was the face and patron of the Giro d'Italia for 40 years. A larger-than-life figure, he guided the pink race through the streets of the entire country.

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Giro delle Regioni 11

Events calendar 12

PORTRAITS

Simone D'Urbino 14

ROUTES

La Vignastorica 18

Cover Story: COLNAGO OVAL CX 1982 22

BICYCLES

Maino Tipo E Balloon 1930 28

Bianchi D1 Pista 1902 32

King Corsa 1920s 36

Bianchi Super Extra 1946 40

Chesini Precision 1982 44

La Française Diamant 1901 48

Cunningham CC Proto 1979 54

Vedovati Fiorelli Germanvox 1969 60

PEOPLE

Runaway Words: Llega el Maravilla 64

José Manuel Fuente 66

Pietro Chesi 73

Vincenzo Torriani 74

The Monument Classics 78

Isidoro Bergaglio 81

VELOCULTURE

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Books 85

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Lo chiamavano "El Tarangu", un intraducibile termine in dialetto asturiano che significava grosso modo "il garzone", "l'uomo di fatica", ma anche "l'imprevedibile". Manuel José Fuente era così: uno scalatore indomito e illeggibile che, nella sua breve carriera, ha fatto tremare i più grandi, compreso Eddy Merckx.

Ce lo racconta Alessio Stefano Berti su BE75 adesso in edicola.

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They called him ‘El Tarangu’, an untranslatable term in Asturian dialect that roughly meant ‘the lad’, ‘the labourer’, but also ‘the unpredictable one’. Manuel José Fuente was just that: an indomitable and unpredictable climber who, in his short career, made the greatest riders tremble, including Eddy Merckx.

Alessio Stefano Berti tells us all about him in BE75, now on Amazon worldwide.

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La Cunningham CC Proto del 1979 è un concentrato d La Cunningham CC Proto del 1979 è un concentrato di avanguardia non solo per il settore delle mountain bike ma per la bicicletta in generale, come dimostrano accorgimenti ideati da Charlie Cunningham (in foto) decenni prima.

Ve l'abbiamo raccontata su BE75 grazie al contributo di Joe Breeze, una leggenda della mountain bike, e del @marinmuseumofbicycling. Grazie anche a Charlie Sedlock, per le foto che ci ha concesso, e al nostro Fausto Delmonte , profondo conoscitore del settore.

Una bicicletta importante che meriterebbe una copertina variant della nostra rivista, e forse la faremo!

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The 1979 Cunningham CC Proto is a cutting-edge model not only for the mountain bike sector but for bicycles in general, as demonstrated by the features designed by Charlie Cunningham (pictured) decades earlier.

We told you about it on BE75 thanks to the contribution of Joe Breeze, a mountain biking legend, and the @marinmuseumofbicycling. Thanks also to Charlie Sedlock for the photos he provided us with, and to our own Fausto Delmonte, an expert in the field.

This is an important bicycle that deserves a variant cover of our magazine, and perhaps we will do just that!

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La Colnago Oval CX del 1982 è la biciclette protag La Colnago Oval CX del 1982 è la biciclette protagonista dell'articolo di copertina di BE75, adesso in edicola in italiano e disponibile per l'acquisto su Amazon in tutto il mondo e in inglese, sempre in formato cartaceo.

Foto e collezione di Michele Lozza (@thebikeplace ) con il contributo di Alessandro Turci (Alessandro Turci ).

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The 1982 Colnago Oval CX is the bicycle featured on the cover of BE75, now on newsstands in Italian and available for purchase on Amazon worldwide in English, also in print format.

Photos and collection by Michele Lozza (@thebikeplace) with the contribution of Alessandro Turci (Alessandro Turci).

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