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La Sfacciata

Amore e pedalate sulle rive del Garda

di Redazione
18 Aprile 2025
in News, Percorsi
Tempo di lettura: 1 minuto
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Biciclette d'Epoca

La rivista dedicata alla storia del ciclismo e della bicicletta ogni tre mesi in edicola e online

Copertina Biciclette d'Epoca Acquista/Abbonati

È dolce la riva orientale del lago di Garda. Chi ci ha passato le estati sa quanto questo lago, il più grande d’Italia, sappia essere placido e amorevole, con ampiezza tale da non far vedere talvolta l’altra sponda.

Quasi un mare, diventato negli anni la meta per tanti turisti, anche e in certe zone soprattutto stranieri. Affacciati sulle sue sponde – in questa parte più a sud da cui si può gettare lo sguardo verso Verona, la città dell’amore – uliveti e vigne che rendono questo territorio uno dei più apprezzati d’Italia quando si parla di eccellenze enogastronomiche.

Celeberrimo è l’olio del Garda, caratterizzato da un sapore delicato, con note di mandorla ed erbe aromatiche, ottenuto con olive di varietà Casaliva, Frantoio e Leccino. È figlio di un clima mite, che garantisce un’acidità molto bassa, rendendolo particolarmente pregiato. Ma qui il Garda è anche terra di grandi vini, uno su tutti il Bardolino, ottenuto principalmente da uve Corvina, Rondinella e Molinara, dal colore rosso rubino chiaro e un gusto morbido e armonico, con note di ciliegia e spezie. Un vino leggero e fresco, ideale per accompagnare i tipici piatti locali, come i bigoli con le sarde, il risotto all’Amarone, la polenta e luccio, le carni bianche. Un vino che prende il nome da una delle località più celebri di questa sponda orientale – Bardolino, appunto – da dove comincia, nel 2023, la storia del percorso che vogliamo raccontarvi in queste pagine, quello della Sfacciata.

Un nome forte, dirompente, di beffa e di risate come solo un certo modo di affrontare la vita consente. E del resto non poteva essere diversamente considerando il carattere guascone di chi alla Sfacciata ha dato vita. Un po’ per caso, un po’ per gioco, un po’ per amore, come tante cose che poi alla fine si rivelano bellissime.

Ce lo racconta Andrea Recchia, presidente del gruppo locale che  si sta occupando di organizzare la prima edizione di questa ciclostorica. «Questo è un territorio in cui il ciclismo è molto radicato», esordisce Andrea, «per cui è facile incontrare altri appassionati che hanno voglia di pedalare in queste strade. Chiacchierando per caso in un bar con due di questi personaggi, Andrea Alban e Piergiorgio Troccoli, nel 2023, ci siamo resi conto di condividere le stesse passioni, perché tutti e tre avremmo a delle ciclostoriche di quell’anno. Loro per la prima volta, io invece avevo già un po’ di esperienza. È stato facile pensare subito a organizzare qualcosa anche qui a Bardolino, ed è così che è nata l’idea della Sfacciata».

NATA DALLA PASSIONE

Come sempre, quando parliamo di ciclostoriche, parliamo di un cicloturismo che va alla scoperta del territorio, cosa che è la ragione che ci porta a offrire sulle nostre pagine non tanto il resoconto di un evento quanto il suo legame con il contesto in cui si svolge e le opportunità che offre a chi ha voglia di pedalare – ma non solo – sulle sue strade.

«Abbiamo appassionati ciclostorici che si sono iscritti da diverse parti d’Europa», spiega Andrea Alban, ai margini di una partecipatissima presentazione della Sfacciata al teatro Corallo di Bardolino. «Scozia, Francia, Croazia sono alcuni dei paesi da cui verranno a pedalare sulle nostre strade, oltre al turismo straniero tipico di queste zone. La bicicletta d’epoca permette di apprezzare il territorio con una rilassatezza che altre forme di turismo non permettono, sicuramente molto lontana dalle corse agonistiche».

