domenica | 12 Aprile | 2026
ACQUISTA/BUY
Biciclette d'Epoca
SHOP
  • LE BICICLETTE
  • BICICULTURA
  • OGGI COME IERI
  • TUTORIAL
  • PERCORSI
  • |
  • CHI SIAMO
  • PARTNER
  • CONTATTI
  • PRIVACY
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • LE BICICLETTE
  • BICICULTURA
  • OGGI COME IERI
  • TUTORIAL
  • PERCORSI
  • |
  • CHI SIAMO
  • PARTNER
  • CONTATTI
  • PRIVACY
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Biciclette d'Epoca
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Home News Bicicultura

Vero o Falso?

Il ruolo della copia nel mondo del collezionismo d'epoca

di Mario Cionfoli
1 Dicembre 2019
in Bicicultura
Tempo di lettura: 6 minuti
A A
FacebookTwitterWhatsappTelegram

Biciclette d'Epoca

La rivista dedicata alla storia del ciclismo e della bicicletta ogni tre mesi in edicola e online

Copertina Biciclette d'Epoca Acquista/Abbonati

All’Accademia di Brera di Milano si è tenuta, dall’11 luglio al 3 agosto 2019, una mostra dal titolo: “A story that wasn’t”.

Una mostra che ha illustrato come quello che noi etichettiamo come “replica”, “copia”, “falso” sia invece fondamentale per raccontare la verità, l’originalità di un evento, di un oggetto, di un’opera d’arte. Recita la brochure della mostra: «Talvolta per comprendere un concetto è necessario scandagliarne l’opposto perché complementare. Basti pensare alla più semplice coppia di contrari: luce e buio, pieno e vuoto, vero e falso. Due facce della stessa medaglia. Il concetto di falso quindi permette di accedere alla verità, all’essenza delle cose».

Le repliche nell’arte

Molti artisti giocano sull’utilizzo dell’invenzione o la manipolazione come modo di definizione di realtà alternative o con l’intento di riportare in vita opere del passato che meritano la possibilità di essere fruite nuovamente. Frequente è ad esempio l’utilizzo del remake e del reenactment. Il primo è una pratica che riguarda soprattutto opere cinematografiche che nascono dalla copia o manipolazione di film e video originali. Il reenactment invece è una vera e propria ri-messa in scena di performance o azioni storiche o invenzione. La copia ha origini molto antiche. Nella cultura romana era una pratica comune “copiare” gli originali greci come fonte di continua ispirazione. Ciò ha garantito una sorta di immortalità alla produzione artistica tra le più floride del mondo occidentale, a cui ancor oggi gli artisti si ispirano e che altrimenti non avremmo mai potuto conoscere. Quindi la “copia” ha un valore non trascurabile nella diffusione del sapere. Non resta quindi che domandarci se sia più sensato concentrarci quindi sull’autore o sul messaggio che l’opera riesce a diffondere, anche se frutto di copia e/o manipolazione.

In fin dei conti potremmo paragonare il “falso”, o se usiamo un sostantivo più positivo come “replica” o “copia”, a una parabola del vero che ci permette attraverso la diffusione di un racconto, di un documento e/o di un oggetto riprodotto di poter far rivivere una verità storica ormai ritenuta cancellata. Queste repliche (opera dello stesso autore dell’originale) e/o copie (generica riproduzione di un autore diverso) possono quindi permettere a tutti noi contemporanei di assaporare, vedere, toccare una storia, un oggetto, un’opera d’arte, un documento che ai più risultava sconosciuto o  irraggiungibile.

E nel velocipedismo?

Ma quindi, se è così nell’arte perché questo concetto non può essere “passato” anche al mondo delle biciclette d’epoca, dove il dibattito fra gli addetti e gli appassionati sulle repliche o copie di velocipedi originali è a dir poco molto vivace e a volte foriero di tempestose discussioni? La questione non è banale. Come per le opere d’arte, anche nel campo del velocipedismo se queste copie o falsi d’autore vengono costruiti e realizzati a scopo fraudolento, imitando illegalmente marchi e modelli (vedi lo scandalo attualissimo dei falsi telai di bici di marchi prestigiosi fabbricati in Cina e poi venduti come originali) al fine di vendere la replica come originale garantito, si rientra nel Codice di Procedura Penale per aver commesso vari reati fra i quali la truffa e la contraffazione.

