domenica | 17 Maggio | 2026
ACQUISTA/BUY
Biciclette d'Epoca
SHOP
  • LE BICICLETTE
  • BICICULTURA
  • OGGI COME IERI
  • TUTORIAL
  • PERCORSI
  • |
  • CHI SIAMO
  • PARTNER
  • CONTATTI
  • PRIVACY
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • LE BICICLETTE
  • BICICULTURA
  • OGGI COME IERI
  • TUTORIAL
  • PERCORSI
  • |
  • CHI SIAMO
  • PARTNER
  • CONTATTI
  • PRIVACY
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Biciclette d'Epoca
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Home News Le Biciclette

Coppi Masi 1957

La storia di una bicicletta dell'Airone ritrovata

di Redazione
5 Luglio 2019
in Le Biciclette
Tempo di lettura: 5 minuti
A A
FacebookTwitterWhatsappTelegram

Biciclette d'Epoca

La rivista dedicata alla storia del ciclismo e della bicicletta ogni tre mesi in edicola e online

Copertina Biciclette d'Epoca Acquista/Abbonati

Paolo Tullini e Paolo Amadori sono due collezionisti, ricercatori e scrittori che non hanno bisogno di presentazioni, nel mondo degli appassionati di ciclismo d’epoca, ma noi li presentiamo lo stesso.

Si tratta di due firme importanti, soprattutto quando si parla – come in questo caso – di Fausto Coppi, della sua storia, delle sue biciclette. Proprio loro, infatti, sono autori, in coppia, di alcuni tra i più importanti libri dedicati al Campionissimo, tra cui vale la pena di ricordare il bellissimo “Le bici di Coppi” (ed. Ediciclo), testo che fa finalmente chiarezza sulle biciclette appartenute al grande Fausto grazie al ritrovamento della famosa valigetta appartenuta al suo meccanico, il celebre “Pinella” De Grandi, proprio da parte di Paolo Amadori. Ecco che, quindi, ospitare sulle nostre pagine la storia raccontata da Paolo Tullini del ritrovamento di una nuova bicicletta appartenuta a Coppi, che viene qui mostrata per la prima volta in esclusiva, è per noi un grande onore e piacere. Un piacere che condividiamo volentieri con tutti i nostri lettori, che potranno leggere qualcosa di nuovo sull’Airone in spiaggia – magari a Sanremo – o prendendo il fresco in montagna, magari tra Cuneo e Pinerolo.


Io e Paolo Amadori abbiamo collaborato con Faustino Coppi per provare l’autenticità di una bicicletta del Campionissimo – suo padre – da lui recuperata a Milano. Per la tecnica avevo avuto la conferma da Alberto Masi, figlio del grande Faliero, sul fatto che il telaio fosse stato costruito dal padre Faliero proprio per Fausto Coppi, e Paolo aveva trovato, nel suo archivio, una foto nel giornale “Intrepido” del 1961 che ritraeva Faustino Coppi, adolescente, in primo piano con la bicicletta oggetto della ricerca. Sullo sfondo, la didascalia recitava: «un giorno sarà la sua!»

Nei colloqui con Faustino Coppi, un giorno mi disse: «dalle tue parti (ovvero Bologna, ndr), esattamente a Modena, c’è una bicicletta uguale alla mia». Questa frase non rimase appesa nell’aria, anzi scatenò la mia passione per la ricerca pur avendo pochi elementi che mi potessero aiutare nel compito.

DIREZIONE MODENA

Interrogando gli amici appassionati di Modena, venni a sapere che la bicicletta in questione poteva rientrare nel patrimonio di una Società Ciclistica fondata nel 1957 da tale Dante Trentini che la chiamò “Fausto Coppi” poiché Trentini era non solo amico del Campionissimo, ma anche suo grande tifoso. L’ultima sede della Società Ciclistica era stata presso una Polisportiva che fortunatamente esiste ancora. Cominciai le mie ricerche presso la Polisportiva  e tutto quello che imparai fu che il custode dei beni della cessata “Fausto Coppi” era tale Claudio Balugani che non riuscivo a trovare durante le mie visite a Modena, fin quando una persona gentilissima mi trovò il suo numero di telefono. Ho trovato in Claudio Balugani una persona disponibilissima che mi ha subito fissato un appuntamento per farmi visitare la stanza dove sono conservati i cimeli della “Fausto Coppi”, fra i quali la bicicletta di cui mi aveva dato notizia Faustino Coppi.

