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La Vignastorica

Perdersi nei piaceri della Franciacorta

di Alessandro Galli
3 Febbraio 2026
in News, Percorsi
Tempo di lettura: 1 minuto
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Biciclette d'Epoca

La rivista dedicata alla storia del ciclismo e della bicicletta ogni tre mesi in edicola e online

Copertina Biciclette d'Epoca Acquista/Abbonati

La Franciacorta, in provincia di Brescia, è una delle più suggestive aree collinari della Lombardia, nota in tutto il mondo per i suoi paesaggi, il vino e la sua ricca identità culturale.

Qui si respirano storia e natura: dal Castello Quistini ai giardini botanici che lo circondano, passando per i numerosi edifici religiosi come chiese e santuari storici, fino alle piazze e alle vie che raccontano secoli di vita culturale e sociale. Rovato, comune equidistante da Brescia e dal lago d’Iseo, il più piccolo ma il più suggestivo tra i grandi laghi lombardi, ne può essere considerato la capitale. È qui che nasce La Vignastorica, ciclostorica arrivata nel 2026 alla sua V edizione.

È un connubio di piaceri quello che i ciclostorici si troveranno davanti: buon vino e cibo uniti a una forte passione per la bici. La Franciacorta, territorio che abbraccia Rovato e i suoi dintorni, è infatti celebre per la produzione di vini metodo classico DOCG di altissimo livello. Le cantine aprono le loro porte ai visitatori, offrendo degustazioni e percorsi di scoperta dove sapori, profumi e tradizioni si intrecciano con un’offerta enogastronomica e turistica che spazia dalle visite alle vigne fino alle escursioni nella Riserva Naturale delle Torbiere del Sebino, passando per borghi medievali, percorsi ciclabili e viste panoramiche sul lago d’Iseo e sulle colline moreniche circostanti.

Percorrere in bici o a piedi questo territorio significa immergersi in un’esperienza fatta di atmosfere uniche, tradizioni millenarie e produzioni eccellenti, dove la bellezza naturale si fonde con l’arte, la cultura e la storia. Rovato e i borghi limitrofi offrono un itinerario ricco di spunti.

FIGLIA DELLA PASSIONE

A raccontarci la genesi de La Vignastorica è Giovanni Belloni, presidente di ASD Pedale Franciacorta, società amica dell’Eroica, “fulminato” sulle strade bianche della Toscana, nel 2017. «Stavamo facendo un giro in mountain bike in val d’Orcia», ci racconta Giovanni, «e abbiamo parlato con altri appassionati di come fosse possibile fare quei percorsi, con tutte quelle strade bianche, con biciclette d’epoca. Per loro era possibile, così ci siamo incuriositi e l’anno seguente abbiamo fatto il lungo dell’Eroica. È stato subito amore e abbiamo pensato di fare qualcosa di simile anche da noi».

A complicare i piani è arrivato il Covid, che pur con il pieno supporto dell’amministrazione di Rovato, in particolare del sindaco, ha imposto di rimandare la prima edizione de La Vignastorica al 2022. Oggi l’appuntamento bresciano è una delle ciclostoriche più amate del Nord Italia. L’evento prende l’avvio da piazza Cavour nel centro storico di Rovato, vera capitale della Franciacorta, e si propone di far riscoprire il ciclismo nelle sue forme più autentiche: non come competizione, ma come viaggio, esperienza e celebrazione dello stile di vita legato alla bici.

L’idea alla base è la ricetta del successo di queste manifestazioni: pedalare lentamente tra strade secondarie, sterrati e vigneti, gustando paesaggi, tradizioni e sapori della Franciacorta, con soste in cantine e borghi e un’atmosfera vintage che richiama l’estetica delle grandi classiche d’epoca. La manifestazione è cresciuta di anno in anno, trasformando una passione condivisa in un appuntamento fisso per centinaia di ciclisti provenienti da tutta Italia e oltre.

«Partiremo il sabato pomeriggio in piazza Cavour, cuore dell’evento, con “I giochi di una volta” e una pedalata per bambini», spiega il vicepresidente della squadra Kristian Salvoni. «Verso sera, un aperitivo anticiperà la cena con lo spiedo bresciano, aperta ai ciclisti e a tutti coloro che vorranno partecipare alla festa, con DJ set Anni ’70/80/90 fino alle 24».

