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È ARRIVATA IN EDICOLA LA NUOVA VERSIONE DI BICICLETTE D’EPOCA!

Biciclette d'Epoca 71 - 112 pagine, nuovo formato, presto anche in inglese

di Redazione
7 Febbraio 2025
in News
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Biciclette d'Epoca

La rivista dedicata alla storia del ciclismo e della bicicletta ogni tre mesi in edicola e online

Copertina Biciclette d'Epoca Acquista/Abbonati

Nel corso del prossimo fine settimana potrete finalmente trovare nelle edicole e sul sito Sprea la nuova versione di Biciclette d’Epoca. Una rivista più grande – sia come formato sia come numero di pagine, ben 112 – più bella, con nuove idee e nuove rubriche e che si pone l’obiettivo di rappresentare nella maniera più ampia possibile il mondo del ciclismo d’epoca, anche fuori dall’Italia. Questo BE71, infatti, sarà il primo numero a essere tradotto in inglese e venduto in tutti i paesi del mondo che supportano il sistema Amazon Kindle Direct Publishing (10 mercati principali più quello generale). Non appena pronto, renderemo pubblico il link per acquistarlo.

Tanti, tantissimi i contenuti che abbiamo ideato, cercando di dare la visione più ampia e chiara possibile del ciclismo vintage.

Partiamo dalla copertina, che è dedicata alla Bianchi Squadra Corse 1984 di Silvano Contini appartenente alla collezione di Carsten Rademacher, premiata al Concorso d’Eleganza dell’Eroica come miglior conservato corsa fino al 1987. Una bicicletta importante e unica che abbiamo approfondito grazie al Registro Storico Cicli e Michele Asciutti, oltre che con una chiacchierata con lo stesso Contini.

All’interno, “Oggi come ieri”, dove come sempre troverete le news di Eroica e poi la presentazione delle annate che ci aspettano per le Ciclostoriche di Lombardia e il Giro delle Regioni, con tantissimi appuntamenti. Quindi la novità delle pagine riservate alle associazioni culturali, con le iniziative di AVI, NUVI, RSC e per la prima volta del Veteran-Cycle Club, importante attore inglese con migliaia d’iscritti in tutto il mondo. In coda – ma non ultima – un’intervista con Matteo Zazzera, primo uomo al mondo a completare tutti i lunghi di Eroica in un anno.

Passiamo poi alla nuova rubrica “Ritratti”, che ovviamente non potevamo non iniziare con la voce forse più importante di questo mondo, ovvero Giancarlo Brocci, che in una chiacchierata che abbiamo chiamato “Confessioni di un visionario” ci ha raccontato idee e sensazioni di una vita, anche fuori campo.

Altra novità è la sezione “Percorsi”, in cui vi raccontiamo il territorio della Belvedere di Mendrisio (CH). Abbiamo voluto dare un approccio diverso alle ciclostoriche, parlando non tanto e non solo dell’evento in sé ma soprattutto del contesto – sportivo, culturale, enogastronomico – in modo da permettere a chi volesse di andare a pedalare nel Mendrisiotto tutto l’anno, sapendo anche cosa fare anche quando non si è in bicicletta. Per cui tracce GPX per il computerino (seguiteci sul nostro nuovo profilo Komoot) ma anche diversi ristoranti, alberghi e luoghi d’interesse, segnalati con tanto di mappa Google.

