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Coppi Bike Story – II parte

La carriera del Campionissimo rivissuta attraverso le biciclette con le quali ha gareggiato e vinto

di Paolo Tullini
10 Luglio 2021
in Le Biciclette
Tempo di lettura: 17 minuti
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Biciclette d'Epoca

La rivista dedicata alla storia del ciclismo e della bicicletta ogni tre mesi in edicola e online

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Riprendiamo la storia sportiva di Fausto Coppi raccontata attraverso le sue biciclette e documentata, per quanto possibile, da Paolo Tullini e Paolo Amadori.

Ci eravamo fermati, nello scorso numero, al 1949, anno della prima storica doppietta Giro e Tour. Ripartiamo dal 1950, anno in cui l’Airone è purtroppo vittima di un grave incidente.

Bianchi 1946-1955

1950

L’anno si apre in maniera trionfale per Fausto Coppi che nella primavera vince tre classiche: il Giro della provincia di Reggio Calabria il 2 aprile, la Parigi – Roubaix il 9 aprile e la Freccia Vallone il 30 aprile. Poi arriva il Giro d’Italia che, essendo anno santo, si conclude a Roma, con le Dolomiti a metà percorso. La maglia rosa è sulle spalle di un giovane svizzero: Ugo Koblet, ma il 2 giugno nella tappa Vicenza – Bolzano con i passi del Rolle, Pordoi e Gardena, Fausto Coppi decide di sferrare la sua offensiva. Dopo circa sessanta chilometri dalla partenza, però, nei pressi di Primolano, ecco il dramma! Coppi è coinvolto in una caduta e riporta serie conseguenze: gravi contusioni all’anca destra e frattura del pube senza spostamento. Dopo la guarigione clinica tornerà alle gare conseguendo solo piazzamenti, ma l’importante è che il Campionissimo sia tornato.

In quel 1950 il Reparto Corse della Bianchi costruì cinque telai per Fausto Coppi:

1° telaio anno 1950 – altezza 61 – “Campagnolo” (significa con forcellini Campagnolo per il nuovo cambio a una stecca che diverrà il Paris – Roubaix dopo la sua vittoria nella classica francese).

2° telaio anno 1950 – altezza 61 – “Giro d’Italia – tubi leggeri”.

3° telaio anno 1950 – altezza 61 – “Giro d’Italia – tubi leggeri”.

4° telaio anno 1950 – altezza 61.

5° telaio anno 1950 –  racer (pista) altezza 59 – “forcellini 5 mm – materiale C3 – FC” (significa con forcellini anteriori e posteriori di spessore 5 mm di acciaio C3 e con iniziali su una congiunzione, forse quella bassa di sterzo).

1951

L’anno inizia male: Coppi cade nella Milano – Torino all’arrivo al Motovelodromo e si frattura la clavicola. Si presenta alla partenza del Giro d’Italia con scarsa preparazione, ma riesce a cogliere due successi parziali: la cronometro da Perugia a Terni e la tappa dolomitica Cortina – Bolzano. Che sia stato l’annus horribilis di Fausto è confermato da una tremenda disgrazia: il 29 giugno, quasi al termine del Giro del Piemonte, il fratello Serse cade battendo il capo e poco dopo il suo arrivo all’albergo muore per edema cerebrale.

Dato il legame profondo fra i due fratelli, Fausto, colpito nell’affetto più caro, medita persino di abbandonare l’attività. A fatica i colleghi, in primis Gino Bartali (che aveva conosciuto lo stesso dolore per la perdita del fratello Giulio), lo convincono a schierarsi al Tour de France, dove conoscerà una delle crisi peggiori della sua carriera nella Carcassonne – Montpellier. Coglierà comunque anche una vittoria di tappa, quella del Vars e dell’Izoard, con arrivo in solitaria a Briançon.

Nella “Bibbia di Pinella” leggiamo:

Carcassonne – Montpellier  Km. 192:

Coppi 45 – 49 – 14 – 16 – 18 – 20 – 22

Magni 46 – 50 – 14 – 16 – 18 – 20 – 22

Bartali 46 – 50 – 14 – 16 – 18 – 20 – 22

Bucatura – Pezzi.