Come tutte le ciclostoriche, anche La Vignastorica non è una gara, ma una pedalata a ritmo libero che valorizza la lentezza, la convivialità e la scoperta: un invito a “viaggiare nel tempo” tra sentieri e strade panoramiche, rivivendo il piacere puro della bicicletta e l’incanto del territorio franciacortino. Forte è il legame con il territorio e con la passione per il ciclismo che lo contraddistingue.La Franciacorta e la provincia di Brescia sono storicamente zone ricche di tradizione ciclistica, immerse in una cultura che ama le due ruote tanto quanto la natura e il buon vivere. Sono le strade del recentemente scomparso Michele Dancelli, “Il sognatore nomade” come lo chiamava Gianni Brera, di Guido Bontempi, forte velocista degli Anni ‘80/90, di Roberto Visentini, vincitore del Giro nel 1986. Ma Brescia e i suoi dintorni hanno visto anche lavorare telaisti importanti come Piero Serena, maestro della forgia o – poco più lontano – il veronese Dario Pegoretti, purtroppo prematuramente scomparso.

Nell’edizione 2026 La Vignastorica sarà anche solidarietà e attenzione sociale. L’associazione “La Giostra a Colori” del Comune di Rovato, infatti, coinvolgerà dei ragazzi disabili nella produzione dei pettorali vintage che verranno distribuiti con il pacco gara dell’evento.

DUE PERCORSI

La VignaStorica propone ogni anno due percorsi studiati per offrire esperienze adatte a differenti livelli di pedalata, mantenendo sempre l’attenzione sul paesaggio, le soste enogastronomiche e la convivialità.

Il percorso Lungo è pensato per chi desidera una pedalata più impegnativa ma comunque alla portata di chi ama la bici d’epoca. Con circa 58 km di distanza e 700 metri di dislivello, attraversa vigneti, colline moreniche e strade secondarie che offrono panorami mozzafiato sulle colline franciacortine. Durante il tragitto sono previsti quattro ristori in luoghi suggestivi – tra cui cantine storiche e punti panoramici – e una sosta spettacolare sul lungolago di Iseo, con vista sul borgo dei pescatori di Clusane. Al termine della pedalata, tutti i partecipanti si ritrovano per un pranzo conviviale e degustazioni enogastronomiche che celebrano i prodotti tipici locali.

Il percorso Corto è perfetto per chi desidera un’esperienza più rilassata ma altrettanto affascinante. Con circa 38 km e 450 metri di dislivello, è accessibile a un pubblico più ampio, incluse le biciclette d’epoca meno performanti. Anche in questo caso sono previsti tre punti ristoro lungo il tragitto e un ricco pranzo finale. Questo itinerario attraversa paesaggi dolci, borghi caratteristici e strade secondarie che valorizzano il contatto con la natura e le tradizioni locali, regalando momenti di puro piacere alla scoperta della Franciacorta.

Nella parte centrale del percorso, a breve distanza tra i due ristori, sarà possibile assaporare nel porticciolo di Clusane il pesciolino fritto (le cosiddette “Aole”). Da lì a pochi km si entrerà nel cuore della Franciacorta facendo tappa nel vigneto della cantina Barboglio de Gaioncelli, degustando le bollicine, per poi dirigersi verso ovest raggiungendo Villarquata per gustare il tipico salame speziato, chiamato “Ret”. Infine, si rientrerà a Rovato, sempre in piazza Cavour, per il tipico manzo all’olio, emblema della tradizione gastronomica locale.

La Vignastorica, che nel 2026 si terrà domenica 12 aprile, vi aspetta per scoprire le bellezze della Franciacorta, territorio piccolo ma ricco di piaceri della vita da assaporare nel corso di tutto l’anno! I

LA VIGNASTORICA IN BREVE

Dove: si parte da Rovato (BS) e si pedala sulle strade della Franciacorta, tra vigneti, castelli e colline, fino alle sponde del lago d’Iseo.

Quando: nel 2026 l’evento si terrà l’11 e il 12 aprile.

