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Home News Le Biciclette

Gios Easy Rider 1971

Il sogno di tutti i bambini degli Anni '70

di Roberto Roncali
25 Gennaio 2023
in Le Biciclette
Tempo di lettura: 5 minuti
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Biciclette d'Epoca

La rivista dedicata alla storia del ciclismo e della bicicletta ogni tre mesi in edicola e online

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Nell’estate del 1969 sui grandi schermi di tutto il mondo arrivò un film destinato a diventare un’icona culturale, il suo nome era “Easy Rider”.

Diretto da Dennis Hopper, con Peter Fonda e Jack Nicholson, il film era un “road movie” per eccellenza, che dava spazio ad argomenti come la voglia di libertà contro ogni regola, la critica della guerra, il sogno americano, le mete impossibili da raggiungere. Il tutto supportato da una colonna sonora potente che andava da Jimi Hendrix agli Steppenwolf. Ma soprattutto, a entrare nell’immaginario collettivo grazie a questo film sono le motociclette, autentiche protagoniste della pellicola: i primi “chopper” dalle forcelle lunghissime e dalla sella esagerata. Alta trasgressione.

A cogliere lo spirito del momento storico è Aldo Gios, telaista di Volpiano come da tradizione di famiglia (ne abbiamo parlato su BE33), che intuisce la voglia di libertà ed evasione dei giovani evocata dal film. Il suo genio creativo lo spinge a ideare quello che sarebbe stato l’oggetto del desiderio di tutti i ragazzini italiani degli Anni’70. Aldo crea la bicicletta chopper Easy Rider, un prodotto mai visto prima che si differenziava dalle diffusissime – all’epoca – bici pieghevoli tipo Graziella e dalle tante bici da cross che in quel momento imperversavano sul mercato dedicato ai più piccoli.

Con il suo manubrio smisurato tipo motocicletta, i doppi fanali giganti e le lunghissime forcelle, la Easy Rider evocava e ricalcava lo stile dei famosi chopper usati nell’omonimo film, e regalava ai giovanissimi l’illusione di guidare una vera motocicletta. Anche a quelli che il film non l’avevano visto. Proprio all’inizio degli Anni ’70 che il marchio Gios si affaccia sul mercato internazionale, prendendo parte a una serie di importanti fiere del settore, ed è al Salone del Ciclo di Milano del 1971 che viene presentata la Easy Rider, attirando ovviamente grande attenzione da parte di tutti i visitatori. La Domenica Sportiva, programma popolarissimo all’epoca, la presenta in apertura del servizio dedicato al salone di quell’anno. È subito un successo, che genera – come spesso capita – parecchie imitazioni di altre aziende. Tra queste c’è l’imprenditore dolciario Perfetti, che vede questo rivoluzionario modello e ne rimane impressionato tanto da ordinarne qualche centinaio di pezzi da mettere in palio in un concorso a premi legato alle gomme da masticare Brooklyn, la celeberrima “Gomma del Ponte” creata dal designer e pubblicitario Daniele Oppi, altra icona pop dell’epoca e ancora oggi in produzione. Sarà il passaggio chiave che aprirà la strada a una lunga storia di trionfi nel mondo del ciclismo professionistico.

PASSAGGIO EPOCALE

L’anno seguente, infatti, la Perfetti crea un gruppo sportivo, che correrà con le bici da corsa Gios per promuovere il marchio del chewing gum Brooklyn. La richiesta del patron Perfetti è semplice ma determinante: che il colore del telaio delle bici si deve adattare al packaging delle gomme da masticare. Ecco quindi che nasce il mitico “blu”’ Gios, figlio della fortissima squadra di quei tempi, delle note vittorie di Roger De Vlaeminck e della sua iconica maglia. Maglia a stelle e strisce verticali bianche e rosse ispirata proprio, guarda caso, al logo della tabella porta numero della bici per bambini Easy Rider Gios, che a sua volta riprende i colori dalla bandiera americana del casco e della moto di Peter Fonda nell’omonimo film.

