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Home News Le Biciclette

Coppi Bike Story – II parte

La carriera del Campionissimo rivissuta attraverso le biciclette con le quali ha gareggiato e vinto

di Paolo Tullini
10 Luglio 2021
in Le Biciclette
Tempo di lettura: 17 minuti
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Biciclette d'Epoca

La rivista dedicata alla storia del ciclismo e della bicicletta ogni tre mesi in edicola e online

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Riprendiamo la storia sportiva di Fausto Coppi raccontata attraverso le sue biciclette e documentata, per quanto possibile, da Paolo Tullini e Paolo Amadori.

Ci eravamo fermati, nello scorso numero, al 1949, anno della prima storica doppietta Giro e Tour. Ripartiamo dal 1950, anno in cui l’Airone è purtroppo vittima di un grave incidente.

Bianchi 1946-1955

1950

L’anno si apre in maniera trionfale per Fausto Coppi che nella primavera vince tre classiche: il Giro della provincia di Reggio Calabria il 2 aprile, la Parigi – Roubaix il 9 aprile e la Freccia Vallone il 30 aprile. Poi arriva il Giro d’Italia che, essendo anno santo, si conclude a Roma, con le Dolomiti a metà percorso. La maglia rosa è sulle spalle di un giovane svizzero: Ugo Koblet, ma il 2 giugno nella tappa Vicenza – Bolzano con i passi del Rolle, Pordoi e Gardena, Fausto Coppi decide di sferrare la sua offensiva. Dopo circa sessanta chilometri dalla partenza, però, nei pressi di Primolano, ecco il dramma! Coppi è coinvolto in una caduta e riporta serie conseguenze: gravi contusioni all’anca destra e frattura del pube senza spostamento. Dopo la guarigione clinica tornerà alle gare conseguendo solo piazzamenti, ma l’importante è che il Campionissimo sia tornato.

In quel 1950 il Reparto Corse della Bianchi costruì cinque telai per Fausto Coppi:

1° telaio anno 1950 – altezza 61 – “Campagnolo” (significa con forcellini Campagnolo per il nuovo cambio a una stecca che diverrà il Paris – Roubaix dopo la sua vittoria nella classica francese).

2° telaio anno 1950 – altezza 61 – “Giro d’Italia – tubi leggeri”.

3° telaio anno 1950 – altezza 61 – “Giro d’Italia – tubi leggeri”.

4° telaio anno 1950 – altezza 61.

5° telaio anno 1950 –  racer (pista) altezza 59 – “forcellini 5 mm – materiale C3 – FC” (significa con forcellini anteriori e posteriori di spessore 5 mm di acciaio C3 e con iniziali su una congiunzione, forse quella bassa di sterzo).

1951

L’anno inizia male: Coppi cade nella Milano – Torino all’arrivo al Motovelodromo e si frattura la clavicola. Si presenta alla partenza del Giro d’Italia con scarsa preparazione, ma riesce a cogliere due successi parziali: la cronometro da Perugia a Terni e la tappa dolomitica Cortina – Bolzano. Che sia stato l’annus horribilis di Fausto è confermato da una tremenda disgrazia: il 29 giugno, quasi al termine del Giro del Piemonte, il fratello Serse cade battendo il capo e poco dopo il suo arrivo all’albergo muore per edema cerebrale.

Dato il legame profondo fra i due fratelli, Fausto, colpito nell’affetto più caro, medita persino di abbandonare l’attività. A fatica i colleghi, in primis Gino Bartali (che aveva conosciuto lo stesso dolore per la perdita del fratello Giulio), lo convincono a schierarsi al Tour de France, dove conoscerà una delle crisi peggiori della sua carriera nella Carcassonne – Montpellier. Coglierà comunque anche una vittoria di tappa, quella del Vars e dell’Izoard, con arrivo in solitaria a Briançon.

Nella “Bibbia di Pinella” leggiamo:

Carcassonne – Montpellier  Km. 192:

Coppi 45 – 49 – 14 – 16 – 18 – 20 – 22

Magni 46 – 50 – 14 – 16 – 18 – 20 – 22

Bartali 46 – 50 – 14 – 16 – 18 – 20 – 22

Bucatura – Pezzi.

Indisposizione di Coppi.

Salite col de Sales  913 m.

La salita era dura per il fondo stradale.

