mercoledì | 13 Maggio | 2026
ACQUISTA/BUY
Biciclette d'Epoca
SHOP
  • LE BICICLETTE
  • BICICULTURA
  • OGGI COME IERI
  • TUTORIAL
  • PERCORSI
  • |
  • CHI SIAMO
  • PARTNER
  • CONTATTI
  • PRIVACY
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • LE BICICLETTE
  • BICICULTURA
  • OGGI COME IERI
  • TUTORIAL
  • PERCORSI
  • |
  • CHI SIAMO
  • PARTNER
  • CONTATTI
  • PRIVACY
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Biciclette d'Epoca
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Home News Personaggi e Campioni

La vita bandita di Sante Pollastri

Una storia d'altri tempi, di prima del motore, finalmente svelata

di Alessio Stefano Berti
2 Dicembre 2024
in Personaggi e Campioni
Tempo di lettura: 8 minuti
A A
FacebookTwitterWhatsappTelegram

Biciclette d'Epoca

La rivista dedicata alla storia del ciclismo e della bicicletta ogni tre mesi in edicola e online

Copertina Biciclette d'Epoca Acquista/Abbonati

La bicicletta non ha avuto vita facile agli inizi della sua storia, anche se l’entusiasmo fu enorme fin da subito, quando quei giovanotti borghesi della Belle Époque cominciarono a scoprire l’ebbrezza della velocità.

Ma quante ossa rotte, quante signore investite, quanti denti scheggiati addosso ai muri: quei ferri – i grand bi con la ruotona davanti e quella piccola dietro – andavano forte ma non erano assolutamente maneggevoli. Che fantastica scoperta la bicicletta! Anche perché stavolta non erano i cavalli a correre ma era semplicemente la forza delle gambe a far prendere velocità a quei mezzi da 30 chili. E poi le ragazze li guardavano ammirate quei funamboli che portavano quegli strani trabiccoli che avevano addosso l’odore di progresso, di onnipotenza, di futuro.

Comunque, si capì fin da subito che quel mezzo di trasporto era talmente affascinante ed efficace che avrebbe mandato in pensione il cavallo di lì a breve. Eh sì, la bicicletta divenne il terrore dei maniscalchi, degli allevatori, dei costruttori di calessi e di tutti quelli che campavano attorno al cavallo, che rischiava seriamente di essere sostituito in men che non si dica da quel nuovo trabiccolo che era la bicicletta. Inizialmente non era considerata proprio un’invenzione per gentiluomini. I benpensanti criticavano aspramente i velocipedisti e li chiamavano “velocipedastri”. Venivano considerati una sorta di demoni a pedali, di manigoldi, una razza da estirpare.

Come se non bastasse, arrivò il momento in cui anche i briganti scoprirono la bicicletta, e fu così che divennero “imprendibili”. Del resto, se un gendarme a cavallo inseguiva un ladro in bicicletta di notte e questo, dopo una rapina, saltava un fosso con la bici in spalla, il cavallo si bloccava sul ciglio e addio ladro. Allo stesso modo, le rudimentali automobili della prima ora erano indubbiamente meno agili e sgattaiolanti di un bandito in bicicletta. Del resto quante volte l’abbiamo sentita la famosa canzone di De Gregori che ci racconta di Costante Girardengo e Sante Pollastri?

«Se di notte è inseguito spara e centra ogni fanale

Sante il bandito ha una mira eccezionale

E lo sanno le banche e lo sa la questura

Sante il bandito mette proprio paura

E non servono le taglie e non basta il coraggio

Sante il bandito ha troppo vantaggio».

