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IVCA World Rally

Conferenza e Rally Mondiale: a Cremona due eventi internazionali in uno affrontati con successo

di Redazione
12 Gennaio 2024
in Bicicultura
Tempo di lettura: 12 minuti
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Biciclette d'Epoca

La rivista dedicata alla storia del ciclismo e della bicicletta ogni tre mesi in edicola e online

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«Fantastic!». Così Stuart Elliot, presidente IVCA (International Cycling Veteran Association), si esprimeva sabato 20 maggio pomeriggio a Cremona, in una gremitissima Piazza del Duomo, sotto una tipica pioggerellina londinese che forse lo faceva sentire un po’ a casa.

Un’affermazione sintetica che testimonia però il grande successo di quella che è stata una lunga settimana all’insegna del velocipedismo storico. Una settimana a cui su Biciclette d’Epoca abbiamo dato ampio risalto nei numeri precedenti, in modo da accompagnare i nostri lettori, anche quelli che sono molto lontani da questo mondo così altamente specializzato, verso una serie di eventi così importanti che riteniamo necessari per sostenere il nostro intento di promuovere la cultura della bicicletta nel nostro Paese. Ma andiamo con ordine.

LA CONFERENZA ICHC

Il primo dei due eventi internazionali che hanno coinvolto la nostra nazione è iniziato la mattina di sabato 13 maggio con la 32a International Cycling History Conference (ICHC) presso la sala conferenze del Museo Civico di Cremona, dove 34 cultori di storia della bicicletta, provenienti da 12 paesi, si sono trovati per condividere le loro ultime ricerche. I conferenzieri sono stati accolti da una straordinaria sorpresa: vicino al tavolo dei relatori, infatti, era esposta per la prima volta al pubblico la draisina Calciati, dal nome della famiglia dei conti Calciati autori del lascito. Questo velocipede, recuperato grazie all’interessamento del curatore del Museo Civico dott. Mario Marubbi, costituisce forse il miglior esemplare presente in Italia. Il velocipede è stato portato a dignità museale dal centro di restauro di Bardolino, dove Mauro Camosso, dopo le preliminari indagini conoscitive, ha effettuato i non più differibili lavori di conservazione.

“Italian Day”, così è stata denominata la prima giornata della conferenza, che ha visto coinvolti per la prima volta un gruppo di relatori italiani, molti dei quali parte della nostra redazione. Dopo il benvenuto dato da Alfredo Azzini, in qualità di membro ospitante della conferenza, c’è stata la visita al Museo Civico. I partecipanti sono rimasti rapiti dalla bellezza di importantissime opere rinascimentali, tra i cui autori figurano personaggi immortali come Caravaggio e Arcimboldo.

Mauro Camosso ha svolto la prima relazione parlando delle analisi svolte sulla draisina Calciati, illustrando i lavori di restauro. Immediatamente si è acceso un interessante dibattito che ha visto coinvolto Gertjan Moed, curatore del museo olandese Velorama, uno dei massimi esperti di draisine, il quale ha confermato che trattasi di un modello di eccezionale qualità ma che certamente non è da attribuire a Carl Drais von Sauerbronn, l’inventore della “lauf machine” (macchina per correre), in quanto il modello Calciati sembrerebbe di costruzione italiana. Si è aperto così un interessante dibattito che approfondiremo nel corso dei prossimi mesi. Sono seguite quindi le relazioni di Carlo Azzini sulla evoluzione dei freni tra Otto e Novecento, mentre Alfredo Azzini ha parlato de “Le Bianchi di Bianchi”, tracciando un parallelismo tra lo sviluppo della famosa azienda milanese e la storia politico-economica italiana tra il 1885 e il 1945. La prima parte pomeridiana si è conclusa con un intervento del nostro direttore, Alessandro Galli, che ha parlato di Biciclette d’Epoca e di come la rivista si collochi nell’attuale panorama italiano degli appassionati.

