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Home News Le Biciclette

Wanderer Werke M42 1941

Una tedesca sopravvissuta alla guerra

di Redazione
25 Novembre 2022
in Le Biciclette
Tempo di lettura: 5 minuti
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Biciclette d'Epoca

La rivista dedicata alla storia del ciclismo e della bicicletta ogni tre mesi in edicola e online

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Nella prima metà del XX secolo sono stati moltissimi gli eserciti che si sono dotati di reparti in bicicletta, un mezzo che veniva considerato ideale per permettere ai soldati di spostarsi velocemente anche su terreni accidentati e la cui produzione non risultava particolarmente costosa.

È il caso delle celebri Bianchi realizzate per il corpo dei Bersaglieri dell’esercito italiano di cui abbiamo parlato su BE38, che avrebbero ispirato la versione “civile” Modello C (la trovate su BE33), oppure della Ordonnanzfahrrad Model 05 dell’esercito svizzero che abbiamo trattato su BE55. Numerosi sono gli altri esemplari in questione, che approfondiamo volentieri quando se ne presenta l’occasione. Si tratta infatti di biciclette talvolta molto rare, che spesso per essere complete hanno bisogno di essere riportate allo “stato originale” anche dal punto di vista dei numerosi accessori che prevedevano.

Un esempio ne è la bicicletta di questo articolo, la Wanderer Werke M42 Truppenfahrrad del 1941, in dotazione all’esercito tedesco impegnato nella Seconda Guerra Mondiale, che come altri esemplari di questa categoria proviene dalla collezione di Marcello Conti, che ne ha curato il meticoloso restauro e che è autore delle bellissime foto che vedete in queste pagine.

IO VAGABONDO

Prima di addentrarci nella descrizione della Truppenfahrrad, dobbiamo fare un passo indietro per andare a ricostruire la storia della Wanderer Werke, il marchio tutt’ora esistente che ha iniziato a costruire questa bicicletta verso la fine degli Anni ’30. Nel lontanissimo 1885 – lo stesso anno di fondazione della Bianchi – l’allora ventiseienne Johann Baptist Winklhofer inizia la propria attività di riparazione e assistenza aprendo una piccola officina a Chemnitz, in Sassonia, poco lontano dal confine con l’odierna Repubblica Ceca. Una città che negli anni della DDR assumerà il nome iconico di Karl-Marx-Stadt per poi tornare, a partire dal 1990, al proprio toponimo originale. Winklhofer ha molto successo, dato che già nel 1887, insieme al socio Richard Adolf Jaenicke, inizia una vera e propria produzione di biciclette con il marchio Wanderer, ovvero “Vagabondo”, una scelta che – ipotizziamo – volesse testimoniare la capacità che le biciclette davano alle persone di spostarsi in maniera autonoma come mai era accaduto fino ad allora.

Spinti dalla grande diffusione dei velocipedi in quell’epoca pionieristica, nel 1894 aprono un’ulteriore fabbrica (“Werke” in tedesco) a Schönau, sempre nei dintorni di Chemnitz, diventando così una realtà sempre più importante che, con alterne fortune, esiste ancora ai giorni nostri, dato che il brand Wanderer Werke, oggi di proprietà del gruppo ZEG, è destinato alla produzione di e-bike.Negli anni, però, la Wanderer iniziò a diversificare la propria produzione, prima, a partire dal 1902, dedicandosi alle motociclette e poi entrando con grande cautela – per non perdere la reputazione acquista grazie alle proprie realizzazioni – anche nel mercato dell’auto, lanciando nel 1912 la Püppchen (“Bambola”), auto che resterà in produzione fino al 1926 e che verrà poi seguita da altri modelli di prestigio. Un lungo percorso, quindi, che vide l’azienda tedesca incrociare il proprio destino con quello della Germania stritolata dalle due grandi guerre del XX secolo, vivendo la grande depressione degli Anni ’20 e riconvertendo la propria produzione a scopi militari in entrambe le occasioni. È in questo contesto che si colloca la nostra M42 Truppenfahrrad.

BELLISSIMA E RARA

Se già le biciclette militari precedenti alla Seconda Guerra Mondiale sono esemplari non semplici da ritrovare in buone condizioni, nel caso della Wanderer parliamo di un esemplare eccezionale, per certi versi unico, almeno per quanto riguarda il nostro paese, dove con ogni probabilità non sono presenti biciclette di questo tipo in condizioni davvero eccellenti. Questo è dovuto alla storia burrascosa di questa bicicletta, fortemente coinvolta nel conflitto, che, seppur data in dotazione anche ai Bersaglieri ciclisti dell’esercito italiano durante la Repubblica di Salò, apparteneva sostanzialmente a una forza di occupazione straniera, dato che venne fornita sia alla componente di terra della Wehrmacht sia alle temibili SS. Al termine della guerra, quindi, furono moltissimi i modelli tagliati, distrutti o confiscati, cosa che ne rende oggi il ritrovamento davvero difficile.

