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Home News Bicicultura

Francobolli e annulli in bici

L'incontro tra la filatelia e la passione per il ciclismo

di Redazione
5 Febbraio 2021
in Bicicultura
Tempo di lettura: 5 minuti
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Biciclette d'Epoca

La rivista dedicata alla storia del ciclismo e della bicicletta ogni tre mesi in edicola e online

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Il collezionismo è una brutta bestia, di quelle che se ti addentano poi difficilmente ti lasciano andare. Tra le sue tante forme, tralasciando quello di farfalle, che ci viene difficile coniugare con il mondo delle biciclette, uno dei più radicati e tradizionali è il collezionismo di francobolli. Molto più che documenti atti a certificare il pagamento della spedizione di lettere e cartoline – parlando di queste ultime vi ricordiamo l’interessante approfondimento su BE46 – i francobolli “ciclistici” sono rappresentazioni iconiche di uomini e momenti storici, sono intriganti e curiosi per chi li guarda con occhi distratti, comunicativi ed emozionanti per chi li studia e archivia in maniera certosina.

Come tutte le collezioni, anche quella di francobolli risponde a una regola generale: la specializzazione tematica. Nel nostro caso il tema è il ciclismo ed è bene evitare di disperdere energie, tempo e danaro su altri campi tematici. Inoltre, partendo dalla considerazione che il francobollo ha un’importante valenza documentativa, il bravo collezionista deve prestare attenzione alla narrazione, ovvero strutturare la collezione in modo da raccontare una storia mediante una corretta successione di francobolli.

I momenti della collezione

Una raccolta di francobolli richiede un metodo attuativo, che senza timore di schematizzare troppo possiamo scandire in tre fasi. Un primo momento riguarda la ricerca preliminare, da effettuare su cataloghi ufficiali, riviste e libri specializzati, siti web. Attenzione, il termine “specializzati” non si limita al contesto filatelico e va a coinvolgere anche l’ambiente del ciclismo, proprio per via della necessità di contestualizzare la raccolta in modo da riuscire a raccontare una storia. Per quanto concerne la fase documentativa, muovendoci dal generale al particolare, partiamo dalla consultazione del Catalogo Unificato Internazionale, che raccoglie informazioni in merito ai francobolli di pressoché tutte le nazioni del mondo, poi possiamo passare alle riviste filateliche specializzate e quindi – per entrare nel particolare del ciclismo – studiare il catalogo Deportes Domfil (in spagnolo con traduzione in inglese), che tratta i francobolli di tutti gli sport ed è reperibile presso i migliori negozi di collezionismo.

La seconda fase, una volta individuati gli obiettivi, consiste nel loro raggiungimento: in parole povere bisogna mettere le mani – anzi, le pinzette – sui francobolli desiderati. A tale scopo è conveniente frequentare i numerosi circoli filatelici disseminati sul territorio nazionale, in modo da entrare in contatto con altri collezionisti. I francobolli di recente emissione sono reperibili agli sportelli filatelici delle Poste Italiane, mentre per quelli internazionali ci si può abbonare presso un negozio filatelico al servizio novità di una determinata nazione o di una specifica tematica. Non vanno infine trascurate le aste per corrispondenza, sulle quali gravano però tasse che incidono fin oltre il 20% sul costo dei francobolli che ci si è assicurati.

La terza è la fase della creazione del racconto e consiste nel posizionare i francobolli in un album adeguato, che va poi completato con i testi che compongono la narrazione. Nella fase di catalogazione le dita servono a girare le pagine dell’album e ad afferrare le pinzette filateliche (quelle professionali costano pochi euro). Mai e poi mai i francobolli devono entrare in contatto con i polpastrelli, perché la carta utilizzata per i primi è molto delicata e la pelle dei secondi è sempre e comunque sporca e unta. Oltre alle pinzette, un altro strumento filatelico essenziale è la lente d’ingrandimento, che permette tra le altre cose di distinguere il sistema di stampa, e proprio volendo esagerare ci si può attrezzare con una lampada a luce ultravioletta, utile ad apprezzare le fluorescenze dei francobolli.