Per questo molte volte i concetti di finzione, copia e riproduzione sono elementi che hanno acquisito nella storia un’accezione negativa perché ricondotti a un intento ingannevole volto al guadagno facile e alla contraffazione di beni. Ma non è di questo “lato oscuro” che vogliamo parlare ma di come il mezzo storico utilizzi il “falso” – ovvero la copia – per rivitalizzare il suo “vero” originale in modo da far vivere e rivivere profonde emozioni e permettere a molti appassionati di avvicinarsi a bici e velocipedi rarissimi, costosissimi e a volte irraggiungibili. Un esempio lampante e molto vicino a noi è rappresentato dalle repliche delle bici di Giro e Tour del 1998 di Marco Pantani: chi si può permettere una bici del genere, a patto di trovarla?

Spunti che portano a riflettere sulla relatività del concetto di vero e falso e di conseguenza sulla illusione emotiva della storia stessa, e che senza dubbio saranno in grado di suscitare un vivace dibattito ben oltre queste pagine.

Biciclette riprodotte

Parlando di bici, ma soprattutto di repliche e/o copie di velò importanti originali, ci sono due esempi che vale la pena di fare: la celeberrima Draisina e la bici da corsa Labor Monobras. Due mezzi storici di anni ed epoche lontane fra loro ma che per storia, tecnologia e passione sono per certo tra gli esemplari più affascinati. Avere gli originali è pressoché impossibile, sia per la rarità sia per i costi proibitivi anche nel caso rarissimo che si riuscisse a trovarne. Come fare, quindi, ad avvicinarsi a questi sogni proibiti per poterli rendere reali e fruibili a un eventuale pubblico di appassionati e poterne raccontare le storie e vicessitudini? L’unica via è quella delle copie. Lo scriviamo dopo aver affrontato in passato questi due progetti, ovviamente essendoci fatti aiutare da un team di esperti, piccoli geni nella lavorazione dei materiali e nell’utilizzo di tecnologia ormai obsoleta che sono stati fondamentali per poter la realizzazione di queste riproduzioni.

Franco Brotto, amico da sempre, grande artista nella lavorazione del legno e molto attento e pignolo nella rielaborazione di dettagli e particolari, ci ha affiancato nella sfida di riprodurre la già citata Draisina, che com’è noto è considerata la prima bici della storia essendo stata progettata nel 1817 dal Barone Von Drais. Il primo passo da fare è stato la scelta del velocipede originale da replicare. Doveva essere una Draisina facile ed essenziale da riprodurre. La scelta è ricaduta sulla Draisina Boemia 1819,  il cui originale è esposto e conservato al West Bohemian Museum in Repubblica Ceca. Secondo passo: la scelta del legno. In questo caso abbiamo optato per il Fraxinus Ornus (frassino nazionale) di Valli del Pasubio, scelto per la sua caratteristica fibra diritta, la compattezza e la durezza e perché è un legno che flette per elasticità intrinseca senza spaccarsi. 35 giorni di lavoro duro e intenso – a volte anche notturno – fatto di foto consumate per mantenere il più possibile la vicinanza con il vero anche in termini di proporzioni. Sessioni di tagli di legno, calibrazioni, forgiature. Alla fine ecco la copia pronta! Una Draisina identica nelle dimensioni e particolarità costruttive all’originale pronta per essere fruibile ai più. Dal 2013 questo falso storico, sempre presentato come tale e mai come originale, è esposto nel Museo Bicicleria ed è stato presentato in numerosissime mostre ed eventi suscitando sempre grande interesse, clamore, emozione per la sua rarità e curiosità.