Mi è difficile descrivere l’emozione che ho provato trovandomi davanti alla “Coppi” integra, conservata così come fu consegnata a Dante Trentini dallo stesso Fausto Coppi in persona 60 anni prima. Unico particolare non originale è la sella perché, come raccontato in un articolo di cronaca locale, nel viaggio da Novi Ligure a Modena un tifoso la rubò durante una sosta. La bicicletta nel tempo ha acquisito una patina che, dall’originale color grigio metallizzato, la propone di un color champagne. Le linee e gli angoli del telaio sono quelli tipici dei telai che Faliero Masi costruiva nella seconda metà degli anni 50: per intenderci, quelli che in produzione marcava “Masi Speciale Corsa” e che sono  a tutt’oggi ricercatissimi dagli appassionati.

IL PUNTO TECNICO

Le congiunzioni sono a freccia lunga (in seguito Faliero Masi usò congiunzioni con freccia corta e aggiunse un collarino a quelle di sterzo, divenendo questi il suo marchio di fabbrica) e presentano una lavorazione magistrale risultando di spessore sottilissimo e bordo a taglio. Le pendine si raccordano al nodo di sella con un taglio a “salame” con faccia corta (nel tempo la faccia del taglio si allungherà).

Impressionante risulta la lavorazione della scatola del movimento centrale, una George Fisher di ghisa, che partendo da un grezzo estremamente ruvido risulta in questa bicicletta liscia come il vetro. La testa di forcella, per espressa volontà di Fausto Coppi, è alla francese, cioè costituita da un tubo, sempre in ghisa, al quale si innestano i due foderi della forcella con i rinforzi a triangolo e con due coperchietti alle estremità che portano il logo “Coppi”.

I componenti sono della Campagnolo, a iniziare dalla guarnitura in alluminio a cinque braccia del primo tipo, così come i pedali che hanno la parte filettata del perno di soli 10 mm, poiché la pedivella nella parte interna ha un tappo che protegge il perno stesso.

Il cambio e il deragliatore centrale sono Campagnolo Gran Sport con comandi al tubo obliquo; il reggisella è uno dei primi prodotti dalla stessa Campagnolo. Lo sterzo, sempre Campagnolo, è particolare perché presenta una sottile fresatura sulle scatole esterne, superiore e inferiore, che sono tondeggianti: su questo elemento mi sono soffermato per cercare di datare la bicicletta. Constatato che l’esemplare recuperato da Faustino Coppi è sicuramente del 1959 – forse addirittura quella usata nel Trofeo Baracchi di quell’anno, corso in coppia con Luison Bobet con piazzamento al 5° posto – e presenta uno sterzo con forma delle scatole dello sterzo tonde e lisce, la bicicletta di Modena, a mio avviso, è precedente, e poiché nel 1958 il Campionissimo era tornato alla Bianchi. La daterei 1957.

Gli altri componenti sono: manubrio e attacco in alluminio Ambrosio Champion (si noti che la piega del manubrio presenta, sotto la nastratura, una imbottitura in gomma simile a quella dell’esemplare del 1959), i freni sono Universal Mod. 453949, leve dei freni dello stesso modello.

Per completare il quadro tecnico di questa straordinaria bicicletta, aggiungo che le ruote hanno mozzi di produzione F.B. con centro in acciaio e flange in alluminio, il posteriore marcato Campagnolo, l’anteriore marcato Bianchi. I cerchi sono dei NISI Moncalieri di alluminio.


