martedì | 17 Marzo | 2026
ACQUISTA/BUY
Biciclette d'Epoca
SHOP
  • LE BICICLETTE
  • BICICULTURA
  • OGGI COME IERI
  • TUTORIAL
  • PERCORSI
  • |
  • CHI SIAMO
  • PARTNER
  • CONTATTI
  • PRIVACY
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • LE BICICLETTE
  • BICICULTURA
  • OGGI COME IERI
  • TUTORIAL
  • PERCORSI
  • |
  • CHI SIAMO
  • PARTNER
  • CONTATTI
  • PRIVACY
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Biciclette d'Epoca
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Home News Bicicultura

Un secolo di ammiraglie

Viaggio nel colorato mondo al seguito del Giro... in scala 1:43!

di Federico Meda
1 Ottobre 2020
in Bicicultura
Tempo di lettura: 6 minuti
A A
FacebookTwitterWhatsappTelegram

Biciclette d'Epoca

La rivista dedicata alla storia del ciclismo e della bicicletta ogni tre mesi in edicola e online

Copertina Biciclette d'Epoca Acquista/Abbonati

L’idea che lo stato maggiore di una corsa o di una squadra ciclistica viaggi in “ammiraglia” lo si deve al giornalista (e neologista) più famoso dello sport nostrano, Gianni Brera, di cui peraltro parliamo in questo stesso numero per la sua cronaca al Tour del ’49. È lui a utilizzare per primo il gergo marittimo per descrivere gli automezzi che ospitano i direttori sportivi. All’epoca, giusto per fare due nomi, Eberardo Pavesi della Legnano viaggiava sul “Norge”, mastodontico camion-ammiraglia perché paragonato a un dirigibile; mentre il suo rivale alla Bianchi, Giovanni Tragella, insieme al Commendator Zambrini, si accomodava sulla “Checca” – al secolo una Bianchi S9 – guidata da Gino Oriani, figlio di Carlo, primo al Giro 1913. Sono mezzi di grande fascino perché unici, poiché prototipi con la livrea della squadra (il verde ramarro, nel caso della Legnano, o l’azzurrino tipico nel caso della Bianchi) e preparati per le esigenze di copione.

Tendenzialmente scoperte per agevolare la visuale, avevano spesso le fiancate sagomate per facilitare gli interventi meccanici in piena gara. Le fotografie dell’epoca le ritraggono sempre al seguito del ciclista di turno, complete di insegne della corsa e con il passeggero in piedi ad osservare la scena. E proprio da queste fotografie Giancarlo Pietra, erede insieme al cugino Maurizio dell’azienda Freni Universal, ha avuto lo spunto per una collezione creata insieme all’amico modellista, Claudio Spiller. In comune la passione per le automobili e i modellini d’epoca in scala 1:43.

Personalizzazione unica

Funziona così: dalle fotografie o dai libri di corsa si desumono i colori, le modifiche e gli accessori (come il porta bici o speciali roll-bar); poi si trova un modello d’auto “di serie” in scala 1:43, si smonta tutto, si mette mano alla carrozzeria e si rivernicia. Il tocco finale è l’applicazione degli adesivi e delle decalcomanie, rigorosamente fedeli a quelle dell’epoca: una collezione che si è presto aperta a tutti i mezzi coinvolti in un Grand Tour, quasi 400 esemplari a coprire 70 anni di storia del ciclismo. «Le ammiraglie sono il fiore all’occhiello», spiega Pietra, «anche se, a dirla tutta, il primo modellino che abbiamo realizzato è stato il nostro furgone della Universal, l’F12 dell’Alfa Romeo. Poi abbiamo proseguito con la Fiat 1100, che usavamo proprio agli albori, e infine con il Ducato, ultimo valoroso carro personalizzato che ancora possiedo e che porto alle ciclostoriche». A livello tecnico, il più facile da realizzare sembra proprio l’autocarro della Fiat. In realtà dei tre è stato quello che ha richiesto maggior cura, ci spiega Spiller: «Per l’F12 è bastato colorare la carrozzeria, apporre la decalcomania e l’insegna. Per il Ducato, invece, è stato più difficile dato che non esiste in commercio il modellino con il tetto basso. Mi sono quindi industriato per sostituirlo con uno in resina fatto da un amico. Dcisamente impegnativo».

