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Bianchi Superba 33/34

diFilippo Marazia
in Le Biciclette
Tempo di lettura: 5 minuti
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Quante volte ci è capitato di sentir dire: «Possiedo il tuo stesso modello, una Bianchi Superba del 1933/34», per poi scoprire che c’erano delle differenze?

Ebbene, in questo particolare e ristrettissimo lasso di tempo ci sono tanti piccoli/grandi dettagli che, grazie a questo articolo, ci faranno conoscere questo modello tanto apprezzato dai collezionisti. La Bianchi Superba compare per la prima volta sui cataloghi della casa milanese nel 1934 [foto 1]. “Modello Gran Lusso”, viene descritto, e il suo prezzo di vendita è di lire 445, ben 100 lire in più del più conosciuto modello “Viaggio Lusso” Real, introdotto nel 1932.

Nonostante la sua comparsa in catalogo avvenga nel 1934, come detto, la prima produzione risale già al 1933 [foto 2]. In contemporanea all’introduzione di questo modello, assistiamo all’adozione della cromatura (che soppianta la nichelatura) su tutti i modelli Bianchi Gran Lusso. Nel 1933 la Superba risente ancora di geometrie e caratteristiche (telaistiche e non solo) tipiche dei modelli di fine Anni ’20. La prima cosa che notiamo negli esemplari del 1933 è l’utilizzo della misura di ruote 28×1-3/8 [foto 3], misura che ha caratterizzato tutti i modelli da viaggio degli anni precedenti e non solo per Bianchi.

Altra importante caratteristica della Superba del 1933 è il “patacchino” che chiude la pipa del manubrio: è infatti uguale a quello utilizzato sulla Real, smaltato con sfondo rosso e con scritta “BIANCHI · MILANO” [foto 4]. Questo fregio viene utilizzato anche sul modello Sublime (la Superba con ruota da 26”) e sostituisce, solo nel 1933, quello con l’aquila su sfondo blu. Nel 1933 il carter utilizzato è di tipo tubolare non scomponibile, con tappetto di spurgo olio in basso [foto 5], già visto all’inizio degli Anni ’30 sui modelli Z e R (Super a freni interni), con la differenza che il padellino è di tipo senza sportellino d’ispezione. Il codino, inoltre, ha il cosiddetto taglio a ¾ e si differenzia dal codino a “taglio diritto” che ha caratterizzato gli anni precedenti. Questo tipo di codino verrà utilizzato negli anni seguenti su tutti i modelli Gran Lusso (fino al 1935) e su tutti i modelli a freni interni (fino al 1942).

Novità importante per quanto riguarda i carter della Superba è l’assenza della costa cromata lungo tutto il bordo. Vi è tuttavia un doppio rigo di cromatura sul padellino.

ANNO PER ANNO

Continuiamo l’analisi del modello del 1933. I parafanghi montati sono i classici “a schiena d’asino”, già largamente visti in passato, seppure con piccole differenze, su quasi tutti i modelli Bianchi. Essi continuano ad avere il frangiacqua (o gocciolatoio) alle estremità [foto 6] e un ponticello con ogive fisse [foto 7]. Le astine si agganciano ai mozzi come sui modelli Viaggio.

Terminiamo l’analisi facendo notare che, solo per l’anno 1933, i pistoncini dei freni sono dotati di un inserto in bachelite di colore rosso [foto 8]. Successivamente questo particolare verrà sostituito con il colore nero. Ci spostiamo virtualmente nell’anno 1934, dove la Superba rispecchia tutto quello che raffigura il catalogo [foto 9]: la prima cosa che risalta è il cambio di misura delle ruote, che diventano delle 28×1-5/8 [foto 10] soppiantando le 28×1-3/8 ormai obsolete. Questa modifica fa sì che alla vista il mezzo risulti più allungato e meno imponente. Come possiamo notare, i parafanghi rimangono i classici “a schiena d’asino” con frangiacqua e ponticelli a ogive fisse [foto 11].

A differenza del modello del 1933 i pistoncini dei freni abbandonano l’inserto in bachelite rossa, sostituito da quello nero [foto 12]. Il carter rimane pressoché invariato, con l’aggiunta significativa della costa esterna cromata e di un disco cromato nel padellino, che continua a essere senza sportellino d’ispezione. Sempre presente, invece, il tappetto di spurgo dell’olio posto nella parte anteriore in basso. [foto 13]

Come anticipato, dal 1934 il patacchino manubrio utilizzato è il famoso disegno dell’aquila sabauda su sfondo blu [foto 14], molto simile a quello adottato in precedenza su Bianchi Z (1929-1932) e identico a Bianchi Sabina (1933-1938).

NUOVA DOTAZIONE

In linea di massima possiamo sostenere che questa configurazione caratterizzerà tutti i modelli prodotti nella prima metà del 1934. Successivamente, e per tutto il 1935, la Superba adotterà una nuova esclusiva dotazione [foto 15]. Partiamo con l’analisi soffermandoci sul particolare più vistoso (e più fragile): viene abbandonato il parafango “a schiena d’asino” e adottato il nuovo con profilo “a parentesi graffa”. Continuano a essere utilizzati i classici ponticelli con ogiva fissa e frangiacqua terminali [foto 16]. Questi parafanghi caratterizzeranno un altro modello di casa Bianchi, la tanto ambita Bianchi Super “Bandierina”. Soffermiamo il nostro sguardo sul carter: esso è il medesimo utilizzato in passato ma differisce dal padellino, che questa volta è totalmente piatto, senza rilievi o dischetti cromati, e adotta lo sportellino d’ispezione [foto 17]. La misura delle ruote rimane invariata: 28×1-5/8 [foto 18].

Punto in comune di tutte e tre le varianti sono sicuramente i pedali di tipo a “trombetta” con incisione in corsivo e 4 gommini “B” per ognuno [foto 19]. La sella è una Bianchi di produzione Aquila, in lamina di cuoio e telaio a riccioli [foto 20], il manubrio ha le leve freno in acciaio e le manopole in due pezzi “a botte” [foto 21]. A questo punto si può capire come modelli cronologicamente vicini dello stesso tipo di bicicletta avessero in effetti tante piccole differenze. Siete proprio sicuri, quindi, di avere una Bianchi Superba uguale a un’altra? Adesso potete verificarlo!


Trova le differenze

Soffermando la nostra analisi solo sul modello Superba, possiamo così schematizzare le varie configurazioni in tre evoluzioni successive:

1933

  • Ruote 28×1-3/8
  • Parafanghi “a schiena d’asino”
  • Carter senza costa cromata
  • Padellino carter con bordino e righino cromato
  • Inserti in bachelite rossa per la freneria
  • Patacchino manubrio su sfondo rosso

Prima metà del 1934

  • Ruote 28×1-5/8
  • Parafanghi “a schiena d’asino”
  • Carter con costa cromata
  • Padellino carter con bordino e dischetto cromato
  • Inserti in bachelite nera per la freneria
  • Patacchino manubrio con aquila su sfondo blu

Seconda metà del 1934

  • Ruote 28×1-5/8
  • Parafanghi “a parentesi graffa”
  • Carter con costa cromata
  • Padellino carter piatto con sportellino d’ispezione
  • Inserti in bachelite nera per la freneria
  • Patacchino manubrio con aquila su sfondo blu

 

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Tag: anni 30BE56bianchipasseggiosuperba

Filippo Marazia

«Le salite hanno strade strette e conducono là dove la vita è un po’ incredula» - Gianluca Favetto

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