A fine pomeriggio Alfredo Azzini ha presentato dinnanzi a un foltissimo pubblico il suo libro “Alle origini della bicicletta” (ed. Ediciclo) pubblicato in occasione del Salone del Libro di Torino. La presentazione, condotta da Alessandro Galli, ha visto intervenire anche l’editore Vittorio Anastasia, che ha sottolineato come un libro di questo tipo mancasse dal panorama editoriale italiano dal 1946. Questo primo tomo parla dell’evoluzione tecnica della bicicletta mentre il secondo, in uscita il prossimo anno, parlerà dell’evoluzione sociale e sportiva, ed è probabile che la serie continui. Tra gli interventi a commento del libro è stato di particolare interesse quello di Gary Sanderson, presidente della ICHC, che ha affermato di apprezzare molto l’opera e di essere contento di come l’Italia stia rivolgendo finalmente molta attenzione alla sua importante storia dei velocipedi.

I lavori sono proseguiti per tutta la giornata di domenica, con la parentesi della visita al Museo dei Violini, mentre lunedì è stata la volta della visita al medioevale borgo di Soncino e alla cinquecentesca casa degli stampatori. I lavori si sono conclusi a Soresina presso la Collezione dei Velocipedi e Biciclette antiche A & C Azzini. Tutti i partecipanti si sono detti entusiasti del programma e delle relazioni, in particolar modo di quelle italiane, che per la prima volta hanno posto la nostra nazione alla ribalta internazionale.

GARE, CULTURA E GASTRONOMIA

Alcuni dei conferenzieri si sono fermati in città per partecipare al 41° IVCA World Rally, iniziato mercoledì 17 maggio, sempre a Cremona, alle Colonie Fluviali Padane (complesso multifunzionale all’aperto con un grande parco, alle porte della città), con un programma intenso e avvincente, che neanche le purtroppo avverse condizioni meteo hanno scalfito. ASI e AVI, su delega dell’IVCA, sono stati gli enti organizzatori di questo evento che ha visto coinvolti, nel suo momento topico di sabato, 285 velocipedi d’epoca, di cui oltre trenta erano Grand Bi. La qualità dei mezzi presenti faceva pensare a un museo itinerante con tricicli Cripper, Peugeot, Humber Beeston, o ancora con le biciclette Rover, Singer, Quadrant, Hirondelle. Insomma tutto il gotha ciclistico era ben rappresentato.

Nei giorni antecedenti gli appassionati erano tutti attenti a seguire sui social l’epica impresa di Gerald Minichshofer, che da Innsbruck stava arrivando con il suo biciclo Rudge a Cremona, dove è arrivato puntualissimo alle ore 14 di mercoledì 17 maggio. Purtroppo, nel viaggio di ritorno gli è stata fatale una stretta e viscida curva sopra l’altopiano di Asiago che lo ha obbligato a uscire di strada con la conseguenza della rottura della clavicola. L’AVI si è però fatta carico di un’assistenza tempestiva attraverso la propria socia e revisore supplente Alessandra Vanin, che ha seguito tutta l’organizzazione del recupero del velocipede e del rientro di Gerald in Austria. Eccezionale la location dell’evento, appunto le storiche Colonie Fluviali Padane, che ha ospitato tutta la logistica con una sala da pranzo da oltre 300 posti, uno spazio coperto al piano terreno per ospitare il mercatino e parcheggiare i velocipedi, il tutto esattamente di fronte alla pista ciclistica con un anello di 900 metri, perfetto per le gare e con a fianco gli imbocchi delle ciclabili degli argini del Grande Fiume. Quasi 200 i partecipanti provenienti da 18 paesi, tra i quali Canada, USA, Australia, Giappone e Malesia.

