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Il calendario del GIDE 2024

Il Giro d’Italia d’Epoca presenta il programma al CONI e celebra i 100 anni della Corsa Rosa di Alfonsina Strada

di Redazione
7 Febbraio 2024
in News, Oggi come ieri
Tempo di lettura: 4 minuti
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Biciclette d'Epoca

La rivista dedicata alla storia del ciclismo e della bicicletta ogni tre mesi in edicola e online

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L’emozione pervade ogni angolo della sala, mentre gli occhi brillano di ammirazione e passione.

È il 27 gennaio e a Roma, al Comitato Olimpico Nazionale Italiano, si è tenuta la presentazione del Giro d’Italia d’Epoca. E questa celebrazione, questo viaggio nel tempo attraverso il ciclismo d’epoca è un atto di amore collettivo verso l’Italia e le sue meraviglie, un tributo alla storia e alla cultura che ci hanno resi ciò che siamo.

Dal 2019 l’associazione che fa capo al Giro d’Italia d’Epoca e che raccoglie nel suo insieme ben 14 tappe in tutta Italia (alle quali si aggiunge la tappa nella Repubblica di San Marino che si terrà in giugno), è guidata da Michela Moretti Girardengo e Gioia Bartali, rispettivamente pronipote e nipote dei grandi campioni del ciclismo, Costante Girardengo e Gino Bartali. E sono state proprio queste due donne che hanno ricordato la profonda importanza di custodire la memoria di questo sport come uno scudo contro l’oblio di quel prezioso bagaglio culturale e storico che rappresentano le imprese del ciclismo di un tempo.

Non si è potuto non raccontare della prima edizione del 1909, quando alle 2.35 del 13 maggio 127 coraggiosi ciclisti diedero il via al primo Giro d’Italia, evento che avrebbe segnato la storia del ciclismo. Questa epica corsa, questa memoria mai perduta è il cuore pulsante del Giro d’Italia d’Epoca. La lunga avventura a pedali nel 2024 si snoderà per 13 regioni dando vita a 14 tappe, attraversando lo stivale per 1500 chilometri di percorsi, in parte sterrati.

Il Giro d’Italia d’Epoca e Alfonsina Morini Strada

Il Giro d’Italia d’Epoca nel 2024 renderà omaggio ad Alfonsina Morini Strada che sin dagli albori del ‘900 dimostrò il suo talento eccezionale sulle due ruote, guadagnandosi il titolo di miglior ciclista italiana e stabilendo nel 1911 il record mondiale di velocità femminile a Moncalieri. La sua audacia la portò a sfidare i giganti del ciclismo maschile partecipando al Giro di Lombardia nel 1917 e nel 1918, dove si distinse accanto a nomi leggendari come Girardengo, Belloni e Pelissier. Nel 1924, nonostante le critiche e il maschilismo dilagante, Alfonsina ottenne il permesso di partecipare al Giro d’Italia maschile, una corsa estenuante di 3613 km suddivisi in 12 tappe, con una media di circa 300 km al giorno.

Nonostante non rientrasse nei tempi massimi, la sua impresa rimane un punto di riferimento nel ciclismo femminile, rendendola l’unica donna a competere al Giro d’Italia professionisti. Il suo impegno e la sua determinazione restano incisi nella memoria collettiva, dimostrando che la passione e il coraggio superano ogni ostacolo. Alfonsina Strada rimane un simbolo di coraggio, da celebrare e ricordare nelle generazioni future, un esempio di come la passione possa rompere le catene del conformismo e della discriminazione di genere.

Il Giro d’Italia d’Epoca e la sostenibilità ambientale

L’evento al CONI è stata l’occasione per ricordare anche l’importanza della sostenibilità ambientale. Attraverso il recupero e il restauro delle biciclette storiche, valorizzando l’economia della bicicletta, sottolineando i concetti di riuso, recupero e riciclo, promuovendo un modello di economia circolare che contribuisce a ridurre l’impatto ambientale e a preservare il nostro pianeta per le generazioni future.