La Carovana pubblicitaria

Dopo gli automezzi targati Universal, si è passati alle ammiraglie e – logica conseguenza – ai mezzi che componevano la carovana pubblicitaria del Giro d’Italia nel corso dei decenni. Gli indimenticabili carri della Sagip (mangimi animali, infatti è rosa e sormontato da un maiale), Liebig, Campari (con tanto di orso polare sul tetto e ghiaccio che minaccia di invadere l’abitacolo), Coca-Cola, Ferro-China Bisleri, della Superga, della Utet, della Hatù («che agli albori, da produttore di caucciù, si occupava anche di penumatici», specifica Pietra sorridendo), della Binaca, della Fizz («La bevanda numero uno», recita lo slogan sulla fiancata), della Simmenthal, sono delle “Madeleine proustiane” per Pietra, che potrebbe raccontare un aneddoto per ogni modellino.

«Si trattava di vere realizzazioni artistiche, in molti casi» spiega. «Carrozzieri bravissimi che con creatività e ingegno rendevano questo torpedone che anticipava la corsa davvero meritevole di attenzione e curiosità. In Francia, al Tour, si possono ancora ammirare creazioni del genere, in Italia purtroppo il codice della strada si è fatto più stringente e l’appeal della carovana ne ha risentito terribilmente».

Prosegue Spiller: «Uno di cui vado molto fiero è quello della Superga, perché abbiamo modificato molto il furgone scatolato di partenza. Abbiamo aperto tutte le fiancate e inserito dei modellini di pneumatici all’interno. Anche Utet è curioso: con la plasticard (fogli di stirene o polistirene, materiali plastici comuni ai modellisti, ndr) ho ricreato la forma del dorso dei volumi enciclopedici, un mezzo iconico all’epoca. Anche Chlorodont, con quei due tubetti di dentifricio sul tetto, è stato pesantemente rimaneggiato rispetto al modellino originale. E il risultato è magnifico». Con il passare degli anni i due amici hanno aperto la ricerca ai mezzi di servizio dei giornali – ogni testata aveva la sua macchina, completa di autisti e inviati – e della televisione. «C’è l’automobile dell’EIAR, Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche, progenitore della Rai», continua Pietra, «e poi una serie di mezzi della televisione pubblica che per un lungo periodo furono colorati di un azzurro speciale perché si distinguessero dagli altri. Tutti veicoli modificati in funzione delle riprese televisive: tetti aperti, corrimano, sostegni per la telecamera. Ho scoperto che la Rai ne ha recuperato un esemplare, l’ha restaurato e lo utilizza per i servizi di Rai Storia». La collezione interessa anche i mezzi dell’assistenza medica: si passa dalla vettura anni Sessanta del “mitico” dottor Frattini, alla Giro Clinica Also (poi Enervit) e a quelle della farmaceutica francese Aspro, per un triennio al seguito della Corsa Rosa.

