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Home News Le Biciclette

BSA MKV ’43

Uno sguardo sulla protagonista di due guerre mondiali

di Redazione
25 Marzo 2020
in Le Biciclette
Tempo di lettura: 3 minuti
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Di biciclette militari abbiamo parlato già diverse volte su BE (come per esempio nello speciale dedicato alle bici dei Bersaglieri sul numero 38) dato che si tratta di mezzi molto interessanti che spesso avevano allestimenti e tecnologie in grado di testimoniare bene il livello raggiunto dalla produzione ciclistica nella propria epoca.

In questo articolo, attraversiamo la manica e parliamo di una bicicletta inglese, la BSA MK V del 1943, un modello che è rimasto a disposizione dell’esercito di Sua Maestà per circa 40 anni iniziando ad essere impiegato nella Prima Guerra Mondiale per finire la propria carriera nella Seconda, dove non era più protagonista sul campo di battaglia ma veniva utilizzato principalmente per il trasporto rapido delle truppe. Senz’altro, nella prima metà del XX secolo, la commistione tra la produzione ciclistica e il mondo militare era molto forte. BSA, addirittura è acronimo di “Birmingham Small Arms”, azienda nata nel 1861 proprio nella città inglese citata nel nome e che dal 1880 circa iniziò ad affiancare alla produzione di fucili anche quella di biciclette, arrivando a diventare fornitore dell’esercito britannico realizzando bici molto interessanti come quella in dotazione ai paracadutisti dello sbarco in Normandia.

La BSA Military Bicycles Mark V Pattern – questo il nome ufficiale della bicicletta – rappresenta l’ultima e più avanzata evoluzione di questo modello. È stata ritrovata nei pressi di Roma in stato di forte compromissione da Marcello Conti. «È probabile che questa bicicletta, trovata insieme a una sua gemella, fosse una di quelle impiegate durante lo sbarco di Anzio da parte degli Alleati nel 1944. Era completa di tutte le sue parti anche se ho dovuto provvedere a un profondo restauro e dotarla poi di accessori che fossero coerenti con il modello e l’epoca. La vernice purtroppo era quasi completamente assente ma grazie ad alcune tracce di verde sui parafanghi sono riuscito, utilizzando un tintometrico, a riprodurre la colorazione originale, che poi ho leggermente invecchiato».

SUPER ACCESSORIATA

Questa MK V (dove MK sta per “modello” e la “V” per “quinta evoluzione”) è una bicicletta con frenata mista roller e contropedale e si differenzia il tal senso dalla MK V*, che invece ha i due freni al manubrio. Le ruote sono 32/40 con mozzi grandi come da allestimento originale, mentre le coperture sono ballon da 28 1/2. La dotazione, come detto, fa tutta riferimento a quella specifica di questa bicicletta.

«La fanaleria è composta da un faro anteriore Lucas oscurato con due strisce nere e da uno posteriore con parabola in bachelite rossa a bassa emissione», spiega Marcello. «Questi accorgimenti si rendevano necessari per evitare che la bicicletta fosse facilmente individuabile, soprattutto dall’alto, mantenendo comunque una luce di profondità sufficiente per vedere nel buio». All’anteriore trova spazio anche una torcia portatile TL122 prodotta dagli inglesi su licenza americana. La produzione britannica si evince dal logo con la freccia rivolta verso l’alto che era il simbolo del War Office, l’ufficio di guerra dell’esercito di Sua Maestà. Ufficio che troviamo anche sui cerchi originali Dunlop 28×1/2 ma con l’acronimo WO. Completano l’allestimento una cassetta portamunizioni del 1943 alloggiata al posteriore su un portapacchi Brooks a steli ritorti e un portafucile Ferrys su cui è stato posizionato, a scopo scenografico, una copia di un fucile Enfield Smle, in dotazione alle truppe inglesi e dotato di una proverbiale velocità di fuoco.

La BSA MK V è stata una grande protagonista del Secondo Conflitto Mondiale operando in diversi teatri svolgendo appunto ruoli di collegamento. Con il termine di quella drammatica guerra, piano piano le biciclette furono soppiantate da altri mezzi di trasporto e oggi sono impiegate solo in azioni speciali da piccoli contingenti che si muovono in Mountain Bike all’interno di scenari rocciosi o desertici.


Collezione e foto: Marcello Conti


Scheda tecnica

Marca: BSA

Modello: Military Bicycles Mark V Pattern

Anno: 1943

Telaio: in acciaio

Sella: Brooks Military Saddle

Freni: anteriore roller, posteriore contropedale

Fanaleria: faro Lucas a batteria all’anteriore oscurato (rosso posteriore)

Cerchi: Dunlop 28×1/2

Pneumatici: ballon

Accessori: portafucile, portamunzioni, torcia


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Tag: anni 40BE42militari
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150 ANNI DI UN MI-TO A partire dalla fine degli A 150 ANNI DI UN MI-TO

A partire dalla fine degli Anni '60 dell'Ottocento, le gare di velocipedi iniziano a diffondersi sempre di più, coinvolgendo i pochi temerari che già allora desideravano gareggiare con questi mezzi. 

La Milano-Torino, tenutasi per la prima volta nel 1876, è la più antica gara italiana ancora in essere, e la storia della sua affascinante genesi viene raccontata su BE76 da Alfredo Azzini, instancabile narratore delle origini della bicicletta.