E senza dubbio le opportunità non mancano. Già la sola Bardolino è ricca di testimonianze medioevali da scoprire tra le sue viuzze, nelle chiese, nelle ville, ammirando le storiche mura. Attorno, una grande ricchezza culturale e artistica che ha il suo zenit nella vicina Verona, a mezz’ora di auto, città capolavoro del mondo che non ha certo bisogno di presentazioni. Ma per chi non vuole spostarsi sono molte le cose da fare e da vedere in zona, magari in bicicletta, che illustriamo in queste stesse pagine.

C’è poi la proposta per chi pedala. La Sfacciata offre due percorsi, un lungo da 90 km e 1200 m di dislivello e un corto da 50 km e 500 m di dislivello. «Si parte dal centro di Bardolino», spiega Andrea Recchia, «poi si entra nell’entroterra attraversando il comune di Affi fino alla base NATO West Star, il più grande bunker d’Europa con i suoi 13.000 mq. Dopo essere passati al suo interno, i due percorsi si dividono, lasciando ai ciclostorici la facoltà di scegliere il più adatto a loro». Da segnalare nel lungo la salita a Lumini, impegnativo tratto di queste zone che da Caprino Veronese sale verso il monte Risare per poi scollinare fino a San Zeno di montagna, da dove ammirare un panorama mozziafiato sul lago di Garda. Che lì placido, amorevole, aspetta tutti gli appassionati per la prima edizione della Sfacciata, il 18 maggio 2025. Per informazioni e iscrizioni fate riferimento alla pagina Facebook www.facebook.com/lasfacciata.

SCARICA LE TRACCE GPX

Scarica le tracce GPX dei due principali percorsi della Sfacciata: Lungo (88 km/1170 m), Breve (51,5 km, 520 m).

VAI AL PROFILO KOMOOT DI BICICLETTE D'EPOCA

LA SFACCIATA IN BREVE

Dove: partenza da Bardolino (VR), splendida località sul lago di Garda famosa per l’olio, il vino e i dolci paesaggi, tanto verso il lago quanto verso l’entroterra. Il territorio si presta a pedalate sia abbastanza impegnative, salendo sui colli circostanti, sia molto semplici e adatte a tutti, bambini compresi, andando lungo il Garda.

Quando: nel 2025 l’evento si terrà il 18 maggio.

Percorsi: due i percorsi previsti: un lungo più impegnativo da 90 km e 1200 metri di dislivello circa e un corto da 50 km e 500 metri di dislivello, adatto a chi pedala solo occasionalmente.

Per chi è: sicuramente per chi ama il clima goliardico e completamente non agonistico delle ciclostoriche. I due percorsi la rendono approcciabile a tutti. Molto interessanti le attività nel circondario.

CONTATTI

  • Facebook:  lasfacciata

DOVE MANGIARE E DORMIRE

Strutture ricettive adatte ai ciclisto:

Osteria Tenuta Preella

  • via Preela Poggi, 12, 37010 – Cavaion Veronese (VR)
  • +39 045 996 1223
  • osteriatenutapreella.it

Palazzo della Scala Spa Hotel

  • via Gardesana, 54 – 37017 Lazise (VR)
  • +39 045 64 71 060
  • www.palazzodellascala.com

Alla grotta – ristorante e hotel

  • via Fontana, 8 – 37017 Lazise (VR)
  • +39 351 3133072
  • allagrotta.it

LUOGHI DA VISITARE E COSE DA FARE

Qualche attività interessante in zona quando non si pedala.

Museo dell’Olio d’Oliva
www.museum.it/it/museo-olio
Esposizione gratuita sulla storia e produzione dell’olio d’oliva, con attrezzature d’epoca e spiegazioni sul procedimento.

Museo del Vino – Cantina Zeni
www.museodelvino.it
Museo dedicato alla viticoltura con antichi strumenti per la vendemmia e la vinificazione e degustazioni di vini locali.

Eremo di San Giorgio
www.eremosangiorgio.it
Eremo camaldolese del XVII secolo su una collina panoramica, con opere di Paglia e Palma il Giovane.

