Descrizione
Biciclette d'Epoca
La rivista dedicata alla storia del ciclismo e della bicicletta ogni tre mesi in edicola e online
sguardi aperti
Editoriale di Alessandro Galli
Un anno fa, di questi tempi, Biciclette d’Epoca usciva con un formato tutto nuovo, che l’ha reso senz’altro una rivista più bella da leggere e da collezionare. Oltre a questo, abbiamo iniziato da BE71 a pubblicare anche una versione cartacea in inglese, distribuita in tutto il mondo attraverso Amazon, e da BE74 (il numero scorso) siamo anche presenti in versione digitale su alcune piattaforme dedicate in lingua francese (con “Vélos d’Epoque”) e tedesca (“Vintage Fahrräder”).
La nostra rivista esce quindi in ben quattro lingue, in modo da poter essere letta e compresa dal maggior numero possibile di appassionati di questo grande, piccolo mondo che è il ciclismo d’epoca. Per ragioni tecniche che è un po’ complicato spiegare qui, abbiamo voluto leggermente ritoccare la nostra grafica interna, in modo da poter gestire meglio tutte queste versioni, differenti per lingua e formato. La nostra volontà di avere una dimensione internazionale ci ha portato a provare ad allargare lo sguardo su temi anche meno italiani, coinvolgendo sulle nostre pagine nuovi autori in grado di raccontare storie, biciclette, testimonianze offrendo un punto di vista e ambiti diversi.
Un esempio è uno degli articoli più importanti su questo numero, quello sulla Cunningham CC Proto del 1979, magistralmente coordinato da Fausto Delmonte, per il quale abbiamo potuto contare nientemeno che sul supporto del mitico Joe Breeze, uno dei padri fondatori della mountain bike e oggi curatore del Marin Museum of Bicycling, in cui la bicicletta è esposta. Joe, con grande disponibilità, ci ha inviato le foto e le ha descritte personalmente, diventando così un co-autore del pezzo, che crediamo sia molto interessante per gli appassionati di questo genere e offra un punto tecnico e storico molto interessante.
Altrettanto interessante è anche l’articolo sul velodromo Favorit di Brno, nella Repubblica Ceca, il più antico impianto ancora in funzione, dato che ha iniziato l’attività nel lontanissimo 1889. A raccontarci questa incredibile storia è Jan Králík, studioso del ciclismo molto noto tra gli addetti ai lavori, che ha sapientemente mescolato le vicende sportive con quelle del continente europeo, a volte dai toni cupi, ricordandoci come raccontare la bicicletta e il ciclismo sia in buona sostanza raccontare l’evoluzione della nostra società.
Infine, tra gli articoli troviamo anche la descrizione di una bellissima La Française Diamant del 1901, nel solco di quelle inforcate da Maurice Garin – “Lo Spazzacamino” – per vincere il primo Tour de France del 1903, illustrata da Jérôme Robin ed Enrique Guillermo del collettivo di appassionati francese L’épopée Sutter, che inoltre si presenta nelle nostre pagine dedicate ai club insieme al Veteran-Cycle Club, che ormai abbiamo imparato a conoscere.
Questi contributi si aggiungono a quelli realizzati dai nostri storici collaboratori, dalle biciclette presentate dalle più importanti associazioni di settore a quelli che raccontano Eroica, a cui tutti dobbiamo moltissimo. Abbiamo voluto costruire una rivista che avesse l’ambizione di voler parlare a tutti e di rappresentare tutti, cercando di interpretare il ruolo mescolando il rigore, il pop e la frontiera, che sono tutti ambiti in cui si declina il ciclismo d’epoca. E alla frontiera siamo andati proprio con l’articolo di copertina, dopo anni dedicato di nuovo a Colnago, con la Oval CX dell’82, ritratta dalle bellissime fotografie di Michele Lozza.
È uno sguardo che vuole essere il più aperto possibile, e che speriamo possa essere non solo nostro ma di tutti.
Alessandro Galli
info@biciclettedepoca.net
Biciclette d'Epoca
La rivista dedicata alla storia del ciclismo e della bicicletta ogni tre mesi in edicola e online