Giovedì sotto un magnifico sole, purtroppo l’unico di tutto l’evento, il serpentone dei ciclisti, incorniciato dal rosso dei papaveri ai margini della strada, ha invaso le ciclabili agli argini del Po. Il percorso si è sviluppato per 35 km di pura bellezza paesaggistica, con un tocco di arte grazie alla visita della rinascimentale e splendida chiesa di S. Sigismondo. Nel pomeriggio tutti in pista per partecipare alle gare o anche solo per fare il tifo per i propri amici con le bandiere delle varie nazioni. Le gare sono state divise nelle categorie, di cui trovate le classifiche complete a pagina 19. Questo raduno laureava anche il campione del mondo di Grand Bi originali. A una velocità media di 18,36 Km orari chi poteva aggiudicarsi l’ambito titolo se non Gerald Minichshofer? E così è stato.

Tra gli italiani, Marcello Fogagnolo ha avuto l’onore di salire sul gradino più alto del podio nella categoria Safety solid tired, conducendo una gara di forza con un arrivo quasi in solitaria, mentre per sola mezza ruota di distacco non ce l’ha fatta a salire sul podio Federico Corsi. Oreste Molinari, con il triciclo Humber Beeston, e Carlo Azzini con il Cripper si sono aggiudicati rispettivamente il secondo e il terzo posto dietro a uno scatenato Marc Lebreton, grande collezionista ed esperto francese (potete saperne di più al sito www.lemuseedemarco.fr), che per l’occasione usava un triciclo Peugeot. Tris italiano, invece, per quanto riguarda i Safety Frame a ruota fissa uomini, con Davide Segalini, Paolo Tosi e Pierangelo Cerioli sul podio.

Venerdì 19 maggio, alle 6 del mattino, uno sparuto gruppo di irriducibili si è trovato sotto la pioggia per il Century GP, un anello di 20 km da percorrere 8 volte per un totale di 100 miglia (160 km). Veniva così emulata la prova che si faceva nell’800 per dare il brevetto di abile ciclista. Unico italiano presente al via Renato Bozzo, del gruppo BEA di San Donà di Piave, che ha con onore portato a termine l’impresa. Per chi non ha voluto effettuare la pedalata estrema è stata la giornata della cultura. Il centro di Cremona è stato invaso da piccoli gruppi di ciclisti storici, accompagnati dai soci FIAB organizzati dal loro presidente Piercarlo Bertolotti, diretti al Museo Civico e al Museo Del Violino. Di rientro dai musei, i partecipanti hanno trovato allestito il mercatino dei velocipedi con una quindicina di espositori provenienti oltre che dall’Italia anche da Francia, Germania Austria e Belgio.

Importantissime le biciclette esposte e molte quelle che hanno cambiato proprietario. Interessantissimi i cartelloni pubblicitari rigorosamente originali offerti in vendita. Il mercatino è durato anche per tutto il sabato, con i commercianti entusiasti per il successo riscontrato. Tra tutti vale la pena di citare lo storico commerciante Patrick Joret di Marmande, presso Bordeaux, il quale ci ha riferito che: «È dal 2019 che mancavo dall’Italia e ho accettato con grande piacere l’invito. Non pensavo di ritrovare tanti amici e appassionati. Ho portato importanti biciclette che sono state molto apprezzate. Un evento organizzato molto bene con grande attenzione per i partecipanti, il pubblico e gli espositori».

Nel pomeriggio si è tenuta l’annuale assemblea IVCA, nella quale si sono stabilite le date dei futuri eventi che si terranno nel 2027 e 2028, mentre il prossimo anno sarà la città di Ostrava in Repubblica Ceca a ospitare l’evento mondiale, il cui programma è stato presentato in questa occasione. L’assemblea è stata di notevole importanza per le decisioni prese, tra le quali quella di effettuare un Rally Europeo in quegli anni in cui il Rally Mondiale andrà oltre oceano. Si è inoltre rivolta molta attenzione ai giovani, creando una commissione specifica della quale sono stati chiamati a far parte gli italiani Davide Portinari e Carlo Azzini.

