Descrizione
Biciclette d'Epoca
La rivista dedicata alla storia del ciclismo e della bicicletta ogni tre mesi in edicola e online
antonio colombo designer
Editoriale di Alessandro Galli
La storia della bicicletta – l’abbiamo detto più volte – è anche la storia del nostro Paese. Il modo in cui intercetta e restituisce in maniera limpida il modo di muoversi della società italiana, al contorno dell’evoluzione industriale, traccia un ritratto fedele, a volte inesplorato o non raccontato, che ci dice molto di quello che abbiamo avuto alle spalle e ci aiuta a guardare in avanti.
Lo raccontavo – più o meno in questi termini – allo stand di Radio Eroica dopo aver presentato i partecipanti al Concorso d’Eleganza per biciclette, arrivato ormai alla quinta edizione. Le biciclette diventano un pretesto, un mezzo, “pedalabile” anche con il pensiero anziché solo con le gambe. Studiare loro significa studiare un bel pezzo dell’Italia.
È una riflessione, questa, che mi torna in mente spesso, in particolare quando mi capita di passare un po’ di tempo con i personaggi che fanno parte del Pantheon di coloro che hanno saputo essere interpreti primari della bicicletta italiana nel corso del tempo, sviluppando attraverso di essa idee futuristiche e ardite, figlie di un percorso al tempo stesso imprenditoriale e creativo. Una riflessione che – ovviamente – è tornata prepotente dopo aver “intervistato” (termine per me un po’ riduttivo) colui che per primo ha trattato la bicicletta come un oggetto di design, ovvero Antonio Colombo, figura legata al marchio Cinelli ma che da quel contenitore ha strabordato tantissimo, anche se non tutti magari l’abbiamo visto.
Di Antonio, in generale, mi piacciono le scarpe. So che può sembrare un’affermazione senza senso, ma il modo in cui sceglie ancora oggi di camminare nel mondo – colorato e anticonformista – riflette appieno il modo in cui ha strapazzato la produzione ciclistica italiana, che alla fine degli Anni ‘70 era per molti versi intrappolato in una comoda comfort zone dalla quale non tutti avevano voglia di emergere.
Antonio Colombo invece si è trovato a camminare e poi a correre su percorsi che si è inventato da solo o quasi, perdendo e ritrovando l’equilibrio seguendo le proprie intuizioni, e mescolando cose che nessun altro prima di lui aveva osato mescolare. Arte, design e biciclette, in un cocktail in cui tutto ha un proprio ruolo e un proprio senso.
Un approccio e una storia che appartiene ai “Colombo’s Archive”, luogo mistico in fase di completamento nella zona sud-est di Milano, che spero tutti un giorno possano vedere, in cui Antonio parla di sé partendo dai mobili razionalisti prodotti dall’azienda di famiglia negli Anni ‘30, tutt’altro che un dettaglio nella storia.
Perché ascoltandolo e leggendolo, si capisce poi come siano nati modelli che hanno fatto letteralmente la Storia della bicicletta, come la Cinelli Laser o il Rampichino, che abbiamo voluto approfondire in questo numero che non è monografico ma che di certo dice molto su Antonio Colombo.
E in questo senso, non poteva mancare, in copertina, il remake di una delle foto più iconiche nella storia della bicicletta: Colombo con la Laser griffata da Keith Haring, per gentile concessione dell’amico Andrea Bonfanti, autore di eccellenti libri tra cui appunto “Laser Project”.
Ecco, queste sono le storie che ci piace raccontare sulle nostre pagine: una punta di iceberg che va in profondità molto più di quanto immaginiamo, a volte, ma che vale sempre la pena di approfondire.
Alessandro Galli
info@biciclettedepoca.net
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