Testo di: Paolo Tullini Foto di: Paolo Amadori


Scheda tecnica

Marca: Coppi

Modello: Corsa

Anno: 1957

Gruppo: Campagnolo Gran Sport

Telaio: Masi in acciaio

Pedali: Campagnolo

Cerchi: Nisi Moncalieri in alluminio

Mozzi: F.B. (ant. marchiato Bianchi, post. Campagnolo)

Freni e leve: Unversal Mod. 453949

Manubrio e pipa: Ambrosio Champion

Serie sterzo: Campagnolo

Misure

altezza tubo piantone: 59 cm (centro/fine)

lunghezza tubo orizzontale: 57,5 cm (centro/centro)

lunghezza tubo sterzo: 16 cm

lunghezza punta forcella/centro movimento centrale: 61,5 cm

lunghezza centro movimento centrale/centro forcellino posteriore: 44,5 cm

lunghezza attacco manubrio: 12,5 cm


Biciclette d'Epoca

La rivista dedicata alla storia del ciclismo e della bicicletta ogni tre mesi in edicola e online

Copertina Biciclette d'Epoca Acquista/Abbonati
Tag: BE38coppicorsamasi
CondividiTweetInviaCondividi
Articolo precedente

BE38 | Rinascimento

Prossimo articolo

Gloria Tipo B 1949

Redazione

Correlati Articoli

Le Biciclette

Leo 1958 Gastone Nencini

Le Biciclette

Ibis Sportiva Ultraleggera Anni ’40

Le Biciclette

Velocino 1936

Le Biciclette

Benotto Giro d’Italia Superleggera 1945

Le Biciclette

Peugeot Bicyclette Sans Chaine 1898

Le Biciclette

Bianchi Squadra Corse 1950

Prossimo articolo

Gloria Tipo B 1949

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Biciclette d'Epoca

La rivista dedicata alla storia del ciclismo e della bicicletta ogni tre mesi in edicola e online

Copertina Biciclette d'Epoca Acquista/Abbonati

I PIÙ VISTI

Plugin Install : Popular Post Widget need JNews - View Counter to be installed

SEGUICI SU INSTAGRAM

bicicletteepoca

ESTERMANN OLYMPIA 1980 Disegnata dal vento e dall ESTERMANN OLYMPIA 1980

Disegnata dal vento e dalla passione di Leogard Estermann, detto "Leo", questa bicicletta da pista realizzata in Svizzera, a Zurigo, è un capolavoro di tecnologia e di estetica che ha vinto la medaglia d'oro alle Olimpiadi di Mosca del 1980. Ve la racconta Michael Walser del Velomuseum Rehetobel di Appenzell Ausserrhoden (CH) con la collaborazione di Jonas Becker. Un articolo da non perdere!

SOLO SU BE76 IN EDICOLA ADESSO!

---

ESTERMANN OLYMPIA 1980

Designed by Leogard Estermann, known as ‘Leo’, and inspired by the wind and his passion, this track bike, manufactured in Zurich, Switzerland, is a masterpiece of technology and aesthetics that won the gold medal at the 1980 Moscow Olympics. Michael Walser from the Velomuseum Rehetobel in Appenzell Ausserrhoden (CH) tells the story, with the collaboration of Jonas Becker. An article not to be missed!

ONLY IN BE76, AVAILABLE NOW WORLDWIDE!

ACQUISTA/PURCHASE: https://linktr.ee/biciclettedepoca
FRANCO CHIOCCOLI: LO CHIAMAVANO "COPPINO" Ci sono FRANCO CHIOCCOLI: LO CHIAMAVANO "COPPINO"

Ci sono campioni che dominano la scena sin dall'inizio della carriera e altri che ci arrivano con la maturità. È il caso di Franco Chioccioli, "Coppino" per la stampa e i tifosi, vincitore a 32 anni del Giro d'Italia del '91 con una strepitosa tappa sul Pordoi.

Ce lo racconta Marco Pasquini su Biciclette d'Epoca adesso in edicola.

---

FRANCO CHIOCCOLI: THEY CALLED HIM ‘COPPINO’

Some champions dominate the scene right from the start of their careers, whilst others only reach their peak later on. This was certainly the case for Franco Chioccioli, known as ‘Coppino’ to the press and fans, who won the 1991 Giro d'Italia at the age of 32 with a sensational stage victory on the Pordoi.

Marco Pasquini tells the story in Biciclette d'Epoca, now on newsstands.

ACQUISTA ORA/BUY NOW: 

https://linktr.ee/biciclettedepoca
BIANCHI SQUADRA CORSE "LEGGERISSIMO" COPPI 1949 Q BIANCHI SQUADRA CORSE "LEGGERISSIMO" COPPI 1949

Questa bicicletta è nata per scrivere nel mito. Per questo abbiamo voluta raccontarla dal punto di vista dell'evoluzione tecnologica con Paolo Amadori, da quello storico con Carlo Delfino e da quello puramente tecnico grazie a Michele Asciutti del Registro Storico Cicli.