Quindi “Le biciclette”: tante, bellissime, interessanti, alcune portate alla nostra attenzione dalle associazioni culturali. Si parte da una Maino Supersport “Catenelle” Anni ‘50 proposta dall’AVI e raccontata da Carlo Azzini, una delle sportive più complesse di sempre. NUVI, invece, ci racconta, grazie a Francesco Di Sario, l’incredibile bicicletta personale di Tommaso Nieddu, l’inventore del cambio Vittoria Margherita, che porta letteralmente addosso tante altre storie. Facciamo poi un salto alla fine dell’Ottocento, dove grazie a Giorgio Coreggioli abbiamo potuto approfondire una bellissima Swift Path Racer N°1 del 1898, una bicicletta enorme e con dettagli tecnici molto interessanti per l’epoca. Arriva invece dalla Francia una storia ricca di mistero, quella della bicicletta personale di Ettore Bugatti, portata alla nostra attenzione da Jean-Claude Lalleron. È in Ucraina, invece, che siamo andati a scoprire una Antonov Elin del 1997, dalla collezione di Enri Biavati, che ci ha permesso di approfondire storie di aerei e di vittorie in pista. Passiamo poi a un tributo alle MTB d’epoca con una Turner Stinger del 1999 di Gabriele Bocchi, raccontata da Fausto Delmonte con tutte le sue notevoli specifiche tecnologiche. Infine, chiudiamo con una fenomenale Monti Corsa del 1956, dalla collezione di Moreno Bianchini, premiata al Concorso d’Eleganza dell’Eroica con il Premio Fedeltà e iscritta al Registro delle Biciclette Eroiche.

In mezzo a tutte queste biciclette anche un tutorial in cui Filippo Marazia spiega, in maniera dettagliata e passo dopo passo, come restaurare in maniera conservativa una Bianchi Impero del 1939 partendo dal ritrovamento fino ad arrivare al ripristino completo.

Addentriamoci quindi nella storia del ciclismo con “Personaggi & campioni” e cominciamo con le “Parole in fuga” di Giovanni Battistuzzi, che in questo numero lanciano un ponte tra Stati Uniti e Inghilterra per un misterioso caso di furti di bici. Alessio Berti, invece, ci porta in Francia andando a scoprire la prima gara ciclistica della storia, la Parigi-Rouen del 1869, con tutti i suoi misteriosi e affascinanti protagonisti. Torniamo con la memoria ai terribili giorni in cui Fausto Coppi venne a mancare a causa della malaria grazie a Marco Pasquini, che documenta la vicenda dal punto di vista di Raphael Geminiani e dei suoi familiari, ricostruendo le telefonate intercorse in quei febbrili giorni.

Passiamo poi alla “Bicicultura” e partiamo dai libri. Il primo è “Alle origini della bicicletta – Vol. 2”, del nostro Alfredo Azzini, che racconta l’evoluzione sociale a contorno della nascita del velocipede. Il secondo è il bellissimo “The Cinelli Laser Project” di corsacalssic.com, curato da Andrea Bonfanti e Mattia Valesani, e che racconta tutta la storia dell’iconica bicicletta ideata da Antonio Colombo con schede di tutte le sue versioni. Sempre da un libro parte l’articolo di Vittorio Landucci, “L’anticavallo”, ovvero come Gianni Brera chiamava la bicicletta, traendo ispirazione da “La fin du cheval” di Pierre Giffard, che ci porta nella Parigi di fine Ottocento quando auto e bici soppiantarono la trazione animale. Diamo quindi spazio a un autore d’Oltreoceano, il canadese Christopher Morris, che attraverso un approfondito articolo illustrato alla International Cycling History Conference ha messo a confronto il cambio nel mozzo Sturmey Archer AW del 1938 con le imitazioni austriaca e svizzera, evidenziando i pericoli della pirateria. Troviamo poi di nuovo Fausto Delmonte, che stavolta ci porta sui Pirenei per raccontarci del terribile “Cerchio della morte”, ovvero le mitiche salite che hanno fatto la storia del Tour de France tra pianto e stridore di denti. Infine, last but not least, chiudiamo questo favoloso numero come al solito con la rigorosa penna di Alfredo Azzini, che illustra la “Golden Age” della bicicletta alla fine dell’Ottocento.

Un numero poderoso e ricco di contenuti, questo rinnovato Biciclette d’Epoca 71, importante anche nel formato e nelle pagine e figlio di un grande lavoro di squadra.

