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La Lambrustorica 2026, atto di memoria e di pace

Torna la Lambrustorica a Novi di Modena il 21 e 22 marzo, seconda tappa del Giro d’Italia d’Epoca

di Alessandra Ortenzi
16 Marzo 2026
in News, Oggi come ieri
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Nel cuore dell’Emilia, dove la terra si stende orizzontale e fiera, torna la Lambrustorica a Novi di Modena il 21 e 22 marzo. Non è solo la seconda tappa del Giro d’Italia d’Epoca ma un manifesto di resilienza culturale e bellezza paesaggistica.

Dimenticate il pregiudizio della monotonia perché in queste terre è un’illusione per chi non sa osservare. Tra canali di bonifica, manufatti idraulici che sembrano cattedrali e gli argini del Secchia, la Lambrustorica ci insegna che il paesaggio è un organismo vivo, capace di mutare ad ogni pedalata.

Il Velodromo di Cavezzo: un tempio che respira ancora

Domenica 22 marzo, dopo il via alle 8.30 da Novi, il percorso lungo di 70 chilometri condurrà i ciclisti verso un autentico luogo dell’anima: lo storico Velodromo Nino Borsari di Cavezzo. Non è solo un tracciato ma un tempio a cielo aperto, nato dall’estasi collettiva per l’oro olimpico di Nino Borsari a Los Angeles 1932 e inaugurato nel 1934, quando la terra battuta si sollevava sotto le ruote dei pionieri del ciclismo. Quel catino ha incrociato gli sguardi e le imprese dei grandi dell’Olimpo del ciclismo: dalla classe pura di Fausto e Serse Coppi alla tenacia granitica di Fiorenzo Magni, fino alle volate di Gino Bartali e alle sfide leggendarie di Antonio Maspes. È qui che, nel 1973, Geo Truzzi e Morgan Baccarani sfidarono i confini del tempo stabilendo il record della 24 ore in tandem. Oggi, il silenzio ha preso il posto del boato della folla, ma la storia non si è mai spenta. Ed è qui che accadrà la magia: mentre il gruppo varcherà l’ingresso di questo tempio, la polvere della memoria si diraderà per lasciare spazio al Coro delle Mondine di Novi. Quel canto, che affonda le radici nella fatica e nella dignità della terra, accoglierà i ciclostorici come un abbraccio solenne, trasformando il passaggio in un vero e proprio corto circuito emotivo perché chi pedalerà si sentirà custode di un sacrificio e di una gloria popolare che tornerà a pulsare più forte che mai.

Acqua, terra e Lambrusco: il museo lineare

Nel viaggio, attraversando i mulini di Concordia, si sconfina nel mantovano fino a Quistello. La sosta alla Cantina Sociale è un rito perché  il Lambrusco mantovano, con la sua spuma persistente e il profumo di viola, diventa il compagno di viaggio ideale. Per chi sceglierà il percorso corto di 30 chilometri, la narrazione non sarà da meno: la Ciclovia del Sole, l’imponente L’impianto idrovoro storico di Mondine del 1925 e il Museo della Tarsia di Rolo, un’eccellenza unica della Regione Emilia Romagna, trasformeranno la fatica in una mirabile scoperta.

E per tutti, all’arrivo, l’abbraccio emiliano: gnocco fritto, affettati e quella convivialità che è il vero motore della comunità del Giro d’Italia d’Epoca e di tutte le ciclostoriche del mondo.

Il dovere della memoria

La Lambrustorica, in questa IX edizione, saprà interpretare in maniera completa il valore della bicicletta come poderoso strumento di consapevolezza civile e storica. In un presente che ci colpisce quotidianamente con l’eco atroce delle guerre, pedalare non è più un atto di evasione, ma una forma di lucida resistenza. Sabato 21 marzo, nel pomeriggio, verrà organizzata una visita al Campo di Fossoli per ricordare a tutti noi che la strada che percorriamo è stata testimone dei momenti più bui dell’umanità. L’ex Campo di Concentramento, durante la Seconda Guerra Mondiale, ebbe la funzione di campo di smistamento di prigionieri ebrei e di prigionieri politici, la maggioranza dei quali fu deportata dai nazifascisti e uccisa nei campi di sterminio del nord Europa.

Visitare il luogo da cui fu deportato Primo Levi è un atto dovuto verso la verità e un esercizio supremo di quell’eroismo gentile di chi si rifiuta di dimenticare. Oggi più che mai, in un mondo che sembra aver perso la bussola della propria umanità, pedalare verso la memoria diventa l’unico modo autentico per dare senso al nostro andare, trasformando ogni nostra pedalata in un monito profondo e in un seme di pace, per costruire, chilometro dopo chilometro, quel futuro consapevole che ci ostiniamo a sperare.

