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Home News Le Biciclette

Bianchi RC 1978

L'elegantissima bici di De Muynck vincitrice del Giro

diRedazione
in Le Biciclette
Tempo di lettura: 5 minuti
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Come avete potuto leggere nelle pagine dedicate alle news, siamo stati molto felici di aver organizzato, quest’anno, il Concorso d’Eleganza per biciclette all’Eroica di Gaiole in Chianti.

Un’esperienza molto bella sotto diversi punti di vista, in primis quello di aver riunito tanti appassionati e di aver condiviso con loro la stessa passione. E un grandissimo appassionato è senza dubbio il collezionista e ciclostorico Carsten Rademacher, titolare di uno studio dentistico nei pressi di Dusseldorf, in Germania, soprannominato “Dottor Bianchi” per il suo grande amore per le biciclette azzurro sabaudo. È proprio il marchio italiano, infatti, il protagonista della collezione di Carsten, che all’Eroica ha portato due Bianchi da corsa vincendo – con il parere unanime di tutta la giuria – l’ambito premio “Best in Show” con la bellissima Bianchi Reparto Corse che vedete in queste pagine, la bicicletta che vinse il Giro d’Italia del 1978 con il corridore belga Johan De Muynck.

«Ho inziato ad avvicinarmi al mondo della bicicletta circa 10 anni fa grazie a un amico», ci racconta Carsten. «Vengo qui all’Eroica di Gaiole in Chianti dal 2013, non me ne sono persa un’edizione, ma anche nella vita di tutti i giorni uso la bicicletta per spostarmi: una passione che mi ha contagiato e che oggi posso dire mi abbia cambiato mia vita». La collezione di Carsten, di cui potete trovare diversi esemplari, oltre al qui presente, anche nelle schede del Registro Storico Cicli, è oggi incentrata su Bianchi, dopo un periodo in cui erano presenti anche altri marchi. «A un certo punto ho deciso che avrei raccolto solo biciclette Bianchi da corsa, e devo dire che oggi ho una collezione che rappresenta bene la storia di questo marchio», spiega Carsten. «Tra tutte, devo senz’altro dire che questa di De Muynck è la bicicletta più bella, quella che mi dà le emozioni più grandi anche se l’ho acquistata solo di recente».

UNA BICI, UNA STORIA

Questa Bianchi Reparto Corse del ’78, infatti, apparteneva a Piero Piazzalunga, leggendario meccanico che tra gli Anni ’60 e gli Anni ’90 ha curato le biciclette di diversi campioni, in particolare quelle di Felice Gimondi, scomparso il 16 agosto del 2020, a 90 anni e a un anno esatto dall’addio al campione di Sedrina. Tra i ciclisti che ha seguito ovviamente c’è stato anche Johan De Muynck, compagno di squadra di Gimondi e Knudsen alla Bianchi-Faema nel ’78 e nel ’79. «La bicicletta faceva parte di quelle che Piazzalunga aveva tenuto per sé insieme ad altri trofei», racconta Carsten. «Al di là degli aspetti tecnici, che la rendono un mezzo all’avanguardia della tecnica per quegli anni, la cosa che apprezzo di più è il carico di storia del ciclismo che si porta addosso, quel profumo di gare e trofei che solo le biciclette dei campioni sanno emanare».

E certamente De Muynck un campione lo è stato, anche se probabilmente meno di quanto avrebbe potuto a causa di un gravissimo incidente al Giro del Nord, quando era già una promessa del ciclismo, nel 1972. Rimasto per un anno lontano dall’attività, Johan tornò alle gare profondamente cambiato nel carattere, ancora più taciturno di prima e mostrando grandi fragilità emotive nelle situazioni di stress. Ciò non gli impedì di essere protagonista già al Giro del ’76, l’ultimo vinto da Gimondi, dove arrivò secondo per soli 19” dietro al bergamasco, battendo campioni come Roger De Vlaeminck, suo capitano alla Brooklyn, Eddy Merckx e Francesco Moser. Il belga si prese però la rivincita nel ’78, dominando il Giro e tenendo la maglia rosa dalla terza all’ultima tappa, lasciando al secondo posto proprio quel Gibì Baronchelli che – ironia della sorte – abbiamo incontrato sulla terrazza di Casa Eroica mentre fotografavamo la bici. «Insieme alla bicicletta ho anche acquistato la maglia rosa del ’78», conclude Carsten, «portando così a far parte della mia collezione un’accoppiata di cimeli di grande importanza storica».