Indisposizione di Coppi.

Salite col de Sales  913 m.

La salita era dura per il fondo stradale.

Gap – Briançon  Km. 165:

Coppi 45 – 49 – 14 – 17 – 19 – 23 – 24

Magni 46 – 50 – 14 – 17 – 19 – 23 – 24

Bartali 45 – 50 – 14 – 17 – 19 – 23 – 24

Carrea 45 – 50 – 14 – 17 – 19 – 23 – 24

Bucato Carrea.

Salite

Col de Vars: 2.111 1°.

Col d’Izoard: 2.360 1° Coppi con distacco.

Nel 1951 il Reparto Corse della Bianchi costruisce ben 10 telai per Fausto Coppi:

1°   telaio anno 1951 – altezza 61.

2°   telaio anno 1951 – altezza 61.

3°   telaio anno 1951 – racer (pista) – altezza 59  – forcellini Campagnolo accorciati.

4°   telaio anno 1951 – racer (pista) – altezza 59 – forcellini Campagnolo accorciati.

5°   telaio anno 1951 – racer (pista) – altezza 59 – materiale C3.

6°   telaio anno 1951 – altezza 61.

7°   telaio anno 1951 – altezza 61 – Campagnolo (forse per cambio Gran Sport 1° tipo).

8°   telaio anno 1951 – altezza 61 – Campagnolo (come sopra).

9°   telaio anno 1951 – altezza 61 – Tour de France.                                                                                                                  

10° telaio anno 1951 – altezza 61 – Campagnolo Sport (per cambio Gran Sport 1° tipo).

1952

È l’anno del riscatto del Campionissimo, che per la seconda volta vince sia il Giro d’Italia che il Tour de France nella stessa stagione.

Dalla “Bibbia di Pinella”:

Giro d’Italia 1952

Giro d’Italia 2° tappa Bologna – Montecatini – Km 197:

Bologna – Vignola –  Pavullo Frignano – Barigazzo – P. Abetone – Piastre – Pistoia – Montecatini.

Coppi 46–49   14 – 16 – 18 – 20 – 22

Geminiani 47–51   15 – 17 – 19 – 21 – 23

Petrucci 46–50   14 – 16 – 18 – 20 – 22

Giacchero 46–50 (come sopra)

Milano 45–50 (come sopra)

Tutto bene, una bucatura ma era la valvola difettosa, strada ghiaiata per 20 Km.

Giro d’Italia 5° tappa (Cronometro) Roma – Rocca di Papa km 35:

Frascati, Rocca Priora, Rocca di Papa.

Coppi 48–51  14 – 16 – 18 – 19 – 20

Geminiani 47–51  14 – 15 – 17 – 18 – 20

Petrucci 46–50  14 – 15 – 16 – 18 – 20

Piazza 45–50  (come sopra)

Carrea 46–50  (come sopra)

Tutto bene.

1° Coppi.

Giro d’Italia  11° tappa Venezia – Bolzano  Km 276:

Venezia – Treviso – Vittorio Veneto – Bivio Belluno – Bivio Pieve Cadore, Cortina d’Ampezzo, Falzarego, P. Pordoi, P. Sella, Ortisei, Ponte Gardena, Prato d’Isarco, Bolzano.

Coppi 49–46  14 – 16 – 19 – 22 – 23

Geminiani 49–46  14 – 16 – 19 – 21 – 23

Petrucci 46–50  14 – 16 – 19 – 22 – 23

Carrea 46–50  14 – 16 – 19 – 22 – 23

Bucature Coppi, Geminiani, Piazza, pneumatici 350

Strada inghiaiata da Km 170 a Km 240 ghiaia tagliente, tempo nuvoloso sui colli non pioveva rapporti andavano bene 1° Coppi 26” distacco

Statistica durante il giro 1952

Bucature:

Coppi n° 2

Geminiani n° 2

Piazza n° 3

Carrea n° =

Milano n° 2

Giacchero n° =

Rotture di 4 raggi posteriori.

Rottura di 1 raggio anteriore.