E così, un po’ per gli schianti ripetuti (anche dopo l’introduzione del freno), un po’ per la generale diffidenza, un po’ per via di questi briganti ciclisti, le due ruote parteciparono subito allo sport più praticato dalla municipalità italiana in genere: i divieti. In moltissime città si cominciò a vietare la circolazione delle biciclette da tre ore prima del tramonto a un’ora dopo il calare del sole. Ma proviamo a soffermarci un attimo sulla storia, mista di verità e leggenda, di quel personaggio raccontato nella canzone che risponde al nome di Sante Pollastri. O Pollastro, tanto per dire anche sul vero cognome ci sono parecchie diatribe.

figlio del borgo

Sante Pollastri era amico di Costante Girardengo? No. Sante Pollastri conosceva Costante Girardengo? Sì. A Novi Ligure tutti conoscono Costante Girardengo il Campionissimo, difficilmente però i due protagonisti di questa storia si sarebbero potuti frequentare. In effetti i 6 anni di differenza di età erano un’enormità, in quanto quando Girardengo è già famoso Sante è solo un adolescente. Le origini sono comuni. Sante nasce nel Borgo delle Lavandaie, immerso nel fetore delle acque stagnanti. Ha un’infanzia difficile, sempre alla ricerca di qualcosa per sfamarsi. Sembra che i fasti della Belle Époque non siano arrivati a Novi Ligure. È un ragazzo sveglio, con uno sguardo ammaliante dovuto a un leggero strabismo, si diverte con i suoi coetanei, ma già medita piccoli furti per alleviare la fame che gli attanaglia lo stomaco. Ha un’indole da leader, da capobranco.

Novi, nei primi del Novecento, è un importante scalo ferroviario e quindi arrivano e partono le merci dirette alla Liguria o al Piemonte. Sante, che come la maggior parte dei ragazzi del Borgo marina la scuola per prestare servizio come garzone nello scarico e carico delle merci, aveva così l’opportunità di rubare qualcosa o addirittura di svaligiare il convoglio di notte con la compiacenza di qualche addetto alla sorveglianza. La stazione diventa sempre più grande e aumentano così anche i controlli: non potendo più depredare i convogli in stazione, Sante e altri si organizzarono in una banda e diedero l’assalto ai treni durante la corsa.

A quel tempo, al Borgo, gli anziani, i malati e i bambini avevano solo tre opzioni per sfamarsi: o mendicare una porzione di sbobba davanti alla caserma, o affidarsi alla benevolenza del massaggiatore Biagio Cavanna, scopritore di talenti ciclistici, o affidarsi a Sante. Quando la banda compiva un furto era tutto il quartiere a beneficiarne! La grande passione di Sante era il ciclismo e il suo mito era Girardengo. Il ciclismo sembrava essere l’altra opzione possibile per uscire dalla miseria in cui viveva Sante.

Ci ha anche provato e riprovato, il ragazzaccio, seguendo minuziosamente i preziosi consigli di Cavanna: si alimentava correttamente, stringeva forte il manubrio in salita, ma quando c’era da fare la differenza erano i suoi avversari a superarlo. Cavanna, con un passato da ciclista e da boxeur, massaggiando i muscoli di un corridore capiva quando uno aveva le carte in regola per poter diventare un campione: Girardengo aveva gambe e temperamento, Sante solo temperamento.

Sante all’età di 18 anni decide di abbandonare l’idea di correre per potersi sfamare, ma decide che sarebbe stata la bicicletta il mezzo che lo avrebbe messo in salvo dopo una rapina. Trova quindi impiego come cocchiere: accompagna armi e bagagli dei signorotti in villeggiatura nella dimora di campagna e li diverte estraendo la sua pistola, una Flobert francese, facendo strage di lampioni. I suoi clienti sono eccitati, gli pare di essere nel Far West, ignari che poi in autunno – quando le ville sono disabitate – il cowboy gli avrebbe fatto visita, rubando tutto ciò che era trasportabile con la bicicletta: materassi, coperte, biancheria, scarpe. Ma qui siamo ancora a livelli di bassa delinquenza, categoria che era ufficialmente riconosciuta e rispettata nel Borgo: in fondo si rubava per sfamarsi. Girardengo ai suoi gregari diceva che finché si trattava di ladruncoli era ammessa la conoscenza e la tolleranza, quando poi si faceva il salto di qualità e si diventava banditi andava assolutamente troncata ogni tipo di frequentazione.