“Quando penso al Giro d’Italia d’Epoca penso alla storia della bicicletta, che è la storia della nostra società che ha combattuto con sacrifici e sudore, è la storia dei nostri nonni che andavano a lavorare in bicicletta. Penso all’evoluzione della donna nella società, perché la bicicletta è stata il simbolo dell’emancipazione femminile. Il Giro d’Italia d’Epoca è tutto questo e non solo.” (Michela Moretti Girardengo)


Le tappe del Giro d’Italia d’Epoca 2024

  1. LA LASTRENSE 15-16-17 marzo 2024 – Lastra a Signa (FI)
  2. LA LAMBRUSTORICA 24 marzo 2024 – Novi di Modena (MO)
  3. LA 99 CURVE VINTAGE 4-5 maggio 2024 – San Vincenzo (LI)
  4. LA BAROCCA 18-19 maggio 2024 – Marina di Ragusa (RG)
  5. LA MATTA 1 giugno 2024 – Noci (BA)
  6. LA CANAVESANA 8-9 giugno 2024 – Torino
  7. LA TITANICA 15-16 giugno 2024 – San Marino (RSM)
  8. LA POLVEROSA 22-23 giugno 2024 – Monticelli Terme (PR)
  9. LA MITICA 28-29-30 giugno 2024 – Castellania Coppi (AL)
  10. LA SCALIGERA 24-25 agosto 2024 – Soave (VR)
  11. GIRO DELLA ROMAGNA 31 agosto-1 settembre 2024 Lugo di Romagna (RA)
  12. LA VISCONTEA 7-8 settembre 2024 – Rovescala loc. Luzzano (PV)
  13. LA FRANCESCANA 20-21-22 settembre 2024 – Foligno (PG)
  14. LA DIVINA 25-26-27 ottobre 2024 Cervia (RA)

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Tag: ciclostoricheGiro d'italia d'epoca
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PREOGAR 2WD 1995 L'avete mai vista una bicicletta PREOGAR 2WD 1995

L'avete mai vista una bicicletta a due ruote motrici? Tra il 1996 e il 1997 Subaru avviò una piccola produzione di soli 180 esemplari basata su un progetto precedente targato Progear nato alla fine degli Anni ‘80 dalla mente dell'austriaco Gunther Kappacher. Tutta la storia di questa MTB appartenente alla collezione di Paolo Carosini su BE76, in edicola fino al 30 luglio!

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Have you ever seen a two-wheel-drive bicycle? Between 1996 and 1997, Subaru launched a small production run of just 180 units based on an earlier Progear design conceived in the late 1980s by Austrian Gunther Kappacher. The full story of this MTB, part of Paolo Carosini’s collection, is featured in VB76, available on Amazon directly to your home!

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Pronti per il panel "Da Dreis a Coppi: breve stori Pronti per il panel "Da Dreis a Coppi: breve storia illustrata del ciclismo sportivo" alla Gran Fondo Fausto Coppi di Cuneo.

Giancarlo Brocci e Alfredo Azzini, ospiti del Museo del Ghisallo, commentano insieme al nostro direttore Alessandro Galli alcuni passaggi fondamentali nell'evoluzione ciclistica dalle origine a Coppi.
LABOR TANDEM PISTA 1906 Da un'epoca pionieristica LABOR TANDEM PISTA 1906

Da un'epoca pionieristica del ciclismo, un rarissimo capolavoro da pista con un particolare telaio a "doppio ponte". Dalla collezione di Mario Cionfoli.

Lo trovate solo su BE76 adesso in edicola.

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LABOR TANDEM PISTA 1906

From cycling’s pioneering era, an extremely rare track cycling masterpiece featuring a distinctive ‘double-bridge’ frame. From the collection of Mario Cionfoli.

You can find it exclusively in BE76, now on sale on Amazon Worldwide.

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CIMATTI CORSA 1951 Prima di dedicarsi ai ciclomot CIMATTI CORSA 1951

Prima di dedicarsi ai ciclomotori, lo storico marchio bolognese fondato da Marco Cimatti ha realizzato biciclette di grande pregio, come questo modello del 1951 a cavallo tra corsa e sport e con un cambio unico. Dalla collezione di Alvaro Abbili e con la collaborazione di @Nova Unione Velocipedistica Italiana.

Solo su BE76 adesso in edicola.

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CIMATTI CORSA 1951

Before turning its attention to mopeds, the historic Bolognese brand founded by Marco Cimatti produced bicycles of exceptional quality, such as this 1951 model, which straddled the line between racing and sport and featured a single-speed gearbox. From the collection of Alvaro Abbili, in collaboration with @Nova Unione Velocipedistica Italiana.

Exclusively in BE76, available now in paper edition.

