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Home News Le Biciclette

Atala Rizzato 2000 Imperial ’67

La pieghevole arrivata dal futuro

di Redazione
13 Maggio 2024
in Le Biciclette
Tempo di lettura: 3 minuti
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Nel 1957 viene lanciato il primo satellite artificiale, chiamato Sputnik. Un lancio che dà inizio a una vera e propria corsa tecnologica spaziale, avviando una sfida tra USA e URSS. L’entusiasmo e l’ottimismo verso la tecnologia portano una grande fiducia nel futuro prossimo, tanto che nei primi Anni ’60 molti settori di prodotti di consumo ne sono influenzati: la moda, la musica, il cinema, l’architettura e il nuovo design degli oggetti, di ispirazione spaziale. Lo stile Space Age, appunto.

Pochi anni dopo, nel 1965, il marchio Atala di Cesare Rizzato aggiorna lo stile dei suoi prodotti e presenta alla fiera di Milano una bici pieghevole diversa da tutte le altre. Una visione futuristica di un prodotto per tutti, pronta per l’era spaziale e adatta per gli Anni 2000 che verranno. Una bici dalle forme spigolose che richiamano i dettagli delle astronavi, dei razzi, delle code “spaziali” delle auto americane come la Cadillac Eldorado di metà Anni ’60. La bicicletta si chiama Atala 2000 Imperial, ha un robusto telaio in acciaio a baricentro controllato, una generosa sella in stile motociclistico, manubrio in due pezzi regolabile in tutte le posizioni senza bisogno di attrezzi ed è fornita di due portapacchi e borse portaoggetti. Il freno posteriore è a contropedale. La forcella anteriore integra il portapacchi in plastica con il faro ed è dotata di manopole in gomma antivibrazione.

TANTE VERSIONI

La 2000 non passava certo inosservata, sia per la sua forma bizzarra sia per l’abbinamento di colori in cui era disponibile: madreperla/verde metallizzato o arancio brunito/verde metallizzato. A telaio chiuso aveva una dimensione di 78 x 66 cm per un peso di circa 20 kg – non proprio una piuma – per un costo all’epoca di 38.000 lire nella versione più grande. Le versioni minori erano 2000 Kadett, 2000 Minor e 2000 Baby per i bambini più piccoli. Nell’opuscolo pubblicitario della bici si proclamava: «Nel 2000 avrete ancora una bicicletta di moda, bella elegante, con la sua linea d’avanguardia. È la vera bicicletta moderna che fa sentire tutti più giovani. Il vostro futuro pedala 2000!».

La società dei consumi fece invecchiare presto la visione avveniristica del design stravagante di questa pieghevole. Dopo un iniziale successo, infatti, la non più attrattiva 2000 passò di moda e il marchio Atala si convertì a produzioni più tradizionali e commerciali. A oggi la Atala Imperial 2000 può sembrare sgraziata, quasi brutta, ma risulta molto interessante come esempio e tentativo di produrre una bici pieghevole destinata a quell’immaginario futuro che si prevedeva a metà degli Anni ’60. È diventata un classico prodotto del design dell’era spaziale.


Collezione e foto: Roberto Roncali


Scheda tecnica

Marca: Atala Rizzato

Modello: 2000 Imperial

Anno: 1967

Telaio: in acciaio, brevettato

Forcella: curvata ad arco

Ruote: 20”

Coperture: Pirelli 20 x 2 x 1.25

Manubrio: in acciaio, due parti regolabili

Freni: ant. a ganascia, post. a contropedale a tamburo

Guarnitura: 40 denti

Sella: a molle, bicolore, di tipo motociclistico

Accessori: borse per portapacchi posteriore

Altri modelli: 2000 Kadett, 2000 Minor, 2000 Baby


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Tag: anni 60BE64pieghevoli
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5 Tour, 3 Giri, 2 Vuelte, 2 Lombardia, 2 Liegi, 1 Roubaix, 1 Mondiale per un totale di 216 vittore. Questa è la leggenda del "Tasso", il bretone Bernard Hinault, uno dei più grandi campioni di tutti i tempi raccontati sulle nostre pagine da Alessio Stefano Berti.

