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La Belvedere

Pedalare tra i vigneti nel Mendrisiotto

di Redazione
6 Febbraio 2025
in News, Percorsi
Tempo di lettura: 1 minuto
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Biciclette d'Epoca

La rivista dedicata alla storia del ciclismo e della bicicletta ogni tre mesi in edicola e online

Copertina Biciclette d'Epoca Acquista/Abbonati

La passione per il ciclismo storico, letteralmente esplosa nell’ultimo decennio, ha dato vita a tantissimi eventi di valore in tutto il mondo, anche fuori dall’Italia.

Uno di questi, appena al di là dei patri confini, è La Belvedere, appuntamento nato nel 2016 a Mendrisio (CH), comune del Canton Ticino di lingua italiana, e giunto nel 2024 all’ottava edizione. Una vicinanza al territorio lombardo che ha fatto sì che La Belvedere sia stata inserita da qualche anno nel circuito delle Ciclostoriche di Lombardia, unico evento estero. Una proposta che affonda le proprie radici nella grande tradizione ciclistica del territorio del Mendrisiotto, capace però anche di aprirsi a tutte le altre forme di cicloturismo, e che è in grado di offrire bellissime esperienze dal punto di vista del paesaggio, da quello culturale e – non ultimo, ovviamente – da quello enogastronomico.

Si pedala infatti in un terra ricca di verde, di vigne e di vini, grazie a terreni unici, acidi e ricchi di roccia carbonatica. Il clima – più vicino a quello mediterraneo che a quello temperato, tipico del resto della Svizzera – favorisce la crescita di vitigni come Merlot e Bondola. In pochi chilometri, tra Melide e Chiasso, si produce quasi il 40% di tutto il vino del Canton Ticino. Rossi, in prevalenza, ma anche bianchi e spumanti che sanno solleticare il palato di chi ha buon gusto. Qui, grazie anche a una politica molto attenta alla mobilità sostenibile, che ha reso le città luoghi sicuri dove pedalare, è facile muoversi in bicicletta avendo anche il piacere della scelta se scegliere comode strade da ciclisti della domenica o salite leggendarie che hanno visto gareggiare i più grandi campioni nella storia del ciclismo.

Proprio Mendrisio, infatti, ha ospitato i Campionati Mondiali del 1971, che videro la vittoria del Cannibale Eddy Merckx, e quelli del 2009, vinti dall’australiano innamorato di queste terre Cadel Evans. Ma queste stesse rampe sono state il palcoscenico di altre grandi imprese. Come la vittoria di Coppi del ‘53, nella vicina Lugano, che andò a braccetto con il trionfo tra i dilettanti di Riccardo Filippi, poi suo scudiero alla Bianchi. Oppure la doppietta mondiale elvetica sfiorata per un pelo nel 1996, sempre a Lugano, con Barbara Heeb vincitrice tra le donne e il ticinese Mauro Gianetti – oggi CEO del’UAE Team Emirates – battuto in volata dal belga Johan Museew. Strade che grondano di storia grazie all’incessante opera del secolare Velo Club Mendrisio, di cui parliamo a parte.

PASSIONE E STORIA

A ideare La Belvedere, forti delle proprie tradizioni, sono infatti due appassionati locali, entrambi con la bicicletta nel sangue anche se con declinazioni differenti. Parliamo di Mandricardo Capulli, ciclista per passione, grande collezionista e vulcanico organizzatore di tutto quello che ruota intorno alla ciclostorica, e di Andrea Bellati, ex professionista e pistard a cavallo tra gli Anni ‘80 e i ‘90. È grazie a loro, e naturalmente a tutti coloro che hanno sposato il progetto, che La Belvedere negli anni è cresciuta e si è affermata, coinvolgendo un buon numero di appassionati tra cui anche il già citato Cadel Evans e il suo collega Michael Rogers, tre volte Campione del Mondo a cronometro tra il 2003 e il 2005, che qui sono di casa.

«Passione, tradizione e possibilità di scoprire un bellissimo territorio: queste sono le parole chiave della Belvedere», ci racconta Andrea. «Sono aspetti a cui teniamo molto e che pensiamo diano un valore all’esperienza che si può fare pedalando sulle nostre strade, che sono davvero ricche di tradizione». Non solo ciclismo, nei racconti di Andrea, ma anche tante opportunità su cosa fare, scoprire, mangiare quando si pedala da queste parti, raccolte nella mappa allegata a questo articolo che trovate nelle prossime pagine.