Gap – Briançon  Km. 165:

Coppi 45 – 49 – 14 – 17 – 19 – 23 – 24

Magni 46 – 50 – 14 – 17 – 19 – 23 – 24

Bartali 45 – 50 – 14 – 17 – 19 – 23 – 24

Carrea 45 – 50 – 14 – 17 – 19 – 23 – 24

Bucato Carrea.

Salite

Col de Vars: 2.111 1°.

Col d’Izoard: 2.360 1° Coppi con distacco.

Nel 1951 il Reparto Corse della Bianchi costruisce ben 10 telai per Fausto Coppi:

1°   telaio anno 1951 – altezza 61.

2°   telaio anno 1951 – altezza 61.

3°   telaio anno 1951 – racer (pista) – altezza 59  – forcellini Campagnolo accorciati.

4°   telaio anno 1951 – racer (pista) – altezza 59 – forcellini Campagnolo accorciati.

5°   telaio anno 1951 – racer (pista) – altezza 59 – materiale C3.

6°   telaio anno 1951 – altezza 61.

7°   telaio anno 1951 – altezza 61 – Campagnolo (forse per cambio Gran Sport 1° tipo).

8°   telaio anno 1951 – altezza 61 – Campagnolo (come sopra).

9°   telaio anno 1951 – altezza 61 – Tour de France.                                                                                                                  

10° telaio anno 1951 – altezza 61 – Campagnolo Sport (per cambio Gran Sport 1° tipo).

1952

È l’anno del riscatto del Campionissimo, che per la seconda volta vince sia il Giro d’Italia che il Tour de France nella stessa stagione.

Dalla “Bibbia di Pinella”:

Giro d’Italia 1952

Giro d’Italia 2° tappa Bologna – Montecatini – Km 197:

Bologna – Vignola –  Pavullo Frignano – Barigazzo – P. Abetone – Piastre – Pistoia – Montecatini.

Coppi 46–49   14 – 16 – 18 – 20 – 22

Geminiani 47–51   15 – 17 – 19 – 21 – 23

Petrucci 46–50   14 – 16 – 18 – 20 – 22

Giacchero 46–50 (come sopra)

Milano 45–50 (come sopra)

Tutto bene, una bucatura ma era la valvola difettosa, strada ghiaiata per 20 Km.

Giro d’Italia 5° tappa (Cronometro) Roma – Rocca di Papa km 35:

Frascati, Rocca Priora, Rocca di Papa.

Coppi 48–51  14 – 16 – 18 – 19 – 20

Geminiani 47–51  14 – 15 – 17 – 18 – 20

Petrucci 46–50  14 – 15 – 16 – 18 – 20

Piazza 45–50  (come sopra)

Carrea 46–50  (come sopra)

Tutto bene.

1° Coppi.

Giro d’Italia  11° tappa Venezia – Bolzano  Km 276:

Venezia – Treviso – Vittorio Veneto – Bivio Belluno – Bivio Pieve Cadore, Cortina d’Ampezzo, Falzarego, P. Pordoi, P. Sella, Ortisei, Ponte Gardena, Prato d’Isarco, Bolzano.

Coppi 49–46  14 – 16 – 19 – 22 – 23

Geminiani 49–46  14 – 16 – 19 – 21 – 23

Petrucci 46–50  14 – 16 – 19 – 22 – 23

Carrea 46–50  14 – 16 – 19 – 22 – 23

Bucature Coppi, Geminiani, Piazza, pneumatici 350

Strada inghiaiata da Km 170 a Km 240 ghiaia tagliente, tempo nuvoloso sui colli non pioveva rapporti andavano bene 1° Coppi 26” distacco

Statistica durante il giro 1952

Bucature:

Coppi n° 2

Geminiani n° 2

Piazza n° 3

Carrea n° =

Milano n° 2

Giacchero n° =

Rotture di 4 raggi posteriori.

Rottura di 1 raggio anteriore.

Giro di Francia 1952

7° tappa Metz – Nancy Km 60:

Coppi 48–51  14 – 15 – 16 – 17 – 18

Bartali 47–50  14 – 15 – 16 – 18 – 20

Magni 46–50  14 – 15 – 16 – 18 – 20

Corrieri 47–50   (come sopra)

Milano 45–50   (come sopra)

Bucature Coppi 2 volte tubolari 190 esagerato nel peso di gomme e andavano bene 250.