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5 Tours de France, 3 Giro d’Italia, 2 Vuelta a España, 2 Giro di Lombardia, 2 Liège–Bastogne–Liège, 1 Paris–Roubaix, and 1 World Championship—for a total of 216 victories. This is the legend of “The Badger,” the Breton Bernard Hinault, one of the greatest champions of all time, as chronicled in our pages by Alessio Stefano Berti.

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Don’t miss this wonderful issue with 96 full-color pages dedicated to vintage bicycles and cyc

IN THIS ISSUE

Vintage World

Portraits: Carube

Cover Story: Bartali '30/50 Track

Bicycles:
- Rambler Light Roadster 1900
- Legnano model 52 SL Electa 1927
- Tutorial: Reconstructing cones and pins
- Ciclo Piave Race 1955
- Gielle Corsa 1983
- Fausto Coppi C4 Lugano 53 Pellicioli 1994
- Takhion Track 1990
- Croix Super-Tri-Porteur 1938
- Steve Potts Signature 1990
- France Sport Women’s 1925

People:
- Runaway Words: World Inspirations 66
- Bernard Hinault 68
- Mario Fossati 76
- Rodolfo Muller 80
- Attilio Pavesi 81

Véloculture:
- The House of Unhappiness 82
- Books: 85
- The compressed air frame 86
- "Scattofisso" Awards Ceremony 89
- The Cathedrals of the Belle Époque 90

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BARTALI PISTA '30/50 Una compagna di viaggio su t BARTALI PISTA '30/50

Una compagna di viaggio su telaio Galmozzi che ha seguito Gino Bartali per tutta la sua carriera, dagli Anni '30 agli Anni '50, accompagnandolo in chissà quante prove nei velodromi o chissà dove. 

Su BE77 voluto raccontarvi questa storia e metterla in copertina, perché anche le biciclette hanno uno spirito e una vita propria, che come le nostre cambiano con il tempo.

Da non perdere, in edicola adesso!

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BARTALI PISTA '30/50

A trusty companion built on a Galmozzi frame that accompanied Gino Bartali throughout his career, from the 1930s to the 1950s, riding with him in who knows how many races at velodromes or elsewhere.

In BE77, we wanted to share this story with you and feature it on the cover, because even bicycles have a spirit and a life of their own—one that, like ours, changes over time.

Available very soon in English version too.

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BICICLETTE D'EPOCA 77 È IN EDICOLA! È in arrivo B BICICLETTE D'EPOCA 77 È IN EDICOLA!

È in arrivo BE77, 100 pagine a colori dedicate al mondo del ciclismo vintage. Siamo molto felici e orgogliosi di aver dedicato la copertina alla bicicletta di uno dei più grandi, Gino Bartali, e di averlo fatto in collaborazione con il Museo del Ciclismo Gino Bartali di Ponte a Ema (FI), grazie al quale abbiamo potuto raccontarvi la storia unica di questa bicicletta da pista che Ginettaccio ha tenuto con sé per oltre vent'anni di carriera.

In totale, sono ben 11 le biciclette che trattiamo in questo numero: Rambler Light Roadster 1900 (Enzo Manfré); Legnano Mod. 52 SL Electa (Mauro Carini); Ciclo Piave Corsa 1955 (Emanuele Zardetto); Gielle Corsa 1983 (Lorenzo Berti); Fausto Coppi C4 Lugano 53 1993 Oscar Pellicioli (Fabio Dri); Takhion Pista 1990 (Enri Biavati); Compaigne Croix Super-Tri-Porteur 1938 (Carlo Azzini); Steve Potts Signature 1990 (Marco Ugherani); France Sport Donna 1925 (Luciano Cascioli); Lorenzo Monti, infine, ci illustra come ricostruire perni e coni di una Gritzner n°1 d'inizio Novecento.

Abbiamo poi le solite grandi storie, tra cui una enorme raccontata da Alessio Berti, quella del "Tasso" Bernard Hinault, uno dei più grandi di sempre. Marco Pasquini, invece, ci svela la carriera di Mario Fossati, giornalista essenziale, mentre Carlo Delfino ci porta a pedalare con Rodolfo Muller e Attilio Pavesi. Giovanni Battistuzzi, invece, ci racconta l'incrocio di destini tra i Mondiali di ciclismo e quelli di calcio. 