Passeggiata Lungolago Bardolino-Cisano
visitbardolino.it
Percorso di 2 km lungo il lago, ideale al tramonto, con panchine, bar e ristoranti, adatto a chi proprio non vuole pedalare.

Pista Ciclo-Pedonale Bardolino-Lazise
visitbardolino.it
Tratto di 6 km lungo la costa, tra fiori, canneti e fauna lacustre, con chioschi e bar ideale come alternativa dolce alla ciclostorica.

Punta San Vigilio
visitbardolino.it
Incantevole penisola con porticciolo e antica chiesa, offre panorami romantici sul lago per un po’ di relax prima e dopo la pedalata.

Rocca di Garda
www.gardatrekking.com
Promontorio raggiungibile da Bardolino con vista spettacolare sul lago e dintorni da non perdere assolutamente.

UFFICIO TURISTICO IAT BARDOLINO

  • piazzale Aldo Moro, 5 – 37011 Bardolino (VR)
  • +39 045 721 0078
  • tourism@bardolinotop.it
  • visitbardolino.it

Allo IAT di Bardolino troverai informazioni su come arrivare, i mezzi per muoversi, i parcheggi e le zone a traffico limitato ma anche i mercati settimanali, le aree free wi-fi e tutti i numeri di emergenza.

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CIMATTI CORSA 1951 Prima di dedicarsi ai ciclomot CIMATTI CORSA 1951

Prima di dedicarsi ai ciclomotori, lo storico marchio bolognese fondato da Marco Cimatti ha realizzato biciclette di grande pregio, come questo modello del 1951 a cavallo tra corsa e sport e con un cambio unico. Dalla collezione di Alvaro Abbili e con la collaborazione di @Nova Unione Velocipedistica Italiana.

Solo su BE76 adesso in edicola.

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CIMATTI CORSA 1951

Before turning its attention to mopeds, the historic Bolognese brand founded by Marco Cimatti produced bicycles of exceptional quality, such as this 1951 model, which straddled the line between racing and sport and featured a single-speed gearbox. From the collection of Alvaro Abbili, in collaboration with @Nova Unione Velocipedistica Italiana.

Exclusively in BE76, available now in paper edition.

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ARIEL SUPERB LIGHTWEITGH 1912 Famosa per le motoc ARIEL SUPERB LIGHTWEITGH 1912

Famosa per le motociclette, l'inglese Ariel ha però iniziato il proprio percorso produttivo con le biciclette. Ve lo raccontiamo grazie a questa Ariel Superb Lightweight del 1912 appartenente ad Ariel Atzori (nomen omen), grande culture del marchio, che mostra anche la particolarissima tecnologia Biflex dei foderi!

Solo su BE76 adesso in edicola.

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ARIEL SUPERB LIGHTWEIGHT 1912

Although famous for its motorcycles, the British firm Ariel actually began its manufacturing history with bicycles. We’ll tell you all about it thanks to this 1912 Ariel Superb Lightweight, owned by Ariel Atzori (a name that speaks for itself), a great connoisseur of the brand, which also showcases the highly distinctive Biflex technology of the chainstays!

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BICICLETTE D'EPOCA ED EROICA CELEBRANO I 10 ANNI D BICICLETTE D'EPOCA ED EROICA CELEBRANO I 10 ANNI DI EROICA MONTALCINO!

È un numero molto speciale quello che trovate in edicola in questi giorni! Girandolo, infatti, troverete uno speciale per celebrare i 10 anni di Eroica Montalcino, che andrà in scena il 31 maggio.

Una copertina dedicata e 8 pagine extra di voci, protagonisti e storia per festeggiare il primo decennio dell'Eroica di Primavera con tutte le sue bellissime strade bianche e i suoi paesaggi tra le strade del Brunello.

Una ragione in più per non perdere le 104 pagine di BE76, un numero unico adesso in edicola!