Giro di Francia 1952

7° tappa Metz – Nancy Km 60:

Coppi 48–51  14 – 15 – 16 – 17 – 18

Bartali 47–50  14 – 15 – 16 – 18 – 20

Magni 46–50  14 – 15 – 16 – 18 – 20

Corrieri 47–50   (come sopra)

Milano 45–50   (come sopra)

Bucature Coppi 2 volte tubolari 190 esagerato nel peso di gomme e andavano bene 250.

10° tappa Losanna – Alpe d’Huez. Km 270:

Coppi 47–50  15 – 18 – 20 – 22 – 23

Bartali 47–50 (come sopra)

Magni 46–50 (come sopra)

Pezzi 45–50 (come sopra)

Corrieri 45–50 (come sopra)

Bucatura Corrieri 1.

Rapporti per Coppi troppo duri e andavano meglio 15 – 18 – 20 – 23 – 24 per 47–50.

1° Coppi solo Alpe d’Huez 1° (in questo caso vuol dire 1° volta su questa salita, ndr).

18° tappa Bagneres – Pau. Km 148

Coppi 45-50  14 – 16 – 20 – 23 – 24

Bartali 46-50   (come sopra)

Magni 46-50   (come sopra)

Crippa 45-50   (come sopra)

Bresci 45-50   (come sopra)

Bucatura di Magni

Cadute Martini e Magni tutto bene

Col du Tourmalet 1°

Col D’Aubisques 1°

Statistiche durante il Tour 1952

Bucature durante il giro:

Coppi n° 8   2 erano di 180 grammi

Bartali  n° 2

Magni     n° 9

Squadra n°  23

In quel favoloso 1952 il Reparto Corse della Bianchi costruì otto telai per Fausto Coppi.

1° telaio anno 1952 – misura 61 – Campagnolo Sport (si intende per Cambio Campagnolo Gran Sport Extra).  

2° telaio anno 1952 – misura 61 – Campagnolo Sport.

3° telaio anno 1952 – misura 61.

4° telaio anno 1952 – misura 59 – racer (pista) – forcellini Campagnolo.

5° telaio anno 1952 – misura 61 – Campagnolo.

6° telaio anno 1952 – misura 61 – Campagnolo. 

7° telaio anno 1952 – misura 59 – racer (pista)  – Campagnolo-pesante.

8° telaio anno 1952 – misura 61 – Campagnolo – Tour de France.

1953

È l’anno del quinto Giro d’Italia con l’impresa dello Stelvio, ma soprattutto è l’anno del Campionato del Mondo su strada, vinto a Lugano, che ancora mancava al Campionissimo.

Dalla “Bibbia di Pinella”:

19° tappa

Bolzano – Bormio  Km 125

Vilpiano, Merano, Coldrano, Lasa, Gomagoi, P.so dello Stelvio, Bormio.

Coppi 45-51  14 – 16 – 19 – 22 – 23

Gismondi 46-50  14 – 16 – 19 – 23 – 24

Carrea 46-50  14 – 16 – 19 – 23 – 24

Piazza 46-50  14 – 16 – 19 – 24 – 25

Tempo bello, pure questa tappa van bene i tubolari 350 posteriori e 310 anteriori perché gli ultimi chilometri alla cima e la discesa tutta inghiaiata.

Tutto bene.

N.B. per il prossimo Stelvio Coppi preferisce 46-51  14 – 16 – 19 – 23 – 24 perché era un po duro.

1° Coppi.

Dalla rivista “Il Campione” del 16 gennaio 1956 (anno 2, nr. 3), Coppi racconta la sua vita: «Lo Stelvio faceva paura a guardarlo, non se ne scorgeva la cima, Koblet nascondeva la fatica dietro le lenti nere, seguiva la mia ruota come fosse stata una calamita. Quando io vidi partire Defilippis mi scossi come d’improvviso per vedere cosa succedeva. Mi voltai dopo alcune pedalate e vidi che Koblet, dopo una breve reazione, stava accusando il colpo. Allora non ci vidi più, sentii d’un tratto l’aria dei duemila metri penetrarmi nei polmoni e dilatarli, sentii l’anima della mia vecchia bicicletta. A Bormio ero maglia rosa».