Non perdetevelo!

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150 ANNI DI UN MI-TO A partire dalla fine degli A 150 ANNI DI UN MI-TO

A partire dalla fine degli Anni '60 dell'Ottocento, le gare di velocipedi iniziano a diffondersi sempre di più, coinvolgendo i pochi temerari che già allora desideravano gareggiare con questi mezzi. 

La Milano-Torino, tenutasi per la prima volta nel 1876, è la più antica gara italiana ancora in essere, e la storia della sua affascinante genesi viene raccontata su BE76 da Alfredo Azzini, instancabile narratore delle origini della bicicletta.

EDIZIONE ITALIANA IN EDICOLA

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150 YEARS OF A LEGEND

Starting in the late 1860s, bicycle races began to gain popularity, drawing in the few daredevils who, even then, were eager to compete on these machines. 

The Milan-Turin race, held for the first time in 1876, is the oldest Italian race still in existence, and the story of its fascinating origins is told in BE76 by Alfredo Azzini, a tireless chronicler of the bicycle’s origins.

ENGLISH VERSION AVAILABLE SOON
Cari amici, siamo molto felici di annunciare il nu Cari amici, siamo molto felici di annunciare il nuovo numero di Biciclette d'Epoca, BE76, disponibile in questi giorni nelle edicole e sul sito Sprea.it.

Un numero con tantissimi contenuti interessanti, a partire dalla copertina dedicata ai 150 anni della storica gara Milano-Torino, qui rappresentata da un'incisione di Luigi Airaldi, vincitore della seconda edizione. Ce ne parla Alfredo Azzini.

Apre poi la sezione delle biciclette la Bianchi Squadra Corse Leggerissimo del 1949 di Coppi, dalla collezione di Carsten Rademacher, tra quelle a disposizione del Campionissimo alla Parigi-Roubaix vinta l’anno successivo. A raccontarcela tre penne importanti: Paolo Amadori, Michele Asciutti e Carlo Delfino.

Abbiamo poi una Ariel Lightweight del 1912 di Ariel Atzori, una Cimatti Corsa del 1951 di Alvaro Abbili, una Estermann Olympia del 1980 del Velomuseum di Rehetobel, un tandem Labor del 1906 di Mario Cionfoli, una Prina Imperiale R Lusso del '47 di Alberto Castelli, una Biazzi Corsa Air del 1986 di Francesco Misantoni, una Progear 2WD del 1995 di Paolo Carosini, una Moser Oro Aero del 1985 di Pasquale Cuttunaro vista al CdE dell'Eroica e un tutorial per ripristinare le selle curato da Maurizio Botta.

Passando ai campioni, Giovanni Battistuzzi ci riporta alle origini del doping parlando di Monsieur Aide, Marco Pasquini tratteggia la parabola di Franco Chioccioli mentre Carlo Delfino ci racconta dei gregari Canavesi e Rimoldi. Infine, sempre Pasquini ricostruisce la storia del 51 al Tour.

Per quanto riguarda la Bicicultura, spazio alla leggenda francese della "Piccola Regina", raccontata da l'Epopée Sutter, mentre Fausto Delmonte ricostruisce l'evoluzione delle tappe dalla ruota libera al cambio.

Infine, tutta la parte relativa agli eventi e alle ciclostoriche, con le ultime news da Eroica, l'arrivo sulle nostre pagine con grandissimo piacere di Giancarlo Brocci, i 20 anni del Ghisallo e una bellissima mostra a villa Manin.

Chiudiamo con lo speciale dedicato ai 10 anni di Eroica Montalcino che troverete con una copertina dedicata sul lato opposto della rivista, con 8 pagine extra che ripercorrono la storia e i valori dell'Eroica di primavera.