I partecipanti hanno avuto modo di toccare con mano, anzi con il palato, le specialità gastronomiche italiane. L’AVI aveva presentato lo scorso anno in Belgio il rally italiano puntando sulle pedalate in bicicletta e su quelle con la forchetta, e così è stato! Un team di chef professionisti, capitanati dalla cremonese Monica Copetti, ha condotto gli iscritti e i vari ospiti attraverso un percorso gastronomico che ha toccato un po’ tutte le regioni italiane. La pasta e i primi in genere hanno trionfato, con i ciclisti che placavano l’appetito con bis, tris e i più temerari con i quatris. La cena del venerdì è stata l’occasione per la degustazione dei formaggi Auricchio, accompagnati dai vini Losito e Guarini e in conclusione dalla degustazione di grappe della Marzadro, tutti partner dell’evento cremonese.

IL “SABATO ITALIANO”

La pioggia del sabato ha obbligato gli organizzatori a far ricorso ai pullman per portare i partecipanti a Soresina per la visita alla Collezione dei velocipedi e biciclette antiche A & C Azzini e al Teatro Sociale, lo splendido scrigno posto nelle vicinanze del museo. Il pomeriggio del sabato, mentre i partecipanti si divertivano a posare nei tre set fotografici allestiti, gli organizzatori erano intenti in uno spasmodico controllo dei siti meteo per decidere se annullare la Grand Parade. La freddezza e, è proprio il caso di dirlo, l’audacia di confermare lo svolgimento della sfilata nonostante la pioggia battente sono state premiate. Alle 17:30, infatti, la pioggia è cessata. Alle 18 gli squilli delle trombe dei Bersaglieri Ciclisti chiamavano a raccolta i velocipedisti i quali, nei loro perfetti abbigliamenti d’epoca, si accodavano alla fanfara dando vita a un gruppo di ben 280 biciclette che pacificamente invadevano il centro di Cremona.

Per questa giornata era previsto anche l’evento “Una giornata all’IVCA Rally”, per dar modo a molti italiani di prendere contatto, anche per un solo giorno, con questa realtà rallista ancora poco conosciuta. Una sosta di rito davanti alla casa nuziale di Stradivari è stata d’obbligo e qui non poteva mancare l’ensemble di archi dell’Orchestra Giovanile Antonio Vivaldi, che ha suonato il primo tempo di un concerto vivaldiano che è stato poi terminato nel cortile Federico II in piazza del Duomo, sosta principale dei velocipedi. E proprio nel salotto cremonese vi è stato l’abbraccio dei partecipanti con la città, che non si è fatta intimorire dalla pioggia e ha gremito all’inverosimile la piazza mentre le note degli archi lasciavano spazio a quelle del verdiano “Va, pensiero” della fanfara. Sotto una pioggia sempre più insistente, ma tutti con il sorriso stampato sul viso, si è fatto ritorno alle Colonie Padane per la cena di gala.

Tra gli ospiti era presente Alberto Scuro, Presidente dell’ASI, che è rimasto favorevolmente impressionato dalla qualità delle biciclette ma soprattutto dall’ambiente di amicizia e di sincera condivisione. È stata questa anche l’occasione delle premiazioni e dei saluti. AVI e ASI hanno voluto dare anche il loro sostegno sociale in quanto la manifestazione era rivolta anche a festeggiare il 50° anniversario della fondazione dell’AIDO, l’associazione per la donazione degli organi. Ormai la manifestazione volgeva al termine, infatti alcuni iscritti avevano in programma di partire la domenica mattina per affrontare i lunghi viaggi di rientro. Al pranzo della domenica c’è stato il saluto definitivo e il passaggio delle consegne alla rappresentanza ceca, che organizzerà la 42a edizione del Rally Mondiale. Significativa l’affermazione di una delle organizzatrici ceche, la quale ha detto che spera di fare un’edizione di successo anche se ciò sarà particolarmente difficile dopo l’edizione italiana, che ha enormemente innalzato lo standard dell’ospitalità dell’evento.