Un approfondimento corposo che permette di capire le logiche della Squadra Corse Bianchi alla fine degli Anni '40, per una bicicletta che è stata la prima a montare il cambio Campagnolo "Tipo nuovo", che si sarebbe poi chiamato Parigi-Roubaix a partire dalla vittoria di Coppi alla Pascale del 1950.

Un grazie anche Carsten Rademarcher, proprietario di questa bicicletta, al fratello Dirk per le foto e a corsaclassic.com per il costante supporto.

Solo su BE76, disponibile adesso!

ADESSO IN EDICOLA!

---

This bicycle was built to become a legend. That is why we wanted to explore it from the perspective of technological evolution with Paolo Amadori, from a historical perspective with Carlo Delfino, and from a purely technical perspective thanks to Michele Asciutti of the Registro Storico Cicli.

A comprehensive analysis that sheds light on the philosophy of the Bianchi Racing Team in the late 1940s, for a bicycle that was the first to feature the Campagnolo “Tipo nuovo” derailleur, which would later be named the Paris-Roubaix following Coppi’s victory at the 1950 Easter Classic.

Special thanks also to Carsten Rademarcher, owner of this bicycle, to his brother Dirk for the photos, and to corsaclassic.com for their constant support.

Exclusively on BE76, available now!

BUY NOW: https://linktr.ee/biciclettedepoca
VINTAGE BICYCLES 76 IS AVAILABLE WORLDWIDE ON AMAZ VINTAGE BICYCLES 76 IS AVAILABLE WORLDWIDE ON AMAZON!

Dear friends, we are finally ready with the English version of our magazine, ‘Vintage Bicycles 76’, available from today worldwide in print, available to buy on Amazon and ready to be delivered straight to your door.

The cover, which differs from the Italian edition, is dedicated to a stunning bicycle: the 1949 Bianchi Leggerissimo Squadra Corse, one of those made available to Fausto Coppi for 1950, on which he won his first and only Paris–Roubaix.

The very first bicycle ever to feature the Campagnolo ‘Tipo nuovo’ derailleur, which, following that victory, would come to be known as the ‘Paris-Roubaix’.

One of the many stories not to be missed on our pages!

Anyone who loves cycling and vintage bicycles simply must have ‘Vintage Bicycles’!

---

PURCHASE WORLDWIDE HERE: 

https://linktr.ee/biciclettedepoca
150 ANNI DI UN MI-TO A partire dalla fine degli A 150 ANNI DI UN MI-TO

A partire dalla fine degli Anni '60 dell'Ottocento, le gare di velocipedi iniziano a diffondersi sempre di più, coinvolgendo i pochi temerari che già allora desideravano gareggiare con questi mezzi. 

La Milano-Torino, tenutasi per la prima volta nel 1876, è la più antica gara italiana ancora in essere, e la storia della sua affascinante genesi viene raccontata su BE76 da Alfredo Azzini, instancabile narratore delle origini della bicicletta.

EDIZIONE ITALIANA IN EDICOLA

---

150 YEARS OF A LEGEND

Starting in the late 1860s, bicycle races began to gain popularity, drawing in the few daredevils who, even then, were eager to compete on these machines. 

The Milan-Turin race, held for the first time in 1876, is the oldest Italian race still in existence, and the story of its fascinating origins is told in BE76 by Alfredo Azzini, a tireless chronicler of the bicycle’s origins.

ENGLISH VERSION AVAILABLE SOON
Cari amici, siamo molto felici di annunciare il nu Cari amici, siamo molto felici di annunciare il nuovo numero di Biciclette d'Epoca, BE76, disponibile in questi giorni nelle edicole e sul sito Sprea.it.

Un numero con tantissimi contenuti interessanti, a partire dalla copertina dedicata ai 150 anni della storica gara Milano-Torino, qui rappresentata da un'incisione di Luigi Airaldi, vincitore della seconda edizione. Ce ne parla Alfredo Azzini.