I Sessanta e i Settanta

«È certamente il periodo d’oro della collezione», afferma Giancarlo. «Sono decenni ricchissimi di sponsor, corridori, mezzi». E infatti le ammiraglie sono quelle della Molteni di Gianni Motta, della Faema di Eddy Merckx, della Jolly ceramica di Fausto Bertoglio, la Scic di Giuseppe Saronni, la Brooklyn di De Vlaeminck, la Ferretti di Alfredo Martini, la Bianchi Piaggio di Felice Gimondi, le Citroën ID Break della Dreher Forte… potremmo andare avanti a lungo. Preferiamo aggiungere una curiosità legata a quegli anni: le corse sono finalmente aperte al gentil sesso, osteggiato per lungo tempo da un’organizzazione timorosa delle distrazioni dei corridori. Ecco quindi le prime Miss, della Irge o della San Pellegrino, guardate a vista da Antonio “Tony” Bailetti, ex corridore che per la professionalità dimostrata nel ruolo sarà soprannominato “l’eunuco”. Oltre a presenziare sul podio al termine della tappa, le fanciulle viaggiano su automezzi personalizzati, anch’essi presenti nella collezione Pietra.

Un capitolo a parte meritano le ammiraglie dei patron del Giro d’Italia: indimenticabile, anche perché in copertina su Lo Sport Illustrato di un numero monografico dedicato a Coppi, la fiammante Freccia d’oro della Alfa Romeo che vede Armando Cougnet con la tipica bandiera rossa (il fischietto sarà prerogativa del successore, Vincenzo Torriani), accompagnare il Campionissimo in fuga solitaria con la maglia di campione del mondo. «Il nuovo progetto prevede la riproduzione di tutte le automobili di Torriani: la Fulvia, l’Argenta, la Gamma e via discorrendo. Ma Claudio nicchia perché bisogna prevedere sempre l’oblò tipico del direttore di corsa, tagliando la carrozzeria del tetto di ogni modellino, eliminando di conseguenza il sedile davanti». In realtà Claudio nicchia perché sta ultimando l’Alfa Romeo Matta AR51 al seguito di Coppi al Tour del 1952: mancano solo le insegne e poi è pronta anche l’ammiraglia della seconda doppietta Giro – Tour.


A cura di: Federico Meda Si ringraziano: Sergio Meda, Giancarlo Pietra


mezzi di fatica

Ci sono camion che trasportavano le transenne e che a fine tappa andavano recuperate e montate all’arrivo successivo oppure la staffetta apricorsa, in questo caso una Fiat 125 nera, con stemma “La Gazzetta dello Sport” sulla fiancata e un curioso adesivo che intima “Bambini non attraversate la strada!”.   

Biciclette d'Epoca

La rivista dedicata alla storia del ciclismo e della bicicletta ogni tre mesi in edicola e online

Copertina Biciclette d'Epoca Acquista/Abbonati
Tag: ammiraglieBE45
CondividiTweetInviaCondividi
Articolo precedente

Giordani Ciclobalilla ’34

Prossimo articolo

Catene creative

Federico Meda

Correlati Articoli

Bicicultura

La nuova edizione del Bicicletterario rispetta la terra

Bicicultura

Paris Brest et retour – Parte I

Bicicultura

Tutti eleganti a Eroica 2024

Bicicultura

L’effimera Turinga

Bicicultura

Camillo Olivetti e la bicicletta

Bicicultura

Scarica gratuitamente il PDF del libro “Uomini forti, uomini fragili, su strade maledette”

Prossimo articolo

Catene creative

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Biciclette d'Epoca

La rivista dedicata alla storia del ciclismo e della bicicletta ogni tre mesi in edicola e online

Copertina Biciclette d'Epoca Acquista/Abbonati

I PIÙ VISTI

Plugin Install : Popular Post Widget need JNews - View Counter to be installed

SEGUICI SU INSTAGRAM

bicicletteepoca

SPECIAL ISSUE 75 – MOUNTAIN BIKE EXTRA We are del SPECIAL ISSUE 75 – MOUNTAIN BIKE EXTRA

We are delighted to announce the release of our first-ever special issue featuring a ‘Variant’ cover.

This is a special edition of Vintage Bicycles 75 – the same issue you’ll find on newsstands or on Amazon featuring the Colnago Oval CX – but in this case, the cover showcases the 1979 Cunningham CC Proto. 