Alla Belvedere, che in genere si tiene nell’ultima decade di agosto, fanno da corredo eventi culturali anche nel resto dell’anno, come la partecipazione di un gruppo di ciclostorici al Lugano Bike Emotions, curata da Mandricardo Capulli così come la mostra di biciclette d’epoca nel cortile del palazzo comunale, oppure le attività estive che ruotano attorno all’ex Filanda di Mendrisio, con presentazione di libri, musica e tanto altro.

Sullo sfondo di tutto questo, ma ovviamente grandi protagonisti, i percorsi. Nell’edizione 2024 sono stati 4 (dettagli nella scheda), ma ovviamente c’è la possibilità di percorrerli liberamente per tutto il corso dell’anno, complice anche il clima mite di queste zone, seguendo le tracce GPX che vi mettiamo a disposizione online. Tutti e 4 i percorsi godono di una splendida vista dall’alto della regione con vista sul lago Ceresio. Anche i percorsi “Eremo” e “Serpiano” offrono dei punti panoramici notevoli. L’unica differenza é che per il percorso Eremo la strada è più breve ma ripida, mentre per il Serpiano é più lunga e dolce. Il dislivello è praticamente identico però per tutti e due.

Ma non ci sono solo erte da camosci, da queste parti: come detto, il Mendrisiotto e le strade della Belvedere sono molto accoglienti per chi va in bicicletta anche solo per il piacere di farlo, al proprio ritmo e senza morirne, grazie anche a tante piste ciclopedonali accessibili a tutti. Un’accoglienza è parte dello spirito che anima la Belvedere, che offre un territorio tutto da scoprire in qualsiasi periodo dell’anno.

SCARICA LE TRACCE GPX

Scarica le tracce GPX dei tre principali percorsi della Belvedere: Classica Serpiano (41 km/746 m), Classica Eremo (44 km, 958 m), Epica (52 km, 1093 m).

VAI AL PROFILO KOMOOT DI BICICLETTE D'EPOCA

125 ANNI DI VELO CLUB MENDRISO

Base culturale di tutto quello che ruota attorno alla Belvedere è il Velo Club Mendrisio, roccaforte del ciclismo locale e instancabile promotore del ciclismo nel Mendrisiotto. Fondato nel 1901, il VCM è stato un attore fondamentale nel ciclismo svizzero fino dopo la Seconda guerra mondiale. Dopo un periodo difficile, ecco la rifondazione del 1970, che portò immediatamente nel ‘71 all’organizzazione del primo Mondiale mendrisiese, vinto da Eddy Merckx (in foto), e poi negli anni all’affermarsi di manifestazioni come il Giro del Mendrisiotto, per 5 anni unica gara a godere dello status di pre-mondiale, e ben tre partenze del Giro di Lombardia. Una vera istituzione locale, ancora oggi solida e attiva, in grado di organizzare eventi importanti e di sfornare campioni.

LA BELVEDERE IN BREVE

Dove: partenza da Mendrisio (CH), cittadina del Canton Ticino dove la lingua ufficiale è l’italiano. Il percorso porta a pedalare tra le terrazze di vigneti del Mendrisiotto, tra luoghi che hanno fatto la storia sportiva del ciclismo.

Quando: in genere si tiene tra il 20 e 25 agosto.

Percorsi: Classica Serpiano (41 km/746 m), Classica Eremo (44 km, 958 m), Epica (52 km, 1093 m), Sterrata (46 km, 1030).

Per chi è: il percorso non è molto lungo (da 41 a 52 km) ma senza dubbio i dislivelli anche del più semplice sono impegnativi, soprattutto se non si è allenati. Sicuramente un’esperienza da affrontare con la giusta preparazione. Non mancano, comunque, le attività di contorno per gli accompagnatori al seguito in cerca di qualche giorno di relax.