10° tappa Losanna – Alpe d’Huez. Km 270:

Coppi 47–50  15 – 18 – 20 – 22 – 23

Bartali 47–50 (come sopra)

Magni 46–50 (come sopra)

Pezzi 45–50 (come sopra)

Corrieri 45–50 (come sopra)

Bucatura Corrieri 1.

Rapporti per Coppi troppo duri e andavano meglio 15 – 18 – 20 – 23 – 24 per 47–50.

1° Coppi solo Alpe d’Huez 1° (in questo caso vuol dire 1° volta su questa salita, ndr).

18° tappa Bagneres – Pau. Km 148

Coppi 45-50  14 – 16 – 20 – 23 – 24

Bartali 46-50   (come sopra)

Magni 46-50   (come sopra)

Crippa 45-50   (come sopra)

Bresci 45-50   (come sopra)

Bucatura di Magni

Cadute Martini e Magni tutto bene

Col du Tourmalet 1°

Col D’Aubisques 1°

Statistiche durante il Tour 1952

Bucature durante il giro:

Coppi n° 8   2 erano di 180 grammi

Bartali  n° 2

Magni     n° 9

Squadra n°  23

In quel favoloso 1952 il Reparto Corse della Bianchi costruì otto telai per Fausto Coppi.

1° telaio anno 1952 – misura 61 – Campagnolo Sport (si intende per Cambio Campagnolo Gran Sport Extra).  

2° telaio anno 1952 – misura 61 – Campagnolo Sport.

3° telaio anno 1952 – misura 61.

4° telaio anno 1952 – misura 59 – racer (pista) – forcellini Campagnolo.

5° telaio anno 1952 – misura 61 – Campagnolo.

6° telaio anno 1952 – misura 61 – Campagnolo. 

7° telaio anno 1952 – misura 59 – racer (pista)  – Campagnolo-pesante.

8° telaio anno 1952 – misura 61 – Campagnolo – Tour de France.

1953

È l’anno del quinto Giro d’Italia con l’impresa dello Stelvio, ma soprattutto è l’anno del Campionato del Mondo su strada, vinto a Lugano, che ancora mancava al Campionissimo.

Dalla “Bibbia di Pinella”:

19° tappa

Bolzano – Bormio  Km 125

Vilpiano, Merano, Coldrano, Lasa, Gomagoi, P.so dello Stelvio, Bormio.

Coppi 45-51  14 – 16 – 19 – 22 – 23

Gismondi 46-50  14 – 16 – 19 – 23 – 24

Carrea 46-50  14 – 16 – 19 – 23 – 24

Piazza 46-50  14 – 16 – 19 – 24 – 25

Tempo bello, pure questa tappa van bene i tubolari 350 posteriori e 310 anteriori perché gli ultimi chilometri alla cima e la discesa tutta inghiaiata.

Tutto bene.

N.B. per il prossimo Stelvio Coppi preferisce 46-51  14 – 16 – 19 – 23 – 24 perché era un po duro.

1° Coppi.

Dalla rivista “Il Campione” del 16 gennaio 1956 (anno 2, nr. 3), Coppi racconta la sua vita: «Lo Stelvio faceva paura a guardarlo, non se ne scorgeva la cima, Koblet nascondeva la fatica dietro le lenti nere, seguiva la mia ruota come fosse stata una calamita. Quando io vidi partire Defilippis mi scossi come d’improvviso per vedere cosa succedeva. Mi voltai dopo alcune pedalate e vidi che Koblet, dopo una breve reazione, stava accusando il colpo. Allora non ci vidi più, sentii d’un tratto l’aria dei duemila metri penetrarmi nei polmoni e dilatarli, sentii l’anima della mia vecchia bicicletta. A Bormio ero maglia rosa».

1953 Campionato del Mondo (Lugano) km. 270:

Coppi 47-51  14 – 15 – 17 – 19 – 21

Gismondi 46-50  14 – 15 – 17 – 19 – 21   

Percorso in circuito chiuso.

Agno – Crespera – Massagno – Cadenpino – Manno – Bioggio Km 15 da percorrere 18 volte.

Tutto bene, ruote leggere gomme 250 g.

1° Coppi arrivato solo 2° Derijke.

Per l’anno 1953 il Reparto Corse della Bianchi costruì 5 telai per il Campionissimo:

1° telaio anno 1953 misura 59 –  racer  (pista) – pesante bicicletta.  