1953 Campionato del Mondo (Lugano) km. 270:

Coppi 47-51  14 – 15 – 17 – 19 – 21

Gismondi 46-50  14 – 15 – 17 – 19 – 21   

Percorso in circuito chiuso.

Agno – Crespera – Massagno – Cadenpino – Manno – Bioggio Km 15 da percorrere 18 volte.

Tutto bene, ruote leggere gomme 250 g.

1° Coppi arrivato solo 2° Derijke.

Per l’anno 1953 il Reparto Corse della Bianchi costruì 5 telai per il Campionissimo:

1° telaio anno 1953 misura 59 –  racer  (pista) – pesante bicicletta.  

2° telaio anno 1953 misura 59 – racer (pista) – pesante.

3° telaio anno 1953 misura 61 – Campagnolo.

4° telaio anno 1953 misura 61 – Campagnolo.

5° telaio anno 1953 misura 59 – racer (pista) – pesante bicicletta. 

1954

L’anno 1954 per Fausto Coppi in maglia di Campione del Mondo è un anno con meno vittorie. A 35 anni inizia forse un calo nelle prestazioni che si farà più sensibile negli anni a seguire.

Dalla “Bibbia di Pinella”:

Giro della Campania Km 258:

Percorso: Caserta, Ponte Cristina, Benevento, Avellino, San Severino, Salerno, Capo d’Orso, Torre di Liunzi, Pagani, Pompei, Autostrada, Arenaccia.

Coppi 45-50  14 – 15 – 16 – 18 – 20

Gismondi 46-50  14 – 15 – 17 – 19 – 21

Carrea 46-51   14 – 15 – 17 – 19 – 20

Gaggero 46-50  (come sopra)

Favero 46-50  (come sopra)

Tutto bene strada tutta asfaltata.

1° Coppi 2° Gismondi.

Giro d’Italia

20° tappa S. Martino di Castrozza – Bolzano  Km 152:

Percorso – S. Martino P. Rolle, Predazzo, Canazei, P. Pordoi, P. Campolongo, P. Gardena, S. Cristina, Ortisei, Ponte Gardena, Bolzano.

Coppi 47-51  14 – 16 – 19 – 22 – 24

Carrea 46-51 (come sopra)

Gaggero 46-50 (come sopra)

Milano 46-50 (come sopra)

Gismondi 46-50 (come sopra)

Tutto bene.

Bucature:

Coppi   n° 1 P. 280 gr.

Milano   n° 4 – P. 2 n. 2 A.

Gismondi n° 2 – P. 1 n.1 A.                   

Filippi       n° 4 – P. 2 n. 2 A.

Coppi a S. Cristina cambiato ruota posteriore leggera con  13–14–16–18–20 .

Giro di Svizzera

4° tappa Lecco – Lugano Km 95:

Cronometro individuale.

Coppi 47-52  14 – 15 – 16 – 18 – 20

Carrea 46-51  (come sopra)

Gaggero 46-50  (come sopra)

Gismondi 46-50  (come sopra)

Milano 46-50  (come sopra)

Tutto bene, tubolari 250 Coppi ruote leggere.

1° Coppi – 2° Fornara

Trofeo Baracchi:

Solito percorso Km 108 Cronometro a Coppie:

Coppi – Filippi  48–52  14- 15 – 16 – 17 – 18

Tutto bene.

Ruote leggere, gomme posteriori 220, anteriori 250-

1° Coppi – Filippi media 46.142 record.

Nel 1954 il Reparto Corse della Bianchi costruì cinque telai per Fausto Coppi:

1° telaio anno 1954 – misura 61 – Campagnolo – Giro d’Italia.  

2° telaio anno 1954 – misura 61 – Campagnolo – Giro d’Italia.

3° telaio anno 1954 – misura 61 – Campagnolo.  

4° telaio anno 1954 – misura 59 racer (pista) – forcellini Campagnolo.

5° telaio anno 1954 – misura 59 racer (pista) – forcellini Campagnolo. 