Spazio alla cultura con la storia di Henri Pélissier, estratta da Paolo Ghiggio dal libro "Noir, la bicicletta e la cronaca nera", e con il libro "Pino, coeur de lion" dedicato a Giuseppe Cerami. Fausto Delmonte illustra l'incredibile tecnologia dei telai ad aria compressa e Alfredo Azzini come sempre chiude raccontando la genesi dei velodromi europei.

Non mancano in apertura tutte le news dell'Eroica e dei vari club e musei e bellissima chiacchierata con Roberto Lencioni, in arte Carube.

Un numero da non perdere, frutto di un grande lavoro di squadra, che trovate in edicola o sul sito sprea.it.

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NOTE: English version will be available in few weeks.
36'40'' è il record per la scalata dell'Alp d'Huez 36'40'' è il record per la scalata dell'Alp d'Huez, arrivo della tappa del Tour di oggi.

Il record è di Marco Pantani, e in tanti dicono che oggi crollerà.

Staremo a vedere, ma di certo il cuore batte forte ricordando quell'impresa, per chi di noi c'era e per chi Pantani non ha potuto viverlo di persona.

In ogni caso, Marco, oggi il pensiero è per te. <3
PREOGAR 2WD 1995 L'avete mai vista una bicicletta PREOGAR 2WD 1995

L'avete mai vista una bicicletta a due ruote motrici? Tra il 1996 e il 1997 Subaru avviò una piccola produzione di soli 180 esemplari basata su un progetto precedente targato Progear nato alla fine degli Anni ‘80 dalla mente dell'austriaco Gunther Kappacher. Tutta la storia di questa MTB appartenente alla collezione di Paolo Carosini su BE76, in edicola fino al 30 luglio!

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Have you ever seen a two-wheel-drive bicycle? Between 1996 and 1997, Subaru launched a small production run of just 180 units based on an earlier Progear design conceived in the late 1980s by Austrian Gunther Kappacher. The full story of this MTB, part of Paolo Carosini’s collection, is featured in VB76, available on Amazon directly to your home!

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Pronti per il panel "Da Dreis a Coppi: breve stori Pronti per il panel "Da Dreis a Coppi: breve storia illustrata del ciclismo sportivo" alla Gran Fondo Fausto Coppi di Cuneo.

Giancarlo Brocci e Alfredo Azzini, ospiti del Museo del Ghisallo, commentano insieme al nostro direttore Alessandro Galli alcuni passaggi fondamentali nell'evoluzione ciclistica dalle origine a Coppi.
LABOR TANDEM PISTA 1906 Da un'epoca pionieristica LABOR TANDEM PISTA 1906

Da un'epoca pionieristica del ciclismo, un rarissimo capolavoro da pista con un particolare telaio a "doppio ponte". Dalla collezione di Mario Cionfoli.

Lo trovate solo su BE76 adesso in edicola.

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LABOR TANDEM PISTA 1906

From cycling’s pioneering era, an extremely rare track cycling masterpiece featuring a distinctive ‘double-bridge’ frame. From the collection of Mario Cionfoli.

You can find it exclusively in BE76, now on sale on Amazon Worldwide.

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CIMATTI CORSA 1951 Prima di dedicarsi ai ciclomot CIMATTI CORSA 1951

Prima di dedicarsi ai ciclomotori, lo storico marchio bolognese fondato da Marco Cimatti ha realizzato biciclette di grande pregio, come questo modello del 1951 a cavallo tra corsa e sport e con un cambio unico. Dalla collezione di Alvaro Abbili e con la collaborazione di @Nova Unione Velocipedistica Italiana.

Solo su BE76 adesso in edicola.

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CIMATTI CORSA 1951

Before turning its attention to mopeds, the historic Bolognese brand founded by Marco Cimatti produced bicycles of exceptional quality, such as this 1951 model, which straddled the line between racing and sport and featured a single-speed gearbox. From the collection of Alvaro Abbili, in collaboration with @Nova Unione Velocipedistica Italiana.

Exclusively in BE76, available now in paper edition.

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