2° telaio anno 1953 misura 59 – racer (pista) – pesante.

3° telaio anno 1953 misura 61 – Campagnolo.

4° telaio anno 1953 misura 61 – Campagnolo.

5° telaio anno 1953 misura 59 – racer (pista) – pesante bicicletta. 

1954

L’anno 1954 per Fausto Coppi in maglia di Campione del Mondo è un anno con meno vittorie. A 35 anni inizia forse un calo nelle prestazioni che si farà più sensibile negli anni a seguire.

Dalla “Bibbia di Pinella”:

Giro della Campania Km 258:

Percorso: Caserta, Ponte Cristina, Benevento, Avellino, San Severino, Salerno, Capo d’Orso, Torre di Liunzi, Pagani, Pompei, Autostrada, Arenaccia.

Coppi 45-50  14 – 15 – 16 – 18 – 20

Gismondi 46-50  14 – 15 – 17 – 19 – 21

Carrea 46-51   14 – 15 – 17 – 19 – 20

Gaggero 46-50  (come sopra)

Favero 46-50  (come sopra)

Tutto bene strada tutta asfaltata.

1° Coppi 2° Gismondi.

Giro d’Italia

20° tappa S. Martino di Castrozza – Bolzano  Km 152:

Percorso – S. Martino P. Rolle, Predazzo, Canazei, P. Pordoi, P. Campolongo, P. Gardena, S. Cristina, Ortisei, Ponte Gardena, Bolzano.

Coppi 47-51  14 – 16 – 19 – 22 – 24

Carrea 46-51 (come sopra)

Gaggero 46-50 (come sopra)

Milano 46-50 (come sopra)

Gismondi 46-50 (come sopra)

Tutto bene.

Bucature:

Coppi   n° 1 P. 280 gr.

Milano   n° 4 – P. 2 n. 2 A.

Gismondi n° 2 – P. 1 n.1 A.                   

Filippi       n° 4 – P. 2 n. 2 A.

Coppi a S. Cristina cambiato ruota posteriore leggera con  13–14–16–18–20 .

Giro di Svizzera

4° tappa Lecco – Lugano Km 95:

Cronometro individuale.

Coppi 47-52  14 – 15 – 16 – 18 – 20

Carrea 46-51  (come sopra)

Gaggero 46-50  (come sopra)

Gismondi 46-50  (come sopra)

Milano 46-50  (come sopra)

Tutto bene, tubolari 250 Coppi ruote leggere.

1° Coppi – 2° Fornara

Trofeo Baracchi:

Solito percorso Km 108 Cronometro a Coppie:

Coppi – Filippi  48–52  14- 15 – 16 – 17 – 18

Tutto bene.

Ruote leggere, gomme posteriori 220, anteriori 250-

1° Coppi – Filippi media 46.142 record.

Nel 1954 il Reparto Corse della Bianchi costruì cinque telai per Fausto Coppi:

1° telaio anno 1954 – misura 61 – Campagnolo – Giro d’Italia.  

2° telaio anno 1954 – misura 61 – Campagnolo – Giro d’Italia.

3° telaio anno 1954 – misura 61 – Campagnolo.  

4° telaio anno 1954 – misura 59 racer (pista) – forcellini Campagnolo.

5° telaio anno 1954 – misura 59 racer (pista) – forcellini Campagnolo. 

1955

Anche nel corso del 1955 le vittorie sono poche. Coppi è comunque secondo per soli 13 secondi al Giro d’Italia vinto da Fiorenzo Magni, con il quale distanzia la maglia rosa Gastone Nencini nella tappa con arrivo a San Pellegrino, mandando così il Leone delle Fiandre a vincere per la terza volta la generale. Nell’anno compie una clamorosa impresa vincendo il Giro dell’Appennino per distacco. Poi il 2 ottobre trionfa nella Tre Valli Varesine, che si disputava a cronometro su 100 chilometri, quindi indossa per la quarta volta la maglia tricolore. Termina l’annata vincendo per la terza volta consecutiva il Trofeo Baracchi in coppia con Riccardo Filippi.

Dalla “Bibbia di Pinella”:

Giro d’Italia  20° tappa Trento – San Pellegrino km 210:

Percorso: Trento, Ponte delle Arche, Tione di Trento, Condino, Anfo, Prescheglie, Nave, Brescia, Coreaglio, Cavernago, Bergamo, Sedrina, S. Pellegrino.