1955

Anche nel corso del 1955 le vittorie sono poche. Coppi è comunque secondo per soli 13 secondi al Giro d’Italia vinto da Fiorenzo Magni, con il quale distanzia la maglia rosa Gastone Nencini nella tappa con arrivo a San Pellegrino, mandando così il Leone delle Fiandre a vincere per la terza volta la generale. Nell’anno compie una clamorosa impresa vincendo il Giro dell’Appennino per distacco. Poi il 2 ottobre trionfa nella Tre Valli Varesine, che si disputava a cronometro su 100 chilometri, quindi indossa per la quarta volta la maglia tricolore. Termina l’annata vincendo per la terza volta consecutiva il Trofeo Baracchi in coppia con Riccardo Filippi.

Dalla “Bibbia di Pinella”:

Giro d’Italia  20° tappa Trento – San Pellegrino km 210:

Percorso: Trento, Ponte delle Arche, Tione di Trento, Condino, Anfo, Prescheglie, Nave, Brescia, Coreaglio, Cavernago, Bergamo, Sedrina, S. Pellegrino.

Coppi 46–51  14 – 15 – 17 – 19 – 21

Milano 46–50 (come sopra)

Favero 46–50 (come sopra)

Filippi 46–50 (come sopra)

Tutto bene.

Bucature:

Coppi n° 1 P. 250 grammi                

Gaggero n° 2 P. 310       “

Filippi n° 2 P. 310       “

Milano n°1 P. 310        “

Favero n°2 P. 310       “

Per la stagione 1955 il Reparto Corse della Bianchi costruì sei telai per Fausto Coppi:

1° telaio anno 1955 – misura 59,5 – Campagnolo.

2° telaio anno 1955 – misura 59,5 – Campagnolo pesante.

3° telaio anno 1955 – misura 59,5 – Campagnolo pesante.

4° telaio anno 1955 – misura 59,5 – Campagnolo pesante.

5° telaio anno 1955 – misura 59,5 – Campagnolo pesante.

6° telaio anno 1955 – misura 59,5 – Campagnolo.

Carpano Coppi 1956 – 1957

1956

Nel 1956 Fausto Coppi lascia la Bianchi dopo nove anni di successi e trionfi ineguagliabili e forma una nuova equipe con sponsor Carpano e biciclette marcate “Coppi”, la Carpano – Coppi.  L’unica vittoria rilevante del ’56 è il G.P. Campari a Lugano, gara a cronometro individuale. Poi il 21 ottobre, mentre sta vincendo per la sesta volta il Giro di Lombardia, viene raggiunto sulla pista del Vigorelli da un gruppetto di corridori trascinato da Fiorenzo Magni, che voleva far pagare alla “Dama Bianca” un affronto ricevuto, e viene battuto per un soffio da Darrigade. Ironia della sorte, il francese corre per la sua ex squadra, la Bianchi, e ha per direttore sportivo l’amico Pinella De Grandi. In quel frangente Fausto Coppi piange di rabbia.

Per quanto riguarda le biciclette usate dal Campionissimo nel 1956, non possiamo avere certezze date da un Registro del Reparto Corse come invece abbiamo per la Bianchi. Da quanto si può dedurre dalle foto, gli furono costruiti telai dalla Fiorelli, ditta alla quale aveva concesso l’uso del marchio Coppi, ma possiamo asserire che a un certo punto della stagione i telai furono costruiti a Milano da Faliero Masi, con il quale ebbe una proficua collaborazione proseguita nel 1957 e ripresa nel 1959, dopo un ulteriore anno passato in Bianchi, il 1958.

Dal punto di vista tecnico i telai avevano un’altezza di cm. 59 (centro/fine) ed erano lunghi cm. 57. I componenti nel 1956 erano quelli sempre richiesti da Fausto Coppi: movimento centrale Magistroni con ingranaggi francesi TA in alluminio, cambio e deragliatore Campagnolo Gran Sport, pedali F.O.M. in alluminio, manubrio Ambrosio Champion con attacco Ambrosio Champion o Cinelli in acciaio, freni e leve Universal mod. 453949.  Quante ne furono costruite nel corso dell’anno non è dato sapere, certamente almeno due da strada e due da pista, ma probabilmente si tratta di una congettura imprecisa per difetto.