It is a tribute we wanted to pay to this hugely significant bicycle and to the article produced in collaboration with the Marin Museum and MTB legend Joe Breeze.

But that’s not all: to make this issue even more special, we’ve added a full 16 extra pages dedicated to iconic MTBs of the past: the 1985 Ritchey Team Comp, the 1990 Rauler, the Breezer Lightning and the 1996 AMP B4, masterfully described by our very own Fausto Delmonte.

A collector’s edition that we hope will appeal to the many enthusiasts of the ever-fascinating world of vintage MTBs!

NOW AVAILABLE IN ENGLISH ONLY AND EXCLUSIVELY ON AMAZON: LINK IN BIO TO PURCHASE
BIANCHI D1 PISTA 1902 Una bicicletta "misteriosa" BIANCHI D1 PISTA 1902

Una bicicletta "misteriosa" che apre il dibattito sull'evoluzione e le scelte tecnologiche della Bianchi a inizio del Novecento. Ne parliamo su BE75 dalla collezione di @fogagnolomarcello .

--- 

BIANCHI D1 TRACK 1902

A ‘mysterious’ bicycle that opens the debate on Bianchi's evolution and technological choices at the beginning of the 20th century. We discuss it on BE75 from Marcello Fogagnolo's collection.

ACQUISTA/BUY BE75:https://linktr.ee/biciclettedepoca
Il nostro "Ritratto" di questo numero è Simone D'U Il nostro "Ritratto" di questo numero è Simone D'Urbino, enfant prodige del telaismo e titolare del marchio Masi. 

L'abbiamo intervistato in una lunga, schietta e interessante chiacchierata nell'officina sotto le curve del Vigorelli, in cui è di recente rientrato, laddove il grande Faliero ha gettato le basi del mito.

Su BE75 in edicola adesso.

--

Our ‘Portrait’ in this issue is Simone D'Urbino, enfant prodige of frame building and owner of the Masi brand. 

We interviewed him in a long, candid and interesting chat in the workshop under the curves of the Vigorelli, where he recently returned, where the great Faliero laid the foundations of the legend.

On BE75, available now.

ACQUISTA/BUY: LINK IN BIO
Celebriamo oggi la Giornata Internazionale della D Celebriamo oggi la Giornata Internazionale della Donna, ricorrenza che sostiene l'importanza della parità, della tutela e dei diritti in ogni ambito.

Pioniere di tutto questo sono state le donne in bicicletta, vere anticonformiste pronte a sfidare le convenzioni sociali per affermare il proprio diritto a pedalare.

Qui una copertina di "Figarò Illustré" del settembre 1893, rivoluzionaria per l'epoca e per lo scandalo che davano le donne in bicicletta con i pantaloni (detti "bloomer").
Vincenzo Torriani è stato per 40 anni l'immagine e Vincenzo Torriani è stato per 40 anni l'immagine e il patron del Giro d'Italia. Una figura gigantesca che ha guidato la corsa rosa attraverso le strade di tutto il Paese.

Da ricordare quella volta che si candidò alle elezioni ma la gente votò Bartali! (in foto)

Ce ne parla Marco Pasquini su BE75 in edicola adesso.

Buona domenica!

--

Vincenzo Torriani was the face and patron of the Giro d'Italia for 40 years. A larger-than-life figure, he guided the pink race through the streets of the entire country.

We remember when he ran for election but the people voted for Bartali! (in photo)

Marco Pasquini tells us about it in BE75, now on newsstands.

Have a nice Sunday!

LINK IN BIO PER ACQUISTARE/TO PURCHASE
Biciclette d'Epoca: una sola rivista, quattro vers Biciclette d'Epoca: una sola rivista, quattro versioni in lingue differenti per parlare agli appassionati di tutto il mondo. Scopri le opzioni di acquisto!

--

Vintage Bicycles: one magazine, four versions in different languages to appeal to enthusiasts around the world. Discover the purchase options!