Tutti gli iscritti infatti, oltre a godere di un’ospitalità impeccabile, hanno ricevuto un omaggio di benvenuto, rappresentato dal torrone – simbolo per eccellenza di Cremona – e un omaggio di saluto rappresentato da una bottiglia di pregio di vino rosso offerto dalle cantine Losito & Gurini, con etichetta dedicata all’evento. Per AVI e ASI sono stati otto giorni intensi, dove si è messa fortemente alla prova la tenuta organizzativa imposta da manifestazioni di questo tipo. Grazie all’impegno dei consiglieri AVI, l’organizzazione logistica è stata perfetta, anche per l’attenta gestione di AVI e ASI, che hanno investito nell’evento ingenti risorse. Tutto si è concluso con grande soddisfazione degli organizzatori per gli apprezzamenti unanimi ricevuti da tutti. A queste due associazioni va infatti riconosciuto l’indubbio merito di aver portato in Italia un evento sconosciuto al mondo velocipedistico italiano. Ora gli organizzatori sono già al lavoro per definire il programma del 4° Concorso Nazionale d’eleganza che si terrà al parco Sigurtà domenica 24 settembre.


Foto: Roberto Casato, Maurizio Bono e Maurizio Spaesato


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Tag: BE62ivca world rally
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150 ANNI DI UN MI-TO A partire dalla fine degli A 150 ANNI DI UN MI-TO

A partire dalla fine degli Anni '60 dell'Ottocento, le gare di velocipedi iniziano a diffondersi sempre di più, coinvolgendo i pochi temerari che già allora desideravano gareggiare con questi mezzi. 

La Milano-Torino, tenutasi per la prima volta nel 1876, è la più antica gara italiana ancora in essere, e la storia della sua affascinante genesi viene raccontata su BE76 da Alfredo Azzini, instancabile narratore delle origini della bicicletta.

EDIZIONE ITALIANA IN EDICOLA

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150 YEARS OF A LEGEND

Starting in the late 1860s, bicycle races began to gain popularity, drawing in the few daredevils who, even then, were eager to compete on these machines. 

The Milan-Turin race, held for the first time in 1876, is the oldest Italian race still in existence, and the story of its fascinating origins is told in BE76 by Alfredo Azzini, a tireless chronicler of the bicycle’s origins.

ENGLISH VERSION AVAILABLE SOON
Cari amici, siamo molto felici di annunciare il nu Cari amici, siamo molto felici di annunciare il nuovo numero di Biciclette d'Epoca, BE76, disponibile in questi giorni nelle edicole e sul sito Sprea.it.

Un numero con tantissimi contenuti interessanti, a partire dalla copertina dedicata ai 150 anni della storica gara Milano-Torino, qui rappresentata da un'incisione di Luigi Airaldi, vincitore della seconda edizione. Ce ne parla Alfredo Azzini.

Apre poi la sezione delle biciclette la Bianchi Squadra Corse Leggerissimo del 1949 di Coppi, dalla collezione di Carsten Rademacher, tra quelle a disposizione del Campionissimo alla Parigi-Roubaix vinta l’anno successivo. A raccontarcela tre penne importanti: Paolo Amadori, Michele Asciutti e Carlo Delfino.

Abbiamo poi una Ariel Lightweight del 1912 di Ariel Atzori, una Cimatti Corsa del 1951 di Alvaro Abbili, una Estermann Olympia del 1980 del Velomuseum di Rehetobel, un tandem Labor del 1906 di Mario Cionfoli, una Prina Imperiale R Lusso del '47 di Alberto Castelli, una Biazzi Corsa Air del 1986 di Francesco Misantoni, una Progear 2WD del 1995 di Paolo Carosini, una Moser Oro Aero del 1985 di Pasquale Cuttunaro vista al CdE dell'Eroica e un tutorial per ripristinare le selle curato da Maurizio Botta.