Il caso Monobras

La Labor Corsa Monobras è soprannominata “Bicicletta Fantasma” per la sua rarità assoluta. Uno o forse due gli esemplari originali conosciuti in tutta Europa. Vista personalmente per la prima e unica volta 9 anni fa a una mostra, passò di fronte agli occhi come una meteora. Si può considerare la bisnonna della più nota e modernissima Cannondale Lefty. Presentata al pubblico dalla ditta francese Labor nel lontano 1909, suscitò clamore inusitato per il suo originale telaio a “ponte ferroviario” orizzontale di rinforzo e per le sue innovazioni tecnologiche sorprendenti per l’epoca: forcella anteriore a monobraccio sinistro portante (monobras); forcella posteriore a monobraccio rinforzato destro portante con forcellino chiuso al mozzo posteriore; movimento centrale eccentrico per consentire di tendere o detendere la catena su un passo a scatto fisso a unico pignone; cerchi in legno per pneumatici dell’epoca. Peso di questa Formula Uno d’altri tempi: 9,1 kg! Pazzesco!

Chiamiamo Marcello, uomo saggio ed esperto, un genio dalle mani d’oro nella lavorazione dei metalli, grande appassionato del ciclismo d’epoca e grande cultore nel restauro conservativo e restaurativo e già autore di altre copie di bici famose del passato. Di fronte alla richiesta, conoscendo lui bene la bici, in dialetto con inflessione tipicamente veneziana ci dà del matto. Poi però richiama dopo qualche ora e dice: «Mario tu sei matto mai io più di te, dammi tempo, abbi pazienza e la facciamo». Un anno di lavoro certosino e minuzioso partendo da un telaio modello R italiano fine Anni ’20. Ma il risultato alla fine è a dir poco strepitoso. Come non chiamare “artista” Marcello, che a oltre 70 anni è in grado di riprodurre un gioiello simile in tutti i suoi particolari costruttivi?

Dal 2017 questa replica della Labor Monobras Corsa è sempre presenze nelle mostre e eventi organizzate dal Museo Bicicleria ed è uno dei velocipedi più ammirati e apprezzati. Viene presentata come “copia”, definizione che non è mai stata un elemento di debolezza e che non descrive certo un valore minore o secondario dell’oggetto ma un plusvalore, evidenziandone la difficoltà di riproduzione e la genialità di chi l’ha costruita. Alla gente interessa poter ammirare un oggetto altrimenti irraggiungibile e per molti mai esistito o visto.

In conclusione, mostrare dei “velocipedi copiati” permette di ripresentare un pezzo di storia e di parlare dei questi piccoli, grandi artisti che ancora oggi sono in ancora in grado di realizzarli. Ci sono delle storie da raccontare e da ascoltare, e le biciclette – originali o in copia –  servono proprio a questo. Il collezionismo può assumere una anche una forma privata, ovviamente, che però impedisce di trasmettere un messaggio potente. Quello che la bicicletta, con la storia sua e dei suoi corridori, esprime grandissimi valori positivi che oggi più che mai meritano di non essere dimenticati.

Biciclette d'Epoca

La rivista dedicata alla storia del ciclismo e della bicicletta ogni tre mesi in edicola e online

Copertina Biciclette d'Epoca Acquista/Abbonati
Tag: BE40
CondividiTweetInviaCondividi
Articolo precedente

Maino Superlusso ’36

Prossimo articolo

UMBERTO DEI

Mario Cionfoli

Correlati Articoli

Bicicultura

La nuova edizione del Bicicletterario rispetta la terra

Bicicultura

Paris Brest et retour – Parte I

Bicicultura

Tutti eleganti a Eroica 2024

Bicicultura

L’effimera Turinga

Bicicultura

Camillo Olivetti e la bicicletta

Bicicultura

Scarica gratuitamente il PDF del libro “Uomini forti, uomini fragili, su strade maledette”

Prossimo articolo

UMBERTO DEI

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Biciclette d'Epoca

La rivista dedicata alla storia del ciclismo e della bicicletta ogni tre mesi in edicola e online

Copertina Biciclette d'Epoca Acquista/Abbonati

I PIÙ VISTI

Plugin Install : Popular Post Widget need JNews - View Counter to be installed

SEGUICI SU INSTAGRAM

bicicletteepoca

SPECIAL ISSUE 75 – MOUNTAIN BIKE EXTRA We are del SPECIAL ISSUE 75 – MOUNTAIN BIKE EXTRA

We are delighted to announce the release of our first-ever special issue featuring a ‘Variant’ cover.