1957

Anche in questo anno Fausto Coppi è il capitano della Carpano – Coppi, ma l’unica vittoria è il Trofeo Baracchi – vinto per la quarta volta – cronometro a coppie che disputa con Ercole Baldini. Per quanto riguarda le biciclette, prosegue la collaborazione con Faliero Masi che, data l’esigenza di avere telai precisi nelle misure e nelle inclinazioni, costruisce una dima sulla quale impostare e saldare le tubazioni. Da questo anno in avanti Fausto Coppi pretende che l’altezza centro/fine del tubo piantone sia ridotta a cm. 58,5.

Le bici di quest’anno presentano una novità della Campagnolo: un movimento centrale tutto in alluminio a cinque braccia per sostenere i due ingranaggi e le leve innestate al perno centrale tramite un quadro, senza più l’uso delle chiavelle. Anche i pedali adottati sono di costruzione Campagnolo e non più i F.O.M. usati fino ad allora. 

Bianchi 1958

1958

L’anno 1958 segna il ritorno di Fausto Coppi in Bianchi. L’attività agonistica è povera di risultati. Vince solo la Sei Giorni di Buenos Aires in coppia con l’argentino Jorge Batiz (unica vittoria nelle quattro edizioni disputate). Durante la sei giorni scrive una lettera a Faliero Masi pregandolo di consegnare “la squadra” (leggi, dima) a Pinella De Grandi per poter preparare un telaio da usare al Giro d’Italia.

Il Reparto Corse della Bianchi prepara quattro telai per il Campionissimo:

1° telaio anno 1958 – misura 59,5 – Campagnolo.

2° telaio anno 1958 – misura 59 – Campagnolo – tipo Masi  (significa che fu fatto con la dima costruita da Faliero Masi).

3° telaio anno 1958 – misura 59 – Campagnolo – Campionato del Mondo.

4° telaio anno 1958 – misura 59 – Campagnolo – tubazioni leggere. 

Tricofilina – Coppi 1959

1959

Nel 1959 Coppi lascia di nuovo la Bianchi e forma una nuova squadra, la Tricofilina – Coppi. Vittorie non ne consegue più. Rimane un quinto posto al Trofeo Baracchi in coppia con Louison Bobet. Le biciclette di questa annata sono costruite di nuovo da Faliero Masi e marcate “Coppi”. Il telaio è caratterizzato da una testa di forcella cilindrica “alla francese” con due tappi col logo “Coppi”. L’altezza del telaio è cm. 58,5 per una lunghezza di cm. 57. Come componenti montano il gruppo Campagnolo, freni e leve Universal mod. 453949, manubrio Ambrosio Champion in alluminio.

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Tag: BE50coppi
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This is the sixth edition we have co-organised, and we are delighted and honoured to witness, year after year, the passion of so many collectors who wish to share their love of vintage bicycles with others!

A real celebration where vintage bicycles – as well as vintage clothing – take centre stage.

We look forward to seeing you, as always, in Gaiole – and don’t forget that places are limited, so please register as soon as possible!

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CLICCA QUI PER REGOLAMENTO E ISCRIZIONI:
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Partiamo con "FATICA", qualcosa che sulle strade bianche conosciamo tutti!

Spotify: 
https://open.spotify.com/episode/1NnRDwwFDGFMjFyrWbVgQ3

Spreaker: 
https://www.spreaker.com/episode/l-eroica-e-le-sue-parole-episodio-1-fatica--74804545
RAMBLER LIGHT ROADSTER 1900 Una bicicletta unica RAMBLER LIGHT ROADSTER 1900

Una bicicletta unica e antica che ci racconta il boom industriale della Chicago a cavallo del Novecento. Dalla collezione di Enzo Manfré.

Solo su BE77 adesso in edicola!

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RAMBLER LIGHT ROADSTER 1900

A unique, vintage bicycle that tells the story of Chicago’s industrial boom at the turn of the 20th century. From the collection of Enzo Manfré.

Exclusively in BE77, now worldwide on Amazon!

