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Amarcord da sindaco

I ricordi del “ciclismo che fu” di Giuseppe Bellandi, primo cittadino di Montecatini

di Paolo Ghiggio
10 Febbraio 2019
in Bicicultura
Tempo di lettura: 4 minuti
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Biciclette d'Epoca

La rivista dedicata alla storia del ciclismo e della bicicletta ogni tre mesi in edicola e online

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Giuseppe Bellandi è un ciclista vero.

La sua passione per la bicicletta riflette quella dei suoi compaesani, che hanno saputo portare il nome di Montecatini su due ruote nel mondo. E non gli mancano le idee sul futuro e sull’offerta per chi visita questa splendida città con la propria bici. Ecco che cosa ci ha detto:

Signor Sindaco, quanta passione c’è qui per la bicicletta?

Montecatini è in Toscana e siamo in provincia di Pistoia, la prima come numero di appassionati e società di ciclismo. Abbiamo una storia di ciclismo sportivo, è da quasi 70 anni che si corre il Gran Premio Ezio del Rosso in chiusura di stagione per gli Under 23. Siamo stati partenza e arrivo di tante tappe del Giro d’Italia, abbiamo organizzato i Mondiali del 2013 insieme ad altre città toscane; ed in città abbiamo avuto campioni grandi e piccoli, amici che hanno corso… è una grande storia delle due ruote a Montecatini.

Chi sono questi campioni?

Ricordo tanti nomi, adesso vorrei ricordare Riccardo Magrini che è un grande amico ed un buon ciclista, oltre che un grande commentatore di questo meraviglioso sport. Poi ci sono le conoscenze: Fiorenzo Magni e Alfredo Martini hanno corso con i colori di questa città. Vorrei ricordare che Fiorenzo ha vinto tante corse e Alfredo grande coach e direttore della squadra italiana che ha vinto più titoli, dai Mondiali a tutte le corse che una Nazionale poteva vincere con grandissimi campioni. È per questo che è nostro cittadino onorario e lo ricordiamo volentieri.

E poi?

E poi è chiaro che oggi la possibilità di venire in vacanza qua non è solo avere le Terme: Terme, salute, sport, bicicletta vanno sempre assieme, e abbiamo sempre più appassionati che vengono da tutto il mondo con le loro bici, fanno percorsi – che vorremmo sempre migliorare – a due passi da città d’arte, natura, belle colline con percorsi anche nel bosco per le mountain bike. Abbiamo un’offerta insomma che dev’essere valorizzata come piacere di muoversi in maniera intelligente, del tutto rispettosa della natura, intorno alla nostra città. Da sempre Montecatini ha portato avanti il turismo attivo.

Chi sono i cicloturisti che vengono nel vostro territorio?

Gli italiani sono soprattutto quelli della zona, che fanno tappa a Montecatini per poi prendere vari percorsi. Gli stranieri sono molti, e vengono in gran parte dal nord Europa. Olanda, Germania… sono appassionati delle due ruote, vengono qui con un altro mezzo e la bici al seguito, poi fanno i percorsi qui in zona. Bisognerebbe aumentare un’offerta di questo tipo sia con i percorsi che con le piste ciclabili. Purtroppo in Italia non sono come vorremmo: ho visto la Ciclopista dell’Alpe Adria che dall’Austria arriva all’Adriatico… la Regione Toscana sta facendo la Ciclopista dell’Arno e vorremmo raggiungerla, perché è vicino a noi. Abbiamo percorsi collinari, come la terra di Leonardo da Vinci, di Pinocchio a Collodi. Siamo al centro della Toscana e l’offerta di percorsi dove la sicurezza è legata al traffico, meno pesante delle strade “importanti”, c’è. Bisogna ampliare le possibilità e far conoscere quello che siamo. Siamo scelti da aziende che presentano i loro modelli nuovi a Montecatini, siamo inseriti in modo importante nel mondo del ciclismo. La voce di Riccardo Magrini è importante, perché nelle sue telecronache ricorda sempre la sua terra.

Come si costruisce una città a misura di bicicletta?