Passando ai campioni, Giovanni Battistuzzi ci riporta alle origini del doping parlando di Monsieur Aide, Marco Pasquini tratteggia la parabola di Franco Chioccioli mentre Carlo Delfino ci racconta dei gregari Canavesi e Rimoldi. Infine, sempre Pasquini ricostruisce la storia del 51 al Tour.

Per quanto riguarda la Bicicultura, spazio alla leggenda francese della "Piccola Regina", raccontata da l'Epopée Sutter, mentre Fausto Delmonte ricostruisce l'evoluzione delle tappe dalla ruota libera al cambio.

Infine, tutta la parte relativa agli eventi e alle ciclostoriche, con le ultime news da Eroica, l'arrivo sulle nostre pagine con grandissimo piacere di Giancarlo Brocci, i 20 anni del Ghisallo e una bellissima mostra a villa Manin.

Chiudiamo con lo speciale dedicato ai 10 anni di Eroica Montalcino che troverete con una copertina dedicata sul lato opposto della rivista, con 8 pagine extra che ripercorrono la storia e i valori dell'Eroica di primavera.

Non perdetelo!
SPECIAL ISSUE 75 – MOUNTAIN BIKE EXTRA We are del SPECIAL ISSUE 75 – MOUNTAIN BIKE EXTRA

We are delighted to announce the release of our first-ever special issue featuring a ‘Variant’ cover.

This is a special edition of Vintage Bicycles 75 – the same issue you’ll find on newsstands or on Amazon featuring the Colnago Oval CX – but in this case, the cover showcases the 1979 Cunningham CC Proto. 

It is a tribute we wanted to pay to this hugely significant bicycle and to the article produced in collaboration with the Marin Museum and MTB legend Joe Breeze.

But that’s not all: to make this issue even more special, we’ve added a full 16 extra pages dedicated to iconic MTBs of the past: the 1985 Ritchey Team Comp, the 1990 Rauler, the Breezer Lightning and the 1996 AMP B4, masterfully described by our very own Fausto Delmonte.

A collector’s edition that we hope will appeal to the many enthusiasts of the ever-fascinating world of vintage MTBs!

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BIANCHI D1 PISTA 1902 Una bicicletta "misteriosa" BIANCHI D1 PISTA 1902

Una bicicletta "misteriosa" che apre il dibattito sull'evoluzione e le scelte tecnologiche della Bianchi a inizio del Novecento. Ne parliamo su BE75 dalla collezione di @fogagnolomarcello .

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BIANCHI D1 TRACK 1902

A ‘mysterious’ bicycle that opens the debate on Bianchi's evolution and technological choices at the beginning of the 20th century. We discuss it on BE75 from Marcello Fogagnolo's collection.

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Il nostro "Ritratto" di questo numero è Simone D'U Il nostro "Ritratto" di questo numero è Simone D'Urbino, enfant prodige del telaismo e titolare del marchio Masi. 

L'abbiamo intervistato in una lunga, schietta e interessante chiacchierata nell'officina sotto le curve del Vigorelli, in cui è di recente rientrato, laddove il grande Faliero ha gettato le basi del mito.

Su BE75 in edicola adesso.

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Our ‘Portrait’ in this issue is Simone D'Urbino, enfant prodige of frame building and owner of the Masi brand. 

We interviewed him in a long, candid and interesting chat in the workshop under the curves of the Vigorelli, where he recently returned, where the great Faliero laid the foundations of the legend.

On BE75, available now.

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Celebriamo oggi la Giornata Internazionale della D Celebriamo oggi la Giornata Internazionale della Donna, ricorrenza che sostiene l'importanza della parità, della tutela e dei diritti in ogni ambito.