Possiamo dire dunque che l’iconica maglia Gios Brooklyn a righe verticali derivi proprio dalla livrea già presente nella bici Easy Rider Gios del 1971, oltre che da prodotti precedenti come la bici pieghevole Marina Gios. Ecco che quindi questa bici, che di primo acchito potrebbe essere considerata un “gioco” per ragazzi, occupa un posto d’onore nella storia di Gios e del ciclismo mondiale. La bicicletta, dal punto di vista tecnico, è veramente molto particolare. Sebbene si tratti di un mezzo dedicato ai ragazzini dai 9 anni in su, le soluzioni adottate sono degne di nota e molto caratterizzanti, a partire dalla lunghissima forcella a doppio stelo ammortizzata grazie a dei “molloni” (e quindi di fatto molleggiata, più che ammortizzata) e proseguendo con i freni a tamburo Ferodo. Molto caratteristica è tutta parte anteriore, che la rende davvero simile a un chopper. Emblema ne sono le due ruote di diametro diverso (16 e 20 pollici), l’incredibile doppio faro, l’ambizioso manubrio dotato di ben due specchietti. Unica!

Nella nostra visita allo showroom Gios a Volpiano, nella quale abbiamo potuto raccogliere alcune delle informazioni presenti in questo articolo, oltre alle creazioni del marchio abbiamo apprezzato la grande ospitalità e gentilezza di Aldo e Marco Gios. Ci hanno dedicato del tempo prezioso per valutare e confrontare il modello di Easy Rider perfettamente restaurato che vedete in queste pagine, portato dall’amico collezionista Vito Vino.


A cura di: Roberto Roncali Collezione: Vito Vino


Scheda tecnica

Marca: Gios

Modello: Easy Rider art. 744 per ragazzi da 9 anni in poi

Telaio: in acciaio brevettato con ammortizzatori

Forcella: brevettata con doppi molloni per assorbimento molleggiato

Manubrio: in acciaio orientabile a 2 leve, con barra di rinforzo

Cerchi: in acciaio, anteriore 16”, posteriore 20”

Coperture: anteriore 16×1,75, posteriore 20x2x1.25

Cambio: Huret a 3 velocità a cloche con deragliatore posteriore

Guarnitura: 40 denti

Ruota libera: tripla 16/18/20 denti

Freni: Ferodo a tamburo

Sella: da cross con rialzo posteriore 

Accessori: cavalletto, disco portanumero, 2 specchietti retrovisori, 2 fari



curiosità

La moto guidata nel film da Peter Fonda con il suo mitico casco a strisce verticali bianche e rosse, una Harley Davidson Hydra Glide del 1949 chopperizzata e il cui serbatoio riportava la bandiera americana, fu venduta all’asta nel 2014 per 1,35 milioni di dollari.

 

 


 

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SPECIAL ISSUE 75 – MOUNTAIN BIKE EXTRA We are del SPECIAL ISSUE 75 – MOUNTAIN BIKE EXTRA

We are delighted to announce the release of our first-ever special issue featuring a ‘Variant’ cover.

This is a special edition of Vintage Bicycles 75 – the same issue you’ll find on newsstands or on Amazon featuring the Colnago Oval CX – but in this case, the cover showcases the 1979 Cunningham CC Proto. 

It is a tribute we wanted to pay to this hugely significant bicycle and to the article produced in collaboration with the Marin Museum and MTB legend Joe Breeze.

But that’s not all: to make this issue even more special, we’ve added a full 16 extra pages dedicated to iconic MTBs of the past: the 1985 Ritchey Team Comp, the 1990 Rauler, the Breezer Lightning and the 1996 AMP B4, masterfully described by our very own Fausto Delmonte.

A collector’s edition that we hope will appeal to the many enthusiasts of the ever-fascinating world of vintage MTBs!