La tematica ciclistica

Il francobollo è uno strumento celebrativo e rievocativo, oltre che capace di veicolare un’idea, che nel caso specifico di una nazione è spesso – o per meglio dire è spesso stata – un’idea politica. Tra gli stati che con maggiore convinzione hanno legato il mondo dello sport, e in particolare il ciclismo, al credo politico, figurano quelli del defunto blocco comunista. Abbiamo interessanti esempi in Unione Sovietica, Polonia e Bulgaria, con francobolli fedeli a uno standard che prevede un atleta stilizzato, molto spesso anonimo, ritratto nell’atto della competizione. Un altro canone relativo ai francobolli ciclistici è quello dell’atleta – in questo caso spesso un campione conosciuto – rappresentato in posizione di riposo con un mezzo primo piano, ovvero tipo figurina. Tra i soggetti più utilizzati in tale categoria figurano Felice Gimondi ed Eddy Merckx, ma si tratta di un tipo di rappresentazione poco utilizzata, che rende molto rari e alquanto ricercati tali francobolli.

Molto prolifica è l’emissione di francobolli dedicati ai Giochi Olimpici, anche da parte di stati con una tradizione ciclistica a dir poco trascurabile. Esistono esempi di francobolli “olimpici” emessi da nazioni come il Niger e la Guinea allo scopo di celebrare i relativi atleti impegnati nelle gare olimpiche riservate ai dilettanti. Per quanto invece concerne i principali appuntamenti sportivi del mondo del ciclismo “che conta”, possiamo dire che il numero di emissioni di francobolli è inversamente proporzionale all’importanza dell’evento. Succede così che nazioni dove il ciclismo è radicato, come l’Italia e la Francia, siano state relativamente avare di emissioni dedicate al Giro, al Tour o al Campionato del Mondo. Questo excursus sul mondo dei francobolli ciclistici si conclude qui, con la speranza di aver stuzzicato la curiosità e la certezza che ogni elemento legato al mondo del ciclismo d’epoca è un fattore utile ad alimentare la nostra passione.


Si ringraziano: Pierluigi Farè – Ciclocollection (Riva del Garda) | Renato Bulfon – Ciclismuseo (Mortegliano)


Temi specifici

Stabilire e restare fedeli a una tematica specifica è una regola basilare se si vuole creare una collezione di francobolli. Pensiamo di fare cosa gradita elencando qui di seguito alcuni temi ciclistici di riferimento da cui partire: Olimpiadi, Campionati del Mondo, campioni, competizioni, ricorrenze e anniversari. Nulla vieta al collezionista di essere ancora più selettivo nella tematica, ma bisogna tenere in considerazione il fatto che le emissioni di francobolli a tema ciclistico non sono molto numerose e che quindi un’eccessiva specializzazione può portare a una penuria di materiale.


Coincidenze

Nell’immagine il francobollo triangolare della Repubblica Dominicana emesso per la vittoria del nostro Ercole Baldini all’Olimpiade di Melbourne del 1956. Alcuni anni dopo, Baldini si trova in Repubblica Dominicana e si reca in un ufficio postale per provare a reperire il francobollo che lo ritrae. L’impiegata allo sportello lo riconosce e allerta il direttore dell’ufficio, il quale invita Baldini a partecipare alla festa di commemorazione della sua vittoria e del relativo francobollo, già organizzata per la sera stessa.


Annulli speciali

I francobolli sono per così dire i documenti di viaggio, i biglietti, delle nostre lettere e cartoline, e in quanto tali vengono timbrati per essere annullati. Non tutti gli annulli sono uguali e qui abbiamo elencato alcuni esempi di timbri speciali realizzati in occasione di specifici avvenimenti ciclistici: 

A. Busta con francobolli e annullo speciale per i mondiali di Imola del 1968, con gli autografi della squadra nazionale italiana.

B. Busta con francobollo e annullo speciale per il mondiale di Gap, in Francia, del 1972, con l’autografo di Marino Basso campione del mondo.

C. Busta con francobollo e annullo speciale per il mondiale di Montreal del 1974, con l’autografo del vincitore Eddy Merckx.

D. Busta con l’annullo speciale di Udine per il 50° Giro d’Italia del 1967, con francobollo commemorativo e l’autografo di Dino Zandegù, vincitore della tappa.