Non perdetelo!
SPECIAL ISSUE 75 – MOUNTAIN BIKE EXTRA We are del SPECIAL ISSUE 75 – MOUNTAIN BIKE EXTRA

We are delighted to announce the release of our first-ever special issue featuring a ‘Variant’ cover.

This is a special edition of Vintage Bicycles 75 – the same issue you’ll find on newsstands or on Amazon featuring the Colnago Oval CX – but in this case, the cover showcases the 1979 Cunningham CC Proto. 

It is a tribute we wanted to pay to this hugely significant bicycle and to the article produced in collaboration with the Marin Museum and MTB legend Joe Breeze.

But that’s not all: to make this issue even more special, we’ve added a full 16 extra pages dedicated to iconic MTBs of the past: the 1985 Ritchey Team Comp, the 1990 Rauler, the Breezer Lightning and the 1996 AMP B4, masterfully described by our very own Fausto Delmonte.

A collector’s edition that we hope will appeal to the many enthusiasts of the ever-fascinating world of vintage MTBs!

NOW AVAILABLE IN ENGLISH ONLY AND EXCLUSIVELY ON AMAZON: LINK IN BIO TO PURCHASE
BIANCHI D1 PISTA 1902 Una bicicletta "misteriosa" BIANCHI D1 PISTA 1902

Una bicicletta "misteriosa" che apre il dibattito sull'evoluzione e le scelte tecnologiche della Bianchi a inizio del Novecento. Ne parliamo su BE75 dalla collezione di @fogagnolomarcello .

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BIANCHI D1 TRACK 1902

A ‘mysterious’ bicycle that opens the debate on Bianchi's evolution and technological choices at the beginning of the 20th century. We discuss it on BE75 from Marcello Fogagnolo's collection.

ACQUISTA/BUY BE75:https://linktr.ee/biciclettedepoca
Il nostro "Ritratto" di questo numero è Simone D'U Il nostro "Ritratto" di questo numero è Simone D'Urbino, enfant prodige del telaismo e titolare del marchio Masi. 

L'abbiamo intervistato in una lunga, schietta e interessante chiacchierata nell'officina sotto le curve del Vigorelli, in cui è di recente rientrato, laddove il grande Faliero ha gettato le basi del mito.

Su BE75 in edicola adesso.

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Our ‘Portrait’ in this issue is Simone D'Urbino, enfant prodige of frame building and owner of the Masi brand. 

We interviewed him in a long, candid and interesting chat in the workshop under the curves of the Vigorelli, where he recently returned, where the great Faliero laid the foundations of the legend.

On BE75, available now.

ACQUISTA/BUY: LINK IN BIO
Celebriamo oggi la Giornata Internazionale della D Celebriamo oggi la Giornata Internazionale della Donna, ricorrenza che sostiene l'importanza della parità, della tutela e dei diritti in ogni ambito.

Pioniere di tutto questo sono state le donne in bicicletta, vere anticonformiste pronte a sfidare le convenzioni sociali per affermare il proprio diritto a pedalare.

Qui una copertina di "Figarò Illustré" del settembre 1893, rivoluzionaria per l'epoca e per lo scandalo che davano le donne in bicicletta con i pantaloni (detti "bloomer").
Vincenzo Torriani è stato per 40 anni l'immagine e Vincenzo Torriani è stato per 40 anni l'immagine e il patron del Giro d'Italia. Una figura gigantesca che ha guidato la corsa rosa attraverso le strade di tutto il Paese.

Da ricordare quella volta che si candidò alle elezioni ma la gente votò Bartali! (in foto)

Ce ne parla Marco Pasquini su BE75 in edicola adesso.

Buona domenica!

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Vincenzo Torriani was the face and patron of the Giro d'Italia for 40 years. A larger-than-life figure, he guided the pink race through the streets of the entire country.

We remember when he ran for election but the people voted for Bartali! (in photo)

Marco Pasquini tells us about it in BE75, now on newsstands.

Have a nice Sunday!