Cultura, arte e visione

Tante le attività collaterali rispetto alla semplice corsa della domenica. Dalla mostra d’arte contemporanea Hamlet Suite di Andrea Saltini al Teatro Sociale, fino alla cena del sabato dove la visione di Giancarlo Brocci si intreccerà con la poesia locale, la Lambrustorica dimostra che il ciclismo d’epoca è a tutti gli effetti, in ogni sua rappresentazione, un hub culturale. 

La Lambrustorica è erede di una storia che parte dalla società Nicolò Biondo e arriva alla gloriosa Giacobazzi di Marco Pantani. Pedalare in queste terre, su queste strade, significa onorare quelle radici. A volte, per toccare il cielo non servono le vette, ma basta lo sguardo dritto e i piedi sui pedali

Le iscrizioni online sono aperte su www.lambrustorica.it fino all’8 marzo.

 

Percorso corto
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Tag: Giro d'italia d'epocaLambrustoricaVelodromo di Cavezzo
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Alessandra Ortenzi

Autore, giornalista ed esperta di strategie digitali e PR sportive, ha scritto 4 testi tecnici sul tema del Marketing digitale, Management dello sport, Licensing & Merchandising sportivo e un testo sul Web and Mobile Journalism. Si occupa di sostenibilità con una particolare attenzione verso le strategie ESG nello sport. Ha curato l’ufficio stampa per Discovery nelle Olimpiadi Invernali di Pechino 2022 e nelle Olimpiadi estive di Parigi 2024 e attualmente è uno degli esperti di comunicazione pubblica e digitale del Ministero dell’Ambiente.

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BARTALI PISTA '30/50 Una compagna di viaggio su t BARTALI PISTA '30/50

Una compagna di viaggio su telaio Galmozzi che ha seguito Gino Bartali per tutta la sua carriera, dagli Anni '30 agli Anni '50, accompagnandolo in chissà quante prove nei velodromi o chissà dove. 

Su BE77 voluto raccontarvi questa storia e metterla in copertina, perché anche le biciclette hanno uno spirito e una vita propria, che come le nostre cambiano con il tempo.

Da non perdere, in edicola adesso!

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BARTALI PISTA '30/50

A trusty companion built on a Galmozzi frame that accompanied Gino Bartali throughout his career, from the 1930s to the 1950s, riding with him in who knows how many races at velodromes or elsewhere.

In BE77, we wanted to share this story with you and feature it on the cover, because even bicycles have a spirit and a life of their own—one that, like ours, changes over time.

Available very soon in English version too.

ACQUISTA/BUY:  https://linktr.ee/biciclettedepoca
BICICLETTE D'EPOCA 77 È IN EDICOLA! È in arrivo B BICICLETTE D'EPOCA 77 È IN EDICOLA!

È in arrivo BE77, 100 pagine a colori dedicate al mondo del ciclismo vintage. Siamo molto felici e orgogliosi di aver dedicato la copertina alla bicicletta di uno dei più grandi, Gino Bartali, e di averlo fatto in collaborazione con il Museo del Ciclismo Gino Bartali di Ponte a Ema (FI), grazie al quale abbiamo potuto raccontarvi la storia unica di questa bicicletta da pista che Ginettaccio ha tenuto con sé per oltre vent'anni di carriera.

In totale, sono ben 11 le biciclette che trattiamo in questo numero: Rambler Light Roadster 1900 (Enzo Manfré); Legnano Mod. 52 SL Electa (Mauro Carini); Ciclo Piave Corsa 1955 (Emanuele Zardetto); Gielle Corsa 1983 (Lorenzo Berti); Fausto Coppi C4 Lugano 53 1993 Oscar Pellicioli (Fabio Dri); Takhion Pista 1990 (Enri Biavati); Compaigne Croix Super-Tri-Porteur 1938 (Carlo Azzini); Steve Potts Signature 1990 (Marco Ugherani); France Sport Donna 1925 (Luciano Cascioli); Lorenzo Monti, infine, ci illustra come ricostruire perni e coni di una Gritzner n°1 d'inizio Novecento.

Abbiamo poi le solite grandi storie, tra cui una enorme raccontata da Alessio Berti, quella del "Tasso" Bernard Hinault, uno dei più grandi di sempre. Marco Pasquini, invece, ci svela la carriera di Mario Fossati, giornalista essenziale, mentre Carlo Delfino ci porta a pedalare con Rodolfo Muller e Attilio Pavesi. Giovanni Battistuzzi, invece, ci racconta l'incrocio di destini tra i Mondiali di ciclismo e quelli di calcio. 