Al di là degli aspetti sportivi, va detto che questa Bianchi Reparto Corse è un mezzo eccezionale e conservato in maniera perfetta. Come dicevamo, i giudici non hanno avuto nessun dubbio e si è capito da subito che una bicicletta di questo livello – soprattutto in un contesto come l’Eroica, dove a farla da padrone sono i modelli da corsa – avrebbe meritato il titolo di “Best in Show”. Il montaggio è quasi tutto Campagnolo Super Record mentre, come per le biciclette di Gimondi, il comparto manubrio è un mix tra un supporto 3TTT, pantografato Bianchi e una piega Cinelli con copertura in pelle bianca Almarc, tipica del Reparto Corse. Tra i dettagli unici il doppio portaborracce e i passacavi verniciati, oltre che il cannotto sella pantografato De Muynck, mentre i cerchi sono Mavic.

Affascinante ed elegante, questa Bianchi Reparto Corse del ’78 ha l’eccezionalità della vittoria, il pregio della tecnica, l’unicità della sua storia: una degnissima vincitrice che ha nobilitato il Concorso d’Eleganza a l’Eroica di Gaiole in Chianti 2021!


Collezione: Carsten Rademacher Si ringrazia: Michele Asciutti Foto: Guido P. Rubino


Scheda tecnica

Marca: Bianchi

Modello: Reparto Corse De Muynck

Anno: 1978

Telaio: acciaio

Supporto manubrio: 3TTT  pantografato Bianchi   

Piega manubrio: Cinelli con copertura Almarc in pelle bianca tipica del Reparto Corse

Sella: 3TTT Superleggera

Canotto sella: Campagnolo Super Record prima versione alleggerito da 27,2 mm

Freni: Campagnolo Super Record

Leve freno: Campagnolo Record iridate

Deragliatore posteriore: Campagnolo Super Record prima versione

Deragliatore anteriore: Campagnolo Record

Guarnitura: Campagnolo Super Record corone alleggerite dal RC

Cerchi: Mavic SSC anodizzazione assemblati dal RC

Mozzi: Campagnolo Super Record 

Sganci rapidi: Campagnolo Super Record 

Pedali: Campagnolo Record superleggeri


 

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Ciclostoriche di Lombardia 10

Giro delle Regioni 11

Events calendar 12

PORTRAITS

Simone D'Urbino 14

ROUTES

La Vignastorica 18

Cover Story: COLNAGO OVAL CX 1982 22

BICYCLES

Maino Tipo E Balloon 1930 28

Bianchi D1 Pista 1902 32

King Corsa 1920s 36

Bianchi Super Extra 1946 40

Chesini Precision 1982 44

La Française Diamant 1901 48

Cunningham CC Proto 1979 54

Vedovati Fiorelli Germanvox 1969 60

PEOPLE

Runaway Words: Llega el Maravilla 64

José Manuel Fuente 66

Pietro Chesi 73

Vincenzo Torriani 74

The Monument Classics 78

Isidoro Bergaglio 81

VELOCULTURE

Ido Erani 82

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    JOSE' MANUEL FUENTE, "EL TARANGU" Lo chiamavano " JOSE' MANUEL FUENTE, "EL TARANGU"

Lo chiamavano "El Tarangu", un intraducibile termine in dialetto asturiano che significava grosso modo "il garzone", "l'uomo di fatica", ma anche "l'imprevedibile". Manuel José Fuente era così: uno scalatore indomito e illeggibile che, nella sua breve carriera, ha fatto tremare i più grandi, compreso Eddy Merckx.

Ce lo racconta Alessio Stefano Berti su BE75 adesso in edicola.

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They called him ‘El Tarangu’, an untranslatable term in Asturian dialect that roughly meant ‘the lad’, ‘the labourer’, but also ‘the unpredictable one’. Manuel José Fuente was just that: an indomitable and unpredictable climber who, in his short career, made the greatest riders tremble, including Eddy Merckx.

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Ve l'abbiamo raccontata su BE75 grazie al contributo di Joe Breeze, una leggenda della mountain bike, e del @marinmuseumofbicycling. Grazie anche a Charlie Sedlock, per le foto che ci ha concesso, e al nostro Fausto Delmonte , profondo conoscitore del settore.

Una bicicletta importante che meriterebbe una copertina variant della nostra rivista, e forse la faremo!

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The 1979 Cunningham CC Proto is a cutting-edge model not only for the mountain bike sector but for bicycles in general, as demonstrated by the features designed by Charlie Cunningham (pictured) decades earlier.

We told you about it on BE75 thanks to the contribution of Joe Breeze, a mountain biking legend, and the @marinmuseumofbicycling. Thanks also to Charlie Sedlock for the photos he provided us with, and to our own Fausto Delmonte, an expert in the field.

This is an important bicycle that deserves a variant cover of our magazine, and perhaps we will do just that!

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Foto e collezione di Michele Lozza (@thebikeplace ) con il contributo di Alessandro Turci (Alessandro Turci ).

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