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Berga Modello B 1950

Un sogno da pista con una grande cura nei dettagli

di Redazione
29 Marzo 2024
in News
Tempo di lettura: 3 minuti
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Biciclette d'Epoca

La rivista dedicata alla storia del ciclismo e della bicicletta ogni tre mesi in edicola e online

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Nella sua storia industriale centenaria il marchio Berga – di cui abbiamo iniziato a parlare su BE62 – impostò la produzione prevalentemente sulle bici R da viaggio, poiché nella sonnolenta pianura vicentina i volumi di vendita di questi modelli erano più che discreti.

La passione di Antonio Paulon per il mondo corse, però, fece sì che una parte della produzione fosse rivolta alle bici da corsa, che erano comunque di ottima fattura e riccamente equipaggiate, vista anche la stretta collaborazione con Tullio Campagnolo e la sua azienda, colosso vicentino della componentistica per biciclette.

La voglia di corse indusse Paulon a essere fra i promotori del Veloce Club Vicenza, un’associazione dilettantistica che vide passare fra le sue fila fior fiore di atleti che si distinsero in seguito fra i professionisti. La Berga ebbe in contemporanea anche una propria squadra corse di giovani atleti, che costituirono il vivaio del Veloce Club. Questi ciclisti testavano, in gara e in allenamento, i nuovi prototipi della componentistica Campagnolo prima che fossero immessi sul mercato. Tutto questo fervore sportivo venne dedicato in maniera preponderante alle corse su strada, che vide il suo culmine nel Trofeo Berga, una sorta di Campionato Triveneto Dilettanti.

L’attività su pista era molto limitata, poiché nella provincia di Vicenza i velodromi scarseggiavano. L’unico era il Mercante di Bassano, a cui faceva concorrenza a Padova il mitico Monti. In epoca più recente si aggiunse il piccolo velodromo della famiglia industriale Mainetti, costruito a fianco della ditta nel paese di Castelgomberto, nella vallata dell’Agno. Per tale motivo la produzione di bici da pista fu molto scarsa in casa Berga, e fatta soprattutto su ordinazione per gli atleti delle due squadre sopra menzionate. Le qualità costruttive del prodotto, comunque, erano di eccellenza unica nella sua artigianalità.

FATTA SU MISURA

La bici presentata è un Modello B – come Berga – da pista. Attualmente, consultando collezionisti locali e nazionali e le testimonianze degli eredi della famiglia Paulon, questo velocipede è l’unica pista Berga ancora esistente, almeno tra le Berga note. Stupiscono le eccellenti condizioni dello stato di conservazione in cui è stata ritrovata. La bici possiede le sue colorazioni originali con eleganti decorazioni e decalcomanie ricercate, che comprendono quella del rivenditore di riferimento e quella delle tubazioni rinforzate da corsa Columbus.

Il telaio, leggero per l’epoca, tiratissimo, quasi a rompersi con lo sguardo, presenta delle congiunzioni con le caratteristiche “unghie” nelle pendine dello snodo sella, tipiche dei telai Berga Corse degli Anni ’50, che ricordano molto quelli della più blasonata Frejus.    

I mozzi delle ruote sono Gran Sport Campagnolo Pista, non presenti nei cataloghi ufficiali del mitico Tullio, mentre i cerchi sono sorprendentemente per copertoni e non per tubolare. A questo proposito si segnala che all’epoca, in squadra corse, venivano fornite due coppie di ruote, una da pista con tubolari per le gare in velodromo e una con copertoni per allenamento a scatto fisso su strada, da usare principalmente dietro motori, vista appunto la carenza di velodromi.

La bici presenta una guarnitura di pregevole fattura non marchiata con movimento centrale Magistroni a perno forato. I pedali sono Lyotard e la serie sterzo è Gnutti. Il manubrio è in acciaio, non marchiato, in pezzo unico, e ciò fa pensare che questa bici fosse stata pensata e realizzata più per le corse contro il tempo, tipo inseguimento o quartetto, che per la velocità, in quanto presenta una piega poco angolata verso il basso. Particolare la sella Italia, in cuoio, che adotta un profilo particolarmente stretto e filante, dedicata alla pista. Questa bici, dallo stile corsaiolo aggressivo e potente, nella sua conservazione fa pensare al suo parsimonioso utilizzo da parte di atleti attenti al pezzo pregiato che cavalcavano. Una Ferrari dell’epoca? Certo che sì, anche se artigianale e non con il blasone dei grandi marchi nazionali.


Collezione: Museo Bicicleria Vicenza Testo: Mario Cionfoli e Stefano Rigon Foto: Marta Rigon


Scheda tecnica

Marca: Cicli Berga

Modello: Modello B da pista

Anno: 1950

Telaio: in acciaio con tubazioni rinforzate Columbus

Mozzi: Campagnolo Gran Sport pista fuori catalogo

Movimento centrale: Magistroni a perno forato

Pedali: Lyotard

Serie sterzo: Gnutti

Sella: Italia in cuoio


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Tag: Anni 50BE63bergacorsa
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SPECIAL ISSUE 75 – MOUNTAIN BIKE EXTRA We are del SPECIAL ISSUE 75 – MOUNTAIN BIKE EXTRA

We are delighted to announce the release of our first-ever special issue featuring a ‘Variant’ cover.