Spazio alla cultura con la storia di Henri Pélissier, estratta da Paolo Ghiggio dal libro "Noir, la bicicletta e la cronaca nera", e con il libro "Pino, coeur de lion" dedicato a Giuseppe Cerami. Fausto Delmonte illustra l'incredibile tecnologia dei telai ad aria compressa e Alfredo Azzini come sempre chiude raccontando la genesi dei velodromi europei.

Non mancano in apertura tutte le news dell'Eroica e dei vari club e musei e bellissima chiacchierata con Roberto Lencioni, in arte Carube.

Un numero da non perdere, frutto di un grande lavoro di squadra, che trovate in edicola o sul sito sprea.it.

ACQUISTA QUI:
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NOTE: English version will be available in few weeks.
36'40'' è il record per la scalata dell'Alp d'Huez 36'40'' è il record per la scalata dell'Alp d'Huez, arrivo della tappa del Tour di oggi.

Il record è di Marco Pantani, e in tanti dicono che oggi crollerà.

Staremo a vedere, ma di certo il cuore batte forte ricordando quell'impresa, per chi di noi c'era e per chi Pantani non ha potuto viverlo di persona.

In ogni caso, Marco, oggi il pensiero è per te. <3
PREOGAR 2WD 1995 L'avete mai vista una bicicletta PREOGAR 2WD 1995

L'avete mai vista una bicicletta a due ruote motrici? Tra il 1996 e il 1997 Subaru avviò una piccola produzione di soli 180 esemplari basata su un progetto precedente targato Progear nato alla fine degli Anni ‘80 dalla mente dell'austriaco Gunther Kappacher. Tutta la storia di questa MTB appartenente alla collezione di Paolo Carosini su BE76, in edicola fino al 30 luglio!

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Have you ever seen a two-wheel-drive bicycle? Between 1996 and 1997, Subaru launched a small production run of just 180 units based on an earlier Progear design conceived in the late 1980s by Austrian Gunther Kappacher. The full story of this MTB, part of Paolo Carosini’s collection, is featured in VB76, available on Amazon directly to your home!

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Pronti per il panel "Da Dreis a Coppi: breve stori Pronti per il panel "Da Dreis a Coppi: breve storia illustrata del ciclismo sportivo" alla Gran Fondo Fausto Coppi di Cuneo.

Giancarlo Brocci e Alfredo Azzini, ospiti del Museo del Ghisallo, commentano insieme al nostro direttore Alessandro Galli alcuni passaggi fondamentali nell'evoluzione ciclistica dalle origine a Coppi.
LABOR TANDEM PISTA 1906 Da un'epoca pionieristica LABOR TANDEM PISTA 1906

Da un'epoca pionieristica del ciclismo, un rarissimo capolavoro da pista con un particolare telaio a "doppio ponte". Dalla collezione di Mario Cionfoli.

Lo trovate solo su BE76 adesso in edicola.

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LABOR TANDEM PISTA 1906

From cycling’s pioneering era, an extremely rare track cycling masterpiece featuring a distinctive ‘double-bridge’ frame. From the collection of Mario Cionfoli.

You can find it exclusively in BE76, now on sale on Amazon Worldwide.

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CIMATTI CORSA 1951 Prima di dedicarsi ai ciclomot CIMATTI CORSA 1951

Prima di dedicarsi ai ciclomotori, lo storico marchio bolognese fondato da Marco Cimatti ha realizzato biciclette di grande pregio, come questo modello del 1951 a cavallo tra corsa e sport e con un cambio unico. Dalla collezione di Alvaro Abbili e con la collaborazione di @Nova Unione Velocipedistica Italiana.

Solo su BE76 adesso in edicola.

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CIMATTI CORSA 1951

Before turning its attention to mopeds, the historic Bolognese brand founded by Marco Cimatti produced bicycles of exceptional quality, such as this 1951 model, which straddled the line between racing and sport and featured a single-speed gearbox. From the collection of Alvaro Abbili, in collaboration with @Nova Unione Velocipedistica Italiana.

Exclusively in BE76, available now in paper edition.

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ARIEL SUPERB LIGHTWEITGH 1912 Famosa per le motoc ARIEL SUPERB LIGHTWEITGH 1912

Famosa per le motociclette, l'inglese Ariel ha però iniziato il proprio percorso produttivo con le biciclette. Ve lo raccontiamo grazie a questa Ariel Superb Lightweight del 1912 appartenente ad Ariel Atzori (nomen omen), grande culture del marchio, che mostra anche la particolarissima tecnologia Biflex dei foderi!

Solo su BE76 adesso in edicola.

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ARIEL SUPERB LIGHTWEIGHT 1912

Although famous for its motorcycles, the British firm Ariel actually began its manufacturing history with bicycles. We’ll tell you all about it thanks to this 1912 Ariel Superb Lightweight, owned by Ariel Atzori (a name that speaks for itself), a great connoisseur of the brand, which also showcases the highly distinctive Biflex technology of the chainstays!