EDIZIONE ITALIANA IN EDICOLA

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150 YEARS OF A LEGEND

Starting in the late 1860s, bicycle races began to gain popularity, drawing in the few daredevils who, even then, were eager to compete on these machines. 

The Milan-Turin race, held for the first time in 1876, is the oldest Italian race still in existence, and the story of its fascinating origins is told in BE76 by Alfredo Azzini, a tireless chronicler of the bicycle’s origins.

ENGLISH VERSION AVAILABLE SOON
Cari amici, siamo molto felici di annunciare il nu Cari amici, siamo molto felici di annunciare il nuovo numero di Biciclette d'Epoca, BE76, disponibile in questi giorni nelle edicole e sul sito Sprea.it.

Un numero con tantissimi contenuti interessanti, a partire dalla copertina dedicata ai 150 anni della storica gara Milano-Torino, qui rappresentata da un'incisione di Luigi Airaldi, vincitore della seconda edizione. Ce ne parla Alfredo Azzini.

Apre poi la sezione delle biciclette la Bianchi Squadra Corse Leggerissimo del 1949 di Coppi, dalla collezione di Carsten Rademacher, tra quelle a disposizione del Campionissimo alla Parigi-Roubaix vinta l’anno successivo. A raccontarcela tre penne importanti: Paolo Amadori, Michele Asciutti e Carlo Delfino.

Abbiamo poi una Ariel Lightweight del 1912 di Ariel Atzori, una Cimatti Corsa del 1951 di Alvaro Abbili, una Estermann Olympia del 1980 del Velomuseum di Rehetobel, un tandem Labor del 1906 di Mario Cionfoli, una Prina Imperiale R Lusso del '47 di Alberto Castelli, una Biazzi Corsa Air del 1986 di Francesco Misantoni, una Progear 2WD del 1995 di Paolo Carosini, una Moser Oro Aero del 1985 di Pasquale Cuttunaro vista al CdE dell'Eroica e un tutorial per ripristinare le selle curato da Maurizio Botta.

Passando ai campioni, Giovanni Battistuzzi ci riporta alle origini del doping parlando di Monsieur Aide, Marco Pasquini tratteggia la parabola di Franco Chioccioli mentre Carlo Delfino ci racconta dei gregari Canavesi e Rimoldi. Infine, sempre Pasquini ricostruisce la storia del 51 al Tour.

Per quanto riguarda la Bicicultura, spazio alla leggenda francese della "Piccola Regina", raccontata da l'Epopée Sutter, mentre Fausto Delmonte ricostruisce l'evoluzione delle tappe dalla ruota libera al cambio.

Infine, tutta la parte relativa agli eventi e alle ciclostoriche, con le ultime news da Eroica, l'arrivo sulle nostre pagine con grandissimo piacere di Giancarlo Brocci, i 20 anni del Ghisallo e una bellissima mostra a villa Manin.

Chiudiamo con lo speciale dedicato ai 10 anni di Eroica Montalcino che troverete con una copertina dedicata sul lato opposto della rivista, con 8 pagine extra che ripercorrono la storia e i valori dell'Eroica di primavera.

Non perdetelo!
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We are delighted to announce the release of our first-ever special issue featuring a ‘Variant’ cover.

This is a special edition of Vintage Bicycles 75 – the same issue you’ll find on newsstands or on Amazon featuring the Colnago Oval CX – but in this case, the cover showcases the 1979 Cunningham CC Proto. 

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BIANCHI D1 PISTA 1902 Una bicicletta "misteriosa" BIANCHI D1 PISTA 1902

Una bicicletta "misteriosa" che apre il dibattito sull'evoluzione e le scelte tecnologiche della Bianchi a inizio del Novecento. Ne parliamo su BE75 dalla collezione di @fogagnolomarcello .

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L'abbiamo intervistato in una lunga, schietta e interessante chiacchierata nell'officina sotto le curve del Vigorelli, in cui è di recente rientrato, laddove il grande Faliero ha gettato le basi del mito.

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Our ‘Portrait’ in this issue is Simone D'Urbino, enfant prodige of frame building and owner of the Masi brand. 

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Celebriamo oggi la Giornata Internazionale della D Celebriamo oggi la Giornata Internazionale della Donna, ricorrenza che sostiene l'importanza della parità, della tutela e dei diritti in ogni ambito.

Pioniere di tutto questo sono state le donne in bicicletta, vere anticonformiste pronte a sfidare le convenzioni sociali per affermare il proprio diritto a pedalare.

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Vincenzo Torriani è stato per 40 anni l'immagine e Vincenzo Torriani è stato per 40 anni l'immagine e il patron del Giro d'Italia. Una figura gigantesca che ha guidato la corsa rosa attraverso le strade di tutto il Paese.

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Giro delle Regioni 11

Events calendar 12

PORTRAITS

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ROUTES

La Vignastorica 18

Cover Story: COLNAGO OVAL CX 1982 22

BICYCLES

Maino Tipo E Balloon 1930 28

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Bianchi Super Extra 1946 40

Chesini Precision 1982 44

La Française Diamant 1901 48

Cunningham CC Proto 1979 54

Vedovati Fiorelli Germanvox 1969 60

PEOPLE

Runaway Words: Llega el Maravilla 64

José Manuel Fuente 66

Pietro Chesi 73

Vincenzo Torriani 74

The Monument Classics 78

Isidoro Bergaglio 81

VELOCULTURE

Ido Erani 82

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JOSE' MANUEL FUENTE, "EL TARANGU" Lo chiamavano " JOSE' MANUEL FUENTE, "EL TARANGU"

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