Biciclette d'Epoca
La rivista dedicata alla storia del ciclismo e della bicicletta ogni tre mesi in edicola e online
Ci sono storie che non sbiadiscono mai, nemmeno sotto i colpi di un secolo di pioggia, vento e polvere. Storie che rimangono impresse sui tubolari e nell’anima di chi ama questo sport. Il prossimo 5, 6 e 7 giugno, il Giro d’Italia d’Epoca fa tappa a Pordenone per un appuntamento dal sapore mitico: la “100 volte Bottecchia – sulle strade del Campione”.
Entriamo nel vivo del nostro amato Giro d’Italia d’Epoca che per la prima volta si spinge fino al Friuli in quel mosaico di 17 ciclostoriche che, da nord a sud, ricuce la memoria e la geografia d’Italia. E questa volta lo facciamo per onorare lui, Ottavio Bottecchia, il muratore del Friuli che fece tremare i giganti di Francia. Pordenone, la sua città elettiva, dal 2024 è il fulcro di una straordinaria staffetta di centenari: dopo le celebrazioni per le storiche doppiette al Tour de France, questo 2026 segna i cent’anni dall’inaugurazione del mitico Velodromo cittadino a lui intitolato.
Pordenone: la città delle acque con lo sguardo alle vette
Quando si arriva a Pordenone si scopre un territorio magico, una terra di risorgive dove il fiume Noncello sussurra storie antiche. Sabato pomeriggio 6 giugno le bici d’acciaio riposeranno un momento per lasciarci godere le visite guidate nel centro storico, tra palazzi medievali che si affacciano sul Corso Vecchio e stratificazioni architettoniche che lasciano senza fiato. Alzando lo sguardo, a dominare la pianura, c’è il maestoso profilo del Gruppo del Cavallo.
Ma il vero cuore pulsante del sabato sarà in centro, dove potremo ammirare la preziosa mostra di biciclette dedicata al Centenario del Velodromo Bottecchia. Oltre a questo c’è una chicca che mi fa battere il cuore, visto che amo tutte le attività dedicate ai giovani ciclisti: il concorso di disegno per i bambini dal titolo “Botescià”, esattamente come i francesi, con ammirazione e timore, pronunciavano il cognome del nostro fuoriclasse, patrocinato nientemeno che dal Museo del Ghisallo.
E la sera? Tutti in pista! Nello storico Velodromo è caccia al posto per l’imperdibile Cena in GIALLO, seguita dallo spettacolo teatrale “PISTA! Arriva Ottavio” della compagnia “Amici di Cesco” di Renato Bozzo. Un’immersione totale nel mito.

“Strade Sconte” e colline: i due percorsi della domenica
Pedalare da queste parti è un’arte che richiede sensibilità. Significa andare alla ricerca delle “strade sconte” (nascoste, nel dialetto locale), quelle vie secondarie e silenziose dove il traffico scompare e rimane solo la musica delle bici d’epoca nella natura, sulle strade, sugli sterri. Per la domenica, i ragazzi dell’Associazione Civica Ottavio Bottecchia, in stretta collaborazione con gli amici di FIAB Aruotalibera APS (che festeggiano trent’anni d’attività), hanno disegnato due tracciati da favola:
- Il Percorso Classico (70 km) – Solo per veri Eroici: riservato esclusivamente a biciclette antecedenti al 1987 e abbigliamento coevo. Dalle acque di Pordenone saluteremo il Friuli attraversando il fiume Livenza, confine naturale e storico, per entrare nel Veneto Orientale. Saliremo con calma, passo dopo passo, fino a raggiungere San Martino di Colle Umberto, il paesino arroccato sulla collina che diede i natali a Ottavio. Lì, a pochi passi da Vittorio Veneto, vivremo una solenne commemorazione del Campione, seguita da una degustazione in cantina prima di rientrare.
- La Cicloturistica Breve (30 km) – Festa e inclusione: aperta a tutte le biciclette, è il vero manifesto dell’andare in bici insieme. Un serpentone colorato, dove si distingueranno le maglie gialle dedicate a Bottecchia, che si muoverà tra strade bianche e di campagna per arrampicarsi dolcemente verso Polcenigo, uno dei Borghi più belli d’Italia, prima di chiudere l’anello verso il traguardo.
Il ritrovo della giornata della corsa è fissato per domenica 7 giugno alle ore 7.00 proprio lì, sui lastroni storici del Velodromo. La partenza del lungo scatterà alle 8:00, seguita a ruota alle 8:15 dalla cicloturistica.
Preparate i vostri tubolari più resistenti, rispolverate le vostre maglie di lana più belle (magari con un tocco di giallo!) e venite a respirare la storia. Perché pedalare nel Giro d’Italia d’Epoca significa esattamente questo: viaggiare con le ruote nella polvere e lo sguardo nel futuro.
Tutte le informazioni su www.acottaviobottecchia.com

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