NOW AVAILABLE IN ENGLISH ONLY AND EXCLUSIVELY ON AMAZON: LINK IN BIO TO PURCHASE
BIANCHI D1 PISTA 1902 Una bicicletta "misteriosa" BIANCHI D1 PISTA 1902

Una bicicletta "misteriosa" che apre il dibattito sull'evoluzione e le scelte tecnologiche della Bianchi a inizio del Novecento. Ne parliamo su BE75 dalla collezione di @fogagnolomarcello .

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BIANCHI D1 TRACK 1902

A ‘mysterious’ bicycle that opens the debate on Bianchi's evolution and technological choices at the beginning of the 20th century. We discuss it on BE75 from Marcello Fogagnolo's collection.

ACQUISTA/BUY BE75:https://linktr.ee/biciclettedepoca
Il nostro "Ritratto" di questo numero è Simone D'U Il nostro "Ritratto" di questo numero è Simone D'Urbino, enfant prodige del telaismo e titolare del marchio Masi. 

L'abbiamo intervistato in una lunga, schietta e interessante chiacchierata nell'officina sotto le curve del Vigorelli, in cui è di recente rientrato, laddove il grande Faliero ha gettato le basi del mito.

Su BE75 in edicola adesso.

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Our ‘Portrait’ in this issue is Simone D'Urbino, enfant prodige of frame building and owner of the Masi brand. 

We interviewed him in a long, candid and interesting chat in the workshop under the curves of the Vigorelli, where he recently returned, where the great Faliero laid the foundations of the legend.

On BE75, available now.

ACQUISTA/BUY: LINK IN BIO
Celebriamo oggi la Giornata Internazionale della D Celebriamo oggi la Giornata Internazionale della Donna, ricorrenza che sostiene l'importanza della parità, della tutela e dei diritti in ogni ambito.

Pioniere di tutto questo sono state le donne in bicicletta, vere anticonformiste pronte a sfidare le convenzioni sociali per affermare il proprio diritto a pedalare.

Qui una copertina di "Figarò Illustré" del settembre 1893, rivoluzionaria per l'epoca e per lo scandalo che davano le donne in bicicletta con i pantaloni (detti "bloomer").
Vincenzo Torriani è stato per 40 anni l'immagine e Vincenzo Torriani è stato per 40 anni l'immagine e il patron del Giro d'Italia. Una figura gigantesca che ha guidato la corsa rosa attraverso le strade di tutto il Paese.

Da ricordare quella volta che si candidò alle elezioni ma la gente votò Bartali! (in foto)

Ce ne parla Marco Pasquini su BE75 in edicola adesso.

Buona domenica!

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Vincenzo Torriani was the face and patron of the Giro d'Italia for 40 years. A larger-than-life figure, he guided the pink race through the streets of the entire country.

We remember when he ran for election but the people voted for Bartali! (in photo)

Marco Pasquini tells us about it in BE75, now on newsstands.

Have a nice Sunday!

LINK IN BIO PER ACQUISTARE/TO PURCHASE
Biciclette d'Epoca: una sola rivista, quattro vers Biciclette d'Epoca: una sola rivista, quattro versioni in lingue differenti per parlare agli appassionati di tutto il mondo. Scopri le opzioni di acquisto!

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Vélos d'Époque: un seul magazine, quatre versions dans différentes langues pour s'adresser aux passionnés du monde entier. Découvrez les options d'achat!

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Table of contents:

