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Home News Le Biciclette

Peugeot Bicyclette Sans Chaine 1898

Una bellezza anglo-francese libera da ogni catena!

di Redazione
5 Febbraio 2025
in Le Biciclette
Tempo di lettura: 4 minuti
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Biciclette d'Epoca

La rivista dedicata alla storia del ciclismo e della bicicletta ogni tre mesi in edicola e online

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Torniamo a parlare di una bicicletta con trasmissione a coppie coniche (volgarmente detta “a cardano”), argomento che nell’ultimo anno e mezzo stiamo affrontando con una certa frequenza, e lo facciamo stavolta grazie a un velocipede che rappresenta uno dei brand più longevi e iconici nella storia della bici e non solo, ovvero Peugeot. Il marchio francese, oggi noto soprattutto per la produzione di automobili all’interno dal 2021 del gruppo Stellantis, di cui fa parte anche la FIAT, affonda le radici della propria storia addirittura nel XV secolo, risalendo a una famiglia di commercianti di pece – da cui “peugeot”, ovvero “peciai” – da sempre residente nella zona attorno alle cittadine di Sochaux e Montbéliard, nella Franca Contea (regione francese al confine con la Svizzera).

Grazie alla loro capacità imprenditoriale, i Peugeot avviarono nel 1810 una consistente attività di fonderia del metallo, che li portò a realizzare e commerciare oggetti sempre più raffinati e difficili da realizzare (come le molle per orologi) o che magari sarebbero diventati il simbolo di un’epoca, come il classico “macinino” a manovella per il caffè che i nostri bisnonni avevano in casa. Fu solo dal 1881 che la Peugeot, grazie all’iniziativa di Armand, considerato uno dei patriarchi di questa vera e propria dinastia, convertì lo stabilimento di Beaulieu alla produzione di biciclette, facendo in qualche modo da apripista a quella di veicoli, che iniziò a partire dal 1890 circa. Incredibile ma vero, Peugeot produce ancora oggi biciclette, con una storia ultrasecolare che condivide con Bianchi e pochi altri produttori a livello mondiale.

Erano anni ancora ovviamente pionieristici per tutto quello che riguardava la produzione di veicoli privati. Se le carrozze – ancora largamente diffuse e soppiantate solo dalle future autovetture – erano appannaggio esclusivo delle classi più abbienti, le biciclette venivano ancora viste con grande curiosità e non considerate ancora un mezzo di spostamento “popolare”, ma una specie di curiosità che veniva associata soprattutto agli scavezzacollo, ai rampolli delle famiglie bene, a chi si cimentava in competizioni agonistiche. Tra il 1885 (anno in cui Starley inventa il telaio di sicurezza) e la fine dell’Ottocento, comunque, le innovazioni tecnologiche e la diffusione della bicicletta furono tali da presentare uno scenario completamente diverso nel giro di soli 15 anni. Mentre i velocipedi diventavano sempre più comuni e le produzioni di massa aumentavano, le biciclette iniziavano a differenziarsi tra una produzione più economica e una più di prestigio, portando alla creazione da parte dei marchi più rappresentativi di ampi cataloghi.

SCATENATA!

La Peugeot Bicyclette Sans Chaine appartenente alla collezione di Christian Mari che vedete in queste pagine, databile al 1898,  appartiene appunto alla produzione di alta gamma. Prendendo come punto di riferimento il catalogo Peugeot del 1900, questo modello costava, esattamente come quello da corsa top di gamma con trasmissione a catena, 475 franchi, quasi il doppio del modello base da passeggio, che ne costava 270. Le trasmissione a coppie coniche, come abbiamo già visto in passato parlando di questo tema, era senza dubbio più costosa ma anche più affidabile, in anni di frontiera in cui le catene si rompevano molto più frequentemente di quelle attuali e gli standard erano ancora lontani dal venire, causando enormi ritardi per i pezzi di ricambio, ragion per cui questa soluzione veniva particolarmente apprezzata. Resta comunque una soluzione molto rara, proprio per via dei costi, per cui siamo molto felici di poter analizzare questo esemplare sulle nostre pagine.

A balzare subito all’occhio è appunto la coppia conica di trasmissione. I più attenti noteranno delle similitudini con un’altra bicicletta di questo tipo, la Métropole Acaténe Velleda del 1897 che abbiamo illustrato su BE57. Peugeot, infatti, non sviluppava all’epoca una tecnologia propria per questo tipo di trasmissione, ma utilizzava quella della Métropole, come si evince dalle punzonature sul carter anteriore, che era fornitrice della quasi totalità dei marchi europei dell’epoca. Métropole sono anche le pedivelle e tutto il movimento centrale. L’esemplare in queste pagine ha il grandissimo pregio di essere ottimamente conservato in moltissime parti.