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INTERVISTA CON "CARUBE" Abbiamo fatto quattro chi INTERVISTA CON "CARUBE"

Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Carube, al secolo Roberto Lencioni, volto notissimo del mondo Eroica e forse qualcosa di più. Ci ha raccontato di tutta una vita nel ciclismo, la sua.

Da non perdere solo su BE77 adesso in edicola.

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INTERVIEW WITH ‘CARUBE’

We had a chat with Carube – whose real name is Roberto Lencioni – a very well-known figure in the world of Eroica, and perhaps even beyond. He told us about his entire life in cycling.

Don’t miss it – exclusively in VB77, now available worldwide on Amazon.

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BERNARD HINAULT, LA LEGGENDA DEL "TASSO" 5 Tour, BERNARD HINAULT, LA LEGGENDA DEL "TASSO"

5 Tour, 3 Giri, 2 Vuelte, 2 Lombardia, 2 Liegi, 1 Roubaix, 1 Mondiale per un totale di 216 vittore. Questa è la leggenda del "Tasso", il bretone Bernard Hinault, uno dei più grandi campioni di tutti i tempi raccontati sulle nostre pagine da Alessio Stefano Berti.

Solo su BE77 adesso in edicola!

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BERNARD HINAULT, THE LEGEND OF “THE BADGER”

5 Tours de France, 3 Giro d’Italia, 2 Vuelta a España, 2 Giro di Lombardia, 2 Liège–Bastogne–Liège, 1 Paris–Roubaix, and 1 World Championship—for a total of 216 victories. This is the legend of “The Badger,” the Breton Bernard Hinault, one of the greatest champions of all time, as chronicled in our pages by Alessio Stefano Berti.

Exclusively in BE77, AVAILABLE NOW WORLD WIDE ON AMAZON!

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VINTAGE BICYCLES 77 IT'S AVAILABLE NOW WORLDWIDE! VINTAGE BICYCLES 77 IT'S AVAILABLE NOW WORLDWIDE!

Dear readers, VB77—featuring Gino Bartali’s stunning track bike on the cover, along with a story and technical details about it—is now available on Amazon, ready to be delivered in print to your homes all over the world!

Don’t miss this wonderful issue with 96 full-color pages dedicated to vintage bicycles and cyc

IN THIS ISSUE

Vintage World

Portraits: Carube

Cover Story: Bartali '30/50 Track

Bicycles:
- Rambler Light Roadster 1900
- Legnano model 52 SL Electa 1927
- Tutorial: Reconstructing cones and pins
- Ciclo Piave Race 1955
- Gielle Corsa 1983
- Fausto Coppi C4 Lugano 53 Pellicioli 1994
- Takhion Track 1990
- Croix Super-Tri-Porteur 1938
- Steve Potts Signature 1990
- France Sport Women’s 1925

People:
- Runaway Words: World Inspirations 66
- Bernard Hinault 68
- Mario Fossati 76
- Rodolfo Muller 80
- Attilio Pavesi 81

Véloculture:
- The House of Unhappiness 82
- Books: 85
- The compressed air frame 86
- "Scattofisso" Awards Ceremony 89
- The Cathedrals of the Belle Époque 90

BUY NOW:

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BARTALI PISTA '30/50 Una compagna di viaggio su t BARTALI PISTA '30/50

Una compagna di viaggio su telaio Galmozzi che ha seguito Gino Bartali per tutta la sua carriera, dagli Anni '30 agli Anni '50, accompagnandolo in chissà quante prove nei velodromi o chissà dove. 

Su BE77 voluto raccontarvi questa storia e metterla in copertina, perché anche le biciclette hanno uno spirito e una vita propria, che come le nostre cambiano con il tempo.

Da non perdere, in edicola adesso!

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BARTALI PISTA '30/50

A trusty companion built on a Galmozzi frame that accompanied Gino Bartali throughout his career, from the 1930s to the 1950s, riding with him in who knows how many races at velodromes or elsewhere.

In BE77, we wanted to share this story with you and feature it on the cover, because even bicycles have a spirit and a life of their own—one that, like ours, changes over time.

Available very soon in English version too.