Il “salto di qualità” Sante lo compie nel 1922 con due episodi. Il primo uscendo da un’osteria. Aveva comprato una caramella che pensava essere al cioccolato e al rum, ma una volta messa in bocca si era rivelata essere al rabarbaro e la sputò per terra fra le gambe di tre soggetti, esclamando: «Boia se è amara». I tre erano camicie nere, lo guardarono e gli chiesero: «Sei Rosso?». Sante rispose: «Ho le mie idee». Le camicie nero lo pestarono a sangue, pensando che il gesto dello sputo fosse una mancanza di rispetto nei loro confronti, rafforzata dal ghigno che non riuscivano a togliergli dal viso.

Il fatto più grave, che darà origine alla latitanza e alla escalation più nera, fu però l’uccisione, durante una rapina a un portavalori, di un ex-maresciallo dei carabinieri. Ne scaturì una colluttazione e da uno dei componenti della banda capeggiata da Sante parti un colpo mortale. Per questo delitto furono arrestati e condannati i due suoi compagni, uno dei quali dopo l’assassinio aveva lasciato la sua bici accanto al corpo dell’ex-maresciallo e aveva preso la sua. Fu facile risalire al proprietario.

IN FRANCIA

Durante la sua latitanza, divisa fra Milano e Parigi, Sante continuò a seguire le imprese del suo eroe Girardengo e si frequentò anche con Cavanna, con il quale rimase rinchiuso per diversi giorni in uno scantinato per sfuggire alle guardie che lo stavano assediando. La sua grande passione per il Campionissimo lo spinse nel 1925 ad andare ad assistere a una Sei Giorni al velodromo di Parigi, dove il Gira, uscito vincitore, veniva acclamato dai tifosi. Dagli spalti si sollevò un “cifulò”, un modo tipico dei novesi di fischiare che ricorda la tromba che chiama l’adunata. Cavanna lo riconobbe, si girò, vide il suo amico Sante e lo invitò a scendere per conoscere Girardengo e festeggiare con loro. Forse per l’euforia della vittoria e per i festeggiamenti, Girardengo venne meno alla sua riservatezza, che gli avrebbe consigliato di non approfondire la conoscenza. Invece, il clima di festa e la vicinanza di uno come lui del Borgo di Novi lo spinse a condividere i festeggiamenti con Sante Pollastri, il più ricercato delinquente assassino tra Francia e Italia. Sante confessò che a uccidere l’ex-maresciallo fu lui, in modo accidentale, e che i suoi complici erano stati condannati ingiustamente. Sante rivelò poi ai suoi che fu un azzardo andare a esporsi così tanto con la Sei Giorni.

Nel 1926 Cavanna fu protagonista del riconoscimento della salma di Sante, presunto suicida. Da ragazzo Sante, mentre svaligiava un convoglio, era rimasto incastrato contro la porta scorrevole del vagone che gli aveva lasciato una cicatrice sul petto. Cavanna, che lo aveva avuto come corridore, lo sapeva benissimo, ma all’atto del riconoscimento del corpo con il volto irriconoscibile, e visto il petto, che invece non riportava lesioni né nuove né vecchie, affermò comunque senza dubbio che si trattava di Sante Pollastri. Fine della storia? No, ovviamente.

Durante la latitanza d’Oltralpe si macchiò di furti eclatanti e nuove uccisioni: per tutti Sante era morto, ma non per il commissario Rizzo, che cominciò a raccogliere informazioni, a verificare i verbali, a esaminare le caratteristiche del presunto suicida, convinto che Sante fosse ancora in vita. Si trasferì allora a Parigi, ben sapendo quali fossero i punti deboli di Sante: la bicicletta e la bella vita. Rizzo iniziò a frequentare i locali battuti dagli italiani a Parigi e ottenne la fiducia della gendarmeria francese. Finalmente in un locale vide Sante: bastò incrociare lo sguardo, senza bisogno di una foto segnaletica, per farlo arrestare più tardi all’uscita di un palazzo. Idolo degli anarchici, perché schierato contro il potere forte dello stato rappresentato da carabinieri e dalla polizia, Pollastri darà spettacolo anche nel processo in Italia, dove verrà estradato dalla Francia, non prima di ricevere una condanna all’ergastolo. Il processo in Italia si trasformerà in un evento giornalistico incredibile, nonostante la censura fascista. Verrà condannato anche qui all’ergastolo. La latitanza di Sante finì nel 1928, anno dell’ultima grande vittoria di Girardengo, la Milano-Sanremo. Uscirà di prigione nel 1959 dopo aver ricevuto la grazia.