CONTATTI

  • Sito web: labelvedere.org
  • Email: info@belvedere.org
  • Telefono: +41 79 374 61 71

I PUNTI D'INTERESSE DELLA BELVEDERE

DOVE MANGIARE

Ristoranti che accoglieranno a braccia aperte i ciclisti:

A) Grotto Bundi

  • viale alle Cantine, 24 – 6850 Mendrisio
  • +41 91 646 70 89
  • www.grottobundi.com

B) Ristorante & Terrazza Serpiano

  • via Serpiano – 6867 Serpiano
  • +41 91 986 20 00
  • www.serpiano.ch

C) Osteria Grotto Santa Margherita

  • via santa Margherita – 6855 Stabio
  • +41 91 647 33 77
  • www.grottosantamargherita.ch

DOVE DORMIRE

Un elenco di strutture ricettive adatte ai ciclisti:

D) Bike Hotel al Serpiano

  • via Serpiano, 6867 – Serpiano
  • +41 91 986 20 00
  • www.serpiano.ch/bike-hotel

E) Bike Hotel Coronado

  • via Borromini, 10 – 6850 Mendrisio
  • +41 91 630 30 30
  • www.hotelcoronado.com

F) Hotel Touring

  • Mövenpick, P. Indipendenza 1 – 6830 Chiasso
  • +41 91 647 33 77
  • www.movenpickchiasso.com

LUOGHI DA VISITARE E COSE DA FARE

Qualche attività interessante in zona quando non si pedala.

G) Bike&Wine Mendrisiotto
www.mendrisiottoterroir.ch
Un tour guidato in bici attraverso il Mendrisiotto, con visita a tre cantine e degustazione di vini del territorio e prodotti vari.

H) Ferrovia Monte Generoso
www.montegeneroso.ch
Dalla sua cima lo sguardo spazia a 360° sulla regione dei laghi,  Milano, Cervino, Jungfrau, Gottardo e Monte Rosa.

I) Parco archeologico Tremona
www.parco-archeologico.ch
Sul versante meridionale del Monte San Giorgio, si trova Tremona, dove è stato portato alla luce un villaggio medievale.

L) MONTE SAN GIORGIO
www.montesangiorgio.org
Una visita in questi luoghi vi permetterà di scoprire il fascino di unmondo perduto risalente a 240 milioni di anni fa.

M) Museo Vincenzo Vela
www.museo-vela.ch
Tra le più importanti case d’artista dell’Ottocento europeo, conserva la gipsoteca monumentale dello scultore Vela.

N) Pinacoteca cantonale Giovanni Züst
www4.ti.ch/decs/dcsu/pinacoteca-zuest/home
Il principale polo di studio per l’arte antica del Canton Ticino, con una collezione dal Rinascimento al XIX secolo.

O) MUSEO D’ARTE MENDRISIO
museo.mendrisio.ch
Esposizioni dedicate a grandi maestri del Novecento e alla scena internazionale, oltre a rassegne su temi e figure legati al territorio.

INFORMAZIONI TURISTICHE E ASSISTENZA TECNICA

OTR Mendrisiotto e Basso Ceresio

  • Stazione FFS, via Stefano Franscini – 6850 Mendrisio
  • info@mendrisiottoturismo.ch – www.mendrisiottoturismo.ch

Assistenza tecnica per biciclette

  • Queency Swiss SA / Andrea Bellati Sport
  • via G. Lanz 1, 6850 Mendrisio
  • +41 91 646 11 83 – www.bellatisport.com

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BIANCHI D1 PISTA 1902 Una bicicletta "misteriosa" BIANCHI D1 PISTA 1902

Una bicicletta "misteriosa" che apre il dibattito sull'evoluzione e le scelte tecnologiche della Bianchi a inizio del Novecento. Ne parliamo su BE75 dalla collezione di @fogagnolomarcello .

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A ‘mysterious’ bicycle that opens the debate on Bianchi's evolution and technological choices at the beginning of the 20th century. We discuss it on BE75 from Marcello Fogagnolo's collection.

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Il nostro "Ritratto" di questo numero è Simone D'U Il nostro "Ritratto" di questo numero è Simone D'Urbino, enfant prodige del telaismo e titolare del marchio Masi. 

L'abbiamo intervistato in una lunga, schietta e interessante chiacchierata nell'officina sotto le curve del Vigorelli, in cui è di recente rientrato, laddove il grande Faliero ha gettato le basi del mito.

Su BE75 in edicola adesso.

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Our ‘Portrait’ in this issue is Simone D'Urbino, enfant prodige of frame building and owner of the Masi brand. 

We interviewed him in a long, candid and interesting chat in the workshop under the curves of the Vigorelli, where he recently returned, where the great Faliero laid the foundations of the legend.

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Celebriamo oggi la Giornata Internazionale della D Celebriamo oggi la Giornata Internazionale della Donna, ricorrenza che sostiene l'importanza della parità, della tutela e dei diritti in ogni ambito.