Pioniere di tutto questo sono state le donne in bicicletta, vere anticonformiste pronte a sfidare le convenzioni sociali per affermare il proprio diritto a pedalare.

Qui una copertina di "Figarò Illustré" del settembre 1893, rivoluzionaria per l'epoca e per lo scandalo che davano le donne in bicicletta con i pantaloni (detti "bloomer").
Vincenzo Torriani è stato per 40 anni l'immagine e Vincenzo Torriani è stato per 40 anni l'immagine e il patron del Giro d'Italia. Una figura gigantesca che ha guidato la corsa rosa attraverso le strade di tutto il Paese.

Da ricordare quella volta che si candidò alle elezioni ma la gente votò Bartali! (in foto)

Ce ne parla Marco Pasquini su BE75 in edicola adesso.

Buona domenica!

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Vincenzo Torriani was the face and patron of the Giro d'Italia for 40 years. A larger-than-life figure, he guided the pink race through the streets of the entire country.

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Have a nice Sunday!

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Table of contents:

IN THIS ISSUE

VINTAGE WORLD

Eroica News 2

AVI 4

NUVI 5

RSC 6

VCC 7

Épopée Sutter 8

Giro d'Italia d'Epoca 9

Ciclostoriche di Lombardia 10

Giro delle Regioni 11

Events calendar 12

PORTRAITS

Simone D'Urbino 14

ROUTES

La Vignastorica 18

Cover Story: COLNAGO OVAL CX 1982 22

BICYCLES

Maino Tipo E Balloon 1930 28

Bianchi D1 Pista 1902 32

King Corsa 1920s 36

Bianchi Super Extra 1946 40

Chesini Precision 1982 44

La Française Diamant 1901 48

Cunningham CC Proto 1979 54

Vedovati Fiorelli Germanvox 1969 60

PEOPLE

Runaway Words: Llega el Maravilla 64

José Manuel Fuente 66

Pietro Chesi 73

Vincenzo Torriani 74

The Monument Classics 78

Isidoro Bergaglio 81

VELOCULTURE

Ido Erani 82

Books 85

Velodrom Favorit Brno 1889 86

The origins of racing - part 2 90

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Cari amici, a grande richiesta torna sulle nostre Cari amici, a grande richiesta torna sulle nostre pagine il Calendario delle Ciclostoriche 2026, in collaborazione con @eventbike.

Tutti gli appuntamenti dell'anno per non perderne nemmeno uno.

Lo trovate su BE75 in edicola adesso e sul nostro sito a questo indirizzo:

https://biciclettedepoca.net/news/il-calendario-delle-ciclostoriche-2026/

Se volete segnalare il vostro evento, scrivete a info@eventbike.it
JOSE' MANUEL FUENTE, "EL TARANGU" Lo chiamavano " JOSE' MANUEL FUENTE, "EL TARANGU"

Lo chiamavano "El Tarangu", un intraducibile termine in dialetto asturiano che significava grosso modo "il garzone", "l'uomo di fatica", ma anche "l'imprevedibile". Manuel José Fuente era così: uno scalatore indomito e illeggibile che, nella sua breve carriera, ha fatto tremare i più grandi, compreso Eddy Merckx.

Ce lo racconta Alessio Stefano Berti su BE75 adesso in edicola.

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They called him ‘El Tarangu’, an untranslatable term in Asturian dialect that roughly meant ‘the lad’, ‘the labourer’, but also ‘the unpredictable one’. Manuel José Fuente was just that: an indomitable and unpredictable climber who, in his short career, made the greatest riders tremble, including Eddy Merckx.

Alessio Stefano Berti tells us all about him in BE75, now on Amazon worldwide.

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Biciclette d’epoca, registrata al tribunale di Milano il 19/12/2005 con il numero 970. ISSN: 2282-1902 Autorizzazione ROC n° 6282 del 29/08/2001 Direttore responsabile: Luca Sprea