Per costruire una città a misura di bicicletta in parte bisognerebbe costruire le piste ciclabili. E qui è difficile perché non siamo in pianura, ci sono salite e discese e strade percorse anche dalle quattroruote. Più facile il percorso nei boschi delle mountain bike, percorsi più dolci e facili rispetto a quelli delle Alpi. Ma va costruito con un’idea di rete: Montecatini non può fare da sola, il percorso è in fondo molto piccolo. Va costruito da noi e la Val di Nievole, per esempio, con un territorio di 11 Comuni ed un territorio che comprende terre del vino, Collodi, Vinci, Monte Carlo, Montalbano (vino rosso)… è importante l’emozione per il ciclista: fai un percorso anche impegnativo, ma è un percorso di cultura ed enogastronomia. Il ciclismo, come diceva Alfredo Martini, è lo sport più popolare perché non paghi biglietto, la corsa ti passa innanzi all’uscio di casa, e ti appassiona per questo. Questo è importante: poi per il turismo servono alberghi che offrano non un pit-stop da Formula 1, ma semplici aree attrezzate dove lasciare la bicicletta, che ha anche un valore oggi economico non da poco. Aree con tecnici, meccanici, poter avere una prima colazione ciclistica per chi fa sport, e le Terme dove ci si riposa, si fanno le cure classiche che fanno bene ai ciclisti e ci si rilassa prima o dopo la fatica.

Che cosa farà domani?

Domani andrò in bicicletta per mantenere una buona forma. Come Sindaco, dopo tanti anni che lo faccio, ci sono i rimpianti per tutto quello che potevo fare e non ho fatto. Mi auguro ci sia una voce a Roma che dia spazio e difesa del ciclismo: dal rispetto delle regole da parte dei ciclisti, al rispetto verso di loro. E poi dare spazio a questo discorso sport-salute-benessere, perché andare in bicicletta fa bene a tutte le età. Pensate alle biciclette a pedalata assistita, per esempio. Non si tratta di fare la performance, ma un’attività leggera che fa bene ed è positiva ad ogni età. Il ciclista dev’essere rispettato e rispettoso.

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Tag: BE35magnimontecatini
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Sono cinque, con questo, i libri dedicati da Ghiggio alla bicicletta e ai suoi eroi, riusciti ad appassionare al tema anche i profani, grazie anche al ricco corredo fotografico di ognuno, con immagini, molte delle quali provenienti dall’Archivio Torra, spesso inedite e di indubbio interesse.

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PREOGAR 2WD 1995 L'avete mai vista una bicicletta PREOGAR 2WD 1995

L'avete mai vista una bicicletta a due ruote motrici? Tra il 1996 e il 1997 Subaru avviò una piccola produzione di soli 180 esemplari basata su un progetto precedente targato Progear nato alla fine degli Anni ‘80 dalla mente dell'austriaco Gunther Kappacher. Tutta la storia di questa MTB appartenente alla collezione di Paolo Carosini su BE76, in edicola fino al 30 luglio!

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Have you ever seen a two-wheel-drive bicycle? Between 1996 and 1997, Subaru launched a small production run of just 180 units based on an earlier Progear design conceived in the late 1980s by Austrian Gunther Kappacher. The full story of this MTB, part of Paolo Carosini’s collection, is featured in VB76, available on Amazon directly to your home!

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Pronti per il panel "Da Dreis a Coppi: breve stori Pronti per il panel "Da Dreis a Coppi: breve storia illustrata del ciclismo sportivo" alla Gran Fondo Fausto Coppi di Cuneo.

Giancarlo Brocci e Alfredo Azzini, ospiti del Museo del Ghisallo, commentano insieme al nostro direttore Alessandro Galli alcuni passaggi fondamentali nell'evoluzione ciclistica dalle origine a Coppi.
LABOR TANDEM PISTA 1906 Da un'epoca pionieristica LABOR TANDEM PISTA 1906

Da un'epoca pionieristica del ciclismo, un rarissimo capolavoro da pista con un particolare telaio a "doppio ponte". Dalla collezione di Mario Cionfoli.

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CIMATTI CORSA 1951 Prima di dedicarsi ai ciclomot CIMATTI CORSA 1951

Prima di dedicarsi ai ciclomotori, lo storico marchio bolognese fondato da Marco Cimatti ha realizzato biciclette di grande pregio, come questo modello del 1951 a cavallo tra corsa e sport e con un cambio unico. Dalla collezione di Alvaro Abbili e con la collaborazione di @Nova Unione Velocipedistica Italiana.

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Before turning its attention to mopeds, the historic Bolognese brand founded by Marco Cimatti produced bicycles of exceptional quality, such as this 1951 model, which straddled the line between racing and sport and featured a single-speed gearbox. From the collection of Alvaro Abbili, in collaboration with @Nova Unione Velocipedistica Italiana.