Exclusively in BE76 available in paper edition worldwide!

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BICICLETTE D'EPOCA ED EROICA CELEBRANO I 10 ANNI D BICICLETTE D'EPOCA ED EROICA CELEBRANO I 10 ANNI DI EROICA MONTALCINO!

È un numero molto speciale quello che trovate in edicola in questi giorni! Girandolo, infatti, troverete uno speciale per celebrare i 10 anni di Eroica Montalcino, che andrà in scena il 31 maggio.

Una copertina dedicata e 8 pagine extra di voci, protagonisti e storia per festeggiare il primo decennio dell'Eroica di Primavera con tutte le sue bellissime strade bianche e i suoi paesaggi tra le strade del Brunello.

Una ragione in più per non perdere le 104 pagine di BE76, un numero unico adesso in edicola!

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VINTAGE BICYCLES AND EROICA CELEBRATE 10 YEARS OF EROICA MONTALCINO!

You’ll find a very special issue of Vintage Bicycles available now. In fact, if you flick through it, you’ll discover a special supplement to celebrate the 10th anniversary of Eroica Montalcino, which takes place on 31 May.

A dedicated cover and 8 extra pages of features, key figures and history to celebrate the first decade of the Spring Eroica, with all its beautiful white roads and landscapes amongst the Brunello vineyards.

All the more reason not to miss the 104 pages of BE76, a unique issue now on newsstands!

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UN BUSTO DI BOTTECCHIA AL GHISALLO Da ieri, al Mu UN BUSTO DI BOTTECCHIA AL GHISALLO

Da ieri, al Museo del Ghisallo, ente ormai iconico voluto da Fiorenzo Magni, che nel 2026 compie 20 anni, è presente anche un busto di Ottavio Bottecchia, il “Furlan de fer”, donato dall’autore stesso, Guido Merzliak, non solo scultore ma anche illustratore, vingettista, ecc. 

Merzialik ha testimoniato, visibilmente emozionato dal momento, la sua passione per “Botescià” e per il ciclismo eroico,  aiutato in questo dai racconti del giornalista e scrittore Claudio Gregori, firma storica del ciclismo. 

A scoprire il busto, il presidente del museo, Antonio Molteni, supportato dalla direttrice Carola Gentilini, curatori di questo luogo bellissimo che tutti gli amanti del ciclismo devono visitare.
ESTERMANN OLYMPIA 1980 Disegnata dal vento e dall ESTERMANN OLYMPIA 1980

Disegnata dal vento e dalla passione di Leogard Estermann, detto "Leo", questa bicicletta da pista realizzata in Svizzera, a Zurigo, è un capolavoro di tecnologia e di estetica che ha vinto la medaglia d'oro alle Olimpiadi di Mosca del 1980. Ve la racconta Michael Walser del Velomuseum Rehetobel di Appenzell Ausserrhoden (CH) con la collaborazione di Jonas Becker. Un articolo da non perdere!

SOLO SU BE76 IN EDICOLA ADESSO!

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ESTERMANN OLYMPIA 1980

Designed by Leogard Estermann, known as ‘Leo’, and inspired by the wind and his passion, this track bike, manufactured in Zurich, Switzerland, is a masterpiece of technology and aesthetics that won the gold medal at the 1980 Moscow Olympics. Michael Walser from the Velomuseum Rehetobel in Appenzell Ausserrhoden (CH) tells the story, with the collaboration of Jonas Becker. An article not to be missed!

ONLY IN BE76, AVAILABLE NOW WORLDWIDE!

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FRANCO CHIOCCOLI: LO CHIAMAVANO "COPPINO" Ci sono FRANCO CHIOCCOLI: LO CHIAMAVANO "COPPINO"

Ci sono campioni che dominano la scena sin dall'inizio della carriera e altri che ci arrivano con la maturità. È il caso di Franco Chioccioli, "Coppino" per la stampa e i tifosi, vincitore a 32 anni del Giro d'Italia del '91 con una strepitosa tappa sul Pordoi.

Ce lo racconta Marco Pasquini su Biciclette d'Epoca adesso in edicola.

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FRANCO CHIOCCOLI: THEY CALLED HIM ‘COPPINO’

Some champions dominate the scene right from the start of their careers, whilst others only reach their peak later on. This was certainly the case for Franco Chioccioli, known as ‘Coppino’ to the press and fans, who won the 1991 Giro d'Italia at the age of 32 with a sensational stage victory on the Pordoi.

Marco Pasquini tells the story in Biciclette d'Epoca, now on newsstands.

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