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Tag: BE47francobolli
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This is a special edition of Vintage Bicycles 75 – the same issue you’ll find on newsstands or on Amazon featuring the Colnago Oval CX – but in this case, the cover showcases the 1979 Cunningham CC Proto. 

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BIANCHI D1 PISTA 1902 Una bicicletta "misteriosa" BIANCHI D1 PISTA 1902

Una bicicletta "misteriosa" che apre il dibattito sull'evoluzione e le scelte tecnologiche della Bianchi a inizio del Novecento. Ne parliamo su BE75 dalla collezione di @fogagnolomarcello .

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ACQUISTA/BUY BE75:https://linktr.ee/biciclettedepoca
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Pioniere di tutto questo sono state le donne in bicicletta, vere anticonformiste pronte a sfidare le convenzioni sociali per affermare il proprio diritto a pedalare.

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Events calendar 12

PORTRAITS

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ROUTES

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BICYCLES

Maino Tipo E Balloon 1930 28

Bianchi D1 Pista 1902 32

King Corsa 1920s 36

Bianchi Super Extra 1946 40

Chesini Precision 1982 44

La Française Diamant 1901 48

Cunningham CC Proto 1979 54

Vedovati Fiorelli Germanvox 1969 60

PEOPLE

Runaway Words: Llega el Maravilla 64

José Manuel Fuente 66

Pietro Chesi 73

Vincenzo Torriani 74

The Monument Classics 78

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Lo chiamavano "El Tarangu", un intraducibile termine in dialetto asturiano che significava grosso modo "il garzone", "l'uomo di fatica", ma anche "l'imprevedibile". Manuel José Fuente era così: uno scalatore indomito e illeggibile che, nella sua breve carriera, ha fatto tremare i più grandi, compreso Eddy Merckx.

Ce lo racconta Alessio Stefano Berti su BE75 adesso in edicola.

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They called him ‘El Tarangu’, an untranslatable term in Asturian dialect that roughly meant ‘the lad’, ‘the labourer’, but also ‘the unpredictable one’. Manuel José Fuente was just that: an indomitable and unpredictable climber who, in his short career, made the greatest riders tremble, including Eddy Merckx.

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La Cunningham CC Proto del 1979 è un concentrato d La Cunningham CC Proto del 1979 è un concentrato di avanguardia non solo per il settore delle mountain bike ma per la bicicletta in generale, come dimostrano accorgimenti ideati da Charlie Cunningham (in foto) decenni prima.

Ve l'abbiamo raccontata su BE75 grazie al contributo di Joe Breeze, una leggenda della mountain bike, e del @marinmuseumofbicycling. Grazie anche a Charlie Sedlock, per le foto che ci ha concesso, e al nostro Fausto Delmonte , profondo conoscitore del settore.

Una bicicletta importante che meriterebbe una copertina variant della nostra rivista, e forse la faremo!

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The 1979 Cunningham CC Proto is a cutting-edge model not only for the mountain bike sector but for bicycles in general, as demonstrated by the features designed by Charlie Cunningham (pictured) decades earlier.

We told you about it on BE75 thanks to the contribution of Joe Breeze, a mountain biking legend, and the @marinmuseumofbicycling. Thanks also to Charlie Sedlock for the photos he provided us with, and to our own Fausto Delmonte, an expert in the field.

This is an important bicycle that deserves a variant cover of our magazine, and perhaps we will do just that!

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La Colnago Oval CX del 1982 è la biciclette protag La Colnago Oval CX del 1982 è la biciclette protagonista dell'articolo di copertina di BE75, adesso in edicola in italiano e disponibile per l'acquisto su Amazon in tutto il mondo e in inglese, sempre in formato cartaceo.

Foto e collezione di Michele Lozza (@thebikeplace ) con il contributo di Alessandro Turci (Alessandro Turci ).

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The 1982 Colnago Oval CX is the bicycle featured on the cover of BE75, now on newsstands in Italian and available for purchase on Amazon worldwide in English, also in print format.

Photos and collection by Michele Lozza (@thebikeplace) with the contribution of Alessandro Turci (Alessandro Turci).

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