Percorsi: sono due: un lungo da 58 km e 700 metri di dislivello e un corto da 38 km con 450 metri di dislivello.

Per chi è: un’esperienza adatta anche a chi non è allenatissimo persino nel percorso lungo, mentre il breve è alla portata di quasi tutti, basta avere bicicletta e abbigliamento adatti.

ISCRIZIONI E CONTATTI

  • lavignastorica.it
  • info@lavignastorica.it
  • IG: @lavignastorica
  • FB: lavignastorica
  • +393497403512

LUOGHI DA VISITARE E COSE DA FARE

Qualche attività interessante in zona quando non si pedala.

Castello Quistini
castelloquistini.com
Elegante villa rinascimentale con giardino botanico, visite guidate ed eventi. Ideale per passeggiate tra storia e natura.

Piazza Cavour
scoprirovato.it
Cuore storico della città, con portici e archi ottocenteschi: luogo ideale per passeggiare e osservare la vita cittadina.

Santuario di Santo Stefano
geoplan.it
Antica chiesa sul Monte Orfano con affreschi quattrocenteschi e vista panoramica sulla Franciacorta.

Nucleo storico di Clusane
visitlakeiseo.info
Un villaggio di pescatori molto caratteristico con testimonianze che arrivano sino al Paleolitico.

Villa Cantù
consorziocascinaclarabella.it
Centro culturale e spazio espositivo per arte mostre ed eventi, immerso nel verde della Franciacorta.

Grande Panchina
bigbenchcommunityproject.org
Panchina gigante panoramica sui rilievi, perfetta per foto, picnic e passeggiate con vista sulle colline e vigneti.

Lago d’Iseo
visitlakeiseo.info
A poco più di mezz’ora da Rovato, il lago d’Iseo offre panorami stupendi, un clima mite e la visita delle sue isole.

Brescia città
www.bresciamusei.com
Da non perdere una visita a Brescia, città d’arte ricca di storia con il suo foro romano e i suoi monumenti.

INFORMAZIONI TURISTICHE

UFFICIO TURISTICO IAT ROVATO
Via Lamarmora, 7 – 25038 Rovato (BS)

  • +39 030 771 3232
  • ufficio.segreteria@comune.rovato.bs.it
  • visitlakeiseo.info

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Tag: franciacortavignastorica
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150 ANNI DI UN MI-TO A partire dalla fine degli A 150 ANNI DI UN MI-TO

A partire dalla fine degli Anni '60 dell'Ottocento, le gare di velocipedi iniziano a diffondersi sempre di più, coinvolgendo i pochi temerari che già allora desideravano gareggiare con questi mezzi. 

La Milano-Torino, tenutasi per la prima volta nel 1876, è la più antica gara italiana ancora in essere, e la storia della sua affascinante genesi viene raccontata su BE76 da Alfredo Azzini, instancabile narratore delle origini della bicicletta.

EDIZIONE ITALIANA IN EDICOLA

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150 YEARS OF A LEGEND

Starting in the late 1860s, bicycle races began to gain popularity, drawing in the few daredevils who, even then, were eager to compete on these machines. 

The Milan-Turin race, held for the first time in 1876, is the oldest Italian race still in existence, and the story of its fascinating origins is told in BE76 by Alfredo Azzini, a tireless chronicler of the bicycle’s origins.

ENGLISH VERSION AVAILABLE SOON
Cari amici, siamo molto felici di annunciare il nu Cari amici, siamo molto felici di annunciare il nuovo numero di Biciclette d'Epoca, BE76, disponibile in questi giorni nelle edicole e sul sito Sprea.it.

Un numero con tantissimi contenuti interessanti, a partire dalla copertina dedicata ai 150 anni della storica gara Milano-Torino, qui rappresentata da un'incisione di Luigi Airaldi, vincitore della seconda edizione. Ce ne parla Alfredo Azzini.

Apre poi la sezione delle biciclette la Bianchi Squadra Corse Leggerissimo del 1949 di Coppi, dalla collezione di Carsten Rademacher, tra quelle a disposizione del Campionissimo alla Parigi-Roubaix vinta l’anno successivo. A raccontarcela tre penne importanti: Paolo Amadori, Michele Asciutti e Carlo Delfino.