Coppi 46–51  14 – 15 – 17 – 19 – 21

Milano 46–50 (come sopra)

Favero 46–50 (come sopra)

Filippi 46–50 (come sopra)

Tutto bene.

Bucature:

Coppi n° 1 P. 250 grammi                

Gaggero n° 2 P. 310       “

Filippi n° 2 P. 310       “

Milano n°1 P. 310        “

Favero n°2 P. 310       “

Per la stagione 1955 il Reparto Corse della Bianchi costruì sei telai per Fausto Coppi:

1° telaio anno 1955 – misura 59,5 – Campagnolo.

2° telaio anno 1955 – misura 59,5 – Campagnolo pesante.

3° telaio anno 1955 – misura 59,5 – Campagnolo pesante.

4° telaio anno 1955 – misura 59,5 – Campagnolo pesante.

5° telaio anno 1955 – misura 59,5 – Campagnolo pesante.

6° telaio anno 1955 – misura 59,5 – Campagnolo.

Carpano Coppi 1956 – 1957

1956

Nel 1956 Fausto Coppi lascia la Bianchi dopo nove anni di successi e trionfi ineguagliabili e forma una nuova equipe con sponsor Carpano e biciclette marcate “Coppi”, la Carpano – Coppi.  L’unica vittoria rilevante del ’56 è il G.P. Campari a Lugano, gara a cronometro individuale. Poi il 21 ottobre, mentre sta vincendo per la sesta volta il Giro di Lombardia, viene raggiunto sulla pista del Vigorelli da un gruppetto di corridori trascinato da Fiorenzo Magni, che voleva far pagare alla “Dama Bianca” un affronto ricevuto, e viene battuto per un soffio da Darrigade. Ironia della sorte, il francese corre per la sua ex squadra, la Bianchi, e ha per direttore sportivo l’amico Pinella De Grandi. In quel frangente Fausto Coppi piange di rabbia.

Per quanto riguarda le biciclette usate dal Campionissimo nel 1956, non possiamo avere certezze date da un Registro del Reparto Corse come invece abbiamo per la Bianchi. Da quanto si può dedurre dalle foto, gli furono costruiti telai dalla Fiorelli, ditta alla quale aveva concesso l’uso del marchio Coppi, ma possiamo asserire che a un certo punto della stagione i telai furono costruiti a Milano da Faliero Masi, con il quale ebbe una proficua collaborazione proseguita nel 1957 e ripresa nel 1959, dopo un ulteriore anno passato in Bianchi, il 1958.

Dal punto di vista tecnico i telai avevano un’altezza di cm. 59 (centro/fine) ed erano lunghi cm. 57. I componenti nel 1956 erano quelli sempre richiesti da Fausto Coppi: movimento centrale Magistroni con ingranaggi francesi TA in alluminio, cambio e deragliatore Campagnolo Gran Sport, pedali F.O.M. in alluminio, manubrio Ambrosio Champion con attacco Ambrosio Champion o Cinelli in acciaio, freni e leve Universal mod. 453949.  Quante ne furono costruite nel corso dell’anno non è dato sapere, certamente almeno due da strada e due da pista, ma probabilmente si tratta di una congettura imprecisa per difetto.

1957

Anche in questo anno Fausto Coppi è il capitano della Carpano – Coppi, ma l’unica vittoria è il Trofeo Baracchi – vinto per la quarta volta – cronometro a coppie che disputa con Ercole Baldini. Per quanto riguarda le biciclette, prosegue la collaborazione con Faliero Masi che, data l’esigenza di avere telai precisi nelle misure e nelle inclinazioni, costruisce una dima sulla quale impostare e saldare le tubazioni. Da questo anno in avanti Fausto Coppi pretende che l’altezza centro/fine del tubo piantone sia ridotta a cm. 58,5.

Le bici di quest’anno presentano una novità della Campagnolo: un movimento centrale tutto in alluminio a cinque braccia per sostenere i due ingranaggi e le leve innestate al perno centrale tramite un quadro, senza più l’uso delle chiavelle. Anche i pedali adottati sono di costruzione Campagnolo e non più i F.O.M. usati fino ad allora. 