--

Vintage Fahrräder: eine einzige Zeitschrift, vier Sprachversionen, um Fans auf der ganzen Welt anzusprechen. Entdecken Sie die Kaufoptionen!

--
Vélos d'Époque: un seul magazine, quatre versions dans différentes langues pour s'adresser aux passionnés du monde entier. Découvrez les options d'achat!

LINK IN BIO
Versione italiana e inglese di Biciclette d'Epoca Versione italiana e inglese di Biciclette d'Epoca 75 disponibili adesso!

---

Versione italiana e inglese di Biciclette d'Epoca 75 disponibili adesso!

ACQUISTA ORA/BUY NOW:

LINK IN BIO
VINTAGE BICYCLES IS AVAILABLE NOW WORLDWIDE Click VINTAGE BICYCLES IS AVAILABLE NOW WORLDWIDE

Click and purchase your paper copy of English version of our magazie.

Table of contents:

IN THIS ISSUE

VINTAGE WORLD

Eroica News 2

AVI 4

NUVI 5

RSC 6

VCC 7

Épopée Sutter 8

Giro d'Italia d'Epoca 9

Ciclostoriche di Lombardia 10

Giro delle Regioni 11

Events calendar 12

PORTRAITS

Simone D'Urbino 14

ROUTES

La Vignastorica 18

Cover Story: COLNAGO OVAL CX 1982 22

BICYCLES

Maino Tipo E Balloon 1930 28

Bianchi D1 Pista 1902 32

King Corsa 1920s 36

Bianchi Super Extra 1946 40

Chesini Precision 1982 44

La Française Diamant 1901 48

Cunningham CC Proto 1979 54

Vedovati Fiorelli Germanvox 1969 60

PEOPLE

Runaway Words: Llega el Maravilla 64

José Manuel Fuente 66

Pietro Chesi 73

Vincenzo Torriani 74

The Monument Classics 78

Isidoro Bergaglio 81

VELOCULTURE

Ido Erani 82

Books 85

Velodrom Favorit Brno 1889 86

The origins of racing - part 2 90

Don't miss it!

CLICK HERE TO BUY

https://linktr.ee/biciclettedepoca
Cari amici, a grande richiesta torna sulle nostre Cari amici, a grande richiesta torna sulle nostre pagine il Calendario delle Ciclostoriche 2026, in collaborazione con @eventbike.

Tutti gli appuntamenti dell'anno per non perderne nemmeno uno.

Lo trovate su BE75 in edicola adesso e sul nostro sito a questo indirizzo:

https://biciclettedepoca.net/news/il-calendario-delle-ciclostoriche-2026/

Se volete segnalare il vostro evento, scrivete a info@eventbike.it
JOSE' MANUEL FUENTE, "EL TARANGU" Lo chiamavano " JOSE' MANUEL FUENTE, "EL TARANGU"

Lo chiamavano "El Tarangu", un intraducibile termine in dialetto asturiano che significava grosso modo "il garzone", "l'uomo di fatica", ma anche "l'imprevedibile". Manuel José Fuente era così: uno scalatore indomito e illeggibile che, nella sua breve carriera, ha fatto tremare i più grandi, compreso Eddy Merckx.

Ce lo racconta Alessio Stefano Berti su BE75 adesso in edicola.

---

They called him ‘El Tarangu’, an untranslatable term in Asturian dialect that roughly meant ‘the lad’, ‘the labourer’, but also ‘the unpredictable one’. Manuel José Fuente was just that: an indomitable and unpredictable climber who, in his short career, made the greatest riders tremble, including Eddy Merckx.

Alessio Stefano Berti tells us all about him in BE75, now on Amazon worldwide.

---

ACQUISTA ORA/BUY NOW:

https://linktr.ee/biciclettedepoca
La Cunningham CC Proto del 1979 è un concentrato d La Cunningham CC Proto del 1979 è un concentrato di avanguardia non solo per il settore delle mountain bike ma per la bicicletta in generale, come dimostrano accorgimenti ideati da Charlie Cunningham (in foto) decenni prima.