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ARIEL SUPERB LIGHTWEITGH 1912 Famosa per le motoc ARIEL SUPERB LIGHTWEITGH 1912

Famosa per le motociclette, l'inglese Ariel ha però iniziato il proprio percorso produttivo con le biciclette. Ve lo raccontiamo grazie a questa Ariel Superb Lightweight del 1912 appartenente ad Ariel Atzori (nomen omen), grande culture del marchio, che mostra anche la particolarissima tecnologia Biflex dei foderi!

Solo su BE76 adesso in edicola.

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ARIEL SUPERB LIGHTWEIGHT 1912

Although famous for its motorcycles, the British firm Ariel actually began its manufacturing history with bicycles. We’ll tell you all about it thanks to this 1912 Ariel Superb Lightweight, owned by Ariel Atzori (a name that speaks for itself), a great connoisseur of the brand, which also showcases the highly distinctive Biflex technology of the chainstays!

Exclusively in BE76 available in paper edition worldwide!

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BICICLETTE D'EPOCA ED EROICA CELEBRANO I 10 ANNI D BICICLETTE D'EPOCA ED EROICA CELEBRANO I 10 ANNI DI EROICA MONTALCINO!

È un numero molto speciale quello che trovate in edicola in questi giorni! Girandolo, infatti, troverete uno speciale per celebrare i 10 anni di Eroica Montalcino, che andrà in scena il 31 maggio.

Una copertina dedicata e 8 pagine extra di voci, protagonisti e storia per festeggiare il primo decennio dell'Eroica di Primavera con tutte le sue bellissime strade bianche e i suoi paesaggi tra le strade del Brunello.

Una ragione in più per non perdere le 104 pagine di BE76, un numero unico adesso in edicola!

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VINTAGE BICYCLES AND EROICA CELEBRATE 10 YEARS OF EROICA MONTALCINO!

You’ll find a very special issue of Vintage Bicycles available now. In fact, if you flick through it, you’ll discover a special supplement to celebrate the 10th anniversary of Eroica Montalcino, which takes place on 31 May.

A dedicated cover and 8 extra pages of features, key figures and history to celebrate the first decade of the Spring Eroica, with all its beautiful white roads and landscapes amongst the Brunello vineyards.

All the more reason not to miss the 104 pages of BE76, a unique issue now on newsstands!

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UN BUSTO DI BOTTECCHIA AL GHISALLO Da ieri, al Mu UN BUSTO DI BOTTECCHIA AL GHISALLO

Da ieri, al Museo del Ghisallo, ente ormai iconico voluto da Fiorenzo Magni, che nel 2026 compie 20 anni, è presente anche un busto di Ottavio Bottecchia, il “Furlan de fer”, donato dall’autore stesso, Guido Merzliak, non solo scultore ma anche illustratore, vingettista, ecc. 

Merzialik ha testimoniato, visibilmente emozionato dal momento, la sua passione per “Botescià” e per il ciclismo eroico,  aiutato in questo dai racconti del giornalista e scrittore Claudio Gregori, firma storica del ciclismo. 

A scoprire il busto, il presidente del museo, Antonio Molteni, supportato dalla direttrice Carola Gentilini, curatori di questo luogo bellissimo che tutti gli amanti del ciclismo devono visitare.
ESTERMANN OLYMPIA 1980 Disegnata dal vento e dall ESTERMANN OLYMPIA 1980

Disegnata dal vento e dalla passione di Leogard Estermann, detto "Leo", questa bicicletta da pista realizzata in Svizzera, a Zurigo, è un capolavoro di tecnologia e di estetica che ha vinto la medaglia d'oro alle Olimpiadi di Mosca del 1980. Ve la racconta Michael Walser del Velomuseum Rehetobel di Appenzell Ausserrhoden (CH) con la collaborazione di Jonas Becker. Un articolo da non perdere!

SOLO SU BE76 IN EDICOLA ADESSO!

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ESTERMANN OLYMPIA 1980

Designed by Leogard Estermann, known as ‘Leo’, and inspired by the wind and his passion, this track bike, manufactured in Zurich, Switzerland, is a masterpiece of technology and aesthetics that won the gold medal at the 1980 Moscow Olympics. Michael Walser from the Velomuseum Rehetobel in Appenzell Ausserrhoden (CH) tells the story, with the collaboration of Jonas Becker. An article not to be missed!

ONLY IN BE76, AVAILABLE NOW WORLDWIDE!

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FRANCO CHIOCCOLI: LO CHIAMAVANO "COPPINO" Ci sono FRANCO CHIOCCOLI: LO CHIAMAVANO "COPPINO"

Ci sono campioni che dominano la scena sin dall'inizio della carriera e altri che ci arrivano con la maturità. È il caso di Franco Chioccioli, "Coppino" per la stampa e i tifosi, vincitore a 32 anni del Giro d'Italia del '91 con una strepitosa tappa sul Pordoi.