Apre poi la sezione delle biciclette la Bianchi Squadra Corse Leggerissimo del 1949 di Coppi, dalla collezione di Carsten Rademacher, tra quelle a disposizione del Campionissimo alla Parigi-Roubaix vinta l’anno successivo. A raccontarcela tre penne importanti: Paolo Amadori, Michele Asciutti e Carlo Delfino.

Abbiamo poi una Ariel Lightweight del 1912 di Ariel Atzori, una Cimatti Corsa del 1951 di Alvaro Abbili, una Estermann Olympia del 1980 del Velomuseum di Rehetobel, un tandem Labor del 1906 di Mario Cionfoli, una Prina Imperiale R Lusso del '47 di Alberto Castelli, una Biazzi Corsa Air del 1986 di Francesco Misantoni, una Progear 2WD del 1995 di Paolo Carosini, una Moser Oro Aero del 1985 di Pasquale Cuttunaro vista al CdE dell'Eroica e un tutorial per ripristinare le selle curato da Maurizio Botta.

Passando ai campioni, Giovanni Battistuzzi ci riporta alle origini del doping parlando di Monsieur Aide, Marco Pasquini tratteggia la parabola di Franco Chioccioli mentre Carlo Delfino ci racconta dei gregari Canavesi e Rimoldi. Infine, sempre Pasquini ricostruisce la storia del 51 al Tour.

Per quanto riguarda la Bicicultura, spazio alla leggenda francese della "Piccola Regina", raccontata da l'Epopée Sutter, mentre Fausto Delmonte ricostruisce l'evoluzione delle tappe dalla ruota libera al cambio.

Infine, tutta la parte relativa agli eventi e alle ciclostoriche, con le ultime news da Eroica, l'arrivo sulle nostre pagine con grandissimo piacere di Giancarlo Brocci, i 20 anni del Ghisallo e una bellissima mostra a villa Manin.

Chiudiamo con lo speciale dedicato ai 10 anni di Eroica Montalcino che troverete con una copertina dedicata sul lato opposto della rivista, con 8 pagine extra che ripercorrono la storia e i valori dell'Eroica di primavera.

Non perdetelo!
SPECIAL ISSUE 75 – MOUNTAIN BIKE EXTRA We are del SPECIAL ISSUE 75 – MOUNTAIN BIKE EXTRA

We are delighted to announce the release of our first-ever special issue featuring a ‘Variant’ cover.

This is a special edition of Vintage Bicycles 75 – the same issue you’ll find on newsstands or on Amazon featuring the Colnago Oval CX – but in this case, the cover showcases the 1979 Cunningham CC Proto. 

It is a tribute we wanted to pay to this hugely significant bicycle and to the article produced in collaboration with the Marin Museum and MTB legend Joe Breeze.

But that’s not all: to make this issue even more special, we’ve added a full 16 extra pages dedicated to iconic MTBs of the past: the 1985 Ritchey Team Comp, the 1990 Rauler, the Breezer Lightning and the 1996 AMP B4, masterfully described by our very own Fausto Delmonte.

A collector’s edition that we hope will appeal to the many enthusiasts of the ever-fascinating world of vintage MTBs!

NOW AVAILABLE IN ENGLISH ONLY AND EXCLUSIVELY ON AMAZON: LINK IN BIO TO PURCHASE
BIANCHI D1 PISTA 1902 Una bicicletta "misteriosa" BIANCHI D1 PISTA 1902

Una bicicletta "misteriosa" che apre il dibattito sull'evoluzione e le scelte tecnologiche della Bianchi a inizio del Novecento. Ne parliamo su BE75 dalla collezione di @fogagnolomarcello .

--- 

BIANCHI D1 TRACK 1902

A ‘mysterious’ bicycle that opens the debate on Bianchi's evolution and technological choices at the beginning of the 20th century. We discuss it on BE75 from Marcello Fogagnolo's collection.

ACQUISTA/BUY BE75:https://linktr.ee/biciclettedepoca
Il nostro "Ritratto" di questo numero è Simone D'U Il nostro "Ritratto" di questo numero è Simone D'Urbino, enfant prodige del telaismo e titolare del marchio Masi. 

L'abbiamo intervistato in una lunga, schietta e interessante chiacchierata nell'officina sotto le curve del Vigorelli, in cui è di recente rientrato, laddove il grande Faliero ha gettato le basi del mito.

Su BE75 in edicola adesso.