Pioniere di tutto questo sono state le donne in bicicletta, vere anticonformiste pronte a sfidare le convenzioni sociali per affermare il proprio diritto a pedalare.

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Vincenzo Torriani è stato per 40 anni l'immagine e Vincenzo Torriani è stato per 40 anni l'immagine e il patron del Giro d'Italia. Una figura gigantesca che ha guidato la corsa rosa attraverso le strade di tutto il Paese.

Da ricordare quella volta che si candidò alle elezioni ma la gente votò Bartali! (in foto)

Ce ne parla Marco Pasquini su BE75 in edicola adesso.

Buona domenica!

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Vincenzo Torriani was the face and patron of the Giro d'Italia for 40 years. A larger-than-life figure, he guided the pink race through the streets of the entire country.

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Giro delle Regioni 11

Events calendar 12

PORTRAITS

Simone D'Urbino 14

ROUTES

La Vignastorica 18

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BICYCLES

Maino Tipo E Balloon 1930 28

Bianchi D1 Pista 1902 32

King Corsa 1920s 36

Bianchi Super Extra 1946 40

Chesini Precision 1982 44

La Française Diamant 1901 48

Cunningham CC Proto 1979 54

Vedovati Fiorelli Germanvox 1969 60

PEOPLE

Runaway Words: Llega el Maravilla 64

José Manuel Fuente 66

Pietro Chesi 73

Vincenzo Torriani 74

The Monument Classics 78

Isidoro Bergaglio 81

VELOCULTURE

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Books 85

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JOSE' MANUEL FUENTE, "EL TARANGU" Lo chiamavano " JOSE' MANUEL FUENTE, "EL TARANGU"

Lo chiamavano "El Tarangu", un intraducibile termine in dialetto asturiano che significava grosso modo "il garzone", "l'uomo di fatica", ma anche "l'imprevedibile". Manuel José Fuente era così: uno scalatore indomito e illeggibile che, nella sua breve carriera, ha fatto tremare i più grandi, compreso Eddy Merckx.

Ce lo racconta Alessio Stefano Berti su BE75 adesso in edicola.

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They called him ‘El Tarangu’, an untranslatable term in Asturian dialect that roughly meant ‘the lad’, ‘the labourer’, but also ‘the unpredictable one’. Manuel José Fuente was just that: an indomitable and unpredictable climber who, in his short career, made the greatest riders tremble, including Eddy Merckx.

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La Cunningham CC Proto del 1979 è un concentrato d La Cunningham CC Proto del 1979 è un concentrato di avanguardia non solo per il settore delle mountain bike ma per la bicicletta in generale, come dimostrano accorgimenti ideati da Charlie Cunningham (in foto) decenni prima.

Ve l'abbiamo raccontata su BE75 grazie al contributo di Joe Breeze, una leggenda della mountain bike, e del @marinmuseumofbicycling. Grazie anche a Charlie Sedlock, per le foto che ci ha concesso, e al nostro Fausto Delmonte , profondo conoscitore del settore.

Una bicicletta importante che meriterebbe una copertina variant della nostra rivista, e forse la faremo!

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The 1979 Cunningham CC Proto is a cutting-edge model not only for the mountain bike sector but for bicycles in general, as demonstrated by the features designed by Charlie Cunningham (pictured) decades earlier.

We told you about it on BE75 thanks to the contribution of Joe Breeze, a mountain biking legend, and the @marinmuseumofbicycling. Thanks also to Charlie Sedlock for the photos he provided us with, and to our own Fausto Delmonte, an expert in the field.

This is an important bicycle that deserves a variant cover of our magazine, and perhaps we will do just that!

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La Colnago Oval CX del 1982 è la biciclette protag La Colnago Oval CX del 1982 è la biciclette protagonista dell'articolo di copertina di BE75, adesso in edicola in italiano e disponibile per l'acquisto su Amazon in tutto il mondo e in inglese, sempre in formato cartaceo.

Foto e collezione di Michele Lozza (@thebikeplace ) con il contributo di Alessandro Turci (Alessandro Turci ).

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The 1982 Colnago Oval CX is the bicycle featured on the cover of BE75, now on newsstands in Italian and available for purchase on Amazon worldwide in English, also in print format.

Photos and collection by Michele Lozza (@thebikeplace) with the contribution of Alessandro Turci (Alessandro Turci).

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