Abbiamo poi una Ariel Lightweight del 1912 di Ariel Atzori, una Cimatti Corsa del 1951 di Alvaro Abbili, una Estermann Olympia del 1980 del Velomuseum di Rehetobel, un tandem Labor del 1906 di Mario Cionfoli, una Prina Imperiale R Lusso del '47 di Alberto Castelli, una Biazzi Corsa Air del 1986 di Francesco Misantoni, una Progear 2WD del 1995 di Paolo Carosini, una Moser Oro Aero del 1985 di Pasquale Cuttunaro vista al CdE dell'Eroica e un tutorial per ripristinare le selle curato da Maurizio Botta.

Passando ai campioni, Giovanni Battistuzzi ci riporta alle origini del doping parlando di Monsieur Aide, Marco Pasquini tratteggia la parabola di Franco Chioccioli mentre Carlo Delfino ci racconta dei gregari Canavesi e Rimoldi. Infine, sempre Pasquini ricostruisce la storia del 51 al Tour.

Per quanto riguarda la Bicicultura, spazio alla leggenda francese della "Piccola Regina", raccontata da l'Epopée Sutter, mentre Fausto Delmonte ricostruisce l'evoluzione delle tappe dalla ruota libera al cambio.

Infine, tutta la parte relativa agli eventi e alle ciclostoriche, con le ultime news da Eroica, l'arrivo sulle nostre pagine con grandissimo piacere di Giancarlo Brocci, i 20 anni del Ghisallo e una bellissima mostra a villa Manin.

Chiudiamo con lo speciale dedicato ai 10 anni di Eroica Montalcino che troverete con una copertina dedicata sul lato opposto della rivista, con 8 pagine extra che ripercorrono la storia e i valori dell'Eroica di primavera.

Non perdetelo!
SPECIAL ISSUE 75 – MOUNTAIN BIKE EXTRA We are del SPECIAL ISSUE 75 – MOUNTAIN BIKE EXTRA

We are delighted to announce the release of our first-ever special issue featuring a ‘Variant’ cover.

This is a special edition of Vintage Bicycles 75 – the same issue you’ll find on newsstands or on Amazon featuring the Colnago Oval CX – but in this case, the cover showcases the 1979 Cunningham CC Proto. 

It is a tribute we wanted to pay to this hugely significant bicycle and to the article produced in collaboration with the Marin Museum and MTB legend Joe Breeze.

But that’s not all: to make this issue even more special, we’ve added a full 16 extra pages dedicated to iconic MTBs of the past: the 1985 Ritchey Team Comp, the 1990 Rauler, the Breezer Lightning and the 1996 AMP B4, masterfully described by our very own Fausto Delmonte.

A collector’s edition that we hope will appeal to the many enthusiasts of the ever-fascinating world of vintage MTBs!

NOW AVAILABLE IN ENGLISH ONLY AND EXCLUSIVELY ON AMAZON: LINK IN BIO TO PURCHASE
BIANCHI D1 PISTA 1902 Una bicicletta "misteriosa" BIANCHI D1 PISTA 1902

Una bicicletta "misteriosa" che apre il dibattito sull'evoluzione e le scelte tecnologiche della Bianchi a inizio del Novecento. Ne parliamo su BE75 dalla collezione di @fogagnolomarcello .

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BIANCHI D1 TRACK 1902

A ‘mysterious’ bicycle that opens the debate on Bianchi's evolution and technological choices at the beginning of the 20th century. We discuss it on BE75 from Marcello Fogagnolo's collection.

ACQUISTA/BUY BE75:https://linktr.ee/biciclettedepoca
Il nostro "Ritratto" di questo numero è Simone D'U Il nostro "Ritratto" di questo numero è Simone D'Urbino, enfant prodige del telaismo e titolare del marchio Masi. 

L'abbiamo intervistato in una lunga, schietta e interessante chiacchierata nell'officina sotto le curve del Vigorelli, in cui è di recente rientrato, laddove il grande Faliero ha gettato le basi del mito.

Su BE75 in edicola adesso.

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Our ‘Portrait’ in this issue is Simone D'Urbino, enfant prodige of frame building and owner of the Masi brand. 