L’esemplare in questione è senz’altro di produzione militare, come certifica l’anno 1941 sul telaio, ed è dotato di un allestimento specificatamente pensato per l’utilizzo da parte dei fanti sul campo di battaglia piuttosto che per altre funzioni, come quella di portalettere. Molti gli elementi riconoscibili della produzione tedesca di quegli anni. Il telaio è in acciaio con trasmissione a rapporto singolo e ruota libera. Come già sulla Ordonnanzfahrrad svizzera, il freno anteriore è a tampone, mentre al posteriore è presente un contropedale Torpedo F&Sachs del 1941 (stesso anno del telaio) con pignone 20 denti F&Sachs 1940. La guarnitura, invece, è a 46 denti con il classico movimento centrale a campana adottato anche dalla Taurus e con pedivelle marchiate Weihrauch, mentre i pedali sono Union. I cerchi in acciaio dipinto di nero sono da 28” con pneumatici da 28×1.75. Bellissimo il fanale, a doppia alimentazione a batteria o a dinamo (standard DRGM), con parabola di oscuramento in bachelite Rogerit Blende mod. 41. Il manubrio è di tipo Express a sgancio rapido con portamantellina originale, sul quale si poteva anche trasportare una tenda. Sotto il tubo orizzontale è stata installata una cassetta portamunizioni originale della Wehrmacht con timbro di accettazione del 1942. Completano il quadro gli accessori sul portapacchi posteriore e un portaoggetti in pelle dietro il tubo sella.

Un lavoro molto approfondito, quello fatto su questa Wanderer Werke M42 Truppenfahrrad del 1941, profonda testimonianza di quella che è stata la produzione ciclistica tedesca durante la Seconda Guerra Mondiale.


Collezione e foto: Marcello Conti


Scheda tecnica

Marca: Wanderer Werke

Modello: M42 Truppenfahrrad

Anno: 1941

Telaio: in acciaio

Trasmissione: ruota libera 46-20

Freni: anteriore a tampone, posteriore contropedale Torpedo F&Sachs

Pedivelle: marchiate Weihrauch

Pedali: Union

Fanale: con doppia alimentazione batteria/dinamo e copriparabola in bachelite

Cerchi: in acciaio da 28” con pneumatici 28×1.75


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Tag: anni 40BE58militariWanderer
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Questa bicicletta è nata per scrivere nel mito. Per questo abbiamo voluta raccontarla dal punto di vista dell'evoluzione tecnologica con Paolo Amadori, da quello storico con Carlo Delfino e da quello puramente tecnico grazie a Michele Asciutti del Registro Storico Cicli.

Un approfondimento corposo che permette di capire le logiche della Squadra Corse Bianchi alla fine degli Anni '40, per una bicicletta che è stata la prima a montare il cambio Campagnolo "Tipo nuovo", che si sarebbe poi chiamato Parigi-Roubaix a partire dalla vittoria di Coppi alla Pascale del 1950.

Un grazie anche Carsten Rademarcher, proprietario di questa bicicletta, al fratello Dirk per le foto e a corsaclassic.com per il costante supporto.

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This bicycle was built to become a legend. That is why we wanted to explore it from the perspective of technological evolution with Paolo Amadori, from a historical perspective with Carlo Delfino, and from a purely technical perspective thanks to Michele Asciutti of the Registro Storico Cicli.

A comprehensive analysis that sheds light on the philosophy of the Bianchi Racing Team in the late 1940s, for a bicycle that was the first to feature the Campagnolo “Tipo nuovo” derailleur, which would later be named the Paris-Roubaix following Coppi’s victory at the 1950 Easter Classic.

Special thanks also to Carsten Rademarcher, owner of this bicycle, to his brother Dirk for the photos, and to corsaclassic.com for their constant support.

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Dear friends, we are finally ready with the English version of our magazine, ‘Vintage Bicycles 76’, available from today worldwide in print, available to buy on Amazon and ready to be delivered straight to your door.

The cover, which differs from the Italian edition, is dedicated to a stunning bicycle: the 1949 Bianchi Leggerissimo Squadra Corse, one of those made available to Fausto Coppi for 1950, on which he won his first and only Paris–Roubaix.

The very first bicycle ever to feature the Campagnolo ‘Tipo nuovo’ derailleur, which, following that victory, would come to be known as the ‘Paris-Roubaix’.

One of the many stories not to be missed on our pages!

Anyone who loves cycling and vintage bicycles simply must have ‘Vintage Bicycles’!

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150 ANNI DI UN MI-TO A partire dalla fine degli A 150 ANNI DI UN MI-TO

A partire dalla fine degli Anni '60 dell'Ottocento, le gare di velocipedi iniziano a diffondersi sempre di più, coinvolgendo i pochi temerari che già allora desideravano gareggiare con questi mezzi. 

La Milano-Torino, tenutasi per la prima volta nel 1876, è la più antica gara italiana ancora in essere, e la storia della sua affascinante genesi viene raccontata su BE76 da Alfredo Azzini, instancabile narratore delle origini della bicicletta.

EDIZIONE ITALIANA IN EDICOLA

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150 YEARS OF A LEGEND

Starting in the late 1860s, bicycle races began to gain popularity, drawing in the few daredevils who, even then, were eager to compete on these machines. 

The Milan-Turin race, held for the first time in 1876, is the oldest Italian race still in existence, and the story of its fascinating origins is told in BE76 by Alfredo Azzini, a tireless chronicler of the bicycle’s origins.

ENGLISH VERSION AVAILABLE SOON
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