ACQUISTA/BUY:  https://linktr.ee/biciclettedepoca
BICICLETTE D'EPOCA 77 È IN EDICOLA! È in arrivo B BICICLETTE D'EPOCA 77 È IN EDICOLA!

È in arrivo BE77, 100 pagine a colori dedicate al mondo del ciclismo vintage. Siamo molto felici e orgogliosi di aver dedicato la copertina alla bicicletta di uno dei più grandi, Gino Bartali, e di averlo fatto in collaborazione con il Museo del Ciclismo Gino Bartali di Ponte a Ema (FI), grazie al quale abbiamo potuto raccontarvi la storia unica di questa bicicletta da pista che Ginettaccio ha tenuto con sé per oltre vent'anni di carriera.

In totale, sono ben 11 le biciclette che trattiamo in questo numero: Rambler Light Roadster 1900 (Enzo Manfré); Legnano Mod. 52 SL Electa (Mauro Carini); Ciclo Piave Corsa 1955 (Emanuele Zardetto); Gielle Corsa 1983 (Lorenzo Berti); Fausto Coppi C4 Lugano 53 1993 Oscar Pellicioli (Fabio Dri); Takhion Pista 1990 (Enri Biavati); Compaigne Croix Super-Tri-Porteur 1938 (Carlo Azzini); Steve Potts Signature 1990 (Marco Ugherani); France Sport Donna 1925 (Luciano Cascioli); Lorenzo Monti, infine, ci illustra come ricostruire perni e coni di una Gritzner n°1 d'inizio Novecento.

Abbiamo poi le solite grandi storie, tra cui una enorme raccontata da Alessio Berti, quella del "Tasso" Bernard Hinault, uno dei più grandi di sempre. Marco Pasquini, invece, ci svela la carriera di Mario Fossati, giornalista essenziale, mentre Carlo Delfino ci porta a pedalare con Rodolfo Muller e Attilio Pavesi. Giovanni Battistuzzi, invece, ci racconta l'incrocio di destini tra i Mondiali di ciclismo e quelli di calcio. 

Spazio alla cultura con la storia di Henri Pélissier, estratta da Paolo Ghiggio dal libro "Noir, la bicicletta e la cronaca nera", e con il libro "Pino, coeur de lion" dedicato a Giuseppe Cerami. Fausto Delmonte illustra l'incredibile tecnologia dei telai ad aria compressa e Alfredo Azzini come sempre chiude raccontando la genesi dei velodromi europei.

Non mancano in apertura tutte le news dell'Eroica e dei vari club e musei e bellissima chiacchierata con Roberto Lencioni, in arte Carube.

Un numero da non perdere, frutto di un grande lavoro di squadra, che trovate in edicola o sul sito sprea.it.

ACQUISTA QUI:
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NOTE: English version will be available in few weeks.
36'40'' è il record per la scalata dell'Alp d'Huez 36'40'' è il record per la scalata dell'Alp d'Huez, arrivo della tappa del Tour di oggi.

Il record è di Marco Pantani, e in tanti dicono che oggi crollerà.

Staremo a vedere, ma di certo il cuore batte forte ricordando quell'impresa, per chi di noi c'era e per chi Pantani non ha potuto viverlo di persona.

In ogni caso, Marco, oggi il pensiero è per te. <3
PREOGAR 2WD 1995 L'avete mai vista una bicicletta PREOGAR 2WD 1995

L'avete mai vista una bicicletta a due ruote motrici? Tra il 1996 e il 1997 Subaru avviò una piccola produzione di soli 180 esemplari basata su un progetto precedente targato Progear nato alla fine degli Anni ‘80 dalla mente dell'austriaco Gunther Kappacher. Tutta la storia di questa MTB appartenente alla collezione di Paolo Carosini su BE76, in edicola fino al 30 luglio!

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Have you ever seen a two-wheel-drive bicycle? Between 1996 and 1997, Subaru launched a small production run of just 180 units based on an earlier Progear design conceived in the late 1980s by Austrian Gunther Kappacher. The full story of this MTB, part of Paolo Carosini’s collection, is featured in VB76, available on Amazon directly to your home!

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