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VINTAGE BICYCLES AND EROICA CELEBRATE 10 YEARS OF EROICA MONTALCINO!

You’ll find a very special issue of Vintage Bicycles available now. In fact, if you flick through it, you’ll discover a special supplement to celebrate the 10th anniversary of Eroica Montalcino, which takes place on 31 May.

A dedicated cover and 8 extra pages of features, key figures and history to celebrate the first decade of the Spring Eroica, with all its beautiful white roads and landscapes amongst the Brunello vineyards.

All the more reason not to miss the 104 pages of BE76, a unique issue now on newsstands!

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UN BUSTO DI BOTTECCHIA AL GHISALLO Da ieri, al Mu UN BUSTO DI BOTTECCHIA AL GHISALLO

Da ieri, al Museo del Ghisallo, ente ormai iconico voluto da Fiorenzo Magni, che nel 2026 compie 20 anni, è presente anche un busto di Ottavio Bottecchia, il “Furlan de fer”, donato dall’autore stesso, Guido Merzliak, non solo scultore ma anche illustratore, vingettista, ecc. 

Merzialik ha testimoniato, visibilmente emozionato dal momento, la sua passione per “Botescià” e per il ciclismo eroico,  aiutato in questo dai racconti del giornalista e scrittore Claudio Gregori, firma storica del ciclismo. 

A scoprire il busto, il presidente del museo, Antonio Molteni, supportato dalla direttrice Carola Gentilini, curatori di questo luogo bellissimo che tutti gli amanti del ciclismo devono visitare.
ESTERMANN OLYMPIA 1980 Disegnata dal vento e dall ESTERMANN OLYMPIA 1980

Disegnata dal vento e dalla passione di Leogard Estermann, detto "Leo", questa bicicletta da pista realizzata in Svizzera, a Zurigo, è un capolavoro di tecnologia e di estetica che ha vinto la medaglia d'oro alle Olimpiadi di Mosca del 1980. Ve la racconta Michael Walser del Velomuseum Rehetobel di Appenzell Ausserrhoden (CH) con la collaborazione di Jonas Becker. Un articolo da non perdere!

SOLO SU BE76 IN EDICOLA ADESSO!

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ESTERMANN OLYMPIA 1980

Designed by Leogard Estermann, known as ‘Leo’, and inspired by the wind and his passion, this track bike, manufactured in Zurich, Switzerland, is a masterpiece of technology and aesthetics that won the gold medal at the 1980 Moscow Olympics. Michael Walser from the Velomuseum Rehetobel in Appenzell Ausserrhoden (CH) tells the story, with the collaboration of Jonas Becker. An article not to be missed!

ONLY IN BE76, AVAILABLE NOW WORLDWIDE!

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FRANCO CHIOCCOLI: LO CHIAMAVANO "COPPINO" Ci sono FRANCO CHIOCCOLI: LO CHIAMAVANO "COPPINO"

Ci sono campioni che dominano la scena sin dall'inizio della carriera e altri che ci arrivano con la maturità. È il caso di Franco Chioccioli, "Coppino" per la stampa e i tifosi, vincitore a 32 anni del Giro d'Italia del '91 con una strepitosa tappa sul Pordoi.

Ce lo racconta Marco Pasquini su Biciclette d'Epoca adesso in edicola.

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FRANCO CHIOCCOLI: THEY CALLED HIM ‘COPPINO’

Some champions dominate the scene right from the start of their careers, whilst others only reach their peak later on. This was certainly the case for Franco Chioccioli, known as ‘Coppino’ to the press and fans, who won the 1991 Giro d'Italia at the age of 32 with a sensational stage victory on the Pordoi.

Marco Pasquini tells the story in Biciclette d'Epoca, now on newsstands.

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BIANCHI SQUADRA CORSE "LEGGERISSIMO" COPPI 1949 Q BIANCHI SQUADRA CORSE "LEGGERISSIMO" COPPI 1949

Questa bicicletta è nata per scrivere nel mito. Per questo abbiamo voluta raccontarla dal punto di vista dell'evoluzione tecnologica con Paolo Amadori, da quello storico con Carlo Delfino e da quello puramente tecnico grazie a Michele Asciutti del Registro Storico Cicli.