We interviewed him in a long, candid and interesting chat in the workshop under the curves of the Vigorelli, where he recently returned, where the great Faliero laid the foundations of the legend.

On BE75, available now.

ACQUISTA/BUY: LINK IN BIO
Celebriamo oggi la Giornata Internazionale della D Celebriamo oggi la Giornata Internazionale della Donna, ricorrenza che sostiene l'importanza della parità, della tutela e dei diritti in ogni ambito.

Pioniere di tutto questo sono state le donne in bicicletta, vere anticonformiste pronte a sfidare le convenzioni sociali per affermare il proprio diritto a pedalare.

Qui una copertina di "Figarò Illustré" del settembre 1893, rivoluzionaria per l'epoca e per lo scandalo che davano le donne in bicicletta con i pantaloni (detti "bloomer").
Vincenzo Torriani è stato per 40 anni l'immagine e Vincenzo Torriani è stato per 40 anni l'immagine e il patron del Giro d'Italia. Una figura gigantesca che ha guidato la corsa rosa attraverso le strade di tutto il Paese.

Da ricordare quella volta che si candidò alle elezioni ma la gente votò Bartali! (in foto)

Ce ne parla Marco Pasquini su BE75 in edicola adesso.

Buona domenica!

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Vincenzo Torriani was the face and patron of the Giro d'Italia for 40 years. A larger-than-life figure, he guided the pink race through the streets of the entire country.

We remember when he ran for election but the people voted for Bartali! (in photo)

Marco Pasquini tells us about it in BE75, now on newsstands.

Have a nice Sunday!

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Table of contents:

IN THIS ISSUE

VINTAGE WORLD

Eroica News 2

AVI 4

NUVI 5

RSC 6

VCC 7

Épopée Sutter 8

Giro d'Italia d'Epoca 9

Ciclostoriche di Lombardia 10

Giro delle Regioni 11

Events calendar 12

PORTRAITS

Simone D'Urbino 14

ROUTES

La Vignastorica 18

Cover Story: COLNAGO OVAL CX 1982 22

BICYCLES

Maino Tipo E Balloon 1930 28

Bianchi D1 Pista 1902 32

King Corsa 1920s 36

Bianchi Super Extra 1946 40

Chesini Precision 1982 44

La Française Diamant 1901 48

Cunningham CC Proto 1979 54

Vedovati Fiorelli Germanvox 1969 60

PEOPLE

Runaway Words: Llega el Maravilla 64

José Manuel Fuente 66

Pietro Chesi 73

Vincenzo Torriani 74

The Monument Classics 78

Isidoro Bergaglio 81

VELOCULTURE

Ido Erani 82

Books 85

Velodrom Favorit Brno 1889 86

The origins of racing - part 2 90

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Cari amici, a grande richiesta torna sulle nostre Cari amici, a grande richiesta torna sulle nostre pagine il Calendario delle Ciclostoriche 2026, in collaborazione con @eventbike.

Tutti gli appuntamenti dell'anno per non perderne nemmeno uno.

Lo trovate su BE75 in edicola adesso e sul nostro sito a questo indirizzo:

https://biciclettedepoca.net/news/il-calendario-delle-ciclostoriche-2026/

Se volete segnalare il vostro evento, scrivete a info@eventbike.it
JOSE' MANUEL FUENTE, "EL TARANGU" Lo chiamavano " JOSE' MANUEL FUENTE, "EL TARANGU"

Lo chiamavano "El Tarangu", un intraducibile termine in dialetto asturiano che significava grosso modo "il garzone", "l'uomo di fatica", ma anche "l'imprevedibile". Manuel José Fuente era così: uno scalatore indomito e illeggibile che, nella sua breve carriera, ha fatto tremare i più grandi, compreso Eddy Merckx.

Ce lo racconta Alessio Stefano Berti su BE75 adesso in edicola.

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They called him ‘El Tarangu’, an untranslatable term in Asturian dialect that roughly meant ‘the lad’, ‘the labourer’, but also ‘the unpredictable one’. Manuel José Fuente was just that: an indomitable and unpredictable climber who, in his short career, made the greatest riders tremble, including Eddy Merckx.

Alessio Stefano Berti tells us all about him in BE75, now on Amazon worldwide.

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