This is a special edition of Vintage Bicycles 75 – the same issue you’ll find on newsstands or on Amazon featuring the Colnago Oval CX – but in this case, the cover showcases the 1979 Cunningham CC Proto. 

It is a tribute we wanted to pay to this hugely significant bicycle and to the article produced in collaboration with the Marin Museum and MTB legend Joe Breeze.

But that’s not all: to make this issue even more special, we’ve added a full 16 extra pages dedicated to iconic MTBs of the past: the 1985 Ritchey Team Comp, the 1990 Rauler, the Breezer Lightning and the 1996 AMP B4, masterfully described by our very own Fausto Delmonte.

A collector’s edition that we hope will appeal to the many enthusiasts of the ever-fascinating world of vintage MTBs!

NOW AVAILABLE IN ENGLISH ONLY AND EXCLUSIVELY ON AMAZON: LINK IN BIO TO PURCHASE
BIANCHI D1 PISTA 1902 Una bicicletta "misteriosa" BIANCHI D1 PISTA 1902

Una bicicletta "misteriosa" che apre il dibattito sull'evoluzione e le scelte tecnologiche della Bianchi a inizio del Novecento. Ne parliamo su BE75 dalla collezione di @fogagnolomarcello .

--- 

BIANCHI D1 TRACK 1902

A ‘mysterious’ bicycle that opens the debate on Bianchi's evolution and technological choices at the beginning of the 20th century. We discuss it on BE75 from Marcello Fogagnolo's collection.

ACQUISTA/BUY BE75:https://linktr.ee/biciclettedepoca
Il nostro "Ritratto" di questo numero è Simone D'U Il nostro "Ritratto" di questo numero è Simone D'Urbino, enfant prodige del telaismo e titolare del marchio Masi. 

L'abbiamo intervistato in una lunga, schietta e interessante chiacchierata nell'officina sotto le curve del Vigorelli, in cui è di recente rientrato, laddove il grande Faliero ha gettato le basi del mito.

Su BE75 in edicola adesso.

--

Our ‘Portrait’ in this issue is Simone D'Urbino, enfant prodige of frame building and owner of the Masi brand. 

We interviewed him in a long, candid and interesting chat in the workshop under the curves of the Vigorelli, where he recently returned, where the great Faliero laid the foundations of the legend.

On BE75, available now.

ACQUISTA/BUY: LINK IN BIO
Celebriamo oggi la Giornata Internazionale della D Celebriamo oggi la Giornata Internazionale della Donna, ricorrenza che sostiene l'importanza della parità, della tutela e dei diritti in ogni ambito.

Pioniere di tutto questo sono state le donne in bicicletta, vere anticonformiste pronte a sfidare le convenzioni sociali per affermare il proprio diritto a pedalare.

Qui una copertina di "Figarò Illustré" del settembre 1893, rivoluzionaria per l'epoca e per lo scandalo che davano le donne in bicicletta con i pantaloni (detti "bloomer").
Vincenzo Torriani è stato per 40 anni l'immagine e Vincenzo Torriani è stato per 40 anni l'immagine e il patron del Giro d'Italia. Una figura gigantesca che ha guidato la corsa rosa attraverso le strade di tutto il Paese.

Da ricordare quella volta che si candidò alle elezioni ma la gente votò Bartali! (in foto)

Ce ne parla Marco Pasquini su BE75 in edicola adesso.

Buona domenica!

--

Vincenzo Torriani was the face and patron of the Giro d'Italia for 40 years. A larger-than-life figure, he guided the pink race through the streets of the entire country.

We remember when he ran for election but the people voted for Bartali! (in photo)

Marco Pasquini tells us about it in BE75, now on newsstands.

Have a nice Sunday!