This is a special edition of Vintage Bicycles 75 – the same issue you’ll find on newsstands or on Amazon featuring the Colnago Oval CX – but in this case, the cover showcases the 1979 Cunningham CC Proto. 

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BIANCHI D1 PISTA 1902 Una bicicletta "misteriosa" BIANCHI D1 PISTA 1902

Una bicicletta "misteriosa" che apre il dibattito sull'evoluzione e le scelte tecnologiche della Bianchi a inizio del Novecento. Ne parliamo su BE75 dalla collezione di @fogagnolomarcello .

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BIANCHI D1 TRACK 1902

A ‘mysterious’ bicycle that opens the debate on Bianchi's evolution and technological choices at the beginning of the 20th century. We discuss it on BE75 from Marcello Fogagnolo's collection.

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Il nostro "Ritratto" di questo numero è Simone D'U Il nostro "Ritratto" di questo numero è Simone D'Urbino, enfant prodige del telaismo e titolare del marchio Masi. 

L'abbiamo intervistato in una lunga, schietta e interessante chiacchierata nell'officina sotto le curve del Vigorelli, in cui è di recente rientrato, laddove il grande Faliero ha gettato le basi del mito.

Su BE75 in edicola adesso.

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Our ‘Portrait’ in this issue is Simone D'Urbino, enfant prodige of frame building and owner of the Masi brand. 

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Qui una copertina di "Figarò Illustré" del settembre 1893, rivoluzionaria per l'epoca e per lo scandalo che davano le donne in bicicletta con i pantaloni (detti "bloomer").
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PORTRAITS

Simone D'Urbino 14

ROUTES

La Vignastorica 18

Cover Story: COLNAGO OVAL CX 1982 22

BICYCLES

Maino Tipo E Balloon 1930 28

Bianchi D1 Pista 1902 32

King Corsa 1920s 36

Bianchi Super Extra 1946 40

Chesini Precision 1982 44

La Française Diamant 1901 48

Cunningham CC Proto 1979 54

Vedovati Fiorelli Germanvox 1969 60

PEOPLE

Runaway Words: Llega el Maravilla 64

José Manuel Fuente 66

Pietro Chesi 73

Vincenzo Torriani 74

The Monument Classics 78

Isidoro Bergaglio 81

VELOCULTURE

Ido Erani 82

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Cari amici, a grande richiesta torna sulle nostre Cari amici, a grande richiesta torna sulle nostre pagine il Calendario delle Ciclostoriche 2026, in collaborazione con @eventbike.

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JOSE' MANUEL FUENTE, "EL TARANGU" Lo chiamavano " JOSE' MANUEL FUENTE, "EL TARANGU"

Lo chiamavano "El Tarangu", un intraducibile termine in dialetto asturiano che significava grosso modo "il garzone", "l'uomo di fatica", ma anche "l'imprevedibile". Manuel José Fuente era così: uno scalatore indomito e illeggibile che, nella sua breve carriera, ha fatto tremare i più grandi, compreso Eddy Merckx.

Ce lo racconta Alessio Stefano Berti su BE75 adesso in edicola.

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They called him ‘El Tarangu’, an untranslatable term in Asturian dialect that roughly meant ‘the lad’, ‘the labourer’, but also ‘the unpredictable one’. Manuel José Fuente was just that: an indomitable and unpredictable climber who, in his short career, made the greatest riders tremble, including Eddy Merckx.

Alessio Stefano Berti tells us all about him in BE75, now on Amazon worldwide.

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La Cunningham CC Proto del 1979 è un concentrato d La Cunningham CC Proto del 1979 è un concentrato di avanguardia non solo per il settore delle mountain bike ma per la bicicletta in generale, come dimostrano accorgimenti ideati da Charlie Cunningham (in foto) decenni prima.

Ve l'abbiamo raccontata su BE75 grazie al contributo di Joe Breeze, una leggenda della mountain bike, e del @marinmuseumofbicycling. Grazie anche a Charlie Sedlock, per le foto che ci ha concesso, e al nostro Fausto Delmonte , profondo conoscitore del settore.

Una bicicletta importante che meriterebbe una copertina variant della nostra rivista, e forse la faremo!

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The 1979 Cunningham CC Proto is a cutting-edge model not only for the mountain bike sector but for bicycles in general, as demonstrated by the features designed by Charlie Cunningham (pictured) decades earlier.

We told you about it on BE75 thanks to the contribution of Joe Breeze, a mountain biking legend, and the @marinmuseumofbicycling. Thanks also to Charlie Sedlock for the photos he provided us with, and to our own Fausto Delmonte, an expert in the field.

This is an important bicycle that deserves a variant cover of our magazine, and perhaps we will do just that!

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ACQUISTA ADESSO UNA COPIA CARTACEA DI BE75
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La Colnago Oval CX del 1982 è la biciclette protag La Colnago Oval CX del 1982 è la biciclette protagonista dell'articolo di copertina di BE75, adesso in edicola in italiano e disponibile per l'acquisto su Amazon in tutto il mondo e in inglese, sempre in formato cartaceo.

Foto e collezione di Michele Lozza (@thebikeplace ) con il contributo di Alessandro Turci (Alessandro Turci ).

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The 1982 Colnago Oval CX is the bicycle featured on the cover of BE75, now on newsstands in Italian and available for purchase on Amazon worldwide in English, also in print format.

Photos and collection by Michele Lozza (@thebikeplace) with the contribution of Alessandro Turci (Alessandro Turci).

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