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VINTAGE WORLD

Eroica News 2

AVI 4

NUVI 5

RSC 6

VCC 7

Épopée Sutter 8

Giro d'Italia d'Epoca 9

Ciclostoriche di Lombardia 10

Giro delle Regioni 11

Events calendar 12

PORTRAITS

Simone D'Urbino 14

ROUTES

La Vignastorica 18

Cover Story: COLNAGO OVAL CX 1982 22

BICYCLES

Maino Tipo E Balloon 1930 28

Bianchi D1 Pista 1902 32

King Corsa 1920s 36

Bianchi Super Extra 1946 40

Chesini Precision 1982 44

La Française Diamant 1901 48

Cunningham CC Proto 1979 54

Vedovati Fiorelli Germanvox 1969 60

PEOPLE

Runaway Words: Llega el Maravilla 64

José Manuel Fuente 66

Pietro Chesi 73

Vincenzo Torriani 74

The Monument Classics 78

Isidoro Bergaglio 81

VELOCULTURE

Ido Erani 82

Books 85

Velodrom Favorit Brno 1889 86

The origins of racing - part 2 90

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Cari amici, a grande richiesta torna sulle nostre Cari amici, a grande richiesta torna sulle nostre pagine il Calendario delle Ciclostoriche 2026, in collaborazione con @eventbike.

Tutti gli appuntamenti dell'anno per non perderne nemmeno uno.

Lo trovate su BE75 in edicola adesso e sul nostro sito a questo indirizzo:

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Se volete segnalare il vostro evento, scrivete a info@eventbike.it
JOSE' MANUEL FUENTE, "EL TARANGU" Lo chiamavano " JOSE' MANUEL FUENTE, "EL TARANGU"

Lo chiamavano "El Tarangu", un intraducibile termine in dialetto asturiano che significava grosso modo "il garzone", "l'uomo di fatica", ma anche "l'imprevedibile". Manuel José Fuente era così: uno scalatore indomito e illeggibile che, nella sua breve carriera, ha fatto tremare i più grandi, compreso Eddy Merckx.

Ce lo racconta Alessio Stefano Berti su BE75 adesso in edicola.

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They called him ‘El Tarangu’, an untranslatable term in Asturian dialect that roughly meant ‘the lad’, ‘the labourer’, but also ‘the unpredictable one’. Manuel José Fuente was just that: an indomitable and unpredictable climber who, in his short career, made the greatest riders tremble, including Eddy Merckx.

Alessio Stefano Berti tells us all about him in BE75, now on Amazon worldwide.

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La Cunningham CC Proto del 1979 è un concentrato d La Cunningham CC Proto del 1979 è un concentrato di avanguardia non solo per il settore delle mountain bike ma per la bicicletta in generale, come dimostrano accorgimenti ideati da Charlie Cunningham (in foto) decenni prima.

Ve l'abbiamo raccontata su BE75 grazie al contributo di Joe Breeze, una leggenda della mountain bike, e del @marinmuseumofbicycling. Grazie anche a Charlie Sedlock, per le foto che ci ha concesso, e al nostro Fausto Delmonte , profondo conoscitore del settore.

Una bicicletta importante che meriterebbe una copertina variant della nostra rivista, e forse la faremo!

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The 1979 Cunningham CC Proto is a cutting-edge model not only for the mountain bike sector but for bicycles in general, as demonstrated by the features designed by Charlie Cunningham (pictured) decades earlier.

We told you about it on BE75 thanks to the contribution of Joe Breeze, a mountain biking legend, and the @marinmuseumofbicycling. Thanks also to Charlie Sedlock for the photos he provided us with, and to our own Fausto Delmonte, an expert in the field.

This is an important bicycle that deserves a variant cover of our magazine, and perhaps we will do just that!

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ACQUISTA ADESSO UNA COPIA CARTACEA DI BE75
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La Colnago Oval CX del 1982 è la biciclette protag La Colnago Oval CX del 1982 è la biciclette protagonista dell'articolo di copertina di BE75, adesso in edicola in italiano e disponibile per l'acquisto su Amazon in tutto il mondo e in inglese, sempre in formato cartaceo.

Foto e collezione di Michele Lozza (@thebikeplace ) con il contributo di Alessandro Turci (Alessandro Turci ).

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The 1982 Colnago Oval CX is the bicycle featured on the cover of BE75, now on newsstands in Italian and available for purchase on Amazon worldwide in English, also in print format.

Photos and collection by Michele Lozza (@thebikeplace) with the contribution of Alessandro Turci (Alessandro Turci).

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