LINK IN BIO PER ACQUISTARE/TO PURCHASE
Biciclette d'Epoca: una sola rivista, quattro vers Biciclette d'Epoca: una sola rivista, quattro versioni in lingue differenti per parlare agli appassionati di tutto il mondo. Scopri le opzioni di acquisto!

--

Vintage Bicycles: one magazine, four versions in different languages to appeal to enthusiasts around the world. Discover the purchase options!

--

Vintage Fahrräder: eine einzige Zeitschrift, vier Sprachversionen, um Fans auf der ganzen Welt anzusprechen. Entdecken Sie die Kaufoptionen!

--
Vélos d'Époque: un seul magazine, quatre versions dans différentes langues pour s'adresser aux passionnés du monde entier. Découvrez les options d'achat!

LINK IN BIO
Versione italiana e inglese di Biciclette d'Epoca Versione italiana e inglese di Biciclette d'Epoca 75 disponibili adesso!

---

Versione italiana e inglese di Biciclette d'Epoca 75 disponibili adesso!

ACQUISTA ORA/BUY NOW:

LINK IN BIO
VINTAGE BICYCLES IS AVAILABLE NOW WORLDWIDE Click VINTAGE BICYCLES IS AVAILABLE NOW WORLDWIDE

Click and purchase your paper copy of English version of our magazie.

Table of contents:

IN THIS ISSUE

VINTAGE WORLD

Eroica News 2

AVI 4

NUVI 5

RSC 6

VCC 7

Épopée Sutter 8

Giro d'Italia d'Epoca 9

Ciclostoriche di Lombardia 10

Giro delle Regioni 11

Events calendar 12

PORTRAITS

Simone D'Urbino 14

ROUTES

La Vignastorica 18

Cover Story: COLNAGO OVAL CX 1982 22

BICYCLES

Maino Tipo E Balloon 1930 28

Bianchi D1 Pista 1902 32

King Corsa 1920s 36

Bianchi Super Extra 1946 40

Chesini Precision 1982 44

La Française Diamant 1901 48

Cunningham CC Proto 1979 54

Vedovati Fiorelli Germanvox 1969 60

PEOPLE

Runaway Words: Llega el Maravilla 64

José Manuel Fuente 66

Pietro Chesi 73

Vincenzo Torriani 74

The Monument Classics 78

Isidoro Bergaglio 81

VELOCULTURE

Ido Erani 82

Books 85

Velodrom Favorit Brno 1889 86

The origins of racing - part 2 90

Don't miss it!

CLICK HERE TO BUY

https://linktr.ee/biciclettedepoca
Cari amici, a grande richiesta torna sulle nostre Cari amici, a grande richiesta torna sulle nostre pagine il Calendario delle Ciclostoriche 2026, in collaborazione con @eventbike.

Tutti gli appuntamenti dell'anno per non perderne nemmeno uno.

Lo trovate su BE75 in edicola adesso e sul nostro sito a questo indirizzo:

https://biciclettedepoca.net/news/il-calendario-delle-ciclostoriche-2026/

Se volete segnalare il vostro evento, scrivete a info@eventbike.it
JOSE' MANUEL FUENTE, "EL TARANGU" Lo chiamavano " JOSE' MANUEL FUENTE, "EL TARANGU"

Lo chiamavano "El Tarangu", un intraducibile termine in dialetto asturiano che significava grosso modo "il garzone", "l'uomo di fatica", ma anche "l'imprevedibile". Manuel José Fuente era così: uno scalatore indomito e illeggibile che, nella sua breve carriera, ha fatto tremare i più grandi, compreso Eddy Merckx.

Ce lo racconta Alessio Stefano Berti su BE75 adesso in edicola.

---

They called him ‘El Tarangu’, an untranslatable term in Asturian dialect that roughly meant ‘the lad’, ‘the labourer’, but also ‘the unpredictable one’. Manuel José Fuente was just that: an indomitable and unpredictable climber who, in his short career, made the greatest riders tremble, including Eddy Merckx.

Alessio Stefano Berti tells us all about him in BE75, now on Amazon worldwide.