Una cosa che accomuna Girardengo e Sante è che entrambi furono disertori ma per ragioni diverse. Nel 1913 il ventenne Costante Girardengo conquistò ad Alessandria il suo primo titolo italiano: uscito senza permesso dalla caserma di Verona, in cui stava svolgendo il servizio militare, fu quindi punito con 15 giorni di prigione di rigore e 30 giorni di prigione semplice. Sante Pollastri, invece, disertò perché convinto anarchico e in prigione ci finì per altri motivi. Chissà se, «dietro la curva del tempo che vola», per dirla con De Gregori, i due si saranno incontrati ancora.

 

 

Biciclette d'Epoca

La rivista dedicata alla storia del ciclismo e della bicicletta ogni tre mesi in edicola e online

Copertina Biciclette d'Epoca Acquista/Abbonati
Tag: BE66
CondividiTweetInviaCondividi
Articolo precedente

Bianchi Squadra Corse 1950

Prossimo articolo

Alfabeto dell’Ora Moser

Alessio Stefano Berti

«La bicicletta è la penna che scrive sull’asfalto». (Guy Demaysoncel)

Correlati Articoli

Personaggi e Campioni

Alfabeto dell’Ora Moser

Personaggi e Campioni

Irio Tommasini

Prossimo articolo

Alfabeto dell'Ora Moser

Biciclette d'Epoca

La rivista dedicata alla storia del ciclismo e della bicicletta ogni tre mesi in edicola e online

Copertina Biciclette d'Epoca Acquista/Abbonati

I PIÙ VISTI

Plugin Install : Popular Post Widget need JNews - View Counter to be installed

SEGUICI SU INSTAGRAM

bicicletteepoca

VINTAGE BICYCLES 76 IS AVAILABLE WORLDWIDE ON AMAZ VINTAGE BICYCLES 76 IS AVAILABLE WORLDWIDE ON AMAZON!

Dear friends, we are finally ready with the English version of our magazine, ‘Vintage Bicycles 76’, available from today worldwide in print, available to buy on Amazon and ready to be delivered straight to your door.

The cover, which differs from the Italian edition, is dedicated to a stunning bicycle: the 1949 Bianchi Leggerissimo Squadra Corse, one of those made available to Fausto Coppi for 1950, on which he won his first and only Paris–Roubaix.

The very first bicycle ever to feature the Campagnolo ‘Tipo nuovo’ derailleur, which, following that victory, would come to be known as the ‘Paris-Roubaix’.

One of the many stories not to be missed on our pages!

Anyone who loves cycling and vintage bicycles simply must have ‘Vintage Bicycles’!

---

PURCHASE WORLDWIDE HERE: 

https://linktr.ee/biciclettedepoca
150 ANNI DI UN MI-TO A partire dalla fine degli A 150 ANNI DI UN MI-TO

A partire dalla fine degli Anni '60 dell'Ottocento, le gare di velocipedi iniziano a diffondersi sempre di più, coinvolgendo i pochi temerari che già allora desideravano gareggiare con questi mezzi. 

La Milano-Torino, tenutasi per la prima volta nel 1876, è la più antica gara italiana ancora in essere, e la storia della sua affascinante genesi viene raccontata su BE76 da Alfredo Azzini, instancabile narratore delle origini della bicicletta.