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ARIEL SUPERB LIGHTWEITGH 1912 Famosa per le motoc ARIEL SUPERB LIGHTWEITGH 1912

Famosa per le motociclette, l'inglese Ariel ha però iniziato il proprio percorso produttivo con le biciclette. Ve lo raccontiamo grazie a questa Ariel Superb Lightweight del 1912 appartenente ad Ariel Atzori (nomen omen), grande culture del marchio, che mostra anche la particolarissima tecnologia Biflex dei foderi!

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ARIEL SUPERB LIGHTWEIGHT 1912

Although famous for its motorcycles, the British firm Ariel actually began its manufacturing history with bicycles. We’ll tell you all about it thanks to this 1912 Ariel Superb Lightweight, owned by Ariel Atzori (a name that speaks for itself), a great connoisseur of the brand, which also showcases the highly distinctive Biflex technology of the chainstays!

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BICICLETTE D'EPOCA ED EROICA CELEBRANO I 10 ANNI D BICICLETTE D'EPOCA ED EROICA CELEBRANO I 10 ANNI DI EROICA MONTALCINO!

È un numero molto speciale quello che trovate in edicola in questi giorni! Girandolo, infatti, troverete uno speciale per celebrare i 10 anni di Eroica Montalcino, che andrà in scena il 31 maggio.

Una copertina dedicata e 8 pagine extra di voci, protagonisti e storia per festeggiare il primo decennio dell'Eroica di Primavera con tutte le sue bellissime strade bianche e i suoi paesaggi tra le strade del Brunello.

Una ragione in più per non perdere le 104 pagine di BE76, un numero unico adesso in edicola!

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VINTAGE BICYCLES AND EROICA CELEBRATE 10 YEARS OF EROICA MONTALCINO!

You’ll find a very special issue of Vintage Bicycles available now. In fact, if you flick through it, you’ll discover a special supplement to celebrate the 10th anniversary of Eroica Montalcino, which takes place on 31 May.

A dedicated cover and 8 extra pages of features, key figures and history to celebrate the first decade of the Spring Eroica, with all its beautiful white roads and landscapes amongst the Brunello vineyards.

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UN BUSTO DI BOTTECCHIA AL GHISALLO Da ieri, al Mu UN BUSTO DI BOTTECCHIA AL GHISALLO

Da ieri, al Museo del Ghisallo, ente ormai iconico voluto da Fiorenzo Magni, che nel 2026 compie 20 anni, è presente anche un busto di Ottavio Bottecchia, il “Furlan de fer”, donato dall’autore stesso, Guido Merzliak, non solo scultore ma anche illustratore, vingettista, ecc. 

Merzialik ha testimoniato, visibilmente emozionato dal momento, la sua passione per “Botescià” e per il ciclismo eroico,  aiutato in questo dai racconti del giornalista e scrittore Claudio Gregori, firma storica del ciclismo. 

A scoprire il busto, il presidente del museo, Antonio Molteni, supportato dalla direttrice Carola Gentilini, curatori di questo luogo bellissimo che tutti gli amanti del ciclismo devono visitare.
ESTERMANN OLYMPIA 1980 Disegnata dal vento e dall ESTERMANN OLYMPIA 1980

Disegnata dal vento e dalla passione di Leogard Estermann, detto "Leo", questa bicicletta da pista realizzata in Svizzera, a Zurigo, è un capolavoro di tecnologia e di estetica che ha vinto la medaglia d'oro alle Olimpiadi di Mosca del 1980. Ve la racconta Michael Walser del Velomuseum Rehetobel di Appenzell Ausserrhoden (CH) con la collaborazione di Jonas Becker. Un articolo da non perdere!

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ESTERMANN OLYMPIA 1980

Designed by Leogard Estermann, known as ‘Leo’, and inspired by the wind and his passion, this track bike, manufactured in Zurich, Switzerland, is a masterpiece of technology and aesthetics that won the gold medal at the 1980 Moscow Olympics. Michael Walser from the Velomuseum Rehetobel in Appenzell Ausserrhoden (CH) tells the story, with the collaboration of Jonas Becker. An article not to be missed!

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FRANCO CHIOCCOLI: LO CHIAMAVANO "COPPINO" Ci sono FRANCO CHIOCCOLI: LO CHIAMAVANO "COPPINO"

Ci sono campioni che dominano la scena sin dall'inizio della carriera e altri che ci arrivano con la maturità. È il caso di Franco Chioccioli, "Coppino" per la stampa e i tifosi, vincitore a 32 anni del Giro d'Italia del '91 con una strepitosa tappa sul Pordoi.