---

ACQUISTA ORA/BUY NOW:

https://linktr.ee/biciclettedepoca
La Cunningham CC Proto del 1979 è un concentrato d La Cunningham CC Proto del 1979 è un concentrato di avanguardia non solo per il settore delle mountain bike ma per la bicicletta in generale, come dimostrano accorgimenti ideati da Charlie Cunningham (in foto) decenni prima.

Ve l'abbiamo raccontata su BE75 grazie al contributo di Joe Breeze, una leggenda della mountain bike, e del @marinmuseumofbicycling. Grazie anche a Charlie Sedlock, per le foto che ci ha concesso, e al nostro Fausto Delmonte , profondo conoscitore del settore.

Una bicicletta importante che meriterebbe una copertina variant della nostra rivista, e forse la faremo!

---

The 1979 Cunningham CC Proto is a cutting-edge model not only for the mountain bike sector but for bicycles in general, as demonstrated by the features designed by Charlie Cunningham (pictured) decades earlier.

We told you about it on BE75 thanks to the contribution of Joe Breeze, a mountain biking legend, and the @marinmuseumofbicycling. Thanks also to Charlie Sedlock for the photos he provided us with, and to our own Fausto Delmonte, an expert in the field.

This is an important bicycle that deserves a variant cover of our magazine, and perhaps we will do just that!

---

ACQUISTA ADESSO UNA COPIA CARTACEA DI BE75
BUY A PRINTED COPY OF BE75 NOW

https://linktr.ee/biciclettedepoca
La Colnago Oval CX del 1982 è la biciclette protag La Colnago Oval CX del 1982 è la biciclette protagonista dell'articolo di copertina di BE75, adesso in edicola in italiano e disponibile per l'acquisto su Amazon in tutto il mondo e in inglese, sempre in formato cartaceo.

Foto e collezione di Michele Lozza (@thebikeplace ) con il contributo di Alessandro Turci (Alessandro Turci ).

---

The 1982 Colnago Oval CX is the bicycle featured on the cover of BE75, now on newsstands in Italian and available for purchase on Amazon worldwide in English, also in print format.

Photos and collection by Michele Lozza (@thebikeplace) with the contribution of Alessandro Turci (Alessandro Turci).

---

ACQUISTA ORA/BUY NOW:

https://linktr.ee/biciclettedepoca
Segui su Instagram

CHI SIAMO

Dal 2013 il magazine di riferimento per il ciclismo storico per pedalare insieme sulle strade della storia in Italia e nel mondo.

ABBONATI

Non perdere nessun numero della nostra rivista bimestrale e abbonati a prezzo scontato a Biciclette d'Epoca.

CONTATTI

  • Per sottoporre un articolo o una bicicletta: info@biciclettedepoca.net
  • Per iniziative pubblicitarie: pubblicita@sprea.it

Media partner:

Contributor:

© 2008-2023 Copyright © Sprea S.p.A.
P.IVA: 12770820152. Tutti i diritti riservati

  • LE BICICLETTE
  • BICICULTURA
  • OGGI COME IERI
  • TUTORIAL
  • PERCORSI
  • |
  • CHI SIAMO
  • PARTNER
  • CONTATTI
  • PRIVACY

Biciclette d’epoca, registrata al tribunale di Milano il 19/12/2005 con il numero 970. ISSN: 2282-1902.
Autorizzazione ROC n° 6282 del 29/08/2001.
Direttore responsabile: Luca Sprea

Gestisci Consenso
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Visualizza le preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • LE BICICLETTE
  • BICICULTURA
  • OGGI COME IERI
  • TUTORIAL
  • PERCORSI
  • |
  • CHI SIAMO
  • PARTNER
  • CONTATTI
  • PRIVACY

© 2008-2023 Copyright © Sprea S.p.A. - P.IVA: 12770820152. Tutti i diritti riservati.
Biciclette d’epoca, registrata al tribunale di Milano il 19/12/2005 con il numero 970. ISSN: 2282-1902 Autorizzazione ROC n° 6282 del 29/08/2001 Direttore responsabile: Luca Sprea