Il manubrio è da viaggio e con la sua ampiezza (52,5 cm) offre comodità e stabilità nella guida. Presenta una frenata a tampone dove la leva è fissata al telaio tramite una fascetta metallica che ospita la molla di ritorno. La forma richiama fortemente i manubri dei velocipedi da viaggio di fine Ottocento. Al posteriore non è presente alcun freno, ma la presa fissa delle coppie coniche permetteva di rallentare la corsa. La testa di forcella è di nuova generazione rispetto alla produzione dell’epoca: è a forma di H e nella parte posteriore presenta punzonato il numero di telaio 56238, che ci permette di datare la bici attorno al 1898 (nel 1903 Peugeot farà un reset).

Molto interessante la struttura del telaio, ovviamente a diamante, che presenta tubi dal diametro differente: quello orizzontale è da 27 mm, mentre i tubi verticale e obliquo sono da 29 mm. Una soluzione volta probabilmente a cercare il miglior connubio tra leggerezza e resistenza. I pedali sono in ferro a quattro punte, mentre i mozzi sono entrambi a 36 fori e i cerchi sono da 28×1-1/2. Veramente molto bella e in stato di conservazione esemplare – considerazione che si può estendere alla bicicletta nel suo insieme – la sella in cuoio, che è marchiata Peugeot ed è imbottita con crine di cavallo.


Collezione: Christian Mari Foto e consulenza storica: Marcello Fogagnolo


Scheda tecnica

Marca: Peugeot

Modello: Bicyclette Sans Chaine

Anno: 1897

Telaio: in acciaio con tubi di sezione differente

Trasmissione: Métropole a coppie coniche

Freno: anteriore a tampone

Sella: in cuoio marchiata Peugeot

Pedali: in ferro a quattro punte

Mozzi: a 36 fori

Cerchi: in acciaio da 28”x1-1/2


Screenshot

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Tag: BE67Ottocento
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Una bicicletta "misteriosa" che apre il dibattito sull'evoluzione e le scelte tecnologiche della Bianchi a inizio del Novecento. Ne parliamo su BE75 dalla collezione di @fogagnolomarcello .

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Chesini Precision 1982 44

La Française Diamant 1901 48

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PEOPLE

Runaway Words: Llega el Maravilla 64

José Manuel Fuente 66

Pietro Chesi 73

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They called him ‘El Tarangu’, an untranslatable term in Asturian dialect that roughly meant ‘the lad’, ‘the labourer’, but also ‘the unpredictable one’. Manuel José Fuente was just that: an indomitable and unpredictable climber who, in his short career, made the greatest riders tremble, including Eddy Merckx.

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La Cunningham CC Proto del 1979 è un concentrato d La Cunningham CC Proto del 1979 è un concentrato di avanguardia non solo per il settore delle mountain bike ma per la bicicletta in generale, come dimostrano accorgimenti ideati da Charlie Cunningham (in foto) decenni prima.

Ve l'abbiamo raccontata su BE75 grazie al contributo di Joe Breeze, una leggenda della mountain bike, e del @marinmuseumofbicycling. Grazie anche a Charlie Sedlock, per le foto che ci ha concesso, e al nostro Fausto Delmonte , profondo conoscitore del settore.

Una bicicletta importante che meriterebbe una copertina variant della nostra rivista, e forse la faremo!

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The 1979 Cunningham CC Proto is a cutting-edge model not only for the mountain bike sector but for bicycles in general, as demonstrated by the features designed by Charlie Cunningham (pictured) decades earlier.

We told you about it on BE75 thanks to the contribution of Joe Breeze, a mountain biking legend, and the @marinmuseumofbicycling. Thanks also to Charlie Sedlock for the photos he provided us with, and to our own Fausto Delmonte, an expert in the field.

This is an important bicycle that deserves a variant cover of our magazine, and perhaps we will do just that!

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La Colnago Oval CX del 1982 è la biciclette protag La Colnago Oval CX del 1982 è la biciclette protagonista dell'articolo di copertina di BE75, adesso in edicola in italiano e disponibile per l'acquisto su Amazon in tutto il mondo e in inglese, sempre in formato cartaceo.

Foto e collezione di Michele Lozza (@thebikeplace ) con il contributo di Alessandro Turci (Alessandro Turci ).

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Photos and collection by Michele Lozza (@thebikeplace) with the contribution of Alessandro Turci (Alessandro Turci).

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