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La Ducale

Degustazioni e ciclismi tra la storia degli Sforza e i canti tradizionali delle mondine

diRedazione
in Oggi come ieri
Tempo di lettura: 3 minuti
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Il 13 maggio scorso Vigevano è tornata ad ospitare per la terza volta la sua ciclostorica, «La Ducale», prima tappa delle Ciclostoriche di Lombardia, organizzata dal Lions Club Vigevano Colonne e dal comitato «La Ducale Ciclostorica» con l’ausilio, quest’anno, dell’Associazione Ciclisti Vigevanesi.

Trecento i partecipanti con un trend in continua crescita rispetto alle precedenti edizioni.

Quest’anno la manifestazione ha sorpreso con delle interessanti novità, a partire dalla possibilità di scegliere tra due percorsi. Accanto a quello classico di 54 km, infatti, ne è stato previsto un secondo di 84 km con passaggio da Pavia. I ciclisti, con biciclette costruite dal 1986 fino agli inizi del secolo e abbigliamento d’epoca, sono partiti la mattina dalla Piazza Ducale di Vigevano e, dopo aver sfilato per le vie del centro, si sono allontanati dalla città in direzione Ozzero e Morimondo, dove hanno avuto modo di vedere la meravigliosa Abbazia e di godersi il primo ristoro nella piazza dei Cistercensi.

Hanno poi ripreso per Besate e Motta Visconti per raggiungere la Zelata, dove li attendeva la seconda sosta ristoro, fino a costeggiare il centro di Bereguardo. Da qui un gruppo ha proseguito verso il ponte in chiatte e, dopo aver varcato il Ticino, si è fermato a Parasacco per degustare prodotti tipici della Lomellina e godere dei canti e balli delle mondine, le tradizionali raccoglitrici di riso. Infine, attraverso i comuni di Zerbolò e Gambolò, hanno raggiunto di nuovo Vigevano.

Un secondo gruppo invece, dopo aver attraversato le frazioni di Casottole e Torre d’Isola, ha raggiunto Pavia e, superata la sosta ristoro in Piazza Vittoria, ha proseguito lungo Via strada Nuova e attraversato il Ponte Coperto seguendo L’alzaia pavese – ovvero la strada che costeggia il Ticino nel territorio di Carbonara Ticino e Zerbolò – per poi ricollegarsi al tracciato del primo gruppo.

Per tutti i partecipanti, dopo l’arrivo in piazza Ducale, la manifestazione si è chiusa con il ristoro finale a Palazzo Merula, all’interno di un chiostro del 1600.

BICICLETTE PUNZONATE

L’altra novità è stata la «Punzonatura delle Macchine» dei ciclisti, cosi come si usava fare agli albori del ciclismo sportivo. I partecipanti dopo aver svolto le pratiche di iscrizione, sono stati indirizzati verso un primo set fotografico, dove avveniva la Punzonatura e dove un fotografo immortalava ciclista e bici punzonata. Qui un commissario speciale, deputato alla ricerca del binomio perfetto bici-abbigliamento, annotava il numero di gara dei ciclisti che più rispecchiavano questa immagine.

Dopo la Punzonatura i partecipanti si spostavano al centro della piazza per una seconda foto, questa volta seduti in poltrona con accanto la propria bicicletta punzonata. Chi meglio è riuscito a rappresentare lo spirito delle rievocazioni ciclostoriche, tramite un mix convincente tra abbigliamento e bicicletta, ha potuto accedere a un’estrazione limitata, con in palio la punzonatura con uno dei tre sigilli d’oro.

Da apprezzare e sottolineare anche il carattere benefico della Ducale: i fondi raccolti, infatti, sono stati totalmente devoluti a favore del progetto «Volley a 4 ruote», nato per coniugare l’attività sportiva della pallavolo alla disabilità motoria.

La piazza Ducale di Vigevano è il vero cuore di questa ciclostorica. Un punto di partenza e arrivo attorno al quale si è snodato un percorso che è partito dal centro della città per regalare ai partecipanti i preziosi scorci rurali che la campagna della Lomellina offre generosamente. Un affascinante percorso sulle tracce degli Sforza affrontanto rigorosamente sue delle biciclette d’epoca.

 

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Tag: BE32ducalevigevano

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