--

Our ‘Portrait’ in this issue is Simone D'Urbino, enfant prodige of frame building and owner of the Masi brand. 

We interviewed him in a long, candid and interesting chat in the workshop under the curves of the Vigorelli, where he recently returned, where the great Faliero laid the foundations of the legend.

On BE75, available now.

ACQUISTA/BUY: LINK IN BIO
Celebriamo oggi la Giornata Internazionale della D Celebriamo oggi la Giornata Internazionale della Donna, ricorrenza che sostiene l'importanza della parità, della tutela e dei diritti in ogni ambito.

Pioniere di tutto questo sono state le donne in bicicletta, vere anticonformiste pronte a sfidare le convenzioni sociali per affermare il proprio diritto a pedalare.

Qui una copertina di "Figarò Illustré" del settembre 1893, rivoluzionaria per l'epoca e per lo scandalo che davano le donne in bicicletta con i pantaloni (detti "bloomer").
Vincenzo Torriani è stato per 40 anni l'immagine e Vincenzo Torriani è stato per 40 anni l'immagine e il patron del Giro d'Italia. Una figura gigantesca che ha guidato la corsa rosa attraverso le strade di tutto il Paese.

Da ricordare quella volta che si candidò alle elezioni ma la gente votò Bartali! (in foto)

Ce ne parla Marco Pasquini su BE75 in edicola adesso.

Buona domenica!

--

Vincenzo Torriani was the face and patron of the Giro d'Italia for 40 years. A larger-than-life figure, he guided the pink race through the streets of the entire country.

We remember when he ran for election but the people voted for Bartali! (in photo)

Marco Pasquini tells us about it in BE75, now on newsstands.

Have a nice Sunday!

LINK IN BIO PER ACQUISTARE/TO PURCHASE
Biciclette d'Epoca: una sola rivista, quattro vers Biciclette d'Epoca: una sola rivista, quattro versioni in lingue differenti per parlare agli appassionati di tutto il mondo. Scopri le opzioni di acquisto!

--

Vintage Bicycles: one magazine, four versions in different languages to appeal to enthusiasts around the world. Discover the purchase options!

--

Vintage Fahrräder: eine einzige Zeitschrift, vier Sprachversionen, um Fans auf der ganzen Welt anzusprechen. Entdecken Sie die Kaufoptionen!

--
Vélos d'Époque: un seul magazine, quatre versions dans différentes langues pour s'adresser aux passionnés du monde entier. Découvrez les options d'achat!

LINK IN BIO
Segui su Instagram

CHI SIAMO

Dal 2013 il magazine di riferimento per il ciclismo storico per pedalare insieme sulle strade della storia in Italia e nel mondo.

ABBONATI

Non perdere nessun numero della nostra rivista bimestrale e abbonati a prezzo scontato a Biciclette d'Epoca.

CONTATTI

  • Per sottoporre un articolo o una bicicletta: info@biciclettedepoca.net
  • Per iniziative pubblicitarie: pubblicita@sprea.it

Media partner:

Contributor:

© 2008-2023 Copyright © Sprea S.p.A.
P.IVA: 12770820152. Tutti i diritti riservati

  • LE BICICLETTE
  • BICICULTURA
  • OGGI COME IERI
  • TUTORIAL
  • PERCORSI
  • |
  • CHI SIAMO
  • PARTNER
  • CONTATTI
  • PRIVACY

Biciclette d’epoca, registrata al tribunale di Milano il 19/12/2005 con il numero 970. ISSN: 2282-1902.
Autorizzazione ROC n° 6282 del 29/08/2001.
Direttore responsabile: Luca Sprea

Gestisci Consenso
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Visualizza le preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • LE BICICLETTE
  • BICICULTURA
  • OGGI COME IERI
  • TUTORIAL
  • PERCORSI
  • |
  • CHI SIAMO
  • PARTNER
  • CONTATTI
  • PRIVACY

© 2008-2023 Copyright © Sprea S.p.A. - P.IVA: 12770820152. Tutti i diritti riservati.
Biciclette d’epoca, registrata al tribunale di Milano il 19/12/2005 con il numero 970. ISSN: 2282-1902 Autorizzazione ROC n° 6282 del 29/08/2001 Direttore responsabile: Luca Sprea