Un approfondimento corposo che permette di capire le logiche della Squadra Corse Bianchi alla fine degli Anni '40, per una bicicletta che è stata la prima a montare il cambio Campagnolo "Tipo nuovo", che si sarebbe poi chiamato Parigi-Roubaix a partire dalla vittoria di Coppi alla Pascale del 1950.

Un grazie anche Carsten Rademarcher, proprietario di questa bicicletta, al fratello Dirk per le foto e a corsaclassic.com per il costante supporto.

Solo su BE76, disponibile adesso!

ADESSO IN EDICOLA!

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This bicycle was built to become a legend. That is why we wanted to explore it from the perspective of technological evolution with Paolo Amadori, from a historical perspective with Carlo Delfino, and from a purely technical perspective thanks to Michele Asciutti of the Registro Storico Cicli.

A comprehensive analysis that sheds light on the philosophy of the Bianchi Racing Team in the late 1940s, for a bicycle that was the first to feature the Campagnolo “Tipo nuovo” derailleur, which would later be named the Paris-Roubaix following Coppi’s victory at the 1950 Easter Classic.

Special thanks also to Carsten Rademarcher, owner of this bicycle, to his brother Dirk for the photos, and to corsaclassic.com for their constant support.

Exclusively on BE76, available now!

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VINTAGE BICYCLES 76 IS AVAILABLE WORLDWIDE ON AMAZ VINTAGE BICYCLES 76 IS AVAILABLE WORLDWIDE ON AMAZON!

Dear friends, we are finally ready with the English version of our magazine, ‘Vintage Bicycles 76’, available from today worldwide in print, available to buy on Amazon and ready to be delivered straight to your door.

The cover, which differs from the Italian edition, is dedicated to a stunning bicycle: the 1949 Bianchi Leggerissimo Squadra Corse, one of those made available to Fausto Coppi for 1950, on which he won his first and only Paris–Roubaix.

The very first bicycle ever to feature the Campagnolo ‘Tipo nuovo’ derailleur, which, following that victory, would come to be known as the ‘Paris-Roubaix’.

One of the many stories not to be missed on our pages!

Anyone who loves cycling and vintage bicycles simply must have ‘Vintage Bicycles’!

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PURCHASE WORLDWIDE HERE: 

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150 ANNI DI UN MI-TO A partire dalla fine degli A 150 ANNI DI UN MI-TO

A partire dalla fine degli Anni '60 dell'Ottocento, le gare di velocipedi iniziano a diffondersi sempre di più, coinvolgendo i pochi temerari che già allora desideravano gareggiare con questi mezzi. 

La Milano-Torino, tenutasi per la prima volta nel 1876, è la più antica gara italiana ancora in essere, e la storia della sua affascinante genesi viene raccontata su BE76 da Alfredo Azzini, instancabile narratore delle origini della bicicletta.

EDIZIONE ITALIANA IN EDICOLA

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150 YEARS OF A LEGEND

Starting in the late 1860s, bicycle races began to gain popularity, drawing in the few daredevils who, even then, were eager to compete on these machines. 

The Milan-Turin race, held for the first time in 1876, is the oldest Italian race still in existence, and the story of its fascinating origins is told in BE76 by Alfredo Azzini, a tireless chronicler of the bicycle’s origins.

ENGLISH VERSION AVAILABLE SOON
Cari amici, siamo molto felici di annunciare il nu Cari amici, siamo molto felici di annunciare il nuovo numero di Biciclette d'Epoca, BE76, disponibile in questi giorni nelle edicole e sul sito Sprea.it.

Un numero con tantissimi contenuti interessanti, a partire dalla copertina dedicata ai 150 anni della storica gara Milano-Torino, qui rappresentata da un'incisione di Luigi Airaldi, vincitore della seconda edizione. Ce ne parla Alfredo Azzini.

