Biciclette d'Epoca
La rivista dedicata alla storia del ciclismo e della bicicletta ogni tre mesi in edicola e online
C’è un momento preciso in cui il ciclismo d’epoca si risveglia dal letargo invernale. Non è una data sul calendario, ma un profumo: quello della terra che si asciuga al primo sole di marzo e l’odore dell’olio per catene che torna a mescolarsi con quello dei vigneti toscani. Dal 13 al 15 marzo 2026, quel momento ha un nome e un luogo preciso: La Lastrense, a Lastra a Signa.
Giunta alla sua quarta edizione, questa ciclostorica non è solo un evento, ma il “Grand Opening” ufficiale del Giro d’Italia d’Epoca. È qui che le danze si aprono, è qui che le cromature tornano a brillare e le storie, interrotte in autunno, riprendono il loro cammino. Organizzata con la passione instancabile del GS Tre Emme, insieme al Comune di Lastra a Signa e all’Unione Nazionale Veterani dello Sport, La Lastrense è diventata in pochi anni la “classica di primavera” che mancava.

Quattro sfumature di fatica e bellezza
Il menu tecnico preparato per il 2026 è pensato per accontentare tutti, dal neofita che vuole “scansare la villa” all’eroico che cerca la sfida vera. I tracciati sono quattro, ognuno con un’anima diversa:
- Scansa la Villa (30 km): Per chi vuole godersi il panorama con il naso all’insù e una sola, dolce salita a fare da intermezzo.
- Bramasole (37 km): Un assaggio di sterrato e qualche strappo che inizia a far cantare i rapporti.
- Colline (47 km): Qui si fa sul serio, con due settori di strade bianche che profumano di storia.
- La Lastrense (74 km): Il percorso regina. Oltre 1.300 metri di dislivello e quattro settori sterrati. Non fatevi ingannare dalla distanza: è una prova di carattere tra le pieghe di un territorio che non concede tregua.
Un viaggio oltre i cancelli chiusi
Ma la vera magia de La Lastrense risiede nel privilegio. Grazie a un lavoro meticoloso sul territorio, la carovana dei ciclostorici attraverserà luoghi che solitamente appartengono solo al mito o alla proprietà privata. Pedaleremo tra i vigneti e gli oliveti di Montelupo Fiorentino, Scandicci, San Casciano in Val di Pesa e Montespertoli. Entreremo nei cortili di Villa Bellosguardo (Villa Caruso), varcheremo le soglie del Castello di Malmantile e resteremo incantati davanti alle geometrie del Castello di Montegufoni, attraverso passaggi esclusivi nelle proprietà private eccezionalmente aperte.

Non solo pedali: il rito del weekend
Il weekend fiorentino sarà un’immersione totale nel mondo vintage. Già dal venerdì il centro storico si animerà con la mostra-mercato, gli incontri culturali e l’immancabile Pedalata Rosa. E poi, il cuore pulsante della tradizione: la Cena del Ciclostorico. Sedersi a tavola con un menu toscano autentico, prima della battaglia gentile della domenica, è il momento in cui i sogni di gloria si mescolano a un bicchiere di vino buono e a tante risate.
La Lastrense ci ricorda che la bicicletta è il miglior strumento per leggere il paesaggio. Preparate le maglie di lana, lucidate i telai e oliate i cuoi: la stagione della bellezza è pronta a partire.
Ci vediamo a Lastra a Signa.
Info e Iscrizioni: www.lalastrense.it
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