EDIZIONE ITALIANA IN EDICOLA

---

150 YEARS OF A LEGEND

Starting in the late 1860s, bicycle races began to gain popularity, drawing in the few daredevils who, even then, were eager to compete on these machines. 

The Milan-Turin race, held for the first time in 1876, is the oldest Italian race still in existence, and the story of its fascinating origins is told in BE76 by Alfredo Azzini, a tireless chronicler of the bicycle’s origins.

ENGLISH VERSION AVAILABLE SOON
Cari amici, siamo molto felici di annunciare il nu Cari amici, siamo molto felici di annunciare il nuovo numero di Biciclette d'Epoca, BE76, disponibile in questi giorni nelle edicole e sul sito Sprea.it.

Un numero con tantissimi contenuti interessanti, a partire dalla copertina dedicata ai 150 anni della storica gara Milano-Torino, qui rappresentata da un'incisione di Luigi Airaldi, vincitore della seconda edizione. Ce ne parla Alfredo Azzini.

Apre poi la sezione delle biciclette la Bianchi Squadra Corse Leggerissimo del 1949 di Coppi, dalla collezione di Carsten Rademacher, tra quelle a disposizione del Campionissimo alla Parigi-Roubaix vinta l’anno successivo. A raccontarcela tre penne importanti: Paolo Amadori, Michele Asciutti e Carlo Delfino.

Abbiamo poi una Ariel Lightweight del 1912 di Ariel Atzori, una Cimatti Corsa del 1951 di Alvaro Abbili, una Estermann Olympia del 1980 del Velomuseum di Rehetobel, un tandem Labor del 1906 di Mario Cionfoli, una Prina Imperiale R Lusso del '47 di Alberto Castelli, una Biazzi Corsa Air del 1986 di Francesco Misantoni, una Progear 2WD del 1995 di Paolo Carosini, una Moser Oro Aero del 1985 di Pasquale Cuttunaro vista al CdE dell'Eroica e un tutorial per ripristinare le selle curato da Maurizio Botta.

Passando ai campioni, Giovanni Battistuzzi ci riporta alle origini del doping parlando di Monsieur Aide, Marco Pasquini tratteggia la parabola di Franco Chioccioli mentre Carlo Delfino ci racconta dei gregari Canavesi e Rimoldi. Infine, sempre Pasquini ricostruisce la storia del 51 al Tour.

Per quanto riguarda la Bicicultura, spazio alla leggenda francese della "Piccola Regina", raccontata da l'Epopée Sutter, mentre Fausto Delmonte ricostruisce l'evoluzione delle tappe dalla ruota libera al cambio.

Infine, tutta la parte relativa agli eventi e alle ciclostoriche, con le ultime news da Eroica, l'arrivo sulle nostre pagine con grandissimo piacere di Giancarlo Brocci, i 20 anni del Ghisallo e una bellissima mostra a villa Manin.

Chiudiamo con lo speciale dedicato ai 10 anni di Eroica Montalcino che troverete con una copertina dedicata sul lato opposto della rivista, con 8 pagine extra che ripercorrono la storia e i valori dell'Eroica di primavera.

Non perdetelo!
SPECIAL ISSUE 75 – MOUNTAIN BIKE EXTRA We are del SPECIAL ISSUE 75 – MOUNTAIN BIKE EXTRA

We are delighted to announce the release of our first-ever special issue featuring a ‘Variant’ cover.

This is a special edition of Vintage Bicycles 75 – the same issue you’ll find on newsstands or on Amazon featuring the Colnago Oval CX – but in this case, the cover showcases the 1979 Cunningham CC Proto. 

It is a tribute we wanted to pay to this hugely significant bicycle and to the article produced in collaboration with the Marin Museum and MTB legend Joe Breeze.

But that’s not all: to make this issue even more special, we’ve added a full 16 extra pages dedicated to iconic MTBs of the past: the 1985 Ritchey Team Comp, the 1990 Rauler, the Breezer Lightning and the 1996 AMP B4, masterfully described by our very own Fausto Delmonte.

