Biciclette d’Epoca 71

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OGGI COME IERI

  • Eroica News 2
  • Ciclostoriche di Lombardia 4
  • Giro delle Regioni 6
  • Associazione Italiana Velocipedi 8
  • Nova Unione Velocipedistica Italiana 9
  • Registro Storico Cicli 10
  • Veteran-Cycle Club 11
  • 2340 km “Eroici”! 12

RITRATTI

  • Giancarlo Brocci 14

PERCORSI

  • La Belvedere 20

Cover Story: Bianchi Squadra Corse ’84 Contini 26

LE BICICLETTE

  • Maino Supersport Catenelle Anni ’50 34
  • Nieddu Anni ’50 40
  • Tutorial: Bianchi Impero ’39 46
  • Swift N°1 Path Racer 1898 52
  • Bugatti Anni ’40 56
  • Antonov Elin 1997 60
  • Turner Stinger 1999 66
  • RbE: Monti Corsa 1956 70

STORIE DI PERSONAGGI E CAMPIONI

  • Parole in fuga: Furti in bicicletta 76
  • Parigi-Rouen 1869 78
  • La telefonata 84

BICICULTURA

  • Libri 88
  • L’anticavallo 90
  • I pericoli della pirateria 94
  • Il Cerchio della Morte 100
  • L’epoca d’oro della bicicletta 106

 

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Descrizione

Biciclette d'Epoca

La rivista dedicata alla storia del ciclismo e della bicicletta ogni tre mesi in edicola e online

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“una nuova speranza”

Editoriale di Alessandro Galli

Riprendo, come titolo di questo mio primo editoriale su Biciclette d’Epoca nel nuovo formato, quello del primo film di Guerre Stellari, uscito nel 1977. Un po’ perché spero che sia di buon auspicio, visto il successo planetario della saga, un po’ perché credo sia abbastanza nelle corde generazionali dei nostri lettori, per la prima volta anche ufficialmente fuori dall’Italia, nel rappresentare il senso che ha questo sostanzioso reboot della rivista.

112 pagine, carta migliore, in doppia versione ITA/ENG, in vendita in edicola, libreria e su Amazon (all’estero solo su Amazon). Un passaggio epocale che ci permetterà di raggiungere molti più appassionati. Al di là dei nuovi sistemi di distribuzione, continueremo a essere in edicola (ogni tre mesi anziché due) con più contenuti. Alla fine, sarà come se in un anno avessimo fatto un numero in più.

Personalmente, ho creduto molto in questa svolta e devo sinceramente ringraziare tutti coloro che l’hanno resa possibile. In primis, Sprea Editori – il principale editore di periodici in Italia – che ha voluto supportare questo nuovo inizio, cosa che non era affatto scontata. Era tempo che parlavamo di questo cambiamento e sono felicissimo che abbia dato luce verde  perché fosse possibile.

Poi ringrazio ovviamente tutti coloro che hanno voluto partecipare al rinnovato progetto. In cima, ci metto Eroica, da anni nostro partner anche “sentimentale”, e poi tutti gli altri attori culturali del mondo vintage, che da questo numero avranno una rubrica fissa nella parte iniziale della rivista per raccontare le loro iniziative. Parlo – rigorosamente in ordine alfabetico – di AVI (Associazione Italiana Velocipedi), NUVI (Nova Unione Velocipedistica Italiana), RSC (Registro Storico Cicli) e per la prima volta VCC, ovvero Veteran-Cycle Club, probabilmente il più importante club dedicato al ciclismo vintage al mondo, con sede in Inghilterra. Aver unito queste voci così fortemente rappresentative dell’universo del ciclismo d’epoca (non le uniche, ovviamente) è per noi motivo di grande orgoglio e uno sprone a condurre una rivista che sia all’altezza della loro passione, cultura e prestigio. Avranno anche la facoltà di proporre direttamente delle biciclette nel corso dei vari numeri, come accade su questo.

E un grazie va ovviamente a tutta la squadra che ha contribuito a questo e a tutti i numeri (precedenti e futuri) di Biciclette d’Epoca, il vero valore di quello che facciamo. Nomi ben noti per quello che scrivono e per il ruolo che hanno all’interno di questo mondo. Non ne cito nessuno perché sicuramente ne dimenticherei qualcuno e mi dispiacerebbe, ma trovate i nomi di tutti gli autori e collaboratori nei vari articoli, oltre che a pagina 112. Altri ne arriveranno nei prossimi numeri, perché la mission di Biciclette d’Epoca è quella di essere più rappresentativa possibile, per cui braccia aperte a chi vuole contribuire al progetto, anche dall’estero.

Infine, grazie a voi che state leggendo queste righe. Grazie per averci scelto, grazie per avere fiducia in quello che facciamo, grazie sia che sia la prima volta sia che siate tra quelli che hanno tutti i numeri. Facciamo quello che facciamo per condividere passione e cultura, sapendo di vibrare delle stesse frequenze. Ci sono tanto lavoro e – credetemi – tanto amore dietro a questa “nuova speranza” di consegnare al mondo del ciclismo d’epoca una rivista che ne sappia raccontare ancora meglio le meraviglie. Grazie, davvero.

Alessandro Galli

info@biciclettedepoca.net

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