Ce lo racconta Marco Pasquini su Biciclette d'Epoca adesso in edicola.

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FRANCO CHIOCCOLI: THEY CALLED HIM ‘COPPINO’

Some champions dominate the scene right from the start of their careers, whilst others only reach their peak later on. This was certainly the case for Franco Chioccioli, known as ‘Coppino’ to the press and fans, who won the 1991 Giro d'Italia at the age of 32 with a sensational stage victory on the Pordoi.

Marco Pasquini tells the story in Biciclette d'Epoca, now on newsstands.

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BIANCHI SQUADRA CORSE "LEGGERISSIMO" COPPI 1949 Q BIANCHI SQUADRA CORSE "LEGGERISSIMO" COPPI 1949

Questa bicicletta è nata per scrivere nel mito. Per questo abbiamo voluta raccontarla dal punto di vista dell'evoluzione tecnologica con Paolo Amadori, da quello storico con Carlo Delfino e da quello puramente tecnico grazie a Michele Asciutti del Registro Storico Cicli.

Un approfondimento corposo che permette di capire le logiche della Squadra Corse Bianchi alla fine degli Anni '40, per una bicicletta che è stata la prima a montare il cambio Campagnolo "Tipo nuovo", che si sarebbe poi chiamato Parigi-Roubaix a partire dalla vittoria di Coppi alla Pascale del 1950.

Un grazie anche Carsten Rademarcher, proprietario di questa bicicletta, al fratello Dirk per le foto e a corsaclassic.com per il costante supporto.

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This bicycle was built to become a legend. That is why we wanted to explore it from the perspective of technological evolution with Paolo Amadori, from a historical perspective with Carlo Delfino, and from a purely technical perspective thanks to Michele Asciutti of the Registro Storico Cicli.

A comprehensive analysis that sheds light on the philosophy of the Bianchi Racing Team in the late 1940s, for a bicycle that was the first to feature the Campagnolo “Tipo nuovo” derailleur, which would later be named the Paris-Roubaix following Coppi’s victory at the 1950 Easter Classic.

Special thanks also to Carsten Rademarcher, owner of this bicycle, to his brother Dirk for the photos, and to corsaclassic.com for their constant support.

Exclusively on BE76, available now!

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VINTAGE BICYCLES 76 IS AVAILABLE WORLDWIDE ON AMAZ VINTAGE BICYCLES 76 IS AVAILABLE WORLDWIDE ON AMAZON!

Dear friends, we are finally ready with the English version of our magazine, ‘Vintage Bicycles 76’, available from today worldwide in print, available to buy on Amazon and ready to be delivered straight to your door.

The cover, which differs from the Italian edition, is dedicated to a stunning bicycle: the 1949 Bianchi Leggerissimo Squadra Corse, one of those made available to Fausto Coppi for 1950, on which he won his first and only Paris–Roubaix.

The very first bicycle ever to feature the Campagnolo ‘Tipo nuovo’ derailleur, which, following that victory, would come to be known as the ‘Paris-Roubaix’.

One of the many stories not to be missed on our pages!

Anyone who loves cycling and vintage bicycles simply must have ‘Vintage Bicycles’!

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150 ANNI DI UN MI-TO A partire dalla fine degli A 150 ANNI DI UN MI-TO

A partire dalla fine degli Anni '60 dell'Ottocento, le gare di velocipedi iniziano a diffondersi sempre di più, coinvolgendo i pochi temerari che già allora desideravano gareggiare con questi mezzi. 

La Milano-Torino, tenutasi per la prima volta nel 1876, è la più antica gara italiana ancora in essere, e la storia della sua affascinante genesi viene raccontata su BE76 da Alfredo Azzini, instancabile narratore delle origini della bicicletta.

EDIZIONE ITALIANA IN EDICOLA

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150 YEARS OF A LEGEND

Starting in the late 1860s, bicycle races began to gain popularity, drawing in the few daredevils who, even then, were eager to compete on these machines. 

The Milan-Turin race, held for the first time in 1876, is the oldest Italian race still in existence, and the story of its fascinating origins is told in BE76 by Alfredo Azzini, a tireless chronicler of the bicycle’s origins.

ENGLISH VERSION AVAILABLE SOON
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