Ce lo racconta Marco Pasquini su Biciclette d'Epoca adesso in edicola.

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FRANCO CHIOCCOLI: THEY CALLED HIM ‘COPPINO’

Some champions dominate the scene right from the start of their careers, whilst others only reach their peak later on. This was certainly the case for Franco Chioccioli, known as ‘Coppino’ to the press and fans, who won the 1991 Giro d'Italia at the age of 32 with a sensational stage victory on the Pordoi.

Marco Pasquini tells the story in Biciclette d'Epoca, now on newsstands.

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BIANCHI SQUADRA CORSE "LEGGERISSIMO" COPPI 1949 Q BIANCHI SQUADRA CORSE "LEGGERISSIMO" COPPI 1949

Questa bicicletta è nata per scrivere nel mito. Per questo abbiamo voluta raccontarla dal punto di vista dell'evoluzione tecnologica con Paolo Amadori, da quello storico con Carlo Delfino e da quello puramente tecnico grazie a Michele Asciutti del Registro Storico Cicli.

Un approfondimento corposo che permette di capire le logiche della Squadra Corse Bianchi alla fine degli Anni '40, per una bicicletta che è stata la prima a montare il cambio Campagnolo "Tipo nuovo", che si sarebbe poi chiamato Parigi-Roubaix a partire dalla vittoria di Coppi alla Pascale del 1950.

Un grazie anche Carsten Rademarcher, proprietario di questa bicicletta, al fratello Dirk per le foto e a corsaclassic.com per il costante supporto.

Solo su BE76, disponibile adesso!

ADESSO IN EDICOLA!

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This bicycle was built to become a legend. That is why we wanted to explore it from the perspective of technological evolution with Paolo Amadori, from a historical perspective with Carlo Delfino, and from a purely technical perspective thanks to Michele Asciutti of the Registro Storico Cicli.

A comprehensive analysis that sheds light on the philosophy of the Bianchi Racing Team in the late 1940s, for a bicycle that was the first to feature the Campagnolo “Tipo nuovo” derailleur, which would later be named the Paris-Roubaix following Coppi’s victory at the 1950 Easter Classic.

Special thanks also to Carsten Rademarcher, owner of this bicycle, to his brother Dirk for the photos, and to corsaclassic.com for their constant support.

Exclusively on BE76, available now!

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VINTAGE BICYCLES 76 IS AVAILABLE WORLDWIDE ON AMAZ VINTAGE BICYCLES 76 IS AVAILABLE WORLDWIDE ON AMAZON!

Dear friends, we are finally ready with the English version of our magazine, ‘Vintage Bicycles 76’, available from today worldwide in print, available to buy on Amazon and ready to be delivered straight to your door.

The cover, which differs from the Italian edition, is dedicated to a stunning bicycle: the 1949 Bianchi Leggerissimo Squadra Corse, one of those made available to Fausto Coppi for 1950, on which he won his first and only Paris–Roubaix.

The very first bicycle ever to feature the Campagnolo ‘Tipo nuovo’ derailleur, which, following that victory, would come to be known as the ‘Paris-Roubaix’.

One of the many stories not to be missed on our pages!

Anyone who loves cycling and vintage bicycles simply must have ‘Vintage Bicycles’!

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150 ANNI DI UN MI-TO A partire dalla fine degli A 150 ANNI DI UN MI-TO

A partire dalla fine degli Anni '60 dell'Ottocento, le gare di velocipedi iniziano a diffondersi sempre di più, coinvolgendo i pochi temerari che già allora desideravano gareggiare con questi mezzi. 

La Milano-Torino, tenutasi per la prima volta nel 1876, è la più antica gara italiana ancora in essere, e la storia della sua affascinante genesi viene raccontata su BE76 da Alfredo Azzini, instancabile narratore delle origini della bicicletta.

EDIZIONE ITALIANA IN EDICOLA

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150 YEARS OF A LEGEND

Starting in the late 1860s, bicycle races began to gain popularity, drawing in the few daredevils who, even then, were eager to compete on these machines. 

The Milan-Turin race, held for the first time in 1876, is the oldest Italian race still in existence, and the story of its fascinating origins is told in BE76 by Alfredo Azzini, a tireless chronicler of the bicycle’s origins.

ENGLISH VERSION AVAILABLE SOON
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