Bianchi 1958

1958

L’anno 1958 segna il ritorno di Fausto Coppi in Bianchi. L’attività agonistica è povera di risultati. Vince solo la Sei Giorni di Buenos Aires in coppia con l’argentino Jorge Batiz (unica vittoria nelle quattro edizioni disputate). Durante la sei giorni scrive una lettera a Faliero Masi pregandolo di consegnare “la squadra” (leggi, dima) a Pinella De Grandi per poter preparare un telaio da usare al Giro d’Italia.

Il Reparto Corse della Bianchi prepara quattro telai per il Campionissimo:

1° telaio anno 1958 – misura 59,5 – Campagnolo.

2° telaio anno 1958 – misura 59 – Campagnolo – tipo Masi  (significa che fu fatto con la dima costruita da Faliero Masi).

3° telaio anno 1958 – misura 59 – Campagnolo – Campionato del Mondo.

4° telaio anno 1958 – misura 59 – Campagnolo – tubazioni leggere. 

Tricofilina – Coppi 1959

1959

Nel 1959 Coppi lascia di nuovo la Bianchi e forma una nuova squadra, la Tricofilina – Coppi. Vittorie non ne consegue più. Rimane un quinto posto al Trofeo Baracchi in coppia con Louison Bobet. Le biciclette di questa annata sono costruite di nuovo da Faliero Masi e marcate “Coppi”. Il telaio è caratterizzato da una testa di forcella cilindrica “alla francese” con due tappi col logo “Coppi”. L’altezza del telaio è cm. 58,5 per una lunghezza di cm. 57. Come componenti montano il gruppo Campagnolo, freni e leve Universal mod. 453949, manubrio Ambrosio Champion in alluminio.

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Tag: BE50coppi
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Celebriamo oggi la Giornata Internazionale della D Celebriamo oggi la Giornata Internazionale della Donna, ricorrenza che sostiene l'importanza della parità, della tutela e dei diritti in ogni ambito.

Pioniere di tutto questo sono state le donne in bicicletta, vere anticonformiste pronte a sfidare le convenzioni sociali per affermare il proprio diritto a pedalare.

Qui una copertina di "Figarò Illustré" del settembre 1893, rivoluzionaria per l'epoca e per lo scandalo che davano le donne in bicicletta con i pantaloni (detti "bloomer").
Vincenzo Torriani è stato per 40 anni l'immagine e Vincenzo Torriani è stato per 40 anni l'immagine e il patron del Giro d'Italia. Una figura gigantesca che ha guidato la corsa rosa attraverso le strade di tutto il Paese.

Da ricordare quella volta che si candidò alle elezioni ma la gente votò Bartali! (in foto)

Ce ne parla Marco Pasquini su BE75 in edicola adesso.

Buona domenica!

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Vincenzo Torriani was the face and patron of the Giro d'Italia for 40 years. A larger-than-life figure, he guided the pink race through the streets of the entire country.

We remember when he ran for election but the people voted for Bartali! (in photo)

Marco Pasquini tells us about it in BE75, now on newsstands.

Have a nice Sunday!

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Biciclette d'Epoca: una sola rivista, quattro vers Biciclette d'Epoca: una sola rivista, quattro versioni in lingue differenti per parlare agli appassionati di tutto il mondo. Scopri le opzioni di acquisto!

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Vintage Bicycles: one magazine, four versions in different languages to appeal to enthusiasts around the world. Discover the purchase options!

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Vintage Fahrräder: eine einzige Zeitschrift, vier Sprachversionen, um Fans auf der ganzen Welt anzusprechen. Entdecken Sie die Kaufoptionen!

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Vélos d'Époque: un seul magazine, quatre versions dans différentes langues pour s'adresser aux passionnés du monde entier. Découvrez les options d'achat!

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Versione italiana e inglese di Biciclette d'Epoca Versione italiana e inglese di Biciclette d'Epoca 75 disponibili adesso!

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Versione italiana e inglese di Biciclette d'Epoca 75 disponibili adesso!

