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Home News Le Biciclette

Wilier Triestina K2 Karbon 2002

La bici con cui il Pirata corse la sua penultima stagione

di Redazione
20 Marzo 2020
in Le Biciclette
Tempo di lettura: 4 minuti
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Marco Pantani è sempre vivo nel cuore degli appassionati, al punto da essere considerato l’ultimo rappresentante del ciclismo eroico nonostante la sua carriera si sia conclusa – purtroppo tragicamente – quasi vent’anni dopo quel 1987 che secondo L’Eroica è l’anno spartiacque tra il prima e il dopo. Ancora oggi, come abbiamo ben documentato sulle nostre pagine, gli eventi e le mostre dedicate al Pirata si susseguono senza soluzione di continuità in ogni angolo d’Italia, come per esempio con l’esposizione a lui dedicata all’ultima edizione di Cosmo Bike a Verona. Proprio in quella sede gli appassionati hanno potuto apprezzare, oltre alla Bianchi Mega Pro del ’98 di cui abbiamo già parlato, anche la Wilier K2 Karbon del 2002 che vedete in queste pagine, di proprietà di Sergio Biunno, grande fan di Pantani.

«Da sempre io e la mia famiglia siamo grandi appassionati e tifosi del Pirata, della Mercatone Uno e di tutto quello che circonda quello splendido periodo ricco di successi e di imprese memorabili», spiega Sergio. «Il nostro sogno è sempre stato quello di possedere una bici squadra corse utilizzata da Marco Pantani, cosa tutt’altro che semplice».

Nonostante siano passati solo quattro anni dalla doppietta Giro e Tour del ’98, nel 2002, dopo i fatti di Madonna di Campiglio, Pantani non riesce più a vivere le corse con quel ruolo da protagonista che lo aveva sempre caratterizzato e per il quale viene amato. Per questo motivo, la K2 Karbon non è una bici che si può associare a una vittoria o a un evento particolare, ma traccia senza dubbio la fotografia di un’epoca anche dal punto di vista tecnologico.

«Documentandomi sulla stagione 2002», prosegue Sergio, «ho scoperto che, mentre tutti i gregari della Mercatone Uno utilizzarono la Wilier Izoard. Pantani utilizzò invece il modello K2 Karbon, bello e innovativo al tempo stesso. Ho fatto una ricerca e ho scoperto che il telaio era prodotto in Italia dalla ditta C4 di Airuno (LC)».

MADE IN AIRUNO

La storia della K2 Karbon corre pari passo con quella di Marco Bonfanti, titolare appunto di C4, azienda che si occupava di realizzare prodotti in carbonio. Forte di sei anni di esperienza in Bianchi, a Treviglio, Bonfanti avvia la propria impresa nel 1986, realizzando fin da subito telai e forcelle monoscocca per la Squadra Corse Bianchi, della quale fu fornitore per le gare a cronometro del Giro d’Italia 1987. Inoltre, pur continuando a sviluppare idee e brevetti in ambito ciclistico, C4 si specializzò anche nella produzione di pinne per sommozzatori in carbonio, lanciando sul mercato i primi modelli e diventandone ben presto leader. Tra le bici prodotte da C4 ricordiamo la Ego.

Qualche anno dopo, a cavallo della fine del Millennio, Lino Gastaldello – all’epoca proprietario di Wilier Triestina e appassionato ciclista – si trovò a soccorrere un altro amatore caduto in un fossato. Sollevandone la bicicletta – per l’appunto una C4 Ego – si rese conto di quanto fosse leggera e tecnologicamente avanzata. Nacque così l’idea di realizzare la prima bicicletta in carbonio nella storia dell’azienda, ovvero la Karbon K2, basata proprio su telai monoscocca in carbonio realizzati dalla C4 di Bonfanti.

Wilier diventò fornitore della Mercatone Uno per la stagione 2002, anno in cui Pantani pretese di correre con una Karbon K2. Fu essenziale, in questa scelta, il ruolo svolto da Oscar Pelliccioli, compagno di squadra del Pirata che aveva già corso con i telai di Bonfanti nel Team Polti, che usava bici marchiate Coppi.

DEDICATA AI PROFESSIONISTI

Il monoscocca K2 in carbonio era nato specificatamente per i Pro: scattante, nervoso, capace di assorbire le vibrazioni grazie alla struttura realmente monoscocca e completamente priva di giunzioni. Le geometrie sloping (ovvero con un triangolo anteriore più piccolo) e le forme compatte lo rendevano comodo e privo di stress. Da notare il tubo di sterzo decisamente abbondante e il piantone avanzato e a 70° fortemente inclinato e spostato in avanti di alcuni centimetri rispetto alla scatola del movimento centrale, specifica che permetteva di adattarlo molto bene alle esigenze del ciclista. Con questa soluzione il carro è stato portato a una lunghezza di 39 centimetri, risultando molto compatto.

La K2 Karbon veniva venduta presso i concessionari autorizzati a circa 4.900 euro, una cifra abbastanza elevata. Il montaggio dell’esemplare in oggetto, utilizzato da Pantani al Giro del 2002, monta un gruppo Shimano Dura-Ace 7700 25°Anniversary a 9 velocità, una sella Selle Italia Flite Titanium specificatamente pensata per il campione romagnolo (con reggisella Selcof Aero Cnc), piega e attacco Ritchey WCS completamente tondo e una forcella Mizuno Fiandre EWP. C4 pubblicizzò con orgoglio il fatto di essere fornitrice ufficiale della Mercatone Uno per Marco Pantani.

Purtroppo, però, la stagione 2002 fu abbastanza deludente. Nonostante tutti credessero in un suo rilancio, il Pirata disputò un Giro d’Italia opaco, senza vincere nemmeno una tappa né arrivare tra i primi dieci della classifica finale, vinta da Paolo Savoldelli. Questo fece sì che non venne nemmeno invitato al successivo Tour de France. Nonostante i tifosi l’amassero ancora, Pantani aveva ormai imboccato la parabola discendente della propria carriera, affrontando l’anno successivo quella che sarebbe stata la sua ultima stagione da professionista prima del drammatico epilogo di Rimini.


Collezione: Sergio Biunno


Scheda tecnica

Marca: Wilier Triestina

Modello: K2 Karbon

Anno: 2002

Gruppo: Shimano Dura-Ace 7700 25° Anniversary

Telaio: K2 monoscocca in carbonio

Sella: Selle Italia Flite Titanium

Reggisella: Selcof Aero Cnc

Piega e attacco: Ritchey WCS

Forcella: Mizuno Fiandre EWP


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La Cunningham CC Proto del 1979 è un concentrato d La Cunningham CC Proto del 1979 è un concentrato di avanguardia non solo per il settore delle mountain bike ma per la bicicletta in generale, come dimostrano accorgimenti ideati da Charlie Cunningham (in foto) decenni prima.

Ve l'abbiamo raccontata su BE75 grazie al contributo di Joe Breeze, una leggenda della mountain bike, e del @marinmuseumofbicycling. Grazie anche a Charlie Sedlock, per le foto che ci ha concesso, e al nostro Fausto Delmonte , profondo conoscitore del settore.

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The 1979 Cunningham CC Proto is a cutting-edge model not only for the mountain bike sector but for bicycles in general, as demonstrated by the features designed by Charlie Cunningham (pictured) decades earlier.

We told you about it on BE75 thanks to the contribution of Joe Breeze, a mountain biking legend, and the @marinmuseumofbicycling. Thanks also to Charlie Sedlock for the photos he provided us with, and to our own Fausto Delmonte, an expert in the field.

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