A collector’s edition that we hope will appeal to the many enthusiasts of the ever-fascinating world of vintage MTBs!

NOW AVAILABLE IN ENGLISH ONLY AND EXCLUSIVELY ON AMAZON: LINK IN BIO TO PURCHASE
BIANCHI D1 PISTA 1902 Una bicicletta "misteriosa" BIANCHI D1 PISTA 1902

Una bicicletta "misteriosa" che apre il dibattito sull'evoluzione e le scelte tecnologiche della Bianchi a inizio del Novecento. Ne parliamo su BE75 dalla collezione di @fogagnolomarcello .

--- 

BIANCHI D1 TRACK 1902

A ‘mysterious’ bicycle that opens the debate on Bianchi's evolution and technological choices at the beginning of the 20th century. We discuss it on BE75 from Marcello Fogagnolo's collection.

ACQUISTA/BUY BE75:https://linktr.ee/biciclettedepoca
Il nostro "Ritratto" di questo numero è Simone D'U Il nostro "Ritratto" di questo numero è Simone D'Urbino, enfant prodige del telaismo e titolare del marchio Masi. 

L'abbiamo intervistato in una lunga, schietta e interessante chiacchierata nell'officina sotto le curve del Vigorelli, in cui è di recente rientrato, laddove il grande Faliero ha gettato le basi del mito.

Su BE75 in edicola adesso.

--

Our ‘Portrait’ in this issue is Simone D'Urbino, enfant prodige of frame building and owner of the Masi brand. 

We interviewed him in a long, candid and interesting chat in the workshop under the curves of the Vigorelli, where he recently returned, where the great Faliero laid the foundations of the legend.

On BE75, available now.

ACQUISTA/BUY: LINK IN BIO
Celebriamo oggi la Giornata Internazionale della D Celebriamo oggi la Giornata Internazionale della Donna, ricorrenza che sostiene l'importanza della parità, della tutela e dei diritti in ogni ambito.

Pioniere di tutto questo sono state le donne in bicicletta, vere anticonformiste pronte a sfidare le convenzioni sociali per affermare il proprio diritto a pedalare.

Qui una copertina di "Figarò Illustré" del settembre 1893, rivoluzionaria per l'epoca e per lo scandalo che davano le donne in bicicletta con i pantaloni (detti "bloomer").
Vincenzo Torriani è stato per 40 anni l'immagine e Vincenzo Torriani è stato per 40 anni l'immagine e il patron del Giro d'Italia. Una figura gigantesca che ha guidato la corsa rosa attraverso le strade di tutto il Paese.

Da ricordare quella volta che si candidò alle elezioni ma la gente votò Bartali! (in foto)

Ce ne parla Marco Pasquini su BE75 in edicola adesso.

Buona domenica!

--

Vincenzo Torriani was the face and patron of the Giro d'Italia for 40 years. A larger-than-life figure, he guided the pink race through the streets of the entire country.

We remember when he ran for election but the people voted for Bartali! (in photo)

Marco Pasquini tells us about it in BE75, now on newsstands.

Have a nice Sunday!

LINK IN BIO PER ACQUISTARE/TO PURCHASE
Biciclette d'Epoca: una sola rivista, quattro vers Biciclette d'Epoca: una sola rivista, quattro versioni in lingue differenti per parlare agli appassionati di tutto il mondo. Scopri le opzioni di acquisto!

--

Vintage Bicycles: one magazine, four versions in different languages to appeal to enthusiasts around the world. Discover the purchase options!

--

Vintage Fahrräder: eine einzige Zeitschrift, vier Sprachversionen, um Fans auf der ganzen Welt anzusprechen. Entdecken Sie die Kaufoptionen!

--
Vélos d'Époque: un seul magazine, quatre versions dans différentes langues pour s'adresser aux passionnés du monde entier. Découvrez les options d'achat!

LINK IN BIO
Versione italiana e inglese di Biciclette d'Epoca Versione italiana e inglese di Biciclette d'Epoca 75 disponibili adesso!