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Table of contents:

IN THIS ISSUE

VINTAGE WORLD

Eroica News 2

AVI 4

NUVI 5

RSC 6

VCC 7

Épopée Sutter 8

Giro d'Italia d'Epoca 9

Ciclostoriche di Lombardia 10

Giro delle Regioni 11

Events calendar 12

PORTRAITS

Simone D'Urbino 14

ROUTES

La Vignastorica 18

Cover Story: COLNAGO OVAL CX 1982 22

BICYCLES

Maino Tipo E Balloon 1930 28

Bianchi D1 Pista 1902 32

King Corsa 1920s 36

Bianchi Super Extra 1946 40

Chesini Precision 1982 44

La Française Diamant 1901 48

Cunningham CC Proto 1979 54

Vedovati Fiorelli Germanvox 1969 60

PEOPLE

Runaway Words: Llega el Maravilla 64

José Manuel Fuente 66

Pietro Chesi 73

Vincenzo Torriani 74

The Monument Classics 78

Isidoro Bergaglio 81

VELOCULTURE

Ido Erani 82

Books 85

Velodrom Favorit Brno 1889 86

The origins of racing - part 2 90

Don't miss it!

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Cari amici, a grande richiesta torna sulle nostre Cari amici, a grande richiesta torna sulle nostre pagine il Calendario delle Ciclostoriche 2026, in collaborazione con @eventbike.

Tutti gli appuntamenti dell'anno per non perderne nemmeno uno.

Lo trovate su BE75 in edicola adesso e sul nostro sito a questo indirizzo:

https://biciclettedepoca.net/news/il-calendario-delle-ciclostoriche-2026/

Se volete segnalare il vostro evento, scrivete a info@eventbike.it
JOSE' MANUEL FUENTE, "EL TARANGU" Lo chiamavano " JOSE' MANUEL FUENTE, "EL TARANGU"

Lo chiamavano "El Tarangu", un intraducibile termine in dialetto asturiano che significava grosso modo "il garzone", "l'uomo di fatica", ma anche "l'imprevedibile". Manuel José Fuente era così: uno scalatore indomito e illeggibile che, nella sua breve carriera, ha fatto tremare i più grandi, compreso Eddy Merckx.

Ce lo racconta Alessio Stefano Berti su BE75 adesso in edicola.

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They called him ‘El Tarangu’, an untranslatable term in Asturian dialect that roughly meant ‘the lad’, ‘the labourer’, but also ‘the unpredictable one’. Manuel José Fuente was just that: an indomitable and unpredictable climber who, in his short career, made the greatest riders tremble, including Eddy Merckx.

Alessio Stefano Berti tells us all about him in BE75, now on Amazon worldwide.

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La Cunningham CC Proto del 1979 è un concentrato d La Cunningham CC Proto del 1979 è un concentrato di avanguardia non solo per il settore delle mountain bike ma per la bicicletta in generale, come dimostrano accorgimenti ideati da Charlie Cunningham (in foto) decenni prima.

Ve l'abbiamo raccontata su BE75 grazie al contributo di Joe Breeze, una leggenda della mountain bike, e del @marinmuseumofbicycling. Grazie anche a Charlie Sedlock, per le foto che ci ha concesso, e al nostro Fausto Delmonte , profondo conoscitore del settore.

Una bicicletta importante che meriterebbe una copertina variant della nostra rivista, e forse la faremo!

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The 1979 Cunningham CC Proto is a cutting-edge model not only for the mountain bike sector but for bicycles in general, as demonstrated by the features designed by Charlie Cunningham (pictured) decades earlier.

We told you about it on BE75 thanks to the contribution of Joe Breeze, a mountain biking legend, and the @marinmuseumofbicycling. Thanks also to Charlie Sedlock for the photos he provided us with, and to our own Fausto Delmonte, an expert in the field.

This is an important bicycle that deserves a variant cover of our magazine, and perhaps we will do just that!

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La Colnago Oval CX del 1982 è la biciclette protag La Colnago Oval CX del 1982 è la biciclette protagonista dell'articolo di copertina di BE75, adesso in edicola in italiano e disponibile per l'acquisto su Amazon in tutto il mondo e in inglese, sempre in formato cartaceo.

Foto e collezione di Michele Lozza (@thebikeplace ) con il contributo di Alessandro Turci (Alessandro Turci ).

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The 1982 Colnago Oval CX is the bicycle featured on the cover of BE75, now on newsstands in Italian and available for purchase on Amazon worldwide in English, also in print format.

Photos and collection by Michele Lozza (@thebikeplace) with the contribution of Alessandro Turci (Alessandro Turci).

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Biciclette d’epoca, registrata al tribunale di Milano il 19/12/2005 con il numero 970. ISSN: 2282-1902.
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