Ve l'abbiamo raccontata su BE75 grazie al contributo di Joe Breeze, una leggenda della mountain bike, e del @marinmuseumofbicycling. Grazie anche a Charlie Sedlock, per le foto che ci ha concesso, e al nostro Fausto Delmonte , profondo conoscitore del settore.

Una bicicletta importante che meriterebbe una copertina variant della nostra rivista, e forse la faremo!

---

The 1979 Cunningham CC Proto is a cutting-edge model not only for the mountain bike sector but for bicycles in general, as demonstrated by the features designed by Charlie Cunningham (pictured) decades earlier.

We told you about it on BE75 thanks to the contribution of Joe Breeze, a mountain biking legend, and the @marinmuseumofbicycling. Thanks also to Charlie Sedlock for the photos he provided us with, and to our own Fausto Delmonte, an expert in the field.

This is an important bicycle that deserves a variant cover of our magazine, and perhaps we will do just that!

---

ACQUISTA ADESSO UNA COPIA CARTACEA DI BE75
BUY A PRINTED COPY OF BE75 NOW

https://linktr.ee/biciclettedepoca
La Colnago Oval CX del 1982 è la biciclette protag La Colnago Oval CX del 1982 è la biciclette protagonista dell'articolo di copertina di BE75, adesso in edicola in italiano e disponibile per l'acquisto su Amazon in tutto il mondo e in inglese, sempre in formato cartaceo.

Foto e collezione di Michele Lozza (@thebikeplace ) con il contributo di Alessandro Turci (Alessandro Turci ).

---

The 1982 Colnago Oval CX is the bicycle featured on the cover of BE75, now on newsstands in Italian and available for purchase on Amazon worldwide in English, also in print format.

Photos and collection by Michele Lozza (@thebikeplace) with the contribution of Alessandro Turci (Alessandro Turci).

---

ACQUISTA ORA/BUY NOW:

https://linktr.ee/biciclettedepoca
Segui su Instagram

CHI SIAMO

Dal 2013 il magazine di riferimento per il ciclismo storico per pedalare insieme sulle strade della storia in Italia e nel mondo.

ABBONATI

Non perdere nessun numero della nostra rivista bimestrale e abbonati a prezzo scontato a Biciclette d'Epoca.

CONTATTI

  • Per sottoporre un articolo o una bicicletta: info@biciclettedepoca.net
  • Per iniziative pubblicitarie: pubblicita@sprea.it

Media partner:

Contributor:

© 2008-2023 Copyright © Sprea S.p.A.
P.IVA: 12770820152. Tutti i diritti riservati

  • LE BICICLETTE
  • BICICULTURA
  • OGGI COME IERI
  • TUTORIAL
  • PERCORSI
  • |
  • CHI SIAMO
  • PARTNER
  • CONTATTI
  • PRIVACY

Biciclette d’epoca, registrata al tribunale di Milano il 19/12/2005 con il numero 970. ISSN: 2282-1902.
Autorizzazione ROC n° 6282 del 29/08/2001.
Direttore responsabile: Luca Sprea

Gestisci Consenso
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Visualizza le preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • LE BICICLETTE
  • BICICULTURA
  • OGGI COME IERI
  • TUTORIAL
  • PERCORSI
  • |
  • CHI SIAMO
  • PARTNER
  • CONTATTI
  • PRIVACY

© 2008-2023 Copyright © Sprea S.p.A. - P.IVA: 12770820152. Tutti i diritti riservati.
Biciclette d’epoca, registrata al tribunale di Milano il 19/12/2005 con il numero 970. ISSN: 2282-1902 Autorizzazione ROC n° 6282 del 29/08/2001 Direttore responsabile: Luca Sprea