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Biciclette d'Epoca: una sola rivista, quattro vers Biciclette d'Epoca: una sola rivista, quattro versioni in lingue differenti per parlare agli appassionati di tutto il mondo. Scopri le opzioni di acquisto!

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Vintage Bicycles: one magazine, four versions in different languages to appeal to enthusiasts around the world. Discover the purchase options!

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Vintage Fahrräder: eine einzige Zeitschrift, vier Sprachversionen, um Fans auf der ganzen Welt anzusprechen. Entdecken Sie die Kaufoptionen!

--
Vélos d'Époque: un seul magazine, quatre versions dans différentes langues pour s'adresser aux passionnés du monde entier. Découvrez les options d'achat!

LINK IN BIO
Versione italiana e inglese di Biciclette d'Epoca Versione italiana e inglese di Biciclette d'Epoca 75 disponibili adesso!

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Versione italiana e inglese di Biciclette d'Epoca 75 disponibili adesso!

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VINTAGE BICYCLES IS AVAILABLE NOW WORLDWIDE Click VINTAGE BICYCLES IS AVAILABLE NOW WORLDWIDE

Click and purchase your paper copy of English version of our magazie.

Table of contents:

IN THIS ISSUE

VINTAGE WORLD

Eroica News 2

AVI 4

NUVI 5

RSC 6

VCC 7

Épopée Sutter 8

Giro d'Italia d'Epoca 9

Ciclostoriche di Lombardia 10

Giro delle Regioni 11

Events calendar 12

PORTRAITS

Simone D'Urbino 14

ROUTES

La Vignastorica 18

Cover Story: COLNAGO OVAL CX 1982 22

BICYCLES

Maino Tipo E Balloon 1930 28

Bianchi D1 Pista 1902 32

King Corsa 1920s 36

Bianchi Super Extra 1946 40

Chesini Precision 1982 44

La Française Diamant 1901 48

Cunningham CC Proto 1979 54

Vedovati Fiorelli Germanvox 1969 60

PEOPLE

Runaway Words: Llega el Maravilla 64

José Manuel Fuente 66

Pietro Chesi 73

Vincenzo Torriani 74

The Monument Classics 78

Isidoro Bergaglio 81

VELOCULTURE

Ido Erani 82

Books 85

Velodrom Favorit Brno 1889 86

The origins of racing - part 2 90

Don't miss it!

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Cari amici, a grande richiesta torna sulle nostre Cari amici, a grande richiesta torna sulle nostre pagine il Calendario delle Ciclostoriche 2026, in collaborazione con @eventbike.

Tutti gli appuntamenti dell'anno per non perderne nemmeno uno.

Lo trovate su BE75 in edicola adesso e sul nostro sito a questo indirizzo:

https://biciclettedepoca.net/news/il-calendario-delle-ciclostoriche-2026/

Se volete segnalare il vostro evento, scrivete a info@eventbike.it
JOSE' MANUEL FUENTE, "EL TARANGU" Lo chiamavano " JOSE' MANUEL FUENTE, "EL TARANGU"

Lo chiamavano "El Tarangu", un intraducibile termine in dialetto asturiano che significava grosso modo "il garzone", "l'uomo di fatica", ma anche "l'imprevedibile". Manuel José Fuente era così: uno scalatore indomito e illeggibile che, nella sua breve carriera, ha fatto tremare i più grandi, compreso Eddy Merckx.

Ce lo racconta Alessio Stefano Berti su BE75 adesso in edicola.

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They called him ‘El Tarangu’, an untranslatable term in Asturian dialect that roughly meant ‘the lad’, ‘the labourer’, but also ‘the unpredictable one’. Manuel José Fuente was just that: an indomitable and unpredictable climber who, in his short career, made the greatest riders tremble, including Eddy Merckx.

Alessio Stefano Berti tells us all about him in BE75, now on Amazon worldwide.

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