Apre poi la sezione delle biciclette la Bianchi Squadra Corse Leggerissimo del 1949 di Coppi, dalla collezione di Carsten Rademacher, tra quelle a disposizione del Campionissimo alla Parigi-Roubaix vinta l’anno successivo. A raccontarcela tre penne importanti: Paolo Amadori, Michele Asciutti e Carlo Delfino.

Abbiamo poi una Ariel Lightweight del 1912 di Ariel Atzori, una Cimatti Corsa del 1951 di Alvaro Abbili, una Estermann Olympia del 1980 del Velomuseum di Rehetobel, un tandem Labor del 1906 di Mario Cionfoli, una Prina Imperiale R Lusso del '47 di Alberto Castelli, una Biazzi Corsa Air del 1986 di Francesco Misantoni, una Progear 2WD del 1995 di Paolo Carosini, una Moser Oro Aero del 1985 di Pasquale Cuttunaro vista al CdE dell'Eroica e un tutorial per ripristinare le selle curato da Maurizio Botta.

Passando ai campioni, Giovanni Battistuzzi ci riporta alle origini del doping parlando di Monsieur Aide, Marco Pasquini tratteggia la parabola di Franco Chioccioli mentre Carlo Delfino ci racconta dei gregari Canavesi e Rimoldi. Infine, sempre Pasquini ricostruisce la storia del 51 al Tour.

Per quanto riguarda la Bicicultura, spazio alla leggenda francese della "Piccola Regina", raccontata da l'Epopée Sutter, mentre Fausto Delmonte ricostruisce l'evoluzione delle tappe dalla ruota libera al cambio.

Infine, tutta la parte relativa agli eventi e alle ciclostoriche, con le ultime news da Eroica, l'arrivo sulle nostre pagine con grandissimo piacere di Giancarlo Brocci, i 20 anni del Ghisallo e una bellissima mostra a villa Manin.

Chiudiamo con lo speciale dedicato ai 10 anni di Eroica Montalcino che troverete con una copertina dedicata sul lato opposto della rivista, con 8 pagine extra che ripercorrono la storia e i valori dell'Eroica di primavera.

Non perdetelo!
SPECIAL ISSUE 75 – MOUNTAIN BIKE EXTRA We are del SPECIAL ISSUE 75 – MOUNTAIN BIKE EXTRA

We are delighted to announce the release of our first-ever special issue featuring a ‘Variant’ cover.

This is a special edition of Vintage Bicycles 75 – the same issue you’ll find on newsstands or on Amazon featuring the Colnago Oval CX – but in this case, the cover showcases the 1979 Cunningham CC Proto. 

It is a tribute we wanted to pay to this hugely significant bicycle and to the article produced in collaboration with the Marin Museum and MTB legend Joe Breeze.

But that’s not all: to make this issue even more special, we’ve added a full 16 extra pages dedicated to iconic MTBs of the past: the 1985 Ritchey Team Comp, the 1990 Rauler, the Breezer Lightning and the 1996 AMP B4, masterfully described by our very own Fausto Delmonte.

A collector’s edition that we hope will appeal to the many enthusiasts of the ever-fascinating world of vintage MTBs!

NOW AVAILABLE IN ENGLISH ONLY AND EXCLUSIVELY ON AMAZON: LINK IN BIO TO PURCHASE
BIANCHI D1 PISTA 1902 Una bicicletta "misteriosa" BIANCHI D1 PISTA 1902

Una bicicletta "misteriosa" che apre il dibattito sull'evoluzione e le scelte tecnologiche della Bianchi a inizio del Novecento. Ne parliamo su BE75 dalla collezione di @fogagnolomarcello .

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BIANCHI D1 TRACK 1902

A ‘mysterious’ bicycle that opens the debate on Bianchi's evolution and technological choices at the beginning of the 20th century. We discuss it on BE75 from Marcello Fogagnolo's collection.

ACQUISTA/BUY BE75:https://linktr.ee/biciclettedepoca
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