---

Versione italiana e inglese di Biciclette d'Epoca 75 disponibili adesso!

ACQUISTA ORA/BUY NOW:

LINK IN BIO
VINTAGE BICYCLES IS AVAILABLE NOW WORLDWIDE Click VINTAGE BICYCLES IS AVAILABLE NOW WORLDWIDE

Click and purchase your paper copy of English version of our magazie.

Table of contents:

IN THIS ISSUE

VINTAGE WORLD

Eroica News 2

AVI 4

NUVI 5

RSC 6

VCC 7

Épopée Sutter 8

Giro d'Italia d'Epoca 9

Ciclostoriche di Lombardia 10

Giro delle Regioni 11

Events calendar 12

PORTRAITS

Simone D'Urbino 14

ROUTES

La Vignastorica 18

Cover Story: COLNAGO OVAL CX 1982 22

BICYCLES

Maino Tipo E Balloon 1930 28

Bianchi D1 Pista 1902 32

King Corsa 1920s 36

Bianchi Super Extra 1946 40

Chesini Precision 1982 44

La Française Diamant 1901 48

Cunningham CC Proto 1979 54

Vedovati Fiorelli Germanvox 1969 60

PEOPLE

Runaway Words: Llega el Maravilla 64

José Manuel Fuente 66

Pietro Chesi 73

Vincenzo Torriani 74

The Monument Classics 78

Isidoro Bergaglio 81

VELOCULTURE

Ido Erani 82

Books 85

Velodrom Favorit Brno 1889 86

The origins of racing - part 2 90

Don't miss it!

CLICK HERE TO BUY

https://linktr.ee/biciclettedepoca
Cari amici, a grande richiesta torna sulle nostre Cari amici, a grande richiesta torna sulle nostre pagine il Calendario delle Ciclostoriche 2026, in collaborazione con @eventbike.

Tutti gli appuntamenti dell'anno per non perderne nemmeno uno.

Lo trovate su BE75 in edicola adesso e sul nostro sito a questo indirizzo:

https://biciclettedepoca.net/news/il-calendario-delle-ciclostoriche-2026/

Se volete segnalare il vostro evento, scrivete a info@eventbike.it
Segui su Instagram

CHI SIAMO

Dal 2013 il magazine di riferimento per il ciclismo storico per pedalare insieme sulle strade della storia in Italia e nel mondo.

ABBONATI

Non perdere nessun numero della nostra rivista bimestrale e abbonati a prezzo scontato a Biciclette d'Epoca.

CONTATTI

  • Per sottoporre un articolo o una bicicletta: info@biciclettedepoca.net
  • Per iniziative pubblicitarie: pubblicita@sprea.it

Media partner:

Contributor:

© 2008-2023 Copyright © Sprea S.p.A.
P.IVA: 12770820152. Tutti i diritti riservati

  • LE BICICLETTE
  • BICICULTURA
  • OGGI COME IERI
  • TUTORIAL
  • PERCORSI
  • |
  • CHI SIAMO
  • PARTNER
  • CONTATTI
  • PRIVACY

Biciclette d’epoca, registrata al tribunale di Milano il 19/12/2005 con il numero 970. ISSN: 2282-1902.
Autorizzazione ROC n° 6282 del 29/08/2001.
Direttore responsabile: Luca Sprea

Gestisci Consenso
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Visualizza le preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • LE BICICLETTE
  • BICICULTURA
  • OGGI COME IERI
  • TUTORIAL
  • PERCORSI
  • |
  • CHI SIAMO
  • PARTNER
  • CONTATTI
  • PRIVACY

© 2008-2023 Copyright © Sprea S.p.A. - P.IVA: 12770820152. Tutti i diritti riservati.
Biciclette d’epoca, registrata al tribunale di Milano il 19/12/2005 con il numero 970. ISSN: 2282-1902 Autorizzazione ROC n° 6282 del 29/08/2001 Direttore responsabile: Luca Sprea