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Home News Le Biciclette

Colnago Super 1973

La Signora che ha cambiato la storia del ciclismo si presenta in una colorazione unica!

diRedazione
in Le Biciclette
Tempo di lettura: 3 minuti
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Pochi modelli, nella storia della bicicletta da corsa, possono vantare un impatto potente e duraturo come la Colnago Super, una vera e propria icona del ciclismo da strada le cui soluzioni, di geometria e tecniche, hanno cambiato per sempre il modo di pensare la bici da corsa.

Non è un caso se nell’immaginario collettivo sia ancora oggi questa la forma delle biciclette sportive, dato che parliamo di un modello che, con opportuni cambiamenti e aggiustamenti ai tempi, è rimasto in produzione e competitivo su strada ininterrottamente dal 1968 al 1988. Parliamo della bicicletta che ha vestito i colori del Molteni Team, il cui capitano era un certo Eddy Merckx.

PRONTA A SCATTARE!

La Super ha rappresentato una vera e propria rivoluzione. Una rivoluzione destinata a durare. Perché Ernesto Colnago, sin da quando aprì la propria bottega nel 1953, in quel comune di meno di tremila anime che era all’epoca Cambiago, aveva già le idee chiare su quali dovessero essere i principi di progettazione e costruttivi di una bici da corsa. Doveva essere rigida, fremente, pronta allo scatto. Compatta come se fosse a un passo dall’esplodere grazie alle poderose pedalate dei campioni che scaricavano su di essa tutta la potenza racchiusa nelle loro gambe erculee.

La Super cambiò il modo d’intendere la bici da corsa

Un concetto molto differente rispetto a quelle che erano state, fino ad allora, le biciclette sportive: grandi, con uno svettamento della sella ridotto, adatte più ad assorbire le asperità del terreno che a garantire al ciclista il massimo della performance. Biciclette molto pesanti, in confronto alle quali i primi lavori di Ernesto Colnago si ponevano in controtendenza.

La Sport sancisce in maniera definitiva l’applicazione di questi concetti su grande scala produttiva, a livelli mai visti in precedenza, al punto che Colnago dovette affidarsi a numerosi terzisti per riuscire a soddisfare tutte le richieste di produzione. In nove casi su dieci, insomma, e difficile sapere quale sia stata la mano che ha realizzato il telaio marchiato con il celebre Asso di Fiori, anche se parliamo sempre di prodotti artigianali realizzati sostanzialmente su misura per il cliente finale.

UNA SUPER VERDISSIMA

In questo contesto di sviluppo tecnologico, che ha lasciato un’impronta indelebile nel mondo del ciclismo, s’inquadra la Colnago Super del 1973 che vedete in queste pagine e che proviene dalla collezione di Michele Lozzi. Un modello che rientra nel primo lustro di produzione della Super e che può vantare ancora una cura dei dettagli che negli anni successivi si sarebbe leggermente abbassata. Parliamo comunque sempre di biciclette di alto livello, ma va detto che l’ammodernamento dei processi produttivi ha portato, nel tempo, a una qualità differenti rispetto ai primi esemplari che rientravano nella fascia di primissima gamma.

Compatta e pronta ad esplodere

Il valore aggiunto di questa esemplare specifico è nelle condizioni praticamente perfette in cui è stata ritrovata, quasi come se fosse appena uscita dalla fabbrica. La colorazione in verde pastello metallizzato, tipica del periodo ma abbastanza rara, permette di esaltare al meglio le proporzioni e i dettagli della Super, che potete ammirare in queste pagine.

Il gruppo è Campagnolo Nuovo Record, il top di quel periodo, esaltato da pantografie come quelle presenti sul tubo sella, una delle novità di inizio Anni ’70. Impreziosiscono il quadro gli alleggerimenti, effettuati in maniera artigianale, che testimoniano in maniera chiara quella che fosse la filosofia produttiva dell’epoca, declinata verso tutte le esigenze dei ciclisti agonisti, che a differenza di oggi presentava una commistione tra artigianalità e produzione in serie molto più spiccatamente marcata verso la prima piuttosto che verso la seconda.


Collezione e foto: Michele Lozza | thebikeplace


Scheda tecnica

  • Marca: Colnago
  • Modello: Super
  • Anno: 1973
  • Gruppo: Campagnolo Nuovo Record
  • Telaio: In acciaio tubi Columbus SL
  • Cerchi: Nisi 28″

 

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Una bicicletta "misteriosa" che apre il dibattito sull'evoluzione e le scelte tecnologiche della Bianchi a inizio del Novecento. Ne parliamo su BE75 dalla collezione di @fogagnolomarcello .

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A ‘mysterious’ bicycle that opens the debate on Bianchi's evolution and technological choices at the beginning of the 20th century. We discuss it on BE75 from Marcello Fogagnolo's collection.

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    Il nostro "Ritratto" di questo numero è Simone D'U Il nostro "Ritratto" di questo numero è Simone D'Urbino, enfant prodige del telaismo e titolare del marchio Masi. 

L'abbiamo intervistato in una lunga, schietta e interessante chiacchierata nell'officina sotto le curve del Vigorelli, in cui è di recente rientrato, laddove il grande Faliero ha gettato le basi del mito.

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--

Our ‘Portrait’ in this issue is Simone D'Urbino, enfant prodige of frame building and owner of the Masi brand. 

We interviewed him in a long, candid and interesting chat in the workshop under the curves of the Vigorelli, where he recently returned, where the great Faliero laid the foundations of the legend.

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    Celebriamo oggi la Giornata Internazionale della D Celebriamo oggi la Giornata Internazionale della Donna, ricorrenza che sostiene l'importanza della parità, della tutela e dei diritti in ogni ambito.

Pioniere di tutto questo sono state le donne in bicicletta, vere anticonformiste pronte a sfidare le convenzioni sociali per affermare il proprio diritto a pedalare.

Qui una copertina di "Figarò Illustré" del settembre 1893, rivoluzionaria per l'epoca e per lo scandalo che davano le donne in bicicletta con i pantaloni (detti "bloomer").
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Da ricordare quella volta che si candidò alle elezioni ma la gente votò Bartali! (in foto)

Ce ne parla Marco Pasquini su BE75 in edicola adesso.

Buona domenica!

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Vincenzo Torriani was the face and patron of the Giro d'Italia for 40 years. A larger-than-life figure, he guided the pink race through the streets of the entire country.

We remember when he ran for election but the people voted for Bartali! (in photo)

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Épopée Sutter 8

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Ciclostoriche di Lombardia 10

Giro delle Regioni 11

Events calendar 12

PORTRAITS

Simone D'Urbino 14

ROUTES

La Vignastorica 18

Cover Story: COLNAGO OVAL CX 1982 22

BICYCLES

Maino Tipo E Balloon 1930 28

Bianchi D1 Pista 1902 32

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La Française Diamant 1901 48

Cunningham CC Proto 1979 54

Vedovati Fiorelli Germanvox 1969 60

PEOPLE

Runaway Words: Llega el Maravilla 64

José Manuel Fuente 66

Pietro Chesi 73

Vincenzo Torriani 74

The Monument Classics 78

Isidoro Bergaglio 81

VELOCULTURE

Ido Erani 82

Books 85

Velodrom Favorit Brno 1889 86

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Se volete segnalare il vostro evento, scrivete a info@eventbike.it
    JOSE' MANUEL FUENTE, "EL TARANGU" Lo chiamavano " JOSE' MANUEL FUENTE, "EL TARANGU"

Lo chiamavano "El Tarangu", un intraducibile termine in dialetto asturiano che significava grosso modo "il garzone", "l'uomo di fatica", ma anche "l'imprevedibile". Manuel José Fuente era così: uno scalatore indomito e illeggibile che, nella sua breve carriera, ha fatto tremare i più grandi, compreso Eddy Merckx.

Ce lo racconta Alessio Stefano Berti su BE75 adesso in edicola.

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They called him ‘El Tarangu’, an untranslatable term in Asturian dialect that roughly meant ‘the lad’, ‘the labourer’, but also ‘the unpredictable one’. Manuel José Fuente was just that: an indomitable and unpredictable climber who, in his short career, made the greatest riders tremble, including Eddy Merckx.

Alessio Stefano Berti tells us all about him in BE75, now on Amazon worldwide.

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    La Cunningham CC Proto del 1979 è un concentrato d La Cunningham CC Proto del 1979 è un concentrato di avanguardia non solo per il settore delle mountain bike ma per la bicicletta in generale, come dimostrano accorgimenti ideati da Charlie Cunningham (in foto) decenni prima.

Ve l'abbiamo raccontata su BE75 grazie al contributo di Joe Breeze, una leggenda della mountain bike, e del @marinmuseumofbicycling. Grazie anche a Charlie Sedlock, per le foto che ci ha concesso, e al nostro Fausto Delmonte , profondo conoscitore del settore.

Una bicicletta importante che meriterebbe una copertina variant della nostra rivista, e forse la faremo!

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The 1979 Cunningham CC Proto is a cutting-edge model not only for the mountain bike sector but for bicycles in general, as demonstrated by the features designed by Charlie Cunningham (pictured) decades earlier.

We told you about it on BE75 thanks to the contribution of Joe Breeze, a mountain biking legend, and the @marinmuseumofbicycling. Thanks also to Charlie Sedlock for the photos he provided us with, and to our own Fausto Delmonte, an expert in the field.

This is an important bicycle that deserves a variant cover of our magazine, and perhaps we will do just that!

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    La Colnago Oval CX del 1982 è la biciclette protag La Colnago Oval CX del 1982 è la biciclette protagonista dell'articolo di copertina di BE75, adesso in edicola in italiano e disponibile per l'acquisto su Amazon in tutto il mondo e in inglese, sempre in formato cartaceo.

Foto e collezione di Michele Lozza (@thebikeplace ) con il contributo di Alessandro Turci (Alessandro Turci ).

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The 1982 Colnago Oval CX is the bicycle featured on the cover of BE75, now on newsstands in Italian and available for purchase on Amazon worldwide in English, also in print format.

Photos and collection by Michele Lozza (@thebikeplace) with